Joshua Wong

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Joshua Wong nel 2019.

Joshua Wong (in cantonese Wòhng Jīfūng, 黃之鋒T, 黄之锋S, Huáng ZhīfēngP, Wong Chi-fungW; Hong Kong, 13 ottobre 1996) è un attivista e politico hongkonghese, fondatore del gruppo di attivisti studenteschi Scholarism ed ex-segretario generale del partito pro-democrazia Demosistō. È conosciuto internazionalmente per aver preso parte alle Proteste a Hong Kong del 2014, note come Rivoluzione degli ombrelli, in qualità di leader.Joshua Wong è stato incluso dalla rivista TIME come Influential Teens del 2014, è stato inoltre candidato come Person of the Year 2014[1], riconosciuto dalla rivista Fortune come uno dei più grandi leader del mondo nel 2015.[2] Nel 2017 è stato preso in considerazione per la nomina al Premio Nobel per la pace.[3]

Nell'agosto 2017, Wong e altri due attivisti pro-democrazia sono stati condannati e incarcerati per il loro ruolo nell'occupazione della Civic Square nella fase iniziale delle proteste del 2014, mentre nel gennaio 2019 è stato incarcerato di nuovo per non aver rispettato un ordine del tribunale che imponeva la fine delle proteste nel distretto di Mong Kok.

Infanzia ed educazione[modifica | modifica wikitesto]

Joshua Wong Chi-fung è nato a Hong Kong da Grace Wong e Roger Wong, genitori della classe media hongkonghese, di religione cristiana.[4][5] Si è diplomato allo United Christian College (Kowloon East), un istituto privato anglicano.[6] In seguito si è iscritto all'Open University di Hong Kong alla facoltà di Scienze politiche,[7] senza mai terminare gli studi.

Attivismo politico[modifica | modifica wikitesto]

Primo periodo[modifica | modifica wikitesto]

L'attivismo politico di Joshua Wong inizia molto presto, ad appena 14 anni, quando prende parte a delle manifestazioni contro il progetto di una ferrovia ad alta velocità che avrebbe dovuto collegare Hong Kong alla Cina interna. Due anni dopo, nel 2011, è tra i fondatori del gruppo politico studentesco Scholarism, dall'aperto carattere pro-democrazia. Nel 2012, invece, è tra i promotori di una manifestazione cui prenderanno parte più di 100.000 persone, contro il tentativo del governo di rafforzare l'insegnamento della cosiddetta "educazione patriottica" nelle scuole.[8]

Ruolo nelle proteste del 2014[modifica | modifica wikitesto]

Nel giugno 2014 gli attivisti di Scholarism avviarono un progetto politico di maggior respiro democratico con il fine di riformare il sistema elettorale di Hong Kong, per permettere la nomina civica diretta del capo esecutivo della città a partire dalle elezioni del 2017. Il governo centrale cinese, infatti, aveva deciso di imporre forti limiti alle elezioni di Hong Kong, limitando il numero di candidati e imponendo che venissero pre-approvati da un'apposita commissione nominata da Pechino.[9] Wong, come leader studentesco, iniziò la sua attività di protesta tra gli studenti, partecipando attivamente alla nascita e sviluppo della Rivoluzione degli ombrelli. Nella notte fra il 26 e il 27 settembre 2014, assieme ad altre 78 persone, venne arrestato dalla polizia durante una massiccia protesta, dopo che centinaia di studenti avevano occupato la piazza civica di fronte al complesso del governo centrale, in segno di protesta contro la decisione di Pechino di ostacolare la riforma elettorale.[10] A differenza dei compagni di protesta è stato rilasciato dalla polizia dopo 46 ore di custodia. [senza citazione]

Le proteste proseguirono e il 27 novembre Wong venne accusato di ostacolare l'attività di sgombero coatto: la polizia era infatti intenta a sgomberare un'area del distretto di Mong Kok, in cui i manifestanti si erano accampati in segno di protesta da circa 60 giorni. Nonostante il suo avvocato descrivesse l'accusa come motivata politicamente e avesse denunciato violenze fisiche subite dal suo cliente da parte della polizia durante il fermo, Wong dovette pagare una multa e gli venne intimato di non entrare nuovamente a Mong Kok, come una delle condizioni della cauzione.[11]

