Jon Batiste

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Jon Batiste
Jon Batiste 2018 (cropped).jpg
Jon Batiste nel 2018
NazionalitàStati Uniti Stati Uniti
GenereJazz
Rhythm and blues
Periodo di attività musicale1998 – in attività
Strumentovoce, pianoforte
EtichettaVerve Records
Gruppi attualiStay Human
Album pubblicati15
Studio9
Live5
Sito ufficiale
Statuetta dell'Oscar Oscar alla migliore colonna sonora 2021

Jonathan Michael "Jon" Batiste (Metairie, 11 novembre 1986) è un musicista, pianista e compositore statunitense.[1][2]

Attivo nel panorama musicale dalla fine degli anni 90, ha intrapreso la propria carriera suonando nei progetti discografici di oltre duecento artisti, tra cui Stevie Wonder, Prince, Willie Nelson, Lenny Kravitz, Billy Joel, Mavis Staples.[3][4] Grazie ai successi ottenuti è stato inserito nella lista di Forbes 30 Under 30 del 2016,[5] ha ricevuto l'American Jazz Museum Lifetime Achievement Award,[6] l'ASCAP Harry Chapin Humanitarian Award,[7] e il Movado Future Legend Award.[8]

Nel 2005 fonda la propria band jazz, denominata Stay Human, pubblicando quindici album da solista,[9] ottenendo cinque Grammy Award su quattordici nomine, tra cui all'album dell'anno per We Are nel 2022.[10] Nel 2020 Batiste ha co-composto assieme a Trent Reznor e Atticus Rossla la colonna sonora del film d'animazione Pixar Soul,[11] per la quale ha ricevuto un Oscar, un Golden Globe, un BAFTA e due NAACP Image Award.[12]

Batiste è inoltre direttore musicale del The Late Show with Stephen Colbert dal 2015,[13] il direttore musicale della rivista The Atlantic nonché il direttore creativo del National Jazz Museum di Harlem.[14]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Jon Batiste nel 2020

Jon Batiste, nato a Metairie in Louisiana, cresce in una famiglia che gode di notorietà nel mondo musicale jazz di New Orleans,[15] comprendente Lionel Batiste della Treme Brass Band, Milton Batiste della Olympia Brass Band, e Russell Batiste Jr.[16][17] All'età di 8 anni, suona le percussioni e la batteria con la band di famiglia, la Batiste Brothers Band, per applicarsi all'età di 11 anni al pianoforte.[18]

Ha frequentato la St. Augustine High School e il New Orleans Center for Creative Arts con Trombone Shorty a New Orleans, diplomandosi nel 2004.[19] Ha poi continuato a frequentare la Juilliard School, ottenendo un Bachelor of Music e un Master in studi jazz dal 2008 al 2011.[20]

Nel 2005, all'età di diciassette anni, pubblica in maniera indipendente il suo album di debutto Times in New Orleans,[21] fandando la propria band denominata Stay Human.[22] Mentre frequentava la Juilliard School, ha pubblicato il suo secondo album, Live in New York: At the Rubin Museum of Art.[23] Alla fine del 2006, Batiste si è esibito in Sudafrica, Londra, Lisbona, Spagna, Parigi e negli Stati Uniti.[24] Nel 2007, Batiste ha fatto il suo debutto all'Orchestra reale del Concertgebouw di Amsterdam all'età di 20 anni, producendo ed eseguendo il suo spettacolo.[25] Successivamente ha condotto seminari musicali, classi e laboratori nei Paesi Bassi, venendo invitato alla Carnegie Hall per produrre ed eseguire un proprio spettacolo con sei giovani musicisti del Paese.[25][26]

Negli anni successivi, Batiste ha pubblicato una serie di progetti musicali tra cui Social Music (2013), che ha trascorso più di un mese alla prima posizione della classifica Jazz Albums di Billboard,[27] e The Process (2014) con Chad Smith e Bill Laswell,[28] promuovendo i progetti attraverso una serie di tour con la sua band.[29] Dal 2015 si esibisce come bandleader e direttore musicale nel The Late Show con Stephen Colbert.[13] Nel corso degli anni dello show, Batiste ha suonato tra i vari artisti al fianco di John Legend, Will Smith, Imagine Dragons, Lorde, Nas, Tears for Fears e Kacey Musgraves.

