Kako (fumetto)

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Kako
fumetto
Lingua orig.italiano
PaeseItalia
AutoreFlora Graiff
1ª edizione1988 – 1990

Kako è una strip satirica che prende il nome dal protagonista: un bimbo contestatore in famiglia, in urto con il mondo e dispettoso con i suoi coetanei. Creato da Flora Graiff, Kako è stato un fumetto seriale pubblicato da Linus (periodico) e Snoopy, le due riviste più importanti del settore in Italia negli anni Ottanta. Per cinque mesi consecutivi (da maggio a settembre 1988) è uscito su Linus [1][2] e per altri sette mesi consecutivi (da gennaio a luglio 1989) sull'edizione italiana della celebre testata statunitense Snoopy.[3] Kako è citato nella Guida del fumetto italiano dello studioso Gianni Bono. Per scelta dell'autrice, le avventure di Kako & co. sono state sospese nel 1990 per riprendere nel 2011 in veste multimediale: App, iBook, vignette sui giornali. Il nuovo filone tematico riguarda gli effetti “paradossali” che le parole della crisi – default, spread, spending review – producono nel mondo dei ragazzini. Il successo del “nuovo” Kako riscontrato con il quotidiano “Il Trentino”[4] ha indotto l'autrice a proporre anche sul web le vignette sull'attualità economica e politica.[5][6][7]

Il debutto su Linus[modifica | modifica wikitesto]

“La mamma mi ha detto che quando sarai grande ti verranno le tette!”. A parlare così è Kako, un bimbo irriverente che cavalca un cavallino di legno. Siamo nel maggio del 1988 ed è la rivista Linus a tenere a battesimo il personaggio creato dalla meranese Flora Graiff.[8] Le parole di Kako, racchiuse nel classico balloon, sono rivolte a Milla, l'amichetta del cuore, che rimane sconvolta dalla "rivelazione". La strip si conclude con Kako che, lasciata Milla a disperarsi, prosegue la sua galoppata con questa considerazione tra sé e sé: “Speriamo solo che non le durino tanto come gli orecchioni…”. Il ghiaccio, per Kako, è rotto: e così, la creatura di carta di Flora Graiff, acquista lo status di fumetto seriale e, sulle pagine di Linus, va ad affiancarsi ai miti che hanno fatto la storia del cartoon umoristico-satirico (Peanuts, B.C., Calvin & Hobbes, Beetle Bailey, Doonesbury), e ai personaggi di autori satirici quali Claire Bretécher, Altan, Ellekappa.[9][10] [11]

Kako, il protagonista[modifica | modifica wikitesto]

Kako, il protagonista della strip, è un tipetto tosto, un enfant terrible di poche ma pungenti parole, sempre pronto a spargere il suo impertinente pepe su fatti e fatterelli della commedia umana osservati dall'altezza dei bimbi.[12] Oltre ai problemi esistenziali che affliggono convenzionalmente l'infanzia, dai compiti scolastici troppo lunghi ai giochi troppo brevi, Kako è attratto anche dai temi epocali: dall'inquinamento al nucleare. Li capta in maniera smozzicata dai media e dalle conversazioni tra i grandi, ma non si lascia travolgere dall'irritazione e dallo smarrimento che di solito questi temi provocano: Kako ha, infatti, un capiente e magico cappello da cui, all'occorrenza, estrae battute e guizzi verbali capaci di smascherare l'inadeguatezza e l'ipocrisia degli adulti. Compiuta tale mission, il discolo ritorna con disinvolta spensieratezza agli scanzonati trastulli puerili. Segni particolari: capelli rossi, impertinente e prepotente, nutre una passione smodata per le palline colorate, ama incondizionatamente gli animali, a partire dal cagnetto Dado da cui non si separa mai.

Gli altri personaggi[modifica | modifica wikitesto]

Milla[modifica | modifica wikitesto]

È l'amichetta del cuore di Kako, sua compagna di scuola e di giochi, vittima predestinata dei suoi dispetti. Vezzosa e, a sua volta stizzosa quanto basta, Milla, però, non si limita solo ad incassare: alle prepotenze, spesso risponde a tono e, nell'antagonismo verbale che è il basso continuo di questa scoppiettante liaison infantile, a Kako qualche volta gliene canta e gliele suona. Segni particolari: è ipnotizzata dalla televisione, gira con una bambola di pezza, non è molto convinta delle qualità del cagnetto Dado magnificate da Kako.