Periodo successivo[modifica | modifica wikitesto]

Il 16 gennaio 2015 Wong viene nuovamente fermato e trattenuto per il suo presunto coinvolgimento in reati di coordinamento, incitamento e partecipazione ad un'assemblea non autorizzata.[12] Nel maggio del 2015 gli venne negato l'ingresso in Malaysia, dove voleva tenere delle conferenze sulla democrazia: venne infatti fermato all'aeroporto internazionale di Penang, sulla base del fatto che era considerato "una minaccia per i legami della Malesia con la Cina", in gran parte a causa della sua presunta presa di posizione "anti-cinese" durante le proteste del 2014.[13]

Il 19 agosto 2015, Wong è stato formalmente accusato dal Dipartimento di Giustizia di Hong Kong di incitare altre persone a unirsi a un'assemblea illegale insieme a Alex Chow, ex leader della Federazione degli studenti di Hong Kong.

Nel gennaio del 2017, durante un viaggio a Taiwan, dove intendeva tenere delle conferenze su tematiche politiche, dei manifestanti pro-Pechino lo insultarono e tentarono di assalirlo: nonostante il dispiegamento di agenti uno di loro riuscì quasi a colpirlo in volto.[14]

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Fondazione di Demosisto[modifica | modifica wikitesto]

Nell'aprile del 2016, Wong e altri leader di Scholarism nonché del Movimento degli ombrelli, tra cui Agnes Chow e Nathan Law, fondano il partito politico Demosisto. Wong allora aveva appena 19 anni. In tale occasione Agnes Chow spiegò che il partito era nato per dare l'avvio a una lotta per la democrazia, a Hong Kong, sul lungo termine: avrebbero a tal proposito proposto un referendum riguardante il futuro di Hong Kong dopo il 2047, anno in cui l'autonomia dell'isola democratica dovrebbe cessare in base alla Dichiarazione congiunta sino-britannica.[15] Wong in seguito a questo suo battesimo politico ricevette numerose minacce e insulti sui social media da parte di utenti pro-Pechino.[16]

Nomina al premio Nobel per la pace[modifica | modifica wikitesto]

Un gruppo bipartisan di legislatori statunitensi guidato dal senatore Marco Rubio, presidente del Congressional-Executive Commission on China, il 1° febbraio 2018 annunciò di avere nominato Joshua Wong, Nathan Law, Alex Chow e l'intero Movimento degli ombrelli per il premio Nobel per la pace di quell'anno. Come motivazione, si legge: "per i loro sforzi pacifici volti a raggiungere riforme politiche e per proteggere l'autonomia e le libertà garantite a Hong Kong dalla Dichiarazione congiunta sino-britannica".[17]

Proteste ad Hong Kong del 2019-2020[modifica | modifica wikitesto]

Quando uscì di prigione nel luglio del 2019 (vedi "Incarcerazione"), erano in corso le proteste a Hong Kong del 2019-2020, contro il disegno di legge sull'estradizione. Intervistato, chiese al capo esecutivo Carrie Lam di ritirare il disegno di legge e dare le dimissioni; parlò inoltre degli arresti e delle violenze perpetrate dalla polizia sui manifestanti.[18]

Joshua non prese parte all'occupazione del Consiglio legislativo di Hong Kong da parte di molti manifestanti, ma in un'intervista spiegò le ragioni di tale atto, indicandole nella mancanza di un'effettiva rappresentatività democratica all'interno di tale edificio.[19]

Il 29 agosto venne nuovamente arrestato dalla polizia, il giorno prima di una manifestazione pianificata ma non autorizzata. Venne denunciato e rilasciato su cauzione.[20]

Il 9 settembre, Wong si incontrò con il ministro degli esteri tedesco Heiko Maas. In risposta, Pechino reagì con durezza, accusando i media e i politici esteri di "interferenze" con gli affari interni cinesi e di appoggiare leader considerati "separatisti".[21]

