José Luis Mollaghan

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José Luis Mollaghan
arcivescovo della Chiesa cattolica
Coat of arms of Jose Luis Mollaghan.svg
Juxta crucem Jesu
 
TitoloRosario
Incarichi attuali
Incarichi ricoperti
 
Nato2 maggio 1946 (72 anni) a Buenos Aires
Ordinato presbitero19 marzo 1971 dal vescovo Jacques-Paul Martin (poi cardinale)
Nominato vescovo22 luglio 1993 da papa Giovanni Paolo II
Consacrato vescovo2 ottobre 1993 dal cardinale Antonio Quarracino
Elevato arcivescovo22 dicembre 2005 da papa Benedetto XVI
 

José Luis Mollaghan (Buenos Aires, 2 maggio 1946) è un arcivescovo cattolico argentino, dal 19 maggio 2014 arcivescovo emerito di Rosario e membro della Congregazione per la dottrina della fede nella Commissione di esame dei ricorsi di ecclesiastici per delicta graviora.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Monsignor José Luis Mollaghan è nato a Buenos Aires il 2 maggio 1946.

Formazione e ministero sacerdotale[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il seminario minore ha studiato filosofia e teologia al seminario dell'Immacolata Concezione dell'arcidiocesi di Buenos Aires. Nel 1967 si è recato a Roma dove ha ottenuto la licenza in teologia e la laurea in diritto canonico presso la Pontificia Università Gregoriana.[1]

Il 19 marzo 1971 è stato ordinato presbitero per l'arcidiocesi di Buenos Aires da monsignor Jacques-Paul Martin. Tornato in patria ha servito come cappellano dei giovani dell'Azione Cattolica e consigliere nazionale della Lega delle madri. Ha esercitato il ministero nelle parrocchie di Santa Ana, San José de Flores e Nuestra Señora del Socorro ed è stato il primo parroco della parrocchia della Madre Ammirabile. Inoltre, dal 1975, ha insegnato diritto canonico presso la Pontificia università cattolica argentina.

Ministero episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Il 22 luglio 1993 papa Giovanni Paolo II lo ha nominato vescovo ausiliare di Buenos Aires e titolare di Teuzi. Ha ricevuto l'ordinazione episcopale il 2 ottobre 1993 nella cattedrale metropolitana di Buenos Aires dal cardinale Antonio Quarracino, arcivescovo metropolita di Buenos Aires, coconsacranti l'arcivescovo Ubaldo Calabresi, nunzio apostolico in Argentina, e il vescovo ausiliare di Buenos Aires Eduardo Vicente Mirás.

In seguito ha ricoperto gli incarichi di segretario del consiglio presbiterale, membro del collegio dei consultori e giudice della corte d'appello del tribunale ecclesiastico nazionale. In seguito è stato vicario generale, vicario per l'amministrazione e moderatore della curia metropolitana. Nella Conferenza episcopale argentina ha fatto parte della commissione dell'organizzazione territoriale, del consiglio del dipartimento legale ed economico e della commissione episcopale per l'apostolato laicale e per la pastorale familiare. In qualità di membro del comitato esecutivo e del comitato permanente, è stato delegato presso Consiglio episcopale latinoamericano. Dal 1994 al 1999 ha ricoperto l'incarico di segretario generale della Conferenza episcopale.

Il 17 maggio 2000 papa Giovanni Paolo II lo ha nominato vescovo di San Miguel.[2] Ha preso possesso della diocesi il 5 agosto successivo. Il 22 dicembre 2005 papa Benedetto XVI lo ha nominato arcivescovo metropolita di Rosario ed ha preso possesso dell'arcidiocesi il 18 marzo 2006. Nell'aprile del 2009 ha effettuato la visita ad limina.

Il 19 maggio 2014 papa Francesco lo ha nominato membro della Congregazione per la dottrina della fede nell'erigenda Commissione di esame dei ricorsi di ecclesiastici per delicta graviora rimuovendolo dall'incarico di arcivescovo di Rosario e ordinandogli di lasciare la città e di prendere residenza a Buenos Aires fino all'istituzione ufficiale della commissione.[1] In una messa festiva celebrata nell'agosto di quell'anno a Rosario ha detto: "Il direttore tecnico decide i cambiamenti, volevo solo restare a Rosario ma mi ha mandato a Buenos Aires per semplificare il lavoro per me". Dopo qualche mese si è trasferito a Roma.[2] La commissione di sette membri è stata costituita l'11 novembre 2014 ed ha lo scopo di esaminare i ricorsi alle sentenze di primo grado data la necessità di garantire un più rapido esame degli stessi. Ha responsabilità sui delitti di abusi sessuali su minori, eresia, apostasia, uso improprio del sacramento della penitenza e ordinazione delle donne.[3] I giornali argentini hanno interpretarono il trasferimento di monsignor Mollaghan a Roma come un modo "elegante" di allontanarlo da Rosario in seguito a un'indagine sulla cattiva gestione dei fondi della Chiesa e hanno definito Mollaghan come "un vecchio rivale" del papa.[4] Monsignor Mollaghan ha negato di rappresentare una fazione più conservatrice della gerarchia argentina e ha citato il suo lungo servizio al fianco di Bergoglio a Buenos Aires.[5]

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Cindy Wooden, Pope setting up board to hear appeals of clerical sex abuse offenders, in National Catholic Reporter, Catholic News Service, 19 maggio 2014. URL consultato il 3 luglio 2017.
    «'the commission being established to examine the appeals of clergy for delicta graviora,' the Vatican term for sexual abuse of minors and serious sins against the sacraments.».
  2. ^ a b (ES) Silvia Carafa, Monseñor Mollaghan: 'Pedí quedarme acá, pero el Papa me envía a Buenos Aires', in La Capital, 8 agosto 2014. URL consultato il 6 agosto 2015.
  3. ^ Joshua J. McElwee, Francis creates commission to hear clergy sexual abuse appeals, in National Catholic Reporter, 11 novembre 2014. URL consultato il 3 luglio 2017.
  4. ^ Pope Francis removes Rosario’s archbishop, in Buenos Aires Herald, 20 maggio 2014. URL consultato il 3 luglio 2017.
  5. ^ (ES) Mauro Aguilar, El Papa desplazó a Mollaghan, el cuestionado arzobispo de Rosario, in Clarín, 20 maggio 2014. URL consultato il 3 luglio 2017.

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