Juniperus communis

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Ginepro
Lüneburger Heide 006.jpg
Una pianta di Juniperus communis
Stato di conservazione
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Sottoregno Tracheobionta
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Pinophyta
Classe Pinopsida
Ordine Pinales
Famiglia Cupressaceae
Genere Juniperus
Specie J. communis
Nomenclatura binomiale
Juniperus communis
L.
Nomi comuni

Ginepro (I), Genévrier (F),
Juniper (GB), Enebro (E)

Areale

Juniperus communis range.svg

Il ginepro comune (Juniperus communis L.) è un piccolo albero o un arbusto , aghifoglie e con accrescimento lento, sempreverde e dioico, appartenente alla famiglia delle Cupressaceae e al genere Juniperus.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

questa pianta è una conifera che cresce in pascoli, boschi e ambienti aridi di montagna, battuti dal vento, fino ai 1500 m s.l.m.. Appare quale arbusto o alberello sempreverde, alto da 1 a 10 m, con foglie lineari-aghiformi , pungenti, riunite in verticilli di 3. La pianta è dioica, cioè porta fiori, unisessuali, in due piante diverse, una con i fiori maschili e una con i fiori femminili, che producono le bacche. Questi producono poi le famose bacche (chiamate anche 'coccole'). I fiori maschili sono piccoli coni cilindrici-ovoidali di colore giallastro producenti gametofiti protetti in grani di polline. Quelli femminili appaiono come piccoli coni di colore verdastro. L'impollinazione avviene quando un grano di polline atterra su di un fiore femminile della pianta; per cui ci vogliono due piante diverse perché questo avvenga. La pianta femminile produce in ogni caso le cosiddette bacche. I semi maturano nell'autunno successivo all'impollinazione e sono racchiusi in un cono di colore brunastro chiamata galbulo; squamoso e pruinoso, è composta da 4 squame carnose saldate tra loro contenenti da 1 a 3 semi angolosi ricchi di un olio essenziale aromatico. Per il loro aspetto i coni sono facilmente scambiati per bacche e dunque volgarmente chiamati "bacche di ginepro". Sono ampiamente apprezzati per le loro doti aromatiche.

Usi[modifica | modifica wikitesto]

I galbuli (derivati dalla maturazione dei coni femminili dopo l'impollinazione e chiamati comunemente 'coccole' o 'bacche di ginepro', con le quali si può fare la grappa al ginepro, mettendole appunto sotto grappa con un po' di zucchero. per quanto il termine bacca sia improprio dal punto di vista botanico) sono utilizzati nella preparazione industriale di tisane, di vini aromatizzati e digestivi, del gin (per distillazione) e di altri liquori a base di erbe.

In cucina insaporiscono le carni anche di selvaggina. il Juniperus communis è una pianta officinale. il legno di ginepro, di colore rosso e dal tipico odore resinoso, viene impiegato per lavori di intaglio e per suffumigi contro i dolori reumatici. questa specie è usata anche com pianta ornamentale in parchi e giardini.

il ginepro può essere con successo usato per creare siepi di confine degli appezzamenti, grazie alle foglie appuntite è un'ottima barriera difensiva per il fitto intreccio che crea con il tempo. si pensa derivi da qui il famoso detto italiano: non cacciarsi in un ginepraio perché diventa difficilissimo uscire da esso.

Principi attivi[modifica | modifica wikitesto]

Il terpinen-4-olo ed altri diterpeni dell'olio stimolano l'epitelio renale secernente, conferendo proprietà diuretica volumetrica. In caso di infezione delle vie urinarie basse, inoltre, essi fungono da batteriostatici verso stafilococco aureo, streptococco piogeno, Escherichia coli e Salmonella typhi.

Nella tintura usata esternamente, questi composti conferiscono parte del suo potere antinfiammatorio in caso di nevralgie o dolori reumatici. L'altra componente viene assegnata al pinene, che è stato scoperto inibire in vitro la sintesi di alcune citochine infiammatorie a livello delle cellule della cartilagine umana o condrociti.

Indicazioni e precauzioni[modifica | modifica wikitesto]

I preparati di ginepro sono buoni balsamici polmonari, facilitano l'eliminazione dell'acido urico e di liquidi in eccesso, aiutano in caso di digestione lenta e cistite.

Non debbono essere usati in caso di:

  • infiammazione delle alte vie urinarie
  • gravidanza ed allattamento
  • insufficienza renale grave.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Juniperus communis, su IUCN Red List of Threatened Species, Versione 2017.1, IUCN, 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Maria Luisa Sotti, Maria Teresa della Beffa, Le piante aromatiche. Tutte le specie più diffuse in Italia, Milano, Editoriale Giorgio Mondadori, 1989, ISBN 88-374-1057-3.
  • Akkol EK et al. A comparative study on the antinociceptive and anti-inflammatory activities of five Juniperus taxa. J Ethnopharmacol. 2009 Sep 7;125(2):330-36.
  • Miceli N. et al. Comparative analysis of flavonoid profile, antioxidant and antimicrobial activity of the berries of Juniperus communis L. var. communis and Juniperus communis L. var. saxatilis Pall. from Turkey. J Agric Food Chem. 2009 Aug 12;57(15):6570-77.
  • Gordien AY et al. Antimycobacterial terpenoids from Juniperus communis L. (Cuppressaceae). Ethnopharmacol. 2009 Dec 10;126(3):500-505.
  • Neves A et al. Screening of five essential oils for identification of potential inhibitors of IL-1-induced Nf-kappaB activation and NO production in human chondrocytes: characterization of the inhibitory activity of alpha-pinene. Planta Med. 2010 Feb;76(3):303-308.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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