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Kliment Efremovič Vorošilov

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Kliment Efremovič Vorošilov
Portrait of Kliment Voroshilov (5).png

Presidente del Presidium del Soviet Supremo dell'URSS
Durata mandato 15 marzo 1953 –
7 maggio 1960
Predecessore Nikolaj Michajlovič Švernik
Successore Leonid Il'ič Brežnev

Commissario del Popolo per la Difesa dell'Unione Sovietica
Durata mandato 6 novembre 1925 –
7 maggio 1940
Capo di Stato Stalin
Predecessore Michail Vasil'evič Frunze
Successore Semën Konstantinovič Timošenko

Deputato del Soviet dell'Unione del Soviet Supremo dell'Unione Sovietica
Legislature I, II, III, IV, V, VI, VII
Circoscrizione RSS Bielorussa (I), Oblast' di Minsk (II, III), Leningrado (IV, V), Oblast' di Mosca (VI, VII)

Dati generali
Partito politico Partito Comunista dell'Unione Sovietica
Professione Militare, politico
Kliment Efremovič Vorošilov
Klim voroshilov.JPG
4 febbraio 1881 – 2 dicembre 1969
Nato aVerchnee, Impero russo
Morto aMosca, Unione Sovietica
Luogo di sepolturaNecropoli delle mura del Cremlino
Dati militari
Paese servitoURSS Unione Sovietica
ArmaRed Army flag.svg Armata Rossa
UnitàPrima armata di cavalleria russa
Anni di servizio1903 - 1953
GradoMaresciallo dell'Unione Sovietica
GuerreGuerra civile russa
Guerra sovietico-polacca
Guerra d'inverno
seconda guerra mondiale
DecorazioniEroe dell'Unione Sovietica (2)
Ordine di Lenin (8)
Eroe del Lavoro Socialista
Ordine della Bandiera Rossa (6)
Ordine di Suvorov di I Classe
Medaglia per la vittoria sulla Germania nella grande guerra patriottica 1941-1945
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Vorošilov con Stalin nel 1935

Kliment Efremovič Vorošilov (in russo: Климент Ефремович Ворошилов?, in ucraino: Климент Охрімович Ворошилов?, traslitterato: Klyment Ochrimovyč Vorošylov; Verchnee, 4 febbraio 1881Mosca, 2 dicembre 1969) è stato un generale e politico sovietico, tra i primi a essere insigniti del titolo di Maresciallo dell'Unione Sovietica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1925 al 1940 fu ministro della difesa dell'URSS. Dal 1953 al 1960 Presidente del Presidium del Soviet Supremo dell'Unione Sovietica. Insignito di due decorazioni dell'ordine degli Eroi dell'Unione Sovietica e dell'ordine degli Eroi del Lavoro Socialista. È stato il membro del Politburo del PCUS più duraturo, ricoprendo la carica per 34 anni consecutivi (dal 1926 al 1960).

Dopo la morte di Frunze, Vorošilov fu nominato ministro di guerra dell'URSS. Era stato un sostenitore di Stalin durante lo scontro con Lev Trockij. È autore del libro Stalin e l'Armata Rossa, pubblicato negli anni venti, in cui viene elogiato il ruolo di Stalin durante la Guerra civile russa.

Nel 1940, a seguito della guerra finno-sovietica, Vorošilov venne destituito dal ruolo di ministro della guerra e sostituito da Tymošenko. Ricoprì successivamente il ruolo di vice primo ministro dell'URSS e di Presidente del Comitato di Difesa dell'URSS.

In suo onore il nome Vorošilov venne assegnato ad un incrociatore della Classe Kirov e con il suo nome venne ribattezzata Vorošilovgrad la città ucraina di Luhans'k.

Anche i carri armati pesanti KV prendono il nome dalle iniziali dell'allora ministro della difesa.

