Julia - Le avventure di una criminologa

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il personaggio protagonista di questa serie a fumetti, vedi Julia Kendall.
Julia
Le avventure di una criminologa
fumetto
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Lingua orig. italiano
Paese Italia
Autore Giancarlo Berardi
Testi Giancarlo Berardi, Lorenzo Calza, Maurizio Mantero
Disegni Marco Soldi (copertinista, albi nº 1-157), Cristiano Spadoni (copertinista, albi nº 158+)
Editore Sergio Bonelli Editore
1ª edizione ottobre 1998
Periodicità mensile
Albi 228 (in corso)
Genere giallo
« Julia, la ragazza dall'aria sveglia, disincantata e, se vogliamo, anche un po' sexy [...], ha conquistato me [...]. Sono sicuro che conquisterà anche voi! »
(Sergio Bonelli, dalla prefazione dell'albo nº 1 Gli occhi dell'abisso[1])

Julia - Le avventure di una criminologa è una serie a fumetti di genere giallo creata da Giancarlo Berardi, edita dalla Sergio Bonelli Editore e incentrata sul personaggio immaginario di Julia Kendall.[2][3]

Storia Editoriale[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Albi di Julia - Le avventure di una criminologa e Albi fuori serie di Julia - Le avventure di una criminologa.

La serie a fumetti è stata ideata nel 1998 da Giancarlo Berardi, uno dei più famosi autori italiani di fumetti - sua è l'ideazione di Ken Parker - [4][5] ed è nata dall'esigenza della Sergio Bonelli Editore di avere nel suo catalogo una serie prettamente poliziesca[6] – oltre che dalle richieste dei fan di Berardi che chiedevano da tempo una sua nuova opera.[1]

Il fumettista Giancarlo Berardi, creatore della serie.

Inizialmente Berardi aveva proposto a Sergio Bonelli due serie completamente diverse, la prima, Stark, fantascientifica, e la seconda, Draco[7], di spionaggio, ma Bonelli le rifiutò entrambe poiché non rientravano nella sua linea editoriale. L'autore puntò allora sul genere noir creando un personaggio femminile che ben incarnasse gli stilemi del genere – su tutti le trame investigative e una certa introspezione psicologica. Il nome della protagonista deriva dalla gens Iulia, per omaggiare la sua origine italiana, mentre il cognome Kendall venne scelto per sottolineare che il personaggio era una creazione dell'autore di Ken Parker.[8]

Per meglio conoscere e preparare le tematiche della serie, Berardi partecipò come auditore per alcuni mesi ai corsi di criminologia dell'Istituto di Medicina Legale di Genova[3] e inoltre si documentò su testi di psicologia, sociologia, psichiatria, psicanalisi, medicina legale e balistica oltre che su romanzi, articoli giornalistici di cronaca, film e documentari.[9][10]

La protagonista Julia Kendall è ispirata fisicamente ai tratti di Audrey Hepburn,[11] una delle attrici preferite dell'autore[9]: l'avere a che fare con una protagonista femminile – una donna tutto sommato normale, in cui è facile riconoscersi e identificarsi – ha portato la serie ad avere una buona parte del suo pubblico composta da donne e ragazze[6], fatto insolito per un fumetto di questo genere[senza fonte]. Il primo albo della serie, dal titolo Gli occhi dell'abisso, è stato pubblicato nell'ottobre del 1998. I primi numeri ebbero subito un buon riscontro, pur se caratterizzati da un taglio drammatico che spiazzò il pubblico; in particolare lo stesso Sergio Bonelli espresse le sue perplessità a Berardi circa l'albo n. 6, Jerry è sparito, particolarmente angoscioso, sicché nei numeri successivi l'autore decise di approfondire gli elementi umoristici e gli aspetti della vita quotidiana di Julia, che in genere fanno da contrappunto alla storia principale. Tale accorgimento decretò il successo della serie.[senza fonte] Il fumetto, diversamente dallo standard delle altre pubblicazioni della Bonelli, ha 128 pagine anziché le classiche 96 per l'esigenza di Berardi di avere a disposizione un numero maggiore di pagine per meglio approfondire i personaggi e gestire il ritmo della narrazione.[9]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Julia Kendall e Personaggi di Julia - Le avventure di una criminologa.
L'attrice Audrey Hepburn, modello grafico per i tratti fisici di Julia Kendall.

