Ken Park

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Ken Park
Titolo originale Ken Park
Paese di produzione USA, Paesi Bassi, Francia
Anno 2002
Durata 96 min
Colore colore
Audio sonoro
Rapporto 1,85:1
Genere drammatico, erotico
Regia Larry Clark, Edward Lachman
Sceneggiatura Harmony Korine
Produttore Olivier Brémond, Pascal Breton
Fotografia Larry Clark, Edward Lachman
Montaggio Andrew Hafitz
Musiche Graham Tardif
Interpreti e personaggi

Ken Park è un film drammatico del 2002 di Larry Clark e di Edward Lachman. Ha partecipato alla 59ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, in concorso nella sezione Controcorrente[1] e ha ricevuto la nomination Golden Spike al Valladolid International Film Festival.

Il film, il cui budget è stato di 1 300 000 dollari, è stato vietato in Australia.[2]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Il film raconta la storia di tre ragazzi e una ragazza che vivono a Visalia, California. Una mattina, il giovane Ken Park (vero nome di uno skater professionista degli anni ottanta) si reca a bordo della sua tavola da skate nello skatepark cittadino. Sedutosi, estrae dallo zaino una telecamera puntando l'obiettivo verso il suo viso. Registrando la scena, estrae dallo zaino anche una pistola con la quale, sorridendo, si spara alla tempia.

La sua morte viene utilizzata per impostare il resto del film, che segue quattro altri ragazzi con cui Ken era solito uscire: Shawn, Claude, Peaches e Tate.

Shawn sta con una ragazza: in realtà, a sua insaputa, ha una relazione anche con la mamma di quest'ultima, Rhonda; all'infuori di lui e della donna, nessuno è a conoscenza della cosa.

Claude, amante dello skate, vive in una baracca fatiscente in balia del padre alcolizzato, che lo disprezza, definendolo poco virile, passa il tempo a bere e trascura la moglie incinta; quando Claude fa notare il comportamento di suo padre a sua madre, quest'ultima, invece di mettere alla porta l'uomo, lo giustifica, aumentando la frustrazione del ragazzo. Nonostante Claude tenti di evitare lo scontro fisico, suo padre lo maltratta quotidianamente, arrivando a fracassargli anche la sua unica tavola; quando una notte l'uomo, dopo essere tornato a casa completamente ubriaco, cerca di violentare Claude, che sta dormendo, cercando di avere un rapporto orale con lui, il ragazzo, dopo essersi svegliato di soprassalto ed averlo colpito, se ne va di casa.

Peaches, orfana di madre, vive da sola con il padre: quest'ultimo, un individuo strambo, pieno di manie ed estremamente religioso, è fermamente convinto che la ragaza sia la reincarnazione della sua amata moglie defunta, in quanto lei è nata subito dopo che il cuore di sua madre ha smesso di battere. Un giorno Peaches, estremamente repressa in quanto il padre le proibisce i rapporti sessuali, approfittando dell'assenza del genitore invita a casa un suo coetaneo, che poi lega consenzientemente al suo letto per farci del sesso. Quando suo padre rientra a sorpresa, sorprendendoli, picchia violentemente il ragazzo inerme e punisce duramente la figlia, costringendola dapprima a pregare in ginocchio e poi a partecipare ad un incestuoso rituale di nozze con lui, che è completamente impazzito.

Tate, un ragazzo sadico e instabile vive con i nonni e un cane con tre zampe che lui ha chiamato Zampa: nonostante i suoi nonni gli vogliano molto bene e lo trattino con affetto, lui ha atteggiamenti molto scortesi verso di loro; in uno dei suoi deliri, si viene anche a sapere che è lui il responsabile della mutilazione di Zampa. Tate pratica regolarmente l'asfissia autoerotica per raggiungere l'orgasmo. In seguito, in un attacco di follia omicida, uccide i propri nonni nel loro letto. Poi, prima di essere arrestato, indossa una delle loro dentiere.Successivamente, Shawn, Claude e Peaches si incontrano ed hanno un rapporto sessuale a tre, riprendendo il tutto senza problemi.

Il film mostra, infine, la scena subito prima del suicidio di Ken Park: il ragazzo, che ha messo incinta la sua ragazza, sta seduto a parlarle: al suo suggerimento di abortire, la giovane chiede a Ken se rimpianga che sua madre non lo abbia abortito. Il ragazzo non risponde alla domanda e poco dopo si uccide.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Claudia Morgoglione, Larry Clark scandalizza di nuovo: "Ho voluto un film senza timori", in la Repubblica, 4 settembre 2002. URL consultato il 1 gennaio 2014.
  2. ^ Gary Maddox, Filmmaker defends the 'real' Ken Park, in Sydney Morning Herald, 16 giugno 2003. URL consultato il 1 gennaio 2014.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]