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Kōraku-en

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Kōraku-en
後楽園
Okayama Korakuen Garden01.jpg
Una vista del Kōraku-en con il castello di Okayama sullo sfondo.
Ubicazione
StatoGiappone Giappone
LocalitàOkayama
Indirizzo703-8257 Kōraku-en 1-5, Kita-ku, Okayama (〒703-8257 岡山県岡山市北区後楽園1-5?)
Caratteristiche
Tipogiardino
villa
parco storico
parco urbano
Superficie144'000
Inaugurazione1700
GestoreOkayama kyōdo bunka zaidan
Apertura7:30~18:00 (primavera ed estate, ultimo ingresso 17:45)
8:00~17:00 (autunno e inverno, ultimo ingresso 16:45)
Realizzazione
CostruttoreIkeda Tsunamasa
ProprietarioPrefettura di Okayama
Mappa di localizzazione
Sito web

Coordinate: 34°40′03.59″N 133°56′06.2″E / 34.667664°N 133.935056°E34.667664; 133.935056

Il Kōraku-en (後楽園 Kōrakuen?) è un giardino giapponese situato a Okayama, nell'omonima prefettura, considerato uno dei tre grandi giardini del Giappone insieme al Kenroku-en di Kanazawa e al Kairaku-en di Mito.

Il giardino è stato realizzato su richiesta del daimyō (feudatario) Ikeda Tsunamasa e grossomodo completato nel 1700. Nel corso dei successivi anni ha subito svariate modifiche, fino a raggiungere la sua forma attuale nel 1863 con la sistemazione del lago centrale[1]. Durante il XX secolo il Kōraku-en ha subito gravi danni; la successiva ristrutturazione del giardino si è protratta fino al 1967, quando tutti gli elementi sia naturali sia architettonici del giardino sono stati ripristinati[1].

Il Kōraku-en è noto soprattutto per sfruttare al meglio le tecniche paesaggistiche giapponesi dette kaiyū (回遊?) e shakkei (借景?), per i complessi valori simbolici e filosofici, e per la presenza delle rare gru tanchō portatrici di fortuna.

Il giardino è iscritto fin dal 1922 nell'elenco dei Siti paesaggistici del Giappone, e nel 1952 ha acquisito lo status di sito "speciale" che tutela i più importanti luoghi di eccezionale valore storico e artistico del paese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Contesto precedente[modifica | modifica wikitesto]

Mappa aerea del 1974 del centro di Okayama dopo la ricostruzione post-bellica. Sono evidenziati in rosso i nomi delle aree (in alto a destra il Kōraku-en, subito sotto oltre il fiume il castello di Okayama), e in azzurro gli ex canali concentrici che circondavano il castello; attualmente la maggior parte di questi sono stati tombati e sostituiti da strade.

Il Kōraku-en sorge a fianco al castello di Okayama, di cui è storicamente parte integrante; per la sua posizione "sul retro" del mastio del castello, il primo nome provvisorio del giardino era proprio Go-kōen (御後園 "giardino sul retro"?).

Il castello fu spostato nella sua posizione attuale nel 1597 (Keichō 2) da Ukita Hideie, militare, samurai e membro del Consiglio dei cinque reggenti organizzato dal daimyō Toyotomi Hideyoshi allo scopo di proseguire la sua politica dopo la sua morte, e sorge sul colle Okayama, che affaccia sul fiume Asahi e dà il nome alla città e all'intera zona. L'attuale ansa serpentina del fiume è una sistemazione artificiale: il percorso dell'Asahi fu deviato per usarlo come fossato del castello sulla parte nord-orientale, mentre sulla parte sud-occidentale furono scavati dei canali artificiali; la vistosa modifica innaturale del tracciato del fiume è la causa delle frequenti esondazioni a cui la zona è storicamente soggetta.

Durante il XVII secolo il governo del feudo di Okayama (comprendente le provincie di Bicchū e Bizen) passò dagli Ukita ai Kobayakawa e poi agli Ikeda (originari di Mino): il primo daimyō Ikeda a governare Okayama fu il capofamiglia Tadatsugu.

Fondazione del giardino[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione del Kōraku-en è iniziata nel 1687 su iniziativa di Tsunamasa, quarto capofamiglia Ikeda a governare Okayama e nipote del fratello di Tadatsugu, allo scopo di avere uno spazio di relax per sé stesso e di accoglienza per i suoi ospiti. Tsunamasa diede incarico della realizzazione al suo vassallo Tsuda Nagatada (津田永忠?), che era stato elevato al servizio di samurai presso la sua corte dal padre Ikeda Mitsumasa. Al tempo di Tsunamasa il titolo di "samurai", benché di valore militare, aveva già perso ogni connotato bellico dato che la dittatura militare dello shogunato Tokugawa manteneva una condizione di pace imposta nel Paese; i samurai svolgevano quindi attività intellettuali, burocratiche o amministrative per la loro provincia di residenza[2]. Nagatada era fra questi samurai non combattenti e ha svolto principalmente attività architettoniche e ingegneristiche.

