Karen Ann Quinlan

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Karen Ann Quinlan (Scranton, 29 marzo 1954Morris Plains, 11 giugno 1985) è stata una donna che, a seguito di abuso di alcol e farmaci e di una dieta drastica è andata in coma ed è rimasta in stato vegetativo per 10 anni, e i suoi genitori adottivi Joseph e Julia Quinlan hanno chiesto più volte l'eutanasia per Karen Ann, fino alla sua morte per cause naturali nel 1985.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Karen nacque in Pennsylvania nel 1954, da una ragazza di origine irlandese, poi qualche settimana dopo venne adottata da Joseph e Julia Quinlan, una famiglia cattolica che viveva nel paese di Landing nel comune di Roxbury in New Jersey. Julia e Joseph Quinlan hanno avuto dopo l'arrivo di Karen anche una figlia, Mary Ellen, nata nel 1956, e un figlio, John, nato nel 1957[1]. Karen studiò alla Morris Catholic High School di Denville dove era una studentessa nella media. Dopo il diploma lavorò come operaia alla Mykroy Ceramics Corporation di Ledgewood dal 1972 al 1974, in seguito svolse diversi lavori. Come hobby faceva la cantante in un gruppo e veniva definita come "un maschiaccio" dai genitori adottivi[2]. A inizio aprile del 1975, poco dopo aver compiuto 21 anni, Karen lasciò la casa dei genitori e si trasferì con due coinquilini in una casa a pochi chilometri di distanza a Byram. Più o meno nello stesso periodo, seguì una dieta radicale, secondo quanto riferito per adattarsi a un vestito che aveva comprato.

L'incidente e lo stato vegetativo[modifica | modifica wikitesto]

Il 15 aprile 1975, pochi giorni dopo essersi trasferita nella sua nuova casa, Karen partecipò alla festa di compleanno di un amico in un bar locale (allora conosciuto come Falconer's Lackawanna Inn sul lago Lackawanna a Byram). Non aveva mangiato quasi nulla per due giorni. Alla festa aveva detto di aver bevuto un po' di gin tonic e di aver preso del Quaaludes, un farmaco simile ai barbiturici utilizzato come droga. Poco dopo si sentì svenire e fu subito portata a casa e messa a letto. Quando gli amici la controllarono circa 15 minuti dopo, scoprirono che non stava respirando. Chiamarono un'ambulanza e fu tentata la rianimazione bocca a bocca. Alla fine prese un po' di colore sulla sua pelle pallida, ma non riprese coscienza. Karen fu quindi ricoverata al Newton Memorial Hospital in stato comatoso. Rimase lì per nove giorni in una condizione non responsiva prima di essere trasferita al Saint Clare's Hospital, una struttura più attrezzata a Boonton. Karen pesava 52 kg al momento del ricovero in ospedale.

Karen aveva sofferto danni irreversibili al cervello dopo aver avuto un lungo periodo di insufficienza respiratoria (non più di 15-20 minuti). Non è stata riconosciuta la causa precisa della sua insufficienza respiratoria. Il suo cervello è stato danneggiato nella misura in cui è entrata in uno stato vegetativo persistente. I suoi occhi erano disconiugati (non si muovevano più insieme nella stessa direzione). Il suo EEG mostrava solo un'anomala attività ad onde lente. Nei mesi successivi è rimasta in ospedale e le sue condizioni si sono progressivamente deteriorate ed è arrivata a pesare 36 kg. Era incline a un imprevedibile, violento battito delle sue ciglia. Le fu somministrato un sondino nasogastrico e un ventilatore artificiale per aiutarla a respirare.

La battaglia legale[modifica | modifica wikitesto]

I Quinlan presentarono una causa alla Corte Superiore del New Jersey della Contea di Morris il 12 settembre 1975 per chiedere di finire con l'accanimento teraputico nei confronti della figlia adottiva. Gli avvocati dei Quinlan invece sostenevano che solo Karen Ann decidere sul suo destino sul di rimanere in vita, mentre il tutore nominato di Karen affermava che togliere i ventilatori sarebbe stato un omicidio. I Quilan si appellarono alla Corte Suprema del New Jersey che con la sentenza 70 N.J. 10; 355 A.2d 647 "In the matter of Karen Quinlan, an alleged incompetent" ("Nel caso di Karen Quinlan, una presunta incompetente") accolse la richiesta del padre adottivo di interrompere la ventilazione a Karen e di attuare la decisione tramite l'ospedale con l'interpretazione del diritto costituzionale alla privacy del V emendamento e quindi come sospensione di cure parte del diritto di autodeterminazione[3].

Il caso dal punto di vista etico[modifica | modifica wikitesto]

La teologia morale cattolica non richiede che vengano impiegati "mezzi straordinari" per preservare la vita di un paziente. Tali mezzi sono qualsiasi procedura che potrebbe comportare un onere eccessivo per il paziente, la famiglia o altri e non darebbe luogo a una ragionevole speranza di beneficio per il paziente. Una persona (o il rappresentante di una persona nei casi in cui una persona non è in grado di decidere) può rifiutare i mezzi di trattamento straordinari anche se ciò accelera la morte naturale e ciò è considerato etico[4][5]. È a questo principio che i genitori di Karen si appellarono quando chiesero che i mezzi straordinari di un ventilatore venissero rimossi, citando una dichiarazione di Papa Pio XII del 1957[6][7].

