Kerman

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Kerman
città
کرمان
Kerman – Veduta
Kerman – Veduta
Localizzazione
StatoIran Iran
ProvinciaKerman
ShahrestānKerman
Circoscrizione
Territorio
Coordinate30°17′N 57°04′E / 30.283333°N 57.066667°E30.283333; 57.066667 (Kerman)
Altitudine1 755 m s.l.m.
Superficie180,7 km²
Abitanti496 684[1] (2006)
Densità2 748,67 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale761
Prefisso34
Fuso orarioUTC+3:30
Cartografia
Mappa di localizzazione: Iran
Kerman
Kerman
Sito istituzionale

Kerman (in persiano کرمان‎) è la capitale della provincia di Kerman, in Iran. Aveva, nel 2011, una popolazione di 734.441 abitanti. Si trova al centro di una vasta pianura, 1.076 km a sud di Teheran, ai margini del Dasht-e Lut (un grande deserto salato)[2].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Kerman fu fondata come avamposto difensivo, con il nome di Behdesīr, da Ardeshir I, fondatore dell'impero sasanide, nel III secolo d. C. Dopo la battaglia di Nihavand del 642 la città fu conquistata dagli arabi-musulmani. Inizialmente l'isolamento della città consentì ai kharigiti e agli Zoroastriani di vivere abbastanza tranquillamente, ma i kharigiti furono espulsi nel 698 e nel 725 quasi tutta la sua popolazione era ormai musulmana.

Già nell'VIII secolo Kirman era famosa per le sue manifatture di cashmere e per altri tessuti. L'autorità califfale sulla regione era tuttavia abbastanza debole e nel X secolo sull'area dominavano i Buwayhidi, che mantennero il controllo dell'area anche quando la regione e la città caddero in mano di Mahmud di Ghazna alla fine del X secolo. Il nome di Kerman fu adottato in quel secolo.[3]

Kerman fu sottoposta al potere selgiuchide nell'XI e XII secolo, ma rimase di fatto indipendente. Quando Marco Polo visitò la città nel 1271 essa era diventata un importante centro commerciale, collegato grazie al Golfo Persico con il Khorasan e l'Asia centrale.[4]

«Anche il regno di Cherman è in Persia e anticamente ebbe una dinastia ereditaria, ma da quando il Tartaro l’ha assoggettata, la signoria non si trasmette più di padre in figlio; vengono a governare signori scelti e inviati dal Tartaro. In questo regno si trovano in grande abbondanza pietre chiamate turchesi che provengono da scavi nelle rocciose montagne vicine. Ci sono anche giacimenti d’acciaio e di andanico, e si fabbricano qui i più nobili armamenti di cavalieri, selle, speroni, freni, spade, archi, faretre e ogni altra arma secondo le usanze di questi o di quelli. Donne e fanciulle ricamano con elegantissima fantasia tessuti di seta di ogni colore a disegni di animali e di uccelli o ad altre figurazioni. Lavorano anche, per i baroni e i gran signori, cortine così ben ricamate che davvero è un incanto vederle; e fanno coltri cuscini guanciali tutto con ricami splendidi e delicati. Nelle montagne di questo paese nascono i falconi che sono tra i più potenti volatori del mondo: un po’ più piccoli dei falconi pellegrini, sono di colore rosso sul petto e sotto la coda fra le cosce. E davvero volano con una tale velocità che non v’è uccello al mondo che possa salvarsi dal loro assalto.»

(Marco Polo, Il Milione, cap. 35. Traduzione italiana di Maria Bellonci)

In seguito però la città fu sottoposta più volte a saccheggi da parte di vari invasori. Kerman si espanse rapidamente durante il periodo safavide e suoi tappeti venivano esportati in Inghilterra e Germania durante questo periodo.

Nel 1793 Lotf ʿAli Khān sconfisse i Qajar e nel 1794 conquistò Kerman. Subito dopo fu assediato tuttavia a Kerman per sei mesi da Agha Moḥammad Khān. Quando la città si arrese a Agha Mohammad Khan egli, irritato dal sostegno popolare che Lotf Ali Khan aveva ricevuto, fece trucidare tutti i maschi o li fece accecare, e una pila di 20.000 occhi, enucleati dalle loro orbite, fu ammucchiata di fronte al vincitore. Donne e fanciulli vennero ridotti in schiavitù e la città rasa al suolo nel giro di novanta giorni di furia belluina.[5]

La città di Kerman fu ricostruita nel XIX secolo a nord della vecchia città, ma la città non ha recuperato la sua antica grandezza fino al XX secolo.

Architetture[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il dato proviene dal sito World Gazetteer, che non esiste più e non è stata trovata una copia disponibile
  2. ^ Kalut of Kerman[collegamento interrotto]
  3. ^ A.H.T. Levi, «Kerman», in: International Dictionary of Historic Places, ed. Trudy Ring, Chicago, Fitzroy Dearborn, 1995-1996, vol. 4, p. 413.
  4. ^ Parvaneh Pourshariati, s.v. «Kerman», in: Encyclopedia of the Modern Middle East and North Africa, Gale Group, Inc.
  5. ^ Hasan Pir Nia, A. Eghbal Ashtiani, History of Persia (Tarikh-i Iran), Tehran, 2003, p. 655. ISBN 964-6895-16-6

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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