Kareem Said

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Kareem Said
Kareem Said.png
UniversoOz
Lingua orig.Lingua inglese
SoprannomeGoodson Truman
AutoreTom Fontana
1ª app. inIl Paradiso
Ultima app. inSonata da Oz
Interpretato daEamonn Walker
Voce italianaPaolo Marchese
SessoMaschio
Professioneattivista
Affiliazionemusulmani

Kareem Said (nato Goodson Truman) è uno dei personaggi principali della serie tv statunitense Oz, interpretato da Eamonn Walker.

Storia del personaggio[modifica | modifica wikitesto]

Kareem Said è il detenuto numero 97S444, condannato il 6 giugno del 1997 per incendio doloso aggravato a 18 anni di detenzione, con possibilità di vigilata non prima di cinque. In seguito, giudicato non colpevole per un'accusa di omicidio di primo grado, si dichiara colpevole di due tentati omicidi e condannato per un periodo di tempo sconosciuto. Said è un musulmano attivista per i diritti dei neri, arrestato per aver incendiato un deposito di proprietà di un bianco. In carcere, Said prende subito il comando dei prigionieri musulmani, i quali spesso si innervosiscono a causa del suo codice estremamente morale. Il nome Kareem significa nobile o generoso in arabo.

Stagione 1[modifica | modifica wikitesto]

Una volta arrivato ad Oz, Said prende il controllo dei Musulmani, divenendo uno dei prigionieri più potenti, preso in alta considerazione dal 78% dei detenuti non bianchi. È visto immediatamente come una minaccia dagli Ariani e dagli Zombie, ma per provare che lui non ha paura di nessuno si fa colpire da uno dei suoi seguaci. Quando gli viene diagnosticato un problema al cuore, Huseni Mershah, che si oppone alla filosofia di non violenza di Said, non lo soccorre durante un attacco, così Kareem rischia la vita e si convince a prendere dei medicinali. Quando Glynn ordina la scrollata tutti i detenuti vengono trovati con armi o droga fuorché Said, il quale riceverà dopo un po' una pistola da un AC. Said impugna la pistola non appena parte la rivolta e spara un colpo per sedare i detenuti e minacciare Simon Adebisi quando è in crisi d'astinenza da eroina. Durante la rivolta Said affronta McManus, e gli spiega le proprie idee contrarie al sistema da lui adottato.

Stagione 2[modifica | modifica wikitesto]

La stagione inizia con Said in isolamento per essere stato uno dei capi della rivolta. Quando McManus reintegra i leader in Paradiso, Said si guadagna il rispetto di tutti e aspetta il momento opportuno per far emergere le pecche della cattiva gestione della prigione. Usa le sue conoscenze legali per difendere prima Augustus Hill e poi Vern Schillinger, capo degli ariani, per tentare una riduzione della pena. Alla fine, riceve la grazia dal governatore Devlin, ma Kareem la rifiuta coraggiosamente e ritorna ad Oz, tra il clamore e il rispetto degli altri detenuti, lasciando il governatore umiliato.

Stagione 3[modifica | modifica wikitesto]

Le intenzioni di Said sono tutte per intentare causa allo stato per la brutalità con cui hanno sedato la rivolta due anni prima. Intanto si innamora della sorella di Scott Ross, una donna bianca e questo gli provoca la derisione da parte dei neri e degli ariani, e lo scontento dei musulmani che lo rifiutano come leader. Kareem diventa così il mentore di Tobias Beecher e, nel tentativo di convincerlo a chiedere perdono a chi ha fatto del male, viene coinvolto con lui in una rissa in palestra e messo in custodia protettiva.

Stagione 4[modifica | modifica wikitesto]

Ora il leader dei Musulmani è Arif e Said non gli si oppone, seguendo la sua strada e aiuta il detenuto gay Jason Cramer ad ottenere la libertà, nonostante sia realmente colpevole. Quando Adebisi prende il controllo del Paradiso, Arif implora Said di tornare a guidare i Musulmani, e quest'ultimo accetta solo perché è disgustato dal modo in cui Adebisi e i suoi stanno rovinando il braccio speciale. Said pensa che "un pessimo sistema guidato da neri è uguale ad un pessimo sistema guidato dai bianchi" ed accetta la proposta di McManus di aiutarlo a liberarsi di Querns e Adebisi; quando il direttore viene licenziato, Adebisi tenta di uccidere Said con un coltello, ma nello scontro Adebisi ne esce sconfitto e ucciso. Intanto gli Ariani e i Centauri, aiutati dai seguaci di Adebisi, tentano di assassinare Said rivolgendosi a Leroy Tidd. Said è dapprima schivo, poi abbraccia Tidd tra i musulmani e proprio quest'ultimo gli salverà la vita morendo al suo posto. In seguito Schillinger e Robson infastidiscono Said, il quale a differenza di come faceva anni prima, risponde violentemente agli insulti razziali e picchia a sangue l'ariano. Aiuta poi Beecher a difendersi dagli Ariani e alla fine della stagione pugnala Robson dicendo "Adebisi vive".

Stagione 5[modifica | modifica wikitesto]

Una volta fuori dall'isolamento, Said partecipa ad una serie di incontri con Schillinger e Beecher indetta da Peter Marie, per prevenire una guerra tra musulmani e ariani. Nel frattempo McManus affida Omar White alle cure di Said, per cercare di farlo diventare una persona migliore. Said perde spesso la pazienza, ma riesce comunque a mantenere il controllo, tranne quando lo scopre mentre vende droga per Burr Redding e lo attacca violentemente finendo in buca. Said si prende tempo ed esce con calma dalla buca, scoprendo che White non si è drogato e quindi può essere fiero del lavoro svolto. Tuttavia quando un ariano voleva uccidere Said e White l'ha mandato in infermeria, la voce di Said per calmare McManus non è stata ascoltata.

Stagione 6[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la morte di Augustus Hill, quest'ultimo lascia in eredità a Said un manoscritto con le memorie del detenuto. Kareem inoltre incita Redding a riprendere in mano il controllo dei suoi ragazzi, che ora stanno allo sbando senza un vero leader. Quando Said decide di pubblicare il libro, si incontra con un reporter, Lemuel Idzik, che gli spara due colpi al petto nella sala visite. Le ultime parole di Said sono rivolte ad Arif e non chiede vendetta nei confronti di Idzik.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]