Dado[modifica | modifica wikitesto]

È stato raccolto dalla strada e adottato da Kako. Non parla ma capisce tutto. Soffre per non essere trattato come un bimbo. Ad esempio, anche lui, per San Valentino, vorrebbe ricevere i cartoncini di auguri. Si addormenta con facilità, persino tra le braccia di Kako mentre questi cammina. Segni particolari: mangia le margherite.

Otto[modifica | modifica wikitesto]

È il fratellino di Kako. Ancora poppante, non vorrebbe mai staccarsi da lui, ma il nostro eroe preferisce lasciare Otto da solo a casa per andare a giocare con Milla o a spasso con il suo cagnetto Dado. Segni particolari: contende a Kako il possesso delle palline colorate.

La mamma[modifica | modifica wikitesto]

È la mamma di Kako ed Otto, non ha un nome. Separata dal marito, è costretta, quando va al lavoro, a lasciare i figli da soli in casa. È sovente bersaglio delle contestazioni di Kako. Segni particolari: è rigorosamente vegetariana.

Il ritorno di Kako[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'esordio su Linus, Kako nel gennaio del 1989 approda sull'edizione italiana della testata americana Snoopy rivolta ad un pubblico più giovanile e meno impegnato politicamente rispetto a quello di Linus. Nel maggio 1989 la rivista pubblica i risultati dello "Snoopy Test" proposto ai lettori. Kako ottiene 7,5 punti e si piazza al secondo posto dei fumetti italiani e senza sfigurare poi troppo con i mitici Peanuts (punteggio 9,5) e gli altri big: Calvin & Hobbes, Mordillo, Sansone... A dispetto del successo, negli anni Novanta l'autrice sospende la pubblicazione di Kako e decide di concentrarsi sulla pittura. Accantonato ma non dimenticato, Kako, dopo oltre vent'anni, siamo nel maggio 2011, torna nuovamente a deliziare i patiti del gulp e delle nuvolette. Nel frattempo è però intervenuto un radicale cambio di medium: non è più il supporto cartaceo a veicolare le storie del bimbo impertinente ma i dispositivi mobili della comunicazione digitale.

La tavola con Tex[modifica | modifica wikitesto]

Esiste un disegno di Kako e del cagnetto Dado in groppa a Dinamite aggrappati al celebre Tex Willer. Disegnata nel 1987, la singolare tavola porta due firme: quella di Galep, il creatore grafico di Tex, e quella della cartoonist Flora Graiff, autrice della strip Kako. Fatta la conoscenza del nuovo cartoon a margine di un'intervista di Graiff, all'epoca anche giornalista, Galep mostra apprezzamento a modo suo: tratteggia Tex a cavallo e poi chiede alla giovane collega di completare il disegno[13][14].

Kako in mostra[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1989, Flora Graiff porta Kako a Ferrara, dove è invitata alla III Biennale dell'Umorismo organizzata dal Centro Documentazione Donna[15][16][17][18] Nel 1991, le nuove strip di Kako vengono esposte alla IV Biennale dell'Umorismo a Ferrara organizzata dal Centro Documentazione Donna[19] Nel 1993, Kako si ritrova al fianco dei personaggi di Claire Bretécher ed Ellekappa nella mostra Senza te, una galleria di matite rosa per ridere di sé e degli altri, Città di San Donato Milanese, catalogo a cura di Fulvia Serra, direttrice di Linus[20]