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Da sinistra a destra Kaganovič, Stalin, Postyšev, Vorošilov (1934)

Vorošilov fu membro della Segreteria del Comitato centrale del PCUS dal 1921 al 1961. Nel 1925, alla morte di Michail Frunze, egli divenne Commissario del Popolo per la Difesa Militare e Presidente del Consiglio Militare Rivoluzionario dell'Unione Sovietica, incarico che detenne fino al 1934. Il suo principale successo in questo periodo fu il trasferire importanti aziende belliche sovietiche a est degli Urali, in modo da mantenere una posizione strategica in caso di attacco e la capacità di produzione intatta.[1] La posizione politica di Frunze si atteneva alla linea ufficiale della Trojka dell'epoca (Grigorij Zinov'ev, Lev Kamenev, Stalin), ma Stalin preferì assicurarsi una più stretta alleanza personale (per tutelarsi da Frunze, considerato uno "Zinovievista"). Frunze venne "caldamente" consigliato di operarsi da un gruppo di medici di Stalin, per curarsi un'ulcera allo stomaco dalla quale era afflitto da tempo, nonostante il parere contrario del suo medico curante.[2] Frunze morì sul tavolo operatorio a causa di una dose eccessiva di cloroformio, un anestetico.[2] Nel 1926 Vorošilov divenne membro a tutti gli effetti del neocostituito Politburo, rimanendovi fino al 1960.

Nel 1934 Vorošilov fu promosso Commissario del Popolo per la Difesa e, nel 1935 divenne Maresciallo dell'Unione Sovietica. Svolse un ruolo da protagonista durante il periodo delle "Grandi purghe" degli anni trenta volute da Stalin, denunciando per tradimento molti dei suoi colleghi militari e subordinati. Scrisse parecchie lettere a ex ufficiali e diplomatici sovietici in esilio, pregando loro di tornare volontariamente in Unione Sovietica rassicurandoli falsamente del fatto che non sarebbero stati arrestati.[3] Vorošilov firmò personalmente 185 liste di condannati a morte.[4]

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Durante la seconda guerra mondiale, egli fu membro (1941–1944) del Comitato di Difesa dello Stato insieme a Stalin, Molotov, Malenkov, e Berija. Vorošilov comandò le truppe sovietiche dal novembre 1939 al gennaio 1940 durante la guerra russo-finlandese, fino a quando non venne sollevato dall'incarico per la scarsa capacità strategica e militare dimostrata,[5] che aveva causato ingenti perdite di uomini all'Armata Rossa. Quando la leadership del Partito si riunì nella dacia di Stalin a Kuncevo, il dittatore urlò infuriato contro Vorošilov rimproverandolo per le sconfitte subite; al che egli rispose che imputava il fallimento al fatto che i migliori comandanti sovietici erano stati eliminati durante le purghe proprio per volere di Stalin, accompagnando la sua affermazione rompendo sul tavolo un piatto di carne arrosto. Nikita Chruščёv raccontò che questa fu l'unica volta nella quale fu testimone di una lite così furibonda nella dirigenza del Partito.[6] Inoltre, Vorošilov venne biasimato anche per l'iniziale insuccesso della guerra in Finlandia. Poco tempo dopo, venne sostituito da Semën Timošenko alla carica di Commissario della Difesa. In virtù dei fallimenti in campo militare, Vorošilov venne trasferito ad occuparsi del settore culturale.[7]

Inizialmente, Vorošilov credette che le migliaia di ufficiali polacchi catturati nel settembre 1939 sarebbero stati rilasciati, ma successivamente egli firmò l'ordine di esecuzione di quello che sarebbe passato alla storia come il "massacro delle fosse di Katyń" del 1940.[8]