Il 17 settembre, Wong e altri giovani attivisti parteciparono al Congressional-Executive Commission on China, a Washington. In tale occasione egli disse che Pechino non dovrebbe arraffare i benefici economici da Hong Kong e insieme attaccarne l'autonomia. Sollecitò anche il Congresso ad intervenire legalmente per proteggere i diritti civili a Hong Kong.[22]

Elezioni distrettuali del 2019[modifica | modifica wikitesto]

Il 29 ottobre 2019 Wong aveva intenzione di correre per le elezioni distrettuali di Hong Kong, ma il governo glielo impedì, a causa del suo "sostegno all'autodeterminazione di Hong Kong". Wong, il quale ha affermato di non avere mai patrocinato il separatismo, è l'unico candidato del turno elettorale ad essere stato bandito.[23] Le elezioni si risolsero ad ogni modo con una vittoria schiacciante dei candidati pro-democrazia.[24]

Conseguenze della legge sulla sicurezza nazionale[modifica | modifica wikitesto]

In seguito alla promulgazione della Legge sulla sicurezza nazionale di Hong Kong voluta da Pechino, il 31 giugno 2020 Joshua Wong, così come gli altri fondatori Nathan Law e Agnes Chow, ha dichiarato di aver lasciato il gruppo politico Demosisto, per il timore di essere incarcerato ed estradato in Cina. Lo stesso gruppo è stato sciolto poco dopo, anche se su Facebook è stata aggiunta la scritta "Ci rivedremo presto".[25]

Incarcerazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2017 Wong e altri due leader studenteschi pro-democrazia, Nathan Law e Alex Chow, furono condannati dai 6 agli 8 mesi di prigionia: la condanna scattò il 17 agosto, per l'accusa di aver occupato la Civic Square, durante le Proteste a Hong Kong del 2014 o Rivoluzione degli ombrelli. La sentenza inoltre arrestò la loro precoce carriera politica, dal momento che venne loro interdetto ogni pubblico ufficio per 5 anni.[26] Wong venne detenuto nell'Istituto correttivo di Pik Puk. Durante la prigionia, scrisse alcuni articoli per il The Guardian, in cui affermò che nonostante le difficoltà rimaneva orgoglioso del suo ruolo di leader durante la Rivoluzione degli ombrelli. Disse che stava leggendo le autobiografie di Nelson Mandela e del dissidente cinese Liu Xiaobo, morto da poco, e che le sue privazioni rapportate alle loro non erano nulla. Aggiunse inoltre che la deriva autoritaria cinese nei confronti di chi lotta per i diritti umani era ormai diventata la "nuova normalità", ma che lui e gli altri attivisti non si sarebbero fermati.[27]

Il 24 ottobre del 2017 a Joshua Wong e Nathan Law venne garantito il rilascio su cauzione dal giudice capo Geoffrey Ma, mentre Alex Chow non accettò e continuò il periodo di reclusione.[28]

Il 18 gennaio 2018 Wong venne nuovamente condannato, questa volta a 3 mesi di reclusione, in seguito all'accusa di oltraggio alla corte per avere ostacolato lo sgombero coatto a Mong Kok. Nonostante avesse vinto l'appello per un'alleggerimento della pena, il 16 maggio 2019 fu definitivamente condannato a due mesi di carcere.[29]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • 2017 Joshua: Teenager vs. Superpower, un film documentario su Joshua Wong
  • 2015 Fortune – World's 50 Greatest Leader (10º posto)
  • 2014 Lessons in Dissent, un film documentario con gli attivisti Wong e Ma Jai
  • 2014 TIME Cover (edizione asiatica)
  • 2014 TIME – I 25 più influenti adolescenti al mondo del 2014
  • 2014 Foreign Policy – 100 Leading Global Thinkers (i 100 pensatori globali più influenti)
  • 2014 TIME – Persona dell'anno 2014 (Reader's Poll – 3º posto)
  • AFP Tra le 10 persone più influenti 2014
  • The Times – Persona giovane dell'anno 2014