Nel 2016 rilascia due progetti: The Late Show EP con la Stay Human e un album di vacanze Christmas with Jon Batiste, ottenendo il suo primo piazzamento nella Billboard 200.[30]

Nel 2020 ha realizzato gran parte della colonna sonora del film d'animazione Soul. Grazie a questa attività, l'artista ha vinto un Golden Globe, un BAFTA e un Oscar, portandolo inoltre a firmare un contratto discografico con Verve Records.[31] Nel 2021 l'artista pubblica il suo primo album attraverso una major, We Are. Nel corso dei Grammy Awards 2022 l'artista ha vinto cinque premi, fra cui il Grammy Award all'album dell'anno per We Are.[32] In occasione della manifestazione si esibisce con il singolo Freedom.[33]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Batiste è sposato con la giornalista e scrittrice Suleika Jaouad dal 2022.[34]

Stile e influenze musicali[modifica | modifica wikitesto]

Batiste cita tra gli artisti che hanno maggiormente influenzato le sue scelte artistiche e musicali Mahalia Jackson, James Brown, Louis Armstrong, Bruce Springsteen, Stevie Wonder, John Coltrane, Nina Simone, Miles Davis and Django Reinhardt.[22][35] Intervistato da Forbes, Batiste ha spiegato il significato della musica jazz:[22]

« La musica è una vera forma di connessione con l'universo; una forma di comunità che riuniva le persone e dava loro uno scopo comune. Il jazz è davvero un termine che non comprende ciò a cui punta la sua musica, [...] poiché è espressione dell'ampiezza intellettuale dei talenti afroamericani a cui è stata fondamentalmente negata la credenziale di essere musicisti nella società a causa del loro colore della pelle. [...] Parliamo di improvvisazione, ed è davvero una delle uniche forme di musica che esemplifica l'esperimento americano di mettere tutte queste diverse culture in un solo paese e coesistere e cercare di creare bella musica insieme.»

(Jon Batiste, in Jon Batiste: So Much More Than Stephen Colbert’s Music Director su Forbes)

Attivismo e filantropia[modifica | modifica wikitesto]

Batiste proviene da una famiglia attiva nella lotta contro la segregazione razziale negli Stati Uniti,[35] poiché il nonno David Gauthier era presidente del sindacato dei lavoratori postali della Louisiana, coinvolto nello sciopero dei lavoratori del 1968 promosso dal Dipartimento dei Lavori Pubblici di Memphis per ottenere salari più alti e condizioni di lavoro più sicure. Lo sciopero portò alla presenza di Martin Luther King, dove pronunciò il suo discorso I've Been to the Mountaintop, il giorno prima del suo assassinio.[15]

Il cantante è sostenitore dei diritti civili, della lotta al razzismo, partecipando pubblicamente a numerose manifestazioni, tra cui alle marce promosse dal movimento Black Lives Matter.[36] A seguito della morte di George Floyd nel giugno 2020, Batiste organizza delle proteste pacifiche a New York City contro la brutalità poliziesca negli Stati Uniti.[37]

Tramite il singolo We Are sostiene il progetto Equal Justice Initiative dell'avvocato e attivista Bryan Stevenson.[38] Batiste è inoltre tra i promotori di diverse iniziative, tra cui Innocence Project, che si impegna a scagionare gli individui che sono stati ingiustamente condannati, attraverso l'uso del test del DNA e lavorando per riformare il sistema della giustizia penale, il NAACP Legal Defense Fund, e The Legacy Museum.[35][39]

Discografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Album in studio[modifica | modifica wikitesto]

  • 2005 -Times in New Orleans
  • 2006 - Live in New York: At the Rubin Museum of Art
  • 2013 - Jazz is Now
  • 2013 - Social Music (con Stay Human)
  • 2014 - The Process (con Chad Smith e Bill Laswell)
  • 2016 - Christmas with Jon Batiste
  • 2018 - Hollywood Africans
  • 2020 - Meditations (con Cory Wong)
  • 2021 - We Are

EP[modifica | modifica wikitesto]

