Jurate Rosales

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Jurate Rosales

Jurate Rosales, nome completo Jūratė Regina Statkutė de Rosales (Kaunas, 9 settembre 1929), è una giornalista venezuelana di origine lituana, dottoressa honoris causa dell'Università pedagogica di Vilnius.

Ha iniziato gli studi in Francia, a Parigi dove ha vissuto con i suoi genitori fino al 1938. Suo padre, Jonas Staktus, fu un funzionario del Dipartimento di sicurezza dello Stato di Lituania nel periodo tra le due guerre mondiali. Dopo l'invasione sovietica, Staktus fu arrestato il 6 luglio del 1940 insieme a Augustinas Povilaitis e il generale Kazys Skučas e trasferito coattamente alla prigione di Butyrka a Mosca.

Alla fine della seconda guerra mondiale, Jūratė Regina Statkutė si è trasferita nuovamente in Francia, dove ha studiato latino e francese, ottenendo il diploma per insegnare in quella lingua. Successivamente ha continuato i suoi studi negli Stati Uniti, alla Columbia University di New York, dove ha insegnato spagnolo, inglese e tedesco.

Nel 1960 si è sposata con l'ingegnere venezuelano Luis Rosales, dal quale ha avuto cinque figli: Luis, Juan, Sarunas, Rimas e Saulius. Ha mantenuto la sua cultura di origine anche in Venezuela, e nella sua casa si parlano correntemente spagnolo e lituano.

Dal 1983 è redattrice della rivista di opposizione «Zeta». Oltre ai suoi articoli settimanali e al suo lavoro editoriale, collabora continuativamente con la rivista «El Nuevo País» e partecipa a interviste sulla radio, televisione e Internet.

Ha pubblicato studi in Venezuela, Spagna, Stati Uniti e Lituania nei quali sostiene l'ipotesi che i Goti non erano un popolo germanico, ma baltico.

La sua tesi[modifica | modifica wikitesto]

Sulla base della storia dei Goti scritta da Giordane (sunto del VI secolo della opera perduta di Cassiodoro), della Primera Crónica General (XIII secolo) del re di Castiglia Alfonso X, insieme a dati archeologici, storici e linguistici, Jurate Rosales sostiene, a differenza della storia accademica ufficiale, che l'identificazione dei Goti come un popolo germanico è sbagliata. L'errore si sarebbe prodotto nel 1769, quando l'erudito svedese Johan Ihre concluse che la lingua nella quale venne scritta la Bibbia di Wulfila (l'unico testo conosciuto in gotico) era di tipo germanico, ma questo senza tener conto che era stato tradotto per una piccola popolazione di Goti che viveva sule sponde del Danubio, chiamata da Giordane i "piccoli Goti", circondata da una popolazione germanica più grande, che avrebbe parlato un idioma baltico mescolato con elementi germanici. Prima di questo presunto errore, gli abitanti dell'Europa nordorientale che non erano Germani erano chiamati Geti nelle cronache medievali, tra le quali Kazimieras Būga, linguista lituano dell'inizio del XX secolo, collezionò vari esempi[1].

Per Rosales, l'isola di Scandza, luogo d'origine dei Goti, viene identificata con l'istmo di Curlandia, per la vicinanza alla foce della Vistola, invece che con la Scandinavia, basandosi sulla descrizione che si fa nella Primera Crónica General propone che il seno Codano sia la baia di Danzica, dato che il nome in lituano dell'istmo (kuršių) nerija significa la stessa cosa di Scandza ‘che si sommerge’[2].

Afferma quindi che il territorio posseduto dai Goti o Geti fin dalla metà del II millennio e durante il I millennio a.C. era l'Europa centrorientale, da dove fecero incursioni in Asia arrivando fino all'India. In questo modo la studiosa finisce per identificarli con i primi Indoeuropei.

In ultima analisi, Rosales sostiene che la Crónica menziona senza nominarla direttamente la battaglia di Qadeš tra Egizi e Ittiti nel secolo XIII a.C. e identifica il re egizio Uesoso, citato dalla cronaca, con Ramses II che affronta i Goti, il cui re è Thanauso. L'episodio, secondo Jurate Rosales, è un riflesso delle conquiste indoeuropee[3]. Allo stesso modo, sostiene che le Amazzoni furono le mogli degli guerrieri di quella spedizione che si stabilirono in India[4].