Vorošilov, Gor'kij, Stalin (da sinistra a destra) nel 1931

A seguito dell'invasione dell'Unione Sovietica da parte delle Germania nel giugno 1941, Vorošilov divenne comandante del fronte settentrionale (luglio-agosto 1941). Nel settembre 1941, fu messo al comando del fronte di Leningrado. Lavorando insieme a Andrej Aleksandrovič Ždanov, mentre le truppe tedesche cercavano di accerchiare la città per tagliarla fuori dal resto dell'Unione Sovietica, Vorošilov dimostrò di possedere una considerevole dose di coraggio nel difendere la città dalle superiori forze germaniche; si narra che guidò personalmente il contrattacco ai nazisti alla testa delle sue truppe armato solo di una pistola.[9] Tuttavia, la strategia del contrattacco era stata abbandonata come antiquata dagli strateghi militari moderni e venne biasimata da molti dei suoi colleghi;[5] in quanto egli fallì nel tentativo di impedire ai nazisti di circondare la città, e fu quindi rimosso dall'incarico e sostituito al comando da Georgij Žukov l'8 settembre 1941.[10] Stalin aveva comunque bisogno politico di dirigenti a lui fedeli in tempo di guerra, e quindi Vorošilov rimase una figura di una certa importanza al governo.[5]

Nel periodo 1945–1947 Vorošilov supervisionò la stabilizzazione del regime comunista filo-sovietico nell'Ungheria del dopoguerra.[5]

Nel 1952, divenne membro del Presidium della Commissione Centrale del Partito Comunista Sovietico. La morte di Stalin occorsa il 5 marzo 1953 provocò stravolgimenti ai vertici dell'Unione Sovietica. Il 15 marzo 1953, Vorošilov fu eletto Presidente del Praesidium. Nikita Chruščёv divenne Segretario Generale del PCUS, mentre Malenkov divenne Premier dell'Unione Sovietica.

Ritiro e morte[modifica | modifica wikitesto]

Quando Chruščёv rimosse dal Partito gran parte dei vecchi stalinisti come Molotov e Malenkov, la carriera di Vorošilov iniziò il suo declino. Il 7 maggio 1960, il Soviet Supremo dell'Unione Sovietica accolse la richiesta di dimissioni di Vorošilov eleggendo al suo posto Leonid Brežnev come nuovo Presidente del Presidium del Consiglio Supremo. Il 16 luglio la Commissione centrale lo sollevò inoltre da tutti gli incarichi all'interno del Partito. Nell'ottobre 1961, la sua sconfitta politica era completa e nel corso del XXII Congresso del PCUS, Vorošilov fu escluso dall'elezione della Commissione centrale.

A seguito della rimozione di Chruščёv dal potere, Brežnev riportò Vorošilov in attività come "nome di prestigio" del governo. Egli venne nuovamente eletto alla Commissione centrale nel 1966, e nel 1968 gli fu assegnata una seconda medaglia come Eroe dell'Unione Sovietica. Morì nel 1969 a Mosca e venne sepolto nella Necropoli del Cremlino.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze sovietiche[modifica | modifica wikitesto]

Eroe dell'Unione Sovietica - nastrino per uniforme ordinaria Eroe dell'Unione Sovietica
«In occasione del suo settantacinquesimo compleanno»
— 3 febbraio 1956
Eroe dell'Unione Sovietica - nastrino per uniforme ordinaria Eroe dell'Unione Sovietica
«Nel cinquantenario delle forze armate dell'URSS»
— 22 febbraio 1968
Eroe del Lavoro Socialista - nastrino per uniforme ordinaria Eroe del Lavoro Socialista
— 7 maggio 1960
Ordine di Lenin (8) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Lenin (8)
— 23 febbraio 1935, 22 febbraio 1938, 3 febbraio 1941, 21 febbraio 1945, 3 febbraio 1951, 3 febbraio 1956, 3 febbraio 1961 e 22 febbraio 1968
Ordine della Bandiera Rossa (6) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Bandiera Rossa (6)
— 26 giugno 1919, aprile 1921, 2 dicembre 1925, 22 febbraio 1930, 3 novembre 1944 e 24 giugno 1948
Ordine di Suvorov di I Classe - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Suvorov di I Classe
— 22 febbraio 1944
Medaglia per la difesa di Leningrado - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per la difesa di Leningrado
Medaglia per la difesa di Mosca - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per la difesa di Mosca
Medaglia per la difesa del Caucaso - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per la difesa del Caucaso
Medaglia per la vittoria sulla Germania nella grande guerra patriottica 1941-1945 - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per la vittoria sulla Germania nella grande guerra patriottica 1941-1945
— 1945
Medaglia per il giubileo dei 20 anni della vittoria della grande guerra patriottica del 1941-1945 - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per il giubileo dei 20 anni della vittoria della grande guerra patriottica del 1941-1945
— 1965
Medaglia per il giubileo dei 20 anni dell'Armata Rossa dei lavoratori e dei contadini - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per il giubileo dei 20 anni dell'Armata Rossa dei lavoratori e dei contadini
— 22 febbraio 1938
Medaglia per il giubileo dei 30 anni dell'esercito e della marina sovietica - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per il giubileo dei 30 anni dell'esercito e della marina sovietica
— 22 febbraio 1948
Medaglia per il giubileo dei 40 anni delle forze armate dell'Unione Sovietica - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per il giubileo dei 40 anni delle forze armate dell'Unione Sovietica
— 17 febbraio 1958
Medaglia per il giubileo dei 50 anni delle forze armate dell'Unione Sovietica - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia per il giubileo dei 50 anni delle forze armate dell'Unione Sovietica
Medaglia commemorativa per l'800º anniversario di Mosca - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia commemorativa per l'800º anniversario di Mosca
— 21 settembre 1947

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore di Gran Croce dell'Ordine della Rosa Bianca (Finlandia) - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore di Gran Croce dell'Ordine della Rosa Bianca (Finlandia)
Eroe della Repubblica Popolare di Mongolia (Mongolia) - nastrino per uniforme ordinaria Eroe della Repubblica Popolare di Mongolia (Mongolia)
— 29 maggio 1957
Ordine di Sukhbaatar (2 - Mongolia) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine di Sukhbaatar (2 - Mongolia)
Ordine della Bandiera Rossa (Mongolia) - nastrino per uniforme ordinaria Ordine della Bandiera Rossa (Mongolia)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Peter Darman, The Home Fronts: Allied and Axis Life During World War II, Rosen Classroom, 16 dicembre 2012, p. 26, ISBN 1-4488-9236-8.
  2. ^ a b John Erickson, The Soviet High Command: a Military-political History, 1918-1941, Routledge, 4 luglio 2013, p. 199, ISBN 1-136-33952-3.
  3. ^ Barmine, Alexander, One Who Survived, New York: G.P. Putnam (1945), footnote, p. 21
  4. ^ Сталинские списки
  5. ^ a b c d Helen Rappaport, Joseph Stalin: A Biographical Companion, ABC-CLIO, 1999, p. 307, ISBN 1-57607-084-0.
  6. ^ Khrushchev, Nikita Khrushchev Remembers, Londra, 1971, pag. 137
  7. ^ Sebag Montefiore, Simon 2004 Stalin The Court of the Red Tsar, Phoenix Londra ISBN 0-7538-1766-7 pp. 340–41
  8. ^ Montefiore, pp. 337–39
  9. ^ Stalin's Folly: The Tragic First Ten Days of WWII on the Eastern Front, Constantine Pleshakov, 2006, p.268
  10. ^ Montefiore, pp. 391–95

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente del Presidio del Soviet Supremo dell'URSS Successore Flag of the Soviet Union.svg
Nikolaj Michajlovič Švernik 1953-1960 Leonid Il'ič Brežnev
Predecessore Commissario del Popolo per la Difesa dell'Unione Sovietica Successore Red Army flag.svg
Michail Vasil'evič Frunze 1925-1940 Semën Konstjantynovyč Tymošenko
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