Joseph Campbell

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Joseph John Campbell

Joseph John Campbell (White Plains, 26 marzo 1904Honolulu, 30 ottobre 1987) è stato un saggista e storico delle religioni statunitense.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a White Plains (New York), in una famiglia benestante d'origine irlandese e cattolica, era il primogenito di due figli nati a Charles Campbell, commerciante, e Josephine Lynch (sua sorella Alice nacque nel 1907). La famiglia si trasferì nel 1913 a New Rochelle, dove nel 1919 andò a fuoco la casa, uccidendo durante l'incendio la nonna[1]. Studiò alla Columbia University, appassionandosi alla storia e alla cultura dei nativi americani. Viaggiò con altri studenti in California, Messico, Guatemala, Nicaragua, Panama e Cuba, quindi, dopo la laurea, studiò sanscrito e filologia indoeuropea presso l'Università Ludwig Maximilian di Monaco. Nel 1929 tornò negli Stati Uniti d'America e cominciò a insegnare a Canterbury, quindi poco dopo al Sarah Lawrence College, a Yonkers, dove insegnò fino al 1972.

Nel 1938 sposò Jean Erdman, coreografa. Per Campbell fu importante l'incontro con Jiddu Krishnamurti, durante il suo viaggio europeo, ma anche l'amicizia con John Steinbeck e con Edward Ricketts, nate durante un viaggio in California, e con Heinrich Zimmer (di cui curò anche alcune opere), oltre alle letture di Carl Gustav Jung e, soprattutto all'inizio, quando pensava di scrivere opere di finzione, Robinson Jeffers, James Joyce o Thomas Mann. Altri autori citati nelle sue ricerche sono Arthur Schopenhauer, Friedrich Nietzsche, Sinclair Lewis, Leo Frobenius, l'etnologo tedesco Adolf Ellegard Jensen (1899-1965), gli psicologi Abraham Maslow e Stanislav Grof e il Libro tibetano dei morti.

Nel 1985 venne premiato dal National Arts Club con una medaglia d'oro per il valore letterario. Morì nel 1987 e l'anno successivo una trasmissione di sei ore, curata da Bill Moyers (e poi edita nel volume The Power of Myth), con una lunga intervista per la PBS lo rese ancora più celebre.

Idee e temi[modifica | modifica wikitesto]

Il suo pensiero è stato diretto a suggerire connessioni tra lo studio della mitologia comparata e la psicologia analitica. Si è ispirato a Jung, che aveva riscontrato la presenza di figure archetipiche nell'inconscio collettivo. Questi archetipi condividono la struttura della maggior parte dei miti di tutte le culture del mondo.

Dietro il mito Campbell ha individuato quattro funzioni[2]:

  • metafisica (che risveglia un senso di meraviglia davanti al mistero dell'essere)
  • cosmologica (che espande la forma dell'universo)
  • sociologica (che conferma e sostiene l'ordine sociale esistente)
  • pedagogica (che guida l'individuo attraverso i vari stadi di passaggio della propria vita)

Questa struttura può essere, ad esempio, quella del "mito dell'eroe", presente in varie culture (L'eroe dai mille volti, è il titolo di uno dei suoi contributi teorici più importanti).

La vita dell'Eroe, a grandi linee, passa quasi sempre da questi stadi:

  • nascita misteriosa;
  • relazione complicata col padre (orfano, padre cattivo, ecc.),
  • ritiro dalla società, apprendimento di una lezione (molte volte aiutato da una guida soprannaturale),
  • ritorno alla società e riporto dei suoi apprendimenti in quella società, molte volte grazie ad un'arma che solo lui/lei può usare (nelle mitologie occidentali recenti si tratta piuttosto di un lui - questo potrebbe interessare il movimento femminista).

[senza fonte]

La sua opera principale, in più volumi, Le maschere di Dio (The Masks of God, 1959-68) rappresenta una sintesi critica della mitologia mondiale, tramite un approfondimento dei "temi comuni" che attraversano le più diverse produzioni mitologiche. Si tratta di un'opera enciclopedica per la trattazione espositiva e l'ampiezza delle fonti, e al contempo particolarmente sofisticata nell'analisi teoretica. L'opera si struttura in 4 parti: Mitologia Primitiva; Mitologia Orientale; Mitologia Occidentale; Mitologia Creativa. La prima si riferisce alle culture primitive e ai più antichi miti della creazione; la seconda ai miti e alle leggende asiatiche; la terza a quelle della tradizione occidentale (greche, romane ecc.); la quarta alla produzione "mitopoietica" della cultura letteraria e artistica moderna e contemporanea.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • A Skeleton Key to Finnegans Wake, con Henry Morton Robinson, 1944
  • The Hero with a Thousand Faces, 1949
  • The Portable Arabian Nights, a cura di, 1951
  • The Masks of God, 4 voll., 1962-68
  • The Flight of the Wild Gander: Explorations in the Mythological Dimension, 1968
  • The Portable Jung, a cura di, 1971
  • Myths to Live By, 1972
  • The Mythic Image, 1974
  • Historical Atlas of World Mythology, 2 voll., 1983-87
  • The Inner Reaches of Outer Space: Metaphor As Myth and As Religion, 1986; 2002
  • The Power of Myth, a cura di Bill Moyers e Betty Sue Flowers, 1988
  • An Open Life: Joseph Campbell in Conversation with Michael Toms, a cura di John Maher e Dennie Briggs, 1989
  • Transformations of Myth Through Time, 1990
  • The Hero's Journey: Joseph Campbell on His Life and Work, a cura di Phil Cousineau, 1990
  • Mythic Worlds, Modern Words: On the Art of James Joyce, a cura di Edmund L. Epstein, 1993
  • The Mythic Dimension: Selected Essays (1959–1987), a cura di Anthony Van Couvering, 1993
  • Baksheesh & Brahman: Indian Journals (1954–1955), a cura di Robin e Stephen Larsen e Anthony Van Couvering, 1995
  • Thou Art That: Transforming Religious Metaphor, a cura di Eugene Kennedy, 2001
  • Sake & Satori: Asian Journals - Japan, a cura di David Kudler, 2002
  • Myths of Light: Eastern Metaphors of the Eternal, a cura di David Kudler, 2003
  • Pathways to Bliss: Mythology and Personal Transformation, a cura di David Kudler, 2004
  • Mythic Imagination: Collected Short Fiction of Joseph Campbell, 2012
  • Goddesses: Mysteries of the Feminine Divine, a cura di Safron Rossi, 2013
  • Collected Works of Joseph Campbell, 2001-

Traduzioni italiane[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Biografia
  2. ^ Conferenza raccolta sul sito della JCF (Joseph Campbell Foundation).

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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