La serie a fumetti narra le vicende di Julia Kendall, una giovane criminologa alle prese con crimini e misteri ambientati a Garden City, un'immaginaria metropoli del New Jersey, attraversata dal fiume Marygold, dove tutte le strade portano il nome di un fiore diverso. I casi di cui si occupa la portano in varie occasioni a vivere situazioni di estremo pericolo, poiché le sue capacità di psicologa, a cui fa spesso affidamento il Garden City Police Department, la conducono spesso sulle tracce di feroci serial killer come a esempio la spietata Myrna Harrod, personaggio ricorrente della serie, e criminali privi di scrupoli; altri casi la vedono invece coinvolta in intrecci del classico tipo del whodunit (Chi è stato?), un tipo di narrazione gialla comune nella narrativa in lingua inglese, in cui si analizzano i moventi e le azioni dei vari protagonisti per arrivare a scoprire il colpevole. Ad affiancarla nelle sue indagini ci sono quasi sempre il burbero tenente Alan Webb e il simpatico sergente "Big" Ben Irving, oltre che l'amico e investigatore privato Leo Baxter.

Caratteristica della serie è l'ampio ricorso al diario di Julia – dove la protagonista annota praticamente di tutto – attraverso cui riusciamo a comprendere la complessa personalità di Julia e la realtà che la circonda, oltre che a seguire l'analisi dei crimini e lo svolgimento delle indagini. Da segnalare il fatto che, occasionalmente, in alcuni albi il racconto della storia non avviene tramite il diario di Julia, ma viene eccezionalmente affidato ad altri personaggi della serie come Myrna Harrod o il sergente Irving.

Altri media[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Julia: Innocent Eyes.

Videogiochi[modifica | modifica wikitesto]

Citazioni e riferimenti[modifica | modifica wikitesto]

Nell'albo nº 31, dal titolo Ucciderò, Julia legge un fumetto con una veste grafica identica a quella della pubblicazione e una protagonista perfettamente identica a lei, che reca la testata Black City. Questa era una delle prime opzioni per il titolo del fumetto quando esso era ancora in fase di studio.[senza fonte]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Giancarlo Berardi, Gli occhi dell'abisso, in Julia - Le avventure di una criminologa, Milano, Sergio Bonelli Editore, ottobre 1998, p. 6.
  2. ^ Julia, guidafumettoitaliano.com.
  3. ^ a b JULIA, lfb.it.
  4. ^ Il creatore di Julia, sergiobonellieditore.it.
  5. ^ Giancarlo BERARDI, lfb.it.
  6. ^ a b Elena Romanello, Julia di Giancarlo Berardi - Una donna alla corte della Bonelli, sherlockmagazine.it, 6 luglio 2006.
  7. ^ L'aspetto studiato per il protagonista di Draco sarà utilizzato, in seguito, per caratterizzare Leo Baxter.
  8. ^ Giancarlo Berardi, L'immagine perduta, in Julia - Le avventure di una criminologa, Milano, Sergio Bonelli Editore, maggio 2015, editoriale.
  9. ^ a b c Stefano Marzorati, Intervista a Giancarlo Berardi - A tu per tu con l'autore di Julia e Ken Parker, scanner.it.
  10. ^ Elio Marracci, Julia, thrillermagazine.it, 3 gennaio 2005.
  11. ^ Berardi, p. VII
  12. ^ Julia - Innocent Eyes: nuove immagini, data d'uscita e copertina ufficiale, gamesblog.it, 28 luglio 2010.
  13. ^ Julia Innocent Eyes - Parole non dette (Vol. 1), warnerhomevideo.it.
  14. ^ Julia - Innocent Eyes in tre episodi, spaziogames.it, 28 luglio 2010. (archiviato dall'url originale il 9 gennaio 2011).
  15. ^ Sebastiano Pupillo, Tre episodi per Julia: Innocent Eyes - Warner Bros. comunica le date di uscita dell'avventura, next.videogame.it, 28 luglio 2010.
  16. ^ Julia - Innocent Eyes, pcprofessionale.it, 27 luglio 2010.
  17. ^ Aligi Comandini, Julia: Innocent Eyes, spaziogames.it, 21 settembre 2010. (archiviato dall'url originale il 24 settembre 2010).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giancarlo Berardi, Julia: gli occhi dell'abisso, 1ª edizione, Milano, Oscar Mondadori, 2006, ISBN 88-04-55556-4.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]