KDE Partition Manager

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
KDE Partition Manager
software
Logo
Screenshot di KDE Partition Manager 3.3.1
Screenshot di KDE Partition Manager 3.3.1
GenereGestore di partizioni
SviluppatoreVolker Lanz, Andrius Štikonas, Caio Jordão Carvalho
Data prima versione18 settembre 2008
Ultima versione4.0.0[1] (2 maggio 2019)
Sistema operativoMultipiattaforma
LinguaggioC++
ToolkitQt
LicenzaGNU GPLv3[2]
(licenza libera)
LinguaMultilingua
Sito web

KDE Partition Manager è un gestore di partizioni libero con licenza GNU General Public License, originariamente scritto da Volker Lanz per la piattaforma KDE e pubblicato per la prima volta nel KDE SC 4.1. Dopo la morte di Lanz nell'aprile del 2014,[3] Andrius Štikonas ha proseguito lo sviluppo del programma e ne è divenuto il manutentore. Come per la maggior parte delle applicazioni KDE, è scritto in C++ ed utilizza il toolkit Qt.

KDE Partition Manager viene usato per creare, eliminare, ridimensionare, spostare, controllare e copiare le partizioni e i file system. Ciò e utile per creare spazio in cui inserire nuovi sistemi operativi, riorganizzare lo spazio occupato nel disco, copiare dati salvati su disco e duplicare le partitizioni creando un'Immagine disco. Inoltre è possibile effettuare dei backup per ripristinare il contenuto di un disco.

Il software utilizza libparted per rilevare e manipolare i dispositivi di memoria e le tabelle di partizione, mentre diversi strumenti per il file system (opzionali) forniscono un supporto per i file systemi non inclusi in libparted. Questi pacchetti opzionali vengono rilevati a tempo di esecuzione e non richiedono una ricompilazione del software.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Andrius Štikonas, KDE Partition Manager and KPMcore 4.0.0, su mail.kde.org, 2 maggio 2019. URL consultato il 5 ottobre 2019.
  2. ^ Use GPLv3 copyright notices, su projects.kde.org. URL consultato il 3 agosto 2015.
  3. ^ KDE Software Compilation 4.14, su kde.org. URL consultato il 5 ottobre 2019.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]