Kaiserhymne

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La melodia del Kaiserhymne, altresì detto Inno Imperiale o Inno popolare austriaco (il titolo originale, in tedesco, è Österreichische Volkshymne) o Serbi Dio l'austriaco regno in sol maggiore, fu composta da Franz Joseph Haydn nel 1797 su incarico dell'Imperatore Francesco II d'Asburgo. Il testo originale, infatti, iniziava con le parole: Gott erhalte Franz den Kaiser, unsern guten Kaiser Franz ("Dio conservi l'imperatore Francesco, il nostro buon imperatore Francesco"). La prima assoluta fu eseguita il 12 febbraio al Burgtheater di Vienna.

Il Kaiserhymne fu l'inno della Casa d'Asburgo nonché l'inno nazionale austriaco sino alla caduta della monarchia, nel 1918, e, con testo in italiano, fu inno del Regno Lombardo-Veneto sino alle annessioni della Lombardia e del Veneto al Regno d'Italia, avvenute rispettivamente nel 1859 e nel 1866. Il Kaiserhymne in italiano ebbe la prima al Teatro alla Scala di Milano nel 1838, alla presenza di Ferdinando I d'Asburgo e Maria Anna di Savoia.

L'Austria, nel 1918, finita la monarchia, abbandonò il testo del Kaiserhymne (ormai obsoleto) mantendo per breve tempo la sola melodia, che fu presto sostituita con il nuovo inno voluto dal cancelliere Renner, le cui parole scrisse lui stesso su una melodia commissionata a Wilhelm Kienzl. I nuovo inno non piacque e, nel 1929, gli austriaci rivollero la melodia di Haydn su cui fu adattato il nuovo testo Sei gesegnet ohne Ende, che fu in uso fino all'annessione con la Germania, avvenuta nel 1938.

La melodia di Haydn, con il testo Das Lied der Deutschen, divenne l'inno della Germania dopo che fu rigettato l'inno nazionale prussiano, sia durante la Repubblica di Weimar, tra il 1922 e il 1933, sia (cantando solo la prima strofa Deutschand, Deutschand über Alles) durante la dittatura nazionalsocialista, tra il 1933 e il 1945. Questo fu dunque l'inno anche dell'Austria tra il 1938 e il 1945, Das Lied der Deutschen fu ancora l'inno della della Repubblica Federale di Germania, dal 1952 al 1989, mentre la sola terza strofa Einigkeit und Recht und Freiheit (Unità, giustizia e libertà) è dal 1990 l'inno della Germania unificata.

Nel secondo dopoguerra il governo austriaco, per prendere le distanze dalle vicende connesse al nazismo che avevano ormai compromesso la melodia di Haydn, adottò l'attuale inno, Land der Berge, Land am Strome, la cui melodia è attribuita a Mozart.

Testo[modifica | modifica wikitesto]

Spartito originale autografato dell'inno.

Il testo dell'Inno Imperiale venne scritto dal poeta Lorenz Leopold Haschka

Testo ufficiale per l'Impero Austro-Ungarico[modifica | modifica wikitesto]

Gott erhalte, Gott beschütze
Unsern Kaiser, unser Land!
Mächtig durch des Glaubens Stütze,
Führt er uns mit weiser Hand!
Laßt uns seiner Väter Krone
Schirmen wider jeden Feind!
Innig bleibt mit Habsburgs Throne
Österreichs Geschick vereint!


Fromm und bieder, wahr und offen
Laßt für Recht und Pflicht uns stehn;
Laßt, wenn's gilt, mit frohem Hoffen
Mutvoll in den Kampf uns gehn
Eingedenk der Lorbeerreiser
die das Heer so oft sich wand
Gut und Blut für unsern Kaiser,
Gut und Blut fürs Vaterland!


Was der Bürger Fleiß geschaffen
Schütze treu des Kaisers Kraft;
Mit des Geistes heitren Waffen
Siege Kunst und Wissenschaft!
Segen sei dem Land beschieden
Und sein Ruhm dem Segen gleich;
Gottes Sonne strahl in Frieden
Auf ein glücklich Österreich!