Il completamento della sistemazione a terra del giardino richiese 13 anni, e nel 1700 era concluso nel suo progetto originale, che prevedeva aree naturali composte da prati, campi coltivati, boschi e specchi d'acqua. Entro il 1707 vennero completati tutti gli edifici in legno, fra cui le stanze da tè, edifici religiosi e altri padiglioni vari.

Evoluzione successiva[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso dei secoli sono state messe in pratica svariate modifiche, la più vistosa delle quali è stata svolta dal diretto successore di Tsunemasa, suo figlio Tsugumasa, che nel 1743 concluse l'elevazione della collina Yuishinzan al centro del giardino modificandone fortemente il profilo. Le successive modifiche sono state di ordine molto meno invasivo, come ad esempio la progressiva modifica del perimetro del lago centrale, svolta in modo sufficientemente contenuto da non alterare la percezione originale dello spazio.

Il Kōraku-en è uno dei rarissimi giardini nobili di cui gli storiografi possono studiare l'evoluzioni sulle fonti primarie: l'archivio storico degli Ikeda è sopravvissuto fino al giorno d'oggi e conserva una grande quantità di documenti come disegni, progetti tecnici, lettere e libri paga esposti a rotazione tematica presso il locale Okayama City Museum[3]. Lo studio delle mappe del giardino ha permesso di stilare una cronologia completa della storia del giardino e una identificazione puntuale dei suoi cambiamenti, possibilità estremamente rara in Giappone data la forte perdita di materiale documentario che ha afflitto il Paese per secoli in seguito agli incendi, particolarmente comuni data la tecnica costruttiva locale basata prevalentemente sul legno.

Nel 1884 gli Ikeda, ormai residenti nella nuova capitale Tokyo, vendettero il giardino alla prefettura di Okayama, che lo convertì in un giardino pubblico; precedentemente la possibilità di accesso per la gente comune era concessa solo in specifiche occasioni e ricorrenze.

Nel XX secolo il Kōraku-en ha subito forti danni, quali la perdita di buona parte della flora originale, la morte delle gru cerimoniali tanchō, il danneggiamento degli edifici in legno a seguito del tifone Muroto nel 1934 e il rogo di alcuni di essi a causa ddel bombardamento aereo di Okayama nel 29 giugno 1945. La presenza dei documenti dell'archivio Ikeda ha comunque permesso la ricostruzione fedele sia del giardino sia delle strutture. Nel 1952 il Kōraku-en è stato designato come "Sito paesaggistico speciale", una categoria della legislazione giapponese che identifica e tutela quegli spazi a cui è stato riconosciuto un particolare valore artistico o paesaggistico.

Nome[modifica | modifica wikitesto]

Il corso d'acqua Kyokusui (曲水? "Curve d'Acqua") nel Kōraku-en.

Il nome originale del giardino era Go-kōen (御後園?), dove go- (?) è un prefisso onorifico e kōen vuol dire "giardino sul retro", nel senso che è collocato sul retro del castello di Okayama.

Nel 1871 il daimyō Ikeda Akimasa decise di aprire il giardino al pubblico, e per l'occasione lo rinominò col suo attuale nome di Kōraku-en. Il nuovo nome vuol dire "giardino del piacere dopo (il dovere)": il suffisso -en (?) vuol dire giardino, mentre i primi due ideogrammi kō- (?) e raku (?) significano "dopo" e "gioire" e sono tratti dalla massima di Confucio «Prima ci si intristisce con la tristezza in Terra, poi si gioisce delle gioie della Terra» (天下の憂いに先立って憂い、天下の楽しみに後れて楽しむ?), semplificata in lingua giapponese in «sen'yū kōraku» (先憂後楽? "prima la tristezza, poi la gioia") e pressoché equivalente al modo di dire italiano "prima il dovere e poi il piacere"[4].

La rinominazione del giardino da Go-kōen a Kōrakuen deriva probabilmente dalla volontà del daimyō Ikeda di omaggiare l'omonimo giardino di Tokyo Koishikawa Kōrakuen di proprietà del Clan Tokugawa, cioè della famiglia dello shōgun, che possedeva quel nome fin dalla fondazione del 1629[5].

