Juan Vicente Macip

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Monumento a Juan Vincente Macip in plaza del Carmen a Valenza

Vicente Juan Macip, meglio conosciuto come Joan de Joanes (Valenza, 1523Bocairente, 21 dicembre 1589), è stato un pittore spagnolo.

Nacque a Fuent de la Higuera, città che per prima tributò il successo, del suo nome che poi si diffuse in tutta la Spagna.
Per le numerose affinità artistiche con la scuola di Sebastiano del Piombo, alcuni studiosi ritengono che Macip si applicò in Italia sotto il maestro, mentre è storicamente accertato lo scambio culturale con i pittori italiani che si recavano a Valencia.
Poco tempo dopo, il cardinale Rodrigo Borgia commissionò a Francesco Pagano e Paolo da San Leocadio la decorazione della Cattedrale di Valencia.

A Valencia trascorse la maggior parte die suoi anni e consegnò le sue opere più importanti. Lo stile è caratterizzato dalla cura del particolare, dal sapiente uso del colore, dalla raffinata ideazione concettuale dell'opera. Fu influenzato dalla pittura italiana lombarda e da quella manieristica fiorentina-romana[1].

Vicente Macip e Juan Macip[modifica | modifica wikitesto]

Figlio d'arte, dell'omonimo Vicente Juan Macip, anch'egli pittore, fu il principale esponente del Rinascimento spagnolo e il pittore più celebre della città.

Come in altri casi simili, per distinguere padre e figlio, si utilizzava il patronimico Joan de Joanes. Tuttavia, realizzò le prime opere insieme al padre, e permangono problemi di attribuzione per i dipinti anteriori al 1550, anno della morte di Juan Vincent Macip[2]. Sebbene il suo cognome tradisca un'origine legata al lavoro manuale[3], Macip sostenne la propria origine nobiliare. Forse in collegamento a questo[senza fonte], nella Cattedrale cittadina dipinse una Sacra Famiglia.

Stile[modifica | modifica wikitesto]

Lo stile fu influenzato dalle opere di Sebastiano del Piombo, che aveva potuto osservare nella città natale, e da quelle di Raffaello che edulcorò in un pietismo manierato.[4].

Lavorò sempre al servizio di una committenza religiosa e mai dipinse soggetti a carattere profano. Sembra che, come Luis de Vargas e Fra Angelico, non mancasse mai di accostarsi all'ostia prima di impegnarsi nel lavoro artistico[5].
Affrescò edifici di culto per vari ordini religiosi: Gesuiti, Domenicani, Minimi, Agostiniani, Francescani, e per le chiese di San Nicolás, Santa Cruz, Carmen Calzado, St Esteban, Corona, Temple, San Andrés, San Bartolomé e San Miguel de los Reyes. Esemplare della sua arte fu l'Immacolata Concezione nella chiesa dei gesuiti[6].

San Tommaso di Villanova, arcivescovo di Valencia, gli commissionò una serie di pannelli decorativi sulla vita della Vergine, come modello preparatorio di altrettanti arazzi.

Fama e successo[modifica | modifica wikitesto]

Dai contemporanei fu definito "il secondo Raffaello"[2] (considerato il maggiore artista del Rinascimento spagnolo e chiamato anche "Raffaello iberico" [7]).

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Seppellimento di San Sebastiano
Versione dell'Ultima Cena del Museo del Prado a Madrid.
  • Salvatore con ostia e calice (101 x 63 cm), Museo delle belle arti a Budapest;
  • diverse versioni dell'Ultima cena;
  • San Sebastiano nella sinagoga;
  • Seppellimento di Santo Stefano protomartire;
  • Vergine con Bambino, san Giovanni Battista e san Giovanni evangelista, Museo dell'Ermitage di San Pietroburgo
  • San Vincent Ferrier, Museo dell'Ermitage di San Pietroburgo;
  • Annunciazione a sant'Anna, Museo dell'Ermitage di San Pietroburgo;
  • Processione al monte Gargano, Museo di belle arti di Pau;
  • diverse versioni della Sacra Famiglia;
  • Immacolata Concezione, considerata la sua opera più celebre.
  • Nel museo di Valenza si conservano[8]:
    • Nozze mistiche del venerabile Agnello (1553-1558
    • Salvatore con l'ostia (1560-1570)
    • Ecce Homo (1565-1575)
    • Assunzione di Nostra Signora (1578)
    • Trittico del Calvario

Dipinse inoltre un ritratto di Alfonso V d'Aragona conservato nel museo di Saragozza

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ l'Enciclopedia, La Biblioteca di Repubblica-l'Espresso, UTET-DeAgostini, 2003, vol. 12
  2. ^ a b (EN) Xavier Costa Clavell, "second Raphael"&dq=macip+ "second Raphael"&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjWrPjI5LTaAhUQ3KQKHbDsDqkQ6AEIFjAA Prado Museum: Spanish painting, su google.it/libri, Museo del Prado, 1976. URL consultato il 12 Aprile 2018.
    «This painter from Valencia whose real name was Vicente Juan Macip was born around 1523 and died in 1579; the son of Vicente Macip who was also a painter, Juan de Juanes was greatly influenced by Raphael and the Manierists and was even called «the second Raphael ». There is some confusion between the paintings done by the father and those done by the son, and in many cases it is unclear which painting has been done by whom».
  3. ^ il lavoro manuale era estraneo e disdegnato dalla nobiltà, mentre in varie etnie della Spagna, come la facoltosa ebraica sefardita di Valencia ([1]), una forma di patronimico non è solo l'adozione del nome del padre, ma anche l'indicazione di un'attività famigliare
  4. ^ Le Muse, vol. 6, Novara, De Agostini, 1965, p. 210.
  5. ^ Vincent Masip, su matthiesengallery.com.
  6. ^ Immacolata Concezione, nella Chiesa dei Gesuiti, su google.com.
  7. ^ DOMANI-VALENCIA-A-FIRENZE-CAPOLAVORI-RINASCIMENTO-SPAGNOLO-2_134311.php Da domani 'Valencia a Firenze', capolavori del Rinascimento spagnolo, su adnkronos.com. URL consultato il 12 Aprile 2018.
  8. ^ Schede e immagini delle opere di Joan Vincente Macip a Valenza sul sito della Generalitad Valenciana.

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Controllo di autoritàVIAF (EN61819855 · ISNI (EN0000 0000 5955 8536 · LCCN (ENn85202765 · GND (DE122649109 · BNF (FRcb14965931g (data) · ULAN (EN500026763 · CERL cnp00570702
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