Karura

Karura (迦楼羅?) è creatura divina della mitologia giapponese. Trae origine dalla divinità hindu Garuḍa; infatti Karura è la traduzione fonetica giapponese di Garuda. Viene spesso confusa con la Fenghuang. La stessa creatura può essere chiamata konjichō (金翅鳥?, lett. "uccello dalle ali dorate", in sanscrito suparṇa).
Generalmente, è raffigurato con la testa di un uccello e un corpo umano con due o quattro braccia[1], si dice che sia enorme, sputafuoco e si nutra di draghi/serpenti[2]. Alcuni lo raffigurano mentre calpesta un piccolo drago, altri lo raffigurano con la testa di un uccello e un corpo umano con le ali, mentre suona un hichiriki, o mentre suona una conchiglia, mentre la statua presente nel Sanjūsangen-dō è raffigurata mentre suona un flauto.
Le leggende narrano che karura sia nemico dei serpenti e dei dragoni. Solamente un dragone che possiede un talismano buddhista o chi si è convertito all'insegnamento buddhista, può fuggire al karura.
Si dice che karura abbia il potere di fermare il vento e la pioggia, di allontanare i fulmini e gli spiriti maligni, il veleno dei draghi e dei serpenti e le malattie misteriose, poiché si nutre di draghi, che evocano le nuvole e portano la pioggia.
Un esempio famoso è la statua di karura al Kōfuku-ji, a Nara, risalente all'anno Tenpyō 6 (734). Questo karura è raffigurato con un'armatura in stile cinese Tang e quindi senza ali.
Nell'arte
[modifica | modifica wikitesto]La maschera karura (garuda) è una delle maschere tipiche indossate dagli artisti dell'antica arte della danza di corte giapponese del gigaku.
L'alone fiammeggiante dietro Fudō Myōō ricordano la forma di un karuda che spiega le ali, per questo sono chiamate “Fiamme di Karuda” (Karura-en).
Si dice anche che karura sia il prototipo delle raffigurazioni del tengu o karasutengu.
Galleria d'immagini
[modifica | modifica wikitesto]- Illustrazione tratta da un libro giapponese del 1866. Karura tiene un sermone alla gente, alle sue spalle Bodhisattva Kannon.
- Karura-ō (butsuzōzui)
- Maschera karura gikau (fonte: Shuko Jisshu, Todaiji Hachimangu (1895))
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Shinchōsha, 新潮世界美術事典, Shinchosha, 1985, ISBN 4-10-730206-7.
- ↑ (EN) Saroj Kumar Chaudhuri, Garuḍa, the Divine Bird, in Hindu Gods and Goddesses in Japan, Vedams Books, pp. 151-152, ISBN 978-81-7936-009-5.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Saroj Kumar Chaudhuri, Garuḍa, the Divine Bird, in Hindu Gods and Goddesses in Japan, Vedams Books, pp. 151-152, ISBN 978-81-7936-009-5.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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