  • 2011 - MY NY EP (con Stay Human)
  • 2016 - The Late Show EP (con Stay Human)

Album dal vivo[modifica | modifica wikitesto]

  • 2006 - Live in New York: At the Rubin Museum of Art
  • 2014 - The Music of John Lewis
  • 2019 - Chronology of a Dream: Live at the Village Vanguard
  • 2019 - Anatomy of Angels: Live at the Village Vanguard
  • 2020 - Live at Electric Lady

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

  • 2021 - I Need You
  • 2021 - Freedom

Colonne sonore[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Premi Oscar
Golden Globe
Grammy Awards[41]
Chicago Film Critics Association Awards
NAACP Image Award
  • 2021 - Miglior colonna sonora/compilation per Soul[43]
  • 2021 - Miglior album jazz strumentale per Music From and Inspired by Soul[43]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Next Gen Fall TV: 10 Stars Poised for Breakouts, su The Hollywood Reporter, 28 agosto 2015. URL consultato il 17 marzo 2021.
  2. ^ (EN) Stephen Colbert’s New Bandleader Could Change Late Night TV, su Observer, 24 luglio 2015. URL consultato il 17 marzo 2021.
  3. ^ Mario Manca, Grammy 2022: chi è Jon Batiste e perché ne sentiremo parlare, su Vanity Fair Italia, 4 aprile 2022. URL consultato il 4 aprile 2022.
  4. ^ Gabriele Antonucci, Chi è Jon Batiste, il jazzista che ha vinto il Grammy più importante, su Panorama, 4 aprile 2022. URL consultato il 4 aprile 2022.
  5. ^ (EN) Caroline Howard, 30 Under 30 2016: The Year's Leaders Who Are Unleashing Learning For All, su Forbes. URL consultato il 4 aprile 2022.
  6. ^ (EN) Jon Batiste to Receive the American Jazz Museum 2017 Lifetime Achievement Award, su American Jazz Museum, 18 novembre 2020. URL consultato il 4 aprile 2022.
  7. ^ (EN) Jon Batiste Receives WhyHunger’s 2017 ASCAP Harry Chapin Humanitarian Award, su HuffPost, 16 giugno 2017. URL consultato il 4 aprile 2022.
  8. ^ (EN) Nick Breul, Movado Announces Award to Celebrate Future Legends, su JazzTimes. URL consultato il 4 aprile 2022.
  9. ^ (EN) Drew Taylor, Who Is Jon Batiste?: Your Guide to the 11-Time Grammy Nominee, su thewrap.com, 23 novembre 2021. URL consultato il 4 aprile 2022.
  10. ^ Grammy Awards Winners and Nominees: Jon Batiste, su Grammy Award. URL consultato il 4 aprile 2022.
  11. ^ (EN) Rebecca Milzoff, Inside Jon Batiste’s Unusual Process for Writing the Jazz Music of ‘SOUL’, su Billboard, 4 dicembre 2020. URL consultato il 4 aprile 2022.
  12. ^ a b Oscar 2021, tutte le nomination. L’Italia candidata con Pinocchio e Pausini, su lastampa.it, 15 marzo 2021. URL consultato il 17 marzo 2021.
  13. ^ a b (EN) And Stephen Colbert's new 'Late Show' bandleader is…, su TODAY.com. URL consultato il 17 marzo 2021.
  14. ^ (EN) Robin Pogrebin, A Jazz Museum Grows Up, in The New York Times, 17 giugno 2012. URL consultato il 4 aprile 2022.
  15. ^ a b Lloyd Gedye, Jon Batiste is just getting started, su New Frame, 26 maggio 2021. URL consultato il 6 aprile 2022.
  16. ^ (EN) Chelsea Brasted, What do you get with 25 musical Batistes? 'A captive audience', su NOLA.com. URL consultato il 4 aprile 2022.
  17. ^ (EN) From New Orleans To NYC: Jon Batiste Talks The Late Show And Musical Identity, su Gothamist, 19 giugno 2015. URL consultato il 4 aprile 2022.
