Juan de Mendoza y Velasco

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Juan de Mendoza y Velasco

Juan de Mendoza y Velasco, Marchese de la Hinojosa (Guadalajara, gennaio 1571Madrid, 14 dicembre 1628), è stato un diplomatico spagnolo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Per i legami della famiglia, Juan venne avviato alla carriera militare e nel 1609 si trovò a combattere a Larache (Marocco) contro le truppe nordafricane. Nel 1610, divenne uno degli agenti reali che supervisionarono l'espulsione dei "moriscos" verso il Maghreb dall'antico Regno di Granada, conquistato dai Cristiani nel 1492, ma anche dal resto dell'Andalusia e persino da Hornachos, nell'Extremadura. Per il valore dimostrato, nel 1612 Juan venne nominato marchese de la Hinojosa e di San Germán, nonché membro del consiglio privato del re Filippo III di Spagna. La sua carriera politica e militare era ormai spianata e, dopo essere divenuto cavaliere dell'Ordine di Santiago, a partire dal 1612, divenne governatore del Ducato di Milano, carica che mantenne sino al 1616.

Dal 1620 venne nominato Viceré di Navarra ove rimase sino al 1623 guadagnandosi i titoli di Capitano Generale dell'artiglieria spagnola e presidente del "Consejo de Indias", un consiglio politico che aiutava il Re di Spagna nell'amministrazione dei territori coloniali americani dell'Impero spagnolo ed aveva competenze in materia di amministrazione locale, commercio e tassazione.

Nominato ambasciatore spagnolo in Inghilterra nel 1623 si recò a londra per discutere col re Giacomo I d'Inghilterra un possibile matrimonio tra il figlio primogenito ed erede Carlo con la sorella del diciannovenne re Filippo IV di Spagna, Maria d'Austria, ma a proposta non ebbe successo.

Tornato in Spagna, Juan de Mendoza y Velasco morì il 24 dicembre 1628.

Famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Suo padre era Antonio Gómez Manrique de Mendoza y Sandoval, VI signore di Castrojeriz e IV signore di Villazopeque, che in prime nozze aveva sposato Isabel de Velasco y Enríquez de Ribera, proveniente da un ramo di modesti proprietari terrieri ma imparentata coi potenti duchi de Velasco.

Juan era il secondo di tre maschi ed aveva inoltre quattro sorelle femmine, tutte divenute monache. Il padre, in seconde nozze si risposò con la figlia del V conte di Osorio avendo da tale matrimonio altre quattro figlie di cui tre divennero monache e la quarta sposò il I conte di Valverde.

Juan de Mendoza y Velasco in letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Juan de Mendoza y Velasco viene citato dal Manzoni nel Capitolo I de I promessi sposi, come autore della "grida" del 22 settembre 1612 con la quale si bandivano da Milano i "bravi". Il Manzoni lo cita anche come autore della grida con la quale a chiunque «... porterà i capelli di tal lunghezza che coprano il fronte fino alli cigli esclusivamente, ovvero porterà la trezza, o avanti o dopo le orecchie, incorra la pena di trecento scudi; et in caso d'inhabilità, di tre anni di galera, per la prima volta, e per la seconda, oltre la suddetta, maggiore ancora, pecuniaria et corporale, all'arbitrio di Sua Eccellenza.»,[1] che altro non è che la descrizione di come solevano allora acconciare i propri capelli i "bravi".

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell'Ordine di Santiago - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell'Ordine di Santiago

Albero genealogico[modifica | modifica wikitesto]

Juan de Mendoza y Velasco, marchese di Hinojosa Padre:
Antonio Gómez de Mendoza, conte di Castrojeriz
Nonno paterno:
Alvaro Gómez de Mendoza, conte di Castrojeriz
Bisnonno paterno:
Rodrigo de Mendoza, conte di Castrojeriz
Trisnonno paterno:
Alvaro de Mendoza, conte di Castrojeriz
Trisnonna paterna:
Juana de la Cerda
Bisnonna paterna:
Ana Manrique de Lara
Trisnonno paterno:
Luis Manrique de Lara, signore di Villazopeque
Trisnonna paterna:
Inés di Castiglia
Nonna paterna:
Magdalena de Sandoval
Bisnonno paterno:
Bernardo de Sandoval, marchese di Denia
Trisnonno paterno:
Diego Gomez de Sandoval, marchese di Denia
Trisnonna paterna:
Catalina de Mendoza
Bisnonna paterna:
Francisca Enríquez
Trisnonno paterno:
Enrique Enríquez, signore di Orce
Trisnonna paterna:
María de Luna
Madre:
Isabel Velasco
Nonno materno:
Juan Sancho de Velasco, marchese di Berlanga
Bisnonno materno:
Íñigo I Fernández de Velasco, duca di Frías
Trisnonno materno:
Pedro Fernández III de Velasco, conte di Haro
Trisnonna materna:
Mencía de Mendoza
Bisnonna materna:
María de Tovar, signora di Berlanga
Trisnonno materno:
Luis de Tovar, signore di Berlanga
Trisnonna materna:
María de Vivero
Nonna materna:
Juana Enríquez
Bisnonno materno:
Fernando Enríquez
Trisnonno materno:
Pedro Enríquez, signore di Tarifa
Trisnonna materna:
Catalina de Ribera, contessa di los Molares
Bisnonna materna:
Inés Pacheco
Trisnonno materno:
Pedro Portocarrero, signore di Moguer
Trisnonna materna:
Juana de Cárdenas, signora di la Puebla del Maestre

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi, cap. III, 195-199

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Romano Canosa, Milano nel Seicento: grandezza e miseria nell'Italia spagnola, Mondadori, Milano 1993.
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