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Il Kōraku-en è collocato sulla riva nord del fiume Asahi, su un'isoletta artificiale a forma di tomoe (? "a forma di virgola") e divisa dal resto della città da un canale costruito per definire l'area del giardino e approvigionarlo d'acqua[6]. All'interno di quest'area lo spazio è distribuito nello stile detto kaiyū (回遊? "andare in giro in tondo"), che consiste nel disegnare dei sentieri intorno a uno specchio d'acqua centrale in modo tale che, ogni volta che il sentiero curva in una nuova direzione, lo spettatore si trova di fronte un paesaggio diverso e volontariamente composto in una specifica maniera (solitamente ricostruzioni di paesaggi esistenti o scene descritte in poesie famose) grazie all'uso dei quattro elementi standard dei giardini giapponesi, ovvero rocce, acqua, crescita delle piante e oggetti del paesaggio. Il lago centrale Sawa-no-ike, ad esempio, è composto da acqua (il lago), rocce (le isole), crescita delle piante (pini dalla forma modificata dall'uomo) e oggetti del paesaggio (ponte e stanza da tè) in modo da replicare un famoso paesaggio sul lago Biwa, vicino a Kyoto[6].

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

Le gru cerimoniali tanchō presentano una macchia rossa sulla testa bianca: questi due colori messi insieme sono chiamati kōhaku (紅白? "rosso e bianco") e considerati di buon auspicio in Estremo Oriente.

La cronologia riporta gli anni sia secondo il calendario gregoriano sia secondo le ere giapponesi, cioè con il nome post-mortem[7] dell'imperatore al tempo in carica, secondo la stessa pratica in uso presso gli antichi romani.

Alcuni degli edifici originali del Kōraku-en sono andati perduti in calamità naturali, guerre o incendi: dove non diversamente specificato, gli edifici attuali sono ricostruzioni di quelli originali. Per maggiori informazioni, consultare il paragrafo Edifici.

  • 1687 (Jōkyō 4): a dicembre inizia formalmente la costruzione del giardino con lo scavo delle risaie e la semina del riso.
  • 1689 (Genroku 2): a giugno sono allestiti i campi coltivati e completato il primo edificio, ovvero la stanza del tè. A luglio si tiene la prima raccolta del riso, di valore cerimoniale per lo Shintoismo. A dicembre sono completati i campi a foraggio.
  • 1691 (Genroku 4): in ottobre viene completato il padiglione principale, poi nominato En'yōtei, e iniziati gli altri edifici minori.
  • 1694 (Genroku 7): a febbraio viene completata il padiglione Kishatei.
  • 1695 (Genroku 8): a novembre viene completata la costruzione del padiglione Enmeidō, oggi perduto. A partire da quest'anno i documenti chiamano il giardino Go-kōen.
  • 1696 (Genroku 9): a gennaio viene concluso il padiglione Renkeidō (poi rinominato Renchiken), e a febbraio il Kankitei di fronte alla pista equestre.
  • 1697 (Genroku 10): a luglio viene concluso un primo palcoscenico teatrale, e a settembre viene eretto il tempio Kan'ondō (poi rinominato Shigendō).
  • 1698 (Genroku 11): a gennaio lo En'yōtei diviene vittima di un'esondazione del fiume Asahi e inizia la ristrutturazione. Vengono eretti due templi: uno shintoista denominato Jizōdō nel bosco, e l'altro buddhista, dedicato alla dea Benzaiten, sull'isolotto centrale del laghetto Sakaizawa (poi rinominato Sawa-no-ike).
  • 1699 (Genroku 12): si conclude la costruzione del tempio Kan'ondō, del portale Niōmon e della zona Nagaya, e la ristrutturazione dell'En'yōtei.
  • 1700 (Genroku 13): il progetto originale del giardino Go-kōen è completato, da questo momento partono aggiunte e modifiche.
  • 1707 (Hōei 4): il palcoscenico originale del 1697 viene riadattato per il teatro .
  • 1716 (Kyōhō 1): anno di realizzazione della mappa nota come O-chaya on'ezu (御茶屋御絵図? "Mappa delle stanze da tè").
  • 1732 (Kyōhō 17): Ikeda Tsugumasa fa demolire e ricostruire un nuovo palcoscenico per il teatro Nō.
  • 1743 (Kanpō 3): entro quest'anno viene elevata la collinetta Yuishinzan con il suo stagno.
  • 1771 (Meiwa 8): Ikeda Harumasa converte tutti i campi coltivati in prati, vengono mantenute solo la piantagione di tè e le risaie per il loro valore religioso shintoista.
  • 1863 (Bunkyū 3): entro quest'anno nel laghetto centrale la penisola di Jari viene staccata dal bordo e diventa l'isola di Jari, come appare adesso.
  • 1871 (Meiji 4): Ikeda Akimasa cambia il nome del giardino da Go-kōen a Kōraku-en e il 7 febbraio lo apre gratuitamente al pubblico. Il 14 luglio gli Ikeda si trasferiscono definitivamente a Tokyo e lasciano il giardino.
  • 1884 (Meiji 17): la proprietà del giardino passa dalla famiglia Ikeda alla prefettura di Okayama.
  • 1922 (Taishō 11): il giardino viene designato come "sito paesaggistico" (名勝 meishō?) secondo la denominazione classica giapponese.
  • 1934 (Shōwa 9): il giardino viene completamente allagato[8] dal tifone Muroto.
  • 1945 (Shōwa 20): durante la guerra del Pacifico avviene il bombardamento aereo di Okayama nel quale bruciano tutti gli edifici del Kōraku-en che erano sopravvissuti al tifone Muroto. Anche il vicino castello bruciò quasi interamente, lasciando intatte solo le mura e la torretta Tsukimi yagura (月見櫓? "Torretta per osservare la Luna").
  • 1947 (Shōwa 22): fino a quest'anno il giardino viene usato come dormitorio militare.
  • 1949 (Shōwa 24): la città di Iwakuni nella vicina prefettura di Yamaguchi dona al Kōraku-en il palazzo Kakumeikan, che viene smontato dal luogo originale e rimontato nel giardino nel luogo dove sorgevano gli spazi per la servitù del daimyō.
  • 1952 (Shōwa 27): il giardino viene designato come "Sito paesaggistico speciale" (特別名勝 Tokubetsu meishō?) secondo la nuova legislazione sui beni culturali giapponese. Viene ricostruita la stanza da tè Moshōan.
  • 1954 (Shōwa 29): il 1º giugno il giardino riapre al pubblico a pagamento.
  • 1956 (Shōwa 31): il politico e umanista cinese Guō Mòruò dona al giardino due gru della Manciuria, uccello noto in Giappone come tanchō e portatore di fortuna, in segno di amicizia con la città di Okayama dove aveva studiato da giovane. A partire dal gennaio successivo si tiene ogni giorno di Capodanno un'esibizione pubblica con le gru a scopo propiziatorio per l'anno nuovo.
  • 1958 (Shōwa 33): ripartono le rappresentazioni del teatro Nō.
  • 1960 (Shōwa 35): la ricostruzione del padiglione En'yōtei è completa.
  • 1967 (Shōwa 42): tutti gli edifici sono stati ricostruiti.
  • 2015 (Heisei 27): la prefettura di Okayama georeferenzia l'area del giardino e realizza l'applicazione per smartphone Okayama Kōraku-en Navi grazie a cui è possibile essere guidati nel giardino via GPS[9].