  18. ^ (EN) Christopher R. Weingarten, Christopher R. Weingarten, Meet Jon Batiste, Colbert's Crowd-Thrilling Bandleader, su Rolling Stone, 5 agosto 2015. URL consultato il 4 aprile 2022.
  19. ^ (EN) Jon Batiste - Albums, Songs, and News, su Pitchfork. URL consultato il 5 aprile 2022.
  20. ^ Embodying Baldwin’s Words | The Juilliard School, su www.juilliard.edu. URL consultato il 4 aprile 2022.
  21. ^ (EN) Times in New Orleans - Jon Batiste, in AllMusic. URL consultato il 5 aprile 2022.
  22. ^ a b c (EN) Margie Goldsmith, Jon Batiste: So Much More Than Stephen Colbert’s Music Director, su Forbes. URL consultato il 6 aprile 2022.
  23. ^ (EN) Live in New York: At the Rubin Museum of Art - Jon Batiste, in AllMusic. URL consultato il 5 aprile 2022.
  24. ^ (EN) Salisbury University, Award-Winning Jazz Artist Batiste Performs at SU Monday, September 24, su Salisbury University. URL consultato il 5 aprile 2022.
  25. ^ a b (EN) Grant Jackson, Jonathan Batiste On Piano Jazz, in NPR. URL consultato il 5 aprile 2022.
  26. ^ (EN) Jon Batiste - Perspectives, su Carnegie Hall. URL consultato il 5 aprile 2022.
  27. ^ (EN) Billboard Charts History: Jon Batiste, su Billboard. URL consultato il 5 aprile 2022.
  28. ^ (EN) Jon Batiste And Stay Human Introduce 'Social Music', su Radio Boston. URL consultato il 5 aprile 2022.
  29. ^ Jonathan Batiste and the Stay Human Band Fill the Subway with Their Take on Jazz, su The Village Voice, 4 gennaio 2012. URL consultato il 5 aprile 2022.
  30. ^ (EN) Billboard 200, su Billboard, 2 gennaio 2013. URL consultato il 4 aprile 2022.
  31. ^ (EN) Dan Rys, Jon Batiste’s Grammy Noms Are Validation for Verve and the ‘Exciting’ State of Jazz, su Billboard, 20 dicembre 2021. URL consultato il 4 aprile 2022.
  32. ^ Grammy 2022, tutti i vincitori | Rolling Stone Italia, su rollingstone.it, 4 aprile 2022. URL consultato il 4 aprile 2022.
  33. ^ (EN) Jason Lipshutz, Jon Batiste Lets ‘Freedom’ Ring With Joyful 2022 Grammys Performance, su Billboard, 4 aprile 2022. URL consultato il 4 aprile 2022.
  34. ^ (EN) David Morgan, Jon Batiste, Suleika Jaouad announce they were secretly married, su CBS News. URL consultato il 6 aprile 2022.
  35. ^ a b c Angélika Beener, “A Very Powerful Thing Our Ancestors Gave Us”: A Conversation With Jon Batiste, su Tidal News.
  36. ^ (EN) Nora Hones, NYC Erupts in Music Led by Jon Batiste in Support of Black Lives Matter, su NYS Music. URL consultato il 6 aprile 2022.
  37. ^ Race in America: Giving Voice with Jon Batiste, su The Washington Post, 27 aprile 2021.
  38. ^ (EN) For social justice, Bryan Stevenson summons the power of music, su Chicago Symphony Orchestra. URL consultato il 6 aprile 2022.
  39. ^ (EN) Kristin M. Hall, Kevin Bacon brings music back to venues for charity concert, su WJXT News, 10 dicembre 2020. URL consultato il 6 aprile 2022.
  40. ^ (EN) Sarah Whitten, Golden Globes 2021: Female directors make history, Netflix dominates TV nominations, su CNBC, 3 febbraio 2021. URL consultato il 17 marzo 2021.
  41. ^ (EN) Jon Batiste, su GRAMMY.com, 15 dicembre 2020. URL consultato il 17 marzo 2021.
  42. ^ (EN) Chicago Critics Select Nomadland, Florida Critics Pick First Cow, su theplaylist.net. URL consultato il 17 marzo 2021.
  43. ^ a b (EN) Haley Bosselman, NAACP Image Awards 2021