Nel 1980 i genitori aprirono il primo Karen Ann Quinlan Hospice a Newton per i pazienti che necessitano di cure palliative, in seguito ne aprirono altri tre.

La morte[modifica | modifica wikitesto]

Dopo che i suoi genitori hanno disconnesso il suo ventilatore dopo il successo dell'appello, i Quinlan hanno continuato a permettere a Karen di essere nutrita con un sondino. Poiché questo non causava dolore, i suoi genitori non lo consideravano un mezzo di accanimento terapeutico. Karen ha continuato a vivere in uno stato vegetativo persistente fino alla sua morte per insufficienza respiratoria a seguito di complicazioni da polmonite l'11 giugno 1985 all'età di 31 anni, a Morris Plains, nel New Jersey. Dopo aver appreso che Karen doveva morire, i suoi genitori hanno chiesto che non fosse usato alcun mezzo per salvarla. Karen al momento del decesso pesava solo 27 kg, al momento della morte c'era la madre al suo fianco e venne sepolta nel cimitero del Gate of Heaven a East Hanover, nel New Jersey.

Autopsia[modifica | modifica wikitesto]

Tredici ore dopo la morte venne fatta l'autopsia, l'intero cervello e il midollo spinale vennero prelevati per l'esame istologico, contrariamente alle aspettative, il danno più grave non era nella corteccia cerebrale, ma nel talamo e il tronco cerebrale era relativamente intatto. I reperti neuropatologici comprendevano estese cicatrici talamiche bilaterali, cicatrici corticali bilaterali principalmente nel polo occipitale e regione parieto-occipitale parasagittale, e danni bilaterali alle regioni cerebellare e focale-basale-ganglia. Il tronco cerebrale e il proencefalo basale e le componenti ipotalamiche dei sistemi di attivazione ascendente e le regioni del tronco cerebrale critiche per il controllo cardiaco e respiratorio non sono state danneggiate. Le lesioni erano coerenti con ipossia-ischemia dopo l'arresto cardiopolmonare, il cervello e il midollo spinale vennero conservati con la paraffina per tre anni e si scoprì che il talamo svolge un ruolo particolarmente importante nella coscienza, invece l'autopsia sul cadavere rivelò che la causa immediata della morte era una combinazione di broncopolmonite batterica, endocardite vegetativa e meningite. I risultati includevano cachessia grave (peso corporeo, 27 kg); iperestensione del collo con deviazione del volto verso destra; gravi contratture alla flessione e atrofia del muscolo scheletrico; ulcere croniche da decubito; emboli settici nel cuore, nei reni, nella milza e nell'intestino tenue; un infarto renale subacuto; e esaurimento lipidico surrenale[8].

Il caso Quinlan nei media[modifica | modifica wikitesto]

I genitori adottivi pubblicarono Karen Ann: The Quinlans Tell Their Story nel 1977 e Julia Quinlan pubblicò My Joy, My Sorrow: Karen Ann's Mother Remembers nel 2005 a trent'anni dal tragico incidente.

Nel 1977 uscì il canale televisivo NBC il film In The Matter of Karen Ann Quinlan con Piper Laurie e Brian Keith nei panni dei genitori di Karen[9].

Il personaggio principale del romanzo del 1998 di Douglas Coupland Fidanzata in coma (Girlfriend in a Coma)[10]è Karen Ann McNeil che sviene dopo una festa in cui ha preso Valium e anche dell'alcool. Come Quinlan, anche lei ha deliberatamente smesso di mangiare per adattarsi a un vestito (in questo caso un bikini). Per questi motivi (e per i frequenti riferimenti nostalgici agli eventi degli anni '70 nelle opere di Coupland) si pensa che il personaggio si basi liberamente su Karen Quinlan. Nel romanzo, Karen si risveglia dopo essere stato in coma per quasi diciotto anni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Quinlan, J. and Quinlan, J. D. (1977). Karen Ann: The Quinlans Tell Their Story. New York: Bantam Books. ISBN 0-385-12666-2
  2. ^ Nessman, Ravi (April 7, 1996). "Karen Ann Quinlan's Parents Reflect on Painful Decision 20 Years Later". Los Angeles Times
  3. ^ Dal caso Quinlan al Caso Englaro
  4. ^ McCartney, James (1980). "The Development of the Doctrine of Ordinary and Extraordinary Means of Preserving Life in Catholic Moral Theology before the Karen Quinlan Case". Linacre Quarterly. 47 (215).
  5. ^ Coleman, Gerlad (March 1985). "Catholic theology and the right to die". Health Progress. 66 (2): 28–32.
  6. ^ Stryker, Jeff (March 31, 1996). "Right to Die; Life After Quinlan". New York Times.
  7. ^ Scheb, John (March 28, 2011). Criminal law. Wadsworth Publishin. p. 85. ISBN 978-1111346959.
  8. ^ (EN) Neuropathological Findings in the Brain of Karen Ann Quinlan -- The Role of the Thalamus in the Persistent Vegetative State
  9. ^ (EN) IN THE MATTER OF KAREN ANN QUINLAN (1977)
  10. ^ Coupland, Douglas (1998). Girlfriend in a Coma. Toronto: HarperCollins. ISBN 978-0-00-224396-4.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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