Katajjaq

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Praticanti del canto di gola inuit.

Il katajjaq o canto di gola inuit è una pratica culturale tipica dei popoli inuit. Si caratterizza per essere un canto armonico e ludico praticato generalmente da donne. È inoltre un gioco eseguito da due donne in competizione che si fronteggiano faccia a faccia e ha somiglianza con il rekuhkara degli Ainu in Giappone.[1]

Terminologia[modifica | modifica wikitesto]

I primi europei che ascoltarono gli Inuit praticare il katajjaq identificarono questi rumori come canti di gola, canti ansimanti o canti gutturali. Da parte loro, gli etnomusicologi Beverley Diamond e Nicole Beaudry hanno preferito utilizzare i termini «giochi vocali» o «giochi di gola» nelle loro pubblicazioni, per dare così enfasi all'aspetto ludico e non a quello musicale.[2][3] Di fatto, gli Inuit non hanno una parola equivalente a «musica» ed è l'ottica culturale occidentale quella che ha generato confusione riguardo al posto reale che occupano i giochi di gola dentro la cultura inuit. In realtà, la musica inuit, così come la intendiamo, si basa essenzialmente sulle percussioni, mentre i giochi di gola sono praticati in duetti e comportano una nozione di competizione con vincitori e perdenti.[3]

Declinazioni[modifica | modifica wikitesto]

Anche se gli Inuit sono un gruppo etnico in sé, nel nord del Canada esistono diversi sottogruppi etnolinguistici e, pertanto, vari modi di chiamare il canto di gola inuit:

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il katajjaq si è trasmesso culturalmente dalle vecchie generazioni a quelle nuove senza lasciare tracce scritte che aiutino a determinare l'origine esatta di questa espressione.[1] Tuttavia al principio del XIX secolo, all'arrivo degli Europei nelle zone di caccia degli allora nomadi inuit, la pratica faceva già parte della tradizione nativa. La documentazione del katajjaq comincia a realizzarsi con le descrizioni fatte da esploratori come William Edward Parry nel 1824.[1] In principio il canto fu associato a pratiche religiose, principalmente dai missionari cristiani, che vedevano in esso una forma di sciamanesimo o di animismo.

Al principio del XX secolo e fino agli anni settanta, per influenza della Chiesa, la pratica del katajjaq fu proibita. La fine della proibizione diede spazio alla creazione di Festival, allo sviluppo di studi antropologici e all'apparizione di miti che aiutarono a riportare in auge questa tradizione.[1]

Tradizione[modifica | modifica wikitesto]

Tanya Tagaq Gillis nel Festival di Musica Folk di Edmonton nel 2007.

Il katajjaq è generalmente un gioco competitivo che si pratica con due donne che si fronteggiano faccia a faccia e si sostengono per le spalle. Il gioco termina quando una delle due rimane senza fiato o ride. Anche se i canti di gola sono soprattutto un'attività ludica, le giocatrici sono valutate secondo la qualità dei suoni prodotti e secondo la loro resistenza. In alcune occasioni, si aumenta il livello di difficoltà del gioco facendo in modo che le concorrenti si accuccino e si alzino mentre eseguono il canto, questo affinché le participanti perdano più rapidamente il fiato.

Nella tradizione inuit le donne praticano il canto di gola nel corso delle loro vite, mentre i giovani maschi si uniscono rapidamente agli uomini adulti nelle attività di caccia. Di conseguenza, i maschi che praticano il katajjaq non riescono a raggiungere la prestazione né l'esperienza che ottengono le donne.

Riconoscimento[modifica | modifica wikitesto]

Nel gennaio 2014, il Ministro della cultura e delle comunicazioni del Québec, Maka Kotto, designò il canto di gola della regione di Nunavik, il katajjaniq, come il primo bene culturale che si distingue come patrimonio culturale e immateriale del Québec.[6][1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e (FR) Governo del Quebec, Katajjaniq, in Repertorio del Patrimonio culturale del Quebec. URL consultato il 6 febbraio 2014.
  2. ^ (EN) Beverley Cavanagh, Some throat games of Netsilik Eskimo women, a cura di Canadian Folk Music Journal, IV, Toronto, 1976, OCLC 70617061.
  3. ^ a b (FR) Nicole Beaudry, Le Katajjaq, un jeu inuit traditionnel, II: Études Inuit studies, colección 1 pasage 35-53, Montreal, 1978.
  4. ^ a b c d Iirngaaq, Nunavut Arctic College – Interviewing Inuit Elders, Glossary
  5. ^ a b Nattiez, Jean-Jacques: «The Rekkukara of the Ainu (Japan) and the Katajjaq of the Inuit (Canada) A Comparison», in Le monde de la musique, 25 (2) 1983.
  6. ^ (FR) ICI - Radio-Canada.ca, Le chant de gorge inuit déposé au patrimoine immatériel du Québec, su ici.radio-canada.ca, 28 gennaio 2014. URL consultato il 6 febbraio 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]