Edifici[modifica | modifica wikitesto]

  • En'yōtei (延養亭?)
  • Kishatei (騎射亭?)
  • Enmeidō (渕明堂?), perduto
  • Renkeidō (濂渓堂?) -> Renchiken (廉池軒?)
  • Kankitei (観騎亭?)
  • Kan'ondō (観音堂?) -> Shigendō (慈眼堂?)
  • Jizōdō (地蔵堂?)
  • Niōmon (仁王門?)
  • Nagaya (長屋?)
  • Kakumeikan (鶴鳴館?)
  • Moshōan (茂松庵?)
  • Sakaizawa (境沢?) -> Sawa-no-ike (沢の池?)
  • Jarihantō (砂利半島?) -> Jarijima (砂利島?)

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (JA) Cronologia del Kōraku-en, su hosocom.jp.
  2. ^ Henshall 2005
  3. ^ (JA) Esposizioni all'Okayama City Museum, su city.okayama.jp. URL consultato il 24 febbraio 2017.
  4. ^ (EN) Significato del nome Kōraku-en, su muza-chan.net. URL consultato il 24 debbraio 2017.
  5. ^ (JA) Spiegazione dei nomi del Kōrakuen e del Koishikawa Kōrakuen, su detail.chiebukuro.yahoo.co.jp. URL consultato il 21 fabbraio 2017.
  6. ^ a b Mansfield 2011, p. 74
  7. ^ Gli imperatori del Giappone possiedono due nomi, uno reale e uno cerimoniale: il primo viene utilizzato per identificare la persona finché è in vita, il secondo viene scelto al momento della salita sul trono e utilizzato per identificare il periodo di regno dell'imperatore finché è in vita e anche la persona dopo la norte. Per esempio, l'Imperatore Shōwa si chiamava Hirohito finché era in vita e ha assunto il nome del suo periodo dopo la morte: attualmente è noto come Imperatore Shōwa e non come Imperatore Hirohito. L'attuale imperatore si chiama Akihito e assumerà il nome Heisei dopo la sua morte; quando Naruhito diventerà imperatore sceglierà un nome per la sua era che poi diventerà il suo nome dopo la morte.
  8. ^ (JA) Raccolta fotografica di disastri naturali nella prefettura di Okayama, su sites.google.com. URL consultato il 28 febbraio 2017.
  9. ^ (JA) 後楽園散策にスマホ情報使って 県が案内アプリ提供、写真投稿も, in San'yō shinbun, San'yō shinbunsha, 14 maggio 2015. URL consultato il 28 febbraio 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]