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Hong Kong Student Leader Joshua Wong Charged, su Time. URL consultato il 28 gennaio 2018.
  2. ^ (EN) The World’s 50 Greatest Leaders, in Fortune, 26 marzo 2015. URL consultato il 28 gennaio 2018.
  3. ^ Chairs Release 2017 Annual Report--Announce New Initiatives on Hong Kong & Commemoration of Liu Xiaobo, su cecc.gov.
  4. ^ Alan Wong, Their Sons Sought a More Democratic Hong Kong, and Got Prison, su The New York Times, 7 novembre 2017.
  5. ^ Jailed Hong Kong activist Wong back in court on 21st birthday, su Hong Kong Free Press, 13 ottobre 2017.
  6. ^ Par Brice Pedroletti, Les leaders de la mobilisation citoyenne à Hongkong, su Le Monde, 29 settembre 2014.
  7. ^ Eddie Lee, 'I was never a top student': Scholarism leader Joshua Wong to study at Open University, su South China Morning Post, 13 agosto 2014.
  8. ^ Joshua Wong, the poster boy for Hong Kong protests, su BBC, 25 giugno 2019.
  9. ^ Hong Kong, le ragioni della protesta, su ansa.it.
  10. ^ Harrison Jacobs, REPORT: Hong Kong's 17-Year-Old 'Extremist' Student Leader Arrested During Massive Democracy Protest, in Business Insider, 26 settembre 2014.
  11. ^ Elizabeth Barber, Hong Kong Student Leader Joshua Wong Charged With Obstruction, in Time, 27 novembre 2014.
  12. ^ Charlie Campbell, Hong Kong Student Leader Joshua Wong Questioned Over Pro-Democracy Protests, in Time, 16 gennaio 2015.
  13. ^ Joyce NG, Occupy student leader Joshua Wong ‘a threat to Malaysia’s ties with China’, police chief admits, in South China Morning Post, 26 maggio 2015.
  14. ^ Hong Kong democracy activist Joshua Wong under police protection in Taiwan after assault attempt, in South China Morning Post, 7 gennaio 2017 (archiviato dall'url originale il 12 gennaio 2017).
  15. ^ Tom Phillips, Hong Kong's umbrella movement spawns new political party, in The Guardian, 10 aprile 2016.
  16. ^ Jason Y NG, Baptism of fire for Joshua Wong and his nascent political party, in South China Morning Post, 29 aprile 2016.
  17. ^ Chairs Release 2017 Annual Report--Announce New Initiatives on Hong Kong & Commemoration of Liu Xiaobo, su cecc.gov.
  18. ^ Kris Cheng, Hong Kong democracy leader Joshua Wong released from prison, calls on Chief Exec. Carrie Lam to resign, in Hong Kong Free Press, 17 giugno 2019.
  19. ^ Karishma Vaswani, Hong Kong protests: Parliament 'never represented its people', in BBC, 2 luglio 2019.
  20. ^ John Sudworth, Hong Kong activists arrested: Joshua Wong and others charged, in BBC, 30 agosto 2019.
  21. ^ China fury as Hong Kong activist Joshua Wong meets German foreign minister, in Hong Kong Free Press, 10 settembre 2019.
  22. ^ Charissa Yong, Hong Kong activists Joshua Wong, Denise Ho take cause to US Congress, urge pressure on Beijing, in The Straits Times, 18 settembre 2019.
  23. ^ Alvin Lum, Kimmy Chung e Clifford Lo, Democracy activist Joshua Wong slams ‘politically driven decision’ to bar him from running in Hong Kong district council election, in South China Morning Post, 29 ottobre 2019.
  24. ^ Guido Santevecchi, Elezioni a Hong Kong, i risultati: trionfo per i democratici anti-Cina. E ora?, in Corriere della Sera, 24 novembre 2019.
  25. ^ Hong Kong security law: Minutes after new law, pro-democracy voices quit, in BBC, 30 giugno 2020.
  26. ^ Jasmine Siu, Joshua Wong and other jailed Hong Kong student leaders see political careers halted, in South China Morning Post, 17 agosto 2017.
  27. ^ Prison is an inevitable part of Hong Kong's exhausting path to democracy, in The Guardian, 28 settembre 2017.
  28. ^ Occupy student leaders vow to keep up the fight, in Ejinsight, 26 ottobre 2017.
  29. ^ Chris Lau, Occupy poster boy Joshua Wong returns to jail in Hong Kong despite winning appeal for lighter sentence, in South China Morning Post, 16 maggio 2019.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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