Per quanto riguarda l'aspetto linguistico, riprende la tesi dello studioso lituano Česlovas Gedgaudas, proposta negli anni '20 del XX secolo, secondo la quale l'etimologia di goto si deve far risalire al verbo baltico gaudo ‘afferrare’, che "poteva riferirsi a un uomo che afferra una bestia e pertanto al mandriano" e sostiene che la voce con la quale si parla di Dio nelle lingue germaniche (Gott, God ecc.) è identica a goto, perché i Goti stessi avrebbero deificato i propri re[5].

Per ultimo, Rosales ritiene che i dialetti baltici influirono significativamente nella fonetica e nel lessico del latino della Penisola iberica, e addirittura che alcune parole e cognomi spagnoli siano d'origine baltica[6].

Rosales segue la strada già percorsa da eruditi quale il prussiano Matheus Praetorius (Orbis gothici, 1688), o come i lituani Alexander M. Račkus (Guthones, the Goths, kinsmen of the Lithuanian people, 1929), Simanas Daukantas, Česlovas Gedgaudas, e il linguista lituano Kazimieras Būga[7]. Posizioni simili sono state espresse dallo studioso Sundeep S. Jhutti[8].

Critiche[modifica | modifica wikitesto]

Il linguista e storico lituano Zigmas Zinkevičius, membro dell'Accademia lituana di scienze, ritiene che questa tesi sia falsa e la qualifica come "non scientifica", mentre ne riconosce l'impatto e la diffusione nella società lituana, che attribuisce a una propaganda nazionalista[9]. I professori Alvydas Butkus e Stefano M. Lanza, in un articolo, sostengono che si tratti di una teoria pseudostorica e commentano gli errori metodologici dell'autrice, che arriva a forzare le fonti e a usare parole inesistenti in lituano[10].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rosales 2004, p. 29-32
  2. ^ Rosales 2004, p. 83-85
  3. ^ Rosales 2004, p. 119-121
  4. ^ Rosales 2004, cap. 6
  5. ^ Rosales 2004, p. 302-303
  6. ^ Rosales 2004, p. 51-52, 187, 277, 281, 287-289
  7. ^ Rosales 2004
  8. ^ Jhutti 2003
  9. ^ Zinkevičius 2011
  10. ^ Buktus & Lanza 2011-2012

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (ES) Jurate Rosales, Idiomas bálticos y figuras de la penísula ibérica, Chicago, Fundación Cultural Devenis, 1985.
  • (ES) Jurate Rosales, Los godos (2 Vol.), Caracas, Ediciones de la Revista Zeta, 1998.
  • (ES) Jurate Rosales, Los godos (2 Vol.), Barcellona, Ariel, 1999.
  • (ES) Jurate Rosales, Godos y bálticos, Chicago, Fundación juvenil Vydunas, 2004.
  • (LT) Jurate Rosales, Didžiosios apgavystės, Vilnius, Baltijos Kopija, 2007, ISBN 978-9955-568-54-4.
  • (LT) Jurate Rosales, Senasis aisčių giminės metraštis, Kaunas, Česlovo Gedgaudo Labdaros Fonda, 2009, ISBN 978-9986-966-01-2.
  • (LT) Jurate Rosales, Europos šaknys, 2011, ISSN 1392-9127 (WC · ACNP).
  • (LT) Zigmas Zinkevičius, Jūratė Statkutė de Rosales ir gotų istorija, in Lituanistica, vol. 4, nº 86, Lietuvos mokslų akademija, 2011, p. 472–475.
  • (LT) Alvydas Butkus e Stefano M. Lanza, Kaip baltai tampa gotais, in Voruta, Kaunas, 2011-2012.
  • (EN) Sundeep S. Jhutti, The Getes (PDF), in Victor H. Mair (a cura di), Sino-Plationic Papers, nº 127, Filadelfia, 2003.