Laßt uns fest zusammenhalten,
in der Eintracht liegt die Macht;
Mit vereinter Kräfte Walten
Wird das Schwere leicht vollbracht,
Laßt uns Eins durch Brüderbande
gleichem Ziel entgegengehn
Heil dem Kaiser, Heil dem Lande,
Österreich wird ewig stehn!


An des Kaisers Seite waltet,
Ihm verwandt durch Stamm und Sinn,
Reich an Reiz, der nie veraltet,
Uns´re holde Kaiserin.
Was als Glück zu höchst gepriesen
Ström auf sie der Himmel aus:

2 volte Heil ... (nome dell'Imperatore), Heil Elisen,
Segen Habsburgs ganzem Haus!


Heil auch Öst´reichs Kaisersohne, Froher Zukunft Unterpfand,
Seiner Eltern Freud und Wonne,
Rudolf tönt´s im ganzen Land,
Unsern Kronprinz Gott behüte,
Segne und beglücke ihn,

2 volteVon der ersten Jugendblüthe
Bis in fernste Zeiten hin.


Testo ufficiale per il Regno Lombardo-Veneto[modifica | modifica wikitesto]

Serbi Dio l’Austriaco Regno,
Guardi il nostro Imperator
Nella fede gli è sostegno,
Regga noi con saggio amor!
Difendiamo il serto avito,
Che Gli adorna il regio crin;


2 volte - Sempre d'Austria il soglio unito,
Sia d’Asburgo col destin!


Pia difesa e forte insieme
Siamo al dritto ed al dover;
E corriam con lieta speme
La battaglia a sostener!
Rammentando le ferite
Che di lauri ci coprir;


2 volte - Noi daremo beni e vite
Alla patria, al nostro Sir.


Dell’industria a’ bei tesori
Sia tutela il buon guerrier;
Incruenti e miti allori
Abbian l’arti ed il saper!
Benedica il Cielo e renda
Glorioso il patrio suol,


2 volte - E pacifico risplenda
Sovra l’Austria ognora il sol!


Siam concordi, In forze unite
Del potere il nerbo sta;
Alte imprese fian compite,
Se concordia in noi sarà .
Siam fratelli, E un sol pensiero
Ne congiunga e un solo cor;


2 volte - Duri eterno questo Impero,
Salvi Iddio l’ Imperator!


Presso a Lui, sposa beata
Del Suo cor l'Eletta sta;
Di quei vezzi inghirlandata,
Che non temono l'età.
Sulla Mite in trono assisa
Versi il Cielo ogni suo don;


2 volte - Salve Augusto, salve Elisa,
E d'Asburgo la Magion!


Testo friulano (Cjant popolar)[modifica | modifica wikitesto]

1. Dio mantegni d’Austria il Regno,
Uardi il nostri Imperatòr!
Nela fede – a Lui sostegno –
Nus guviarni cun amòr.
Difindìn chel diadema
Che la front circonda al GRAND
Ciarz, che l’Austria no trema
Sin che Absburgo le al comand.

2. Cun pietàt a fuarza unida
Sostignìn lis lez del Stat;
Sei speranza nostra guida
Quand che il nostri braz combàt.
Sì! – pensand ala vitoria
Che nus spieta – vulintir
Bens e vita par la gloria
Ualìn dà del nostri Sir!

3. Del’industria al’opulenza
Sein tutela i boins soldàz
E i mistirs, lis arz, la scienza
Sein d’aloro coronàz.
Benedis, o Cil! la tiara
Che noaltris abitìn,
E, o soreli! tu risclara
Simpri d’Austria il faust destin.

4. La concordia nus unissi
Che la fuarza ja in ta man
Grandis chiossis van compissi
Se d’acordo dug saràn.
Fradis siin e atòr a un perno
Zirin ment e nostri amòr;
Duri chist biel Regno eterno:
Salvi Dio l’Imperatòr!

Dall'originale in: Z. L. Filli, Anchiamò un lunari par l'an bisest 1856, cun poesiis, raconz, riflessions e altris tananais par cui che al vol edificassi o sclopà di ridi, Gorizia, Paternolli, 1855. Grafia friulana non ufficiale.

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