Cataloghi[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Le donne ridono: Madri e figlie, Disegnatrici satiriche italiane, a cura di Cristina Casanova e Luciana Tufani, Catalogo della III Biennale dell'Umorismo, edito da Leggere Donna, Centro Documentazione Donna, Associazione Internazionale GEA, Ferrara, settembre 1989
  • AA.VV., Le donne ridono: Chi trova un'amica, Disegnatrici satiriche italiane, a cura di Maureen Lister e Luciana Tufani, Catalogo della IV Biennale dell'Umorismo a Ferrara, edito da Leggere Donna, Centro Documentazione Donna, Ferrara, agosto 1991
  • AA.VV., Senza te, una galleria di matite rosa per ridere di sé e degli altri, Presentazione di Fulvia Serra, direttrice di [ linus (rivista) ], catalogo della mostra ospitata nei comuni di Rozzano, Opera, San Donato Milanese, Sesto San Giovanni, edito dal Comune di Rozzano, marzo 1993
  • AA.VV., "Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo", a cura di Raffaele Crocco, Quarta edizione, Terra Nuova Edizioni, 2013
  • AA.VV., "Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo", a cura di Raffaele Crocco, Sesta edizione, Terra Nuova Edizioni, 2015

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Kako di carta[modifica | modifica wikitesto]

  • Linus, Nuovi fumetti: Kako, anno XXIV, n. 278, maggio 1988
  • Rai - Tgr Trentino Alto Adige, edizione ore 19.30, Meranese disegna su Linus, 8.5.1988
  • Carlo Martinelli, Alto Adige, Piccolo Kako impertinente, Flora Graiff su “Linus”, 14..5.1988
  • Il Gazzettino del Trentino, Kako. Ed è subito Linus, 14.5.1988
  • Bruno Ralli, l'Adige, È nato “Kako”, infante trentino, 29.5.1988
  • Riccardo Pegoretti, Questo Trentino, Il mondo bambino, n. 15, 15 luglio 1988
  • Carlo Scaringi, Radiocorriere-TV|-, News: Kako, n. 42, 16/22.10.1988
  • Snoopy, Novità! arriva KAKO con le sue simpaticissime avventure insieme al cane DADO e a MILLA, anno 3, n.27, dicembre 1988
  • Patrizia Marzocchi, La Nuova Piazza, Così ridono le donne, 6.10.1989
  • Alto Adige, L'umorismo rosa di madri e figlie, 11.10.1989
  • Mariella Grossi, Grazia, Le Forattini in gonnella, ottobre 1989
  • Carlo Valentini, Il Giorno,Satira al gusto amaro dell'autoironia, 1.11.1989
  • Alto Adige, Anche Flora Graiff con il buffo Kako alla prima mostra “Le donne ridono”, 5.11.1989
  • L'Ora, Le “nipotine” di Claire Brétecher, 15.11.1989
  • Gigi Bortoli, il mattino dell'Alto Adige, Flora e la sua fiaba: un segno magico su “Linus”, “Snoopy” e nella pubblicità, 1.8.1989
  • L'Unità, inserto Alle donne il tempo delle donne, settembre 1990
  • Giorgio Dal Bosco, Trentino Mese, Ritratto / Flora Graiff, la "matita" (cover story), n.4, maggio 1992
  • Alto Adige, Flora Graiff e le matite rosa, 8.4.1993
  • Nicola Guarnieri, l'Adige, Quell'umorismo sottile di Flora Graiff, 4.5.1993
  • Gianni Bono, Guida al fumetto italiano, Edizioni Epierre, 2003
  • Carlo Martinelli, Trentino Mese, Un testimone ideale per il Trentino? Tex Willer, ottobre 2011
  • Tina Ziglio, Trentino Mese, Quando il fumetto fa gli auguri, giugno 2012
  • Renzo Francescotti, Trentino Mese, Da 'Linus' alla luce assoluta del cosmo, aprile 2015

Kako digitale[modifica | modifica wikitesto]

  • Ansa nazionale e regionale (Trentino Alto Adige), Fumetti: Kako, da rivista Linus ad applicazioni mobili, 31.5.2011
  • Manuela Pellanda, l'Adige, Flora Graiff e il nuovo mondo dell'irriverente Kako, 1.6.2011
  • Corriere del Trentino, Torna il mondo di Kako / Il fumetto su iPad e iPhone, 1.6.2011
  • Corriere dell'Alto Adige, Torna il mondo di Kako / Il fumetto su iPad e iPhone, 1.6.2011
  • Trentino, Fumetti / Il cartoon Kako disponibile anche su iPad, 2.6.2011
  • Stella Antonucci, Rai - TgR Trentino Alto Adige, Kako, fumetto digitale, edizione ore 19.30 (anche nei titoli), 4.6.2011
  • Alto Adige, Kako, un fumetto da Merano all'iPad, 10.6.2011
  • Stella Antonucci, Tg2, Kako sui dispositivi mobili, edizione della Notte, 13.6.2011
  • Tg1 online, Kako diventa digitale, 13.6.2011
  • Stella Antonucci, Tg1, Kako diventa digitale, edizione di Mezzanotte, 24.6.2011
  • Carlo Martinelli, Alto Adige, Nella seconda gioventù il dispettoso Kako è un re del download, 26.1.2013

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Articolo su Linus, anno XXIV, n. 278, maggio 1988, Nuovi fumetti: Kako
  2. ^ Rai - Tgr Trentino Alto Adige, 8.5.1988, Meranese disegna su Linus,
  3. ^ Snoopy, Novità! arriva KAKO con le sue simpaticissime avventure insieme al cane DADO e a MILLA, anno 3, n. 27, dicembre 1988
  4. ^ La vignetta / “Il mondo di Kako” di Flora Graiff / “Il Trentino”, 1º giugno 2012 e giorni seguenti
  5. ^ Ansa.it, “Crisi: con disegni e vignette per spiegarla ai bimbi /Idea di cartoonist di Merano”, 22.9.2012 http://www.ansa.eu/legalita/visualizza_fdg.html_1014848169.html
  6. ^ Comicsblog.it, “La crisi? Le vignette di Flora Graiff la spiegano ai bambini”, 26.9. 2012
  7. ^ “Il ritorno di Kako” / Piergiorgio Veralli, Rai, Buongiorno Regione e Tgr del Trentino Alto Adige, 1º ottobre 2012, Il Settimanale del Tgr, 13 ottobre 2012
  8. ^ TV-Radiocorriere, News: Kako, n. 42, 16/22.10.1988
  9. ^ Kako citato su Corriere.it nell'articolo “Chiude (per ora) Linus, la bibbia del fumetto” http://www.corriere.it/cultura/13_maggio_28/linus-chiude-editoria_ed98a696-c7b8-11e2-803a-93f4eea1f9ad.shtml
  10. ^ Kako citato su La Stampa.it nell'articolo “Anche i fumetti in crisi, chiude Linushttp://www.lastampa.it/2013/05/29/cultura/fumetti-e-cartoons/anche-i-fumetti-in-crisi-chiude-linus-xQSNcPtahJXL1Y7gsFSp2L/pagina.html
  11. ^ Kako citato su La Repubblica.it nell'articolo “Linus chiude, la crisi morde i fumetti” http://www.repubblica.it/cultura/2013/05/28/news/linus_chiude_la_crisi_morde_i_fumetti_l_editore_ci_fermiamo_temporaneamente-59860098/
  12. ^ Carlo Martinelli, Alto Adige, 14..5.1988, Piccolo Kako impertinente, Flora Graiff su “Linus”
  13. ^ [1][collegamento interrotto] Articolo su Alto Adige, 10 giugno 2011 Kako, un fumetto da Merano all'iPad / Nella sua storia vanta un "incontro" con Tex
  14. ^ Copia archiviata, su trentinomese.it. URL consultato il 16 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 21 gennaio 2012). Carlo Martinelli, Un testimonial ideale per il Trentino? Tex Willer
  15. ^ Mariella Grossi, Grazia, Le Forattini in gonnella, ottobre 1989
  16. ^ Carlo Valentini, Il Giorno, Satira al gusto amaro dell'autoironia, 1.11.1989
  17. ^ L'Ora, Le “nipotine” di Claire Brétecher, 15.11.1989
  18. ^ (a cura di) Cristina Casanova, Luciana Tufani, Le donne ridono / Madri e figlie, Ravenna, Leggere Donna, 1989.
  19. ^ (a cura di) Maureen Lister, Luciana Tufani, Le donne ridono / Chi trova un'amica..., Ravenna, Leggere Donna, 1991.
  20. ^ (a cura di) Fulvia Serra, Senza te / Una galleria di matite rosa per ridere di sé e degli altri, Rozzano, Comune di Rozzano, 1993.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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