Kijŏng-dong

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Kijŏng-dong
contea
Kijŏng-dong
Kijŏng-dong – Veduta
Localizzazione
StatoCorea del Nord Corea del Nord
ProvinciaHwanghae Settentrionale
Amministrazione
Lingue ufficialiCoreano
Territorio
Coordinate37°56′43.8″N 126°39′21.6″E / 37.9455°N 126.656°E37.9455; 126.656 (Kijŏng-dong)Coordinate: 37°56′43.8″N 126°39′21.6″E / 37.9455°N 126.656°E37.9455; 126.656 (Kijŏng-dong)
Abitanti0 (Città fantasma)
Altre informazioni
Fuso orarioUTC+9
Cartografia
Mappa di localizzazione: Corea del Nord
Kijŏng-dong
Kijŏng-dong

Kijŏng-dong, Kijŏngdong o Kijŏng tong ("Villaggio della Pace") è un villaggio della Corea del Nord, sito nelle vicinanze della Zona demilitarizzata coreana[1] e in prossimità della città di Kaesŏng. Conosciuto anche come "Villaggio della Pace" in Corea del nord, viene generalmente indicato come un 'Villaggio propaganda' dai media occidentali e sud coreani.[1][2][3]

Kijŏng-dong è uno dei due villaggi che sono rimasti dentro la zona demilitarizzata larga 4 chilometri istituita nel 1953 alla fine della guerra di Corea.[4] L'altro villaggio è Daeseong-dong,[5] nella Corea del sud.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La posizione ufficiale del governo della Corea del Nord è che il villaggio accoglie una fattoria collettiva di 200 famiglie, servita da un centro di assistenza all'infanzia, asili, scuole primarie e secondarie e un ospedale.[6] Tuttavia, osservazioni eseguite dalla Corea del sud, indicano che in realtà la cittadina sia disabitata. In tale ottica il villaggio venne edificato negli anni cinquanta del ventesimo secolo a solo scopo di propaganda, per incoraggiare le defezioni dalla Corea del sud e per ospitare i soldati del nord che presidiavano la rete di postazioni di artiglieria, fortificazioni e bunker che circondano la zona di confine.[1][7][8]

Il paese presenta una serie di edifici a più piani e appartamenti in cemento dai brillanti colori, molti di questi serviti da energia elettrica. La città è stata orientata in modo che gli sgargianti tetti blu ed i bianchi lati degli edifici risaltino accanto alla bandiera della Corea del Nord se visti da oltre confine. Osservazioni eseguite con moderni telescopi hanno però portato alla conclusione che gli edifici siano in realtà dei semplici gusci di cemento privi di vetri alle finestre o addirittura di camere interne,[9] con le illuminazioni che si accendono o spengono ad orari prestabiliti e marciapiedi vuoti spazzati da custodi, nel tentativo di preservare l'illusione di attività umana.[10]

Il paese è circondato da ampi campi coltivati ben visibili ai visitatori del lato nordcoreano della DMZ.

La bandiera nazionale a Kijong-dong

Guerra dei pennoni[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni 80 del ventesimo secolo, il governo della Corea del sud decise la costruzione a Daeseong-dong di un pennone di 98,4 metri di altezza, su cui issare la propria bandiera nazionale. Di rimando, il governo della Corea del nord ne costruì uno alto 160 metri posto al centro del villaggio e che rimase il pennone più alto del mondo fino al 2010.[11] Questi eventi furono in seguito battezzati "la guerra dei pennoni".

Altoparlanti per la propaganda[modifica | modifica wikitesto]

Fino al 2004, grandi altoparlanti furono installati sui tetti di alcune abitazioni per far ascoltare messaggi propagandistici fino alla Corea del sud.[7] Originariamente il contenuto dei messaggi esaltava le virtù del Nord in modo molto dettagliato ed esortava i soldati scontenti e gli agricoltori ad attraversare semplicemente il confine per essere ricevuti come fratelli.[12] Successivamente, visto l'esiguo numero di defezioni da parte del Sud, i contenuti dei messaggi cambiarono in discorsi di condanna dell'occidente o contenenti musiche patriottiche e trasmessi fino a 20 ore al giorno.[12] Dal 2004 i governi del Nord e del Sud, decisero di comune accordo la cessazione collaterale delle trasmissioni dei messaggi.[13]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Mark Tran, Travelling into Korea's demilitarised zone: Run DMZ, in The Guardian (London), 6 giugno 2008. URL consultato il 5 luglio 2009.
    «Kijong-dong was built specially in the north area of DMZ. Designed to show the superiority of the communist model, it has no residents except soldiers.».
  2. ^ "Korean Demilitarized Zone" Globalsecurity.org
  3. ^ Paul Mansfield, 'This is Freedom Village,' said Sgt Manfull, in The Independent (London), 22 giugno 1997. URL consultato il 5 luglio 2009.
  4. ^ Linda D. Kozaryn, Cohen: Economic Failure Plagues North Korea, in DefenseLink, U.S Department of Defense, 14 aprile 1997. URL consultato il 5 luglio 2009.
  5. ^ T.D. Flack, DMZ sixth-graders become graduates, in Stars and Stripes (Tokyo), Pacific, 19 febbraio 2008. URL consultato il 5 luglio 2009.
  6. ^ A Sightseeng Guide to Korea by Pang hwon Ju & Hwang Bong Hyok, Foreign Languages Publishing House, Pyongyang, DPRK. 1991
  7. ^ a b Potts, Rolf. Korea's No-Man's-Land. Salon, 3 febbraio 1999
  8. ^ Sullivan, Kevin. Borderline Absurdity: A Fun-Filled Tour of the Korean DMZ. Washington Post Foreign Service, January 11, 1998.
  9. ^ O'Neill, Tom. "Korea's DMZ: Dangerous Divide". National Geographic, July 2003.
  10. ^ Susan Silpasornprasit, Day trip to the DMZ: A look inside the Korean Demilitarized Zone, IMCOM-Korea Region Public Affairs Office, US Army. URL consultato il 30 gennaio 2000 (archiviato dall'url originale il 30 marzo 2009).
  11. ^ (EN) "Korea's DMZ: 'Scariest place on Earth'", CNN.com, 20 février 2002
  12. ^ a b Kijŏng-dong, North Korea « Daily Propaganda, Dailypropaganda.com, 6 maggio 2011. URL consultato il 21 febbraio 2012 (archiviato dall'url originale il 1º marzo 2012).
  13. ^ Koreas switch off loudspeakers, BBC, 15 giugno 2004. URL consultato il 7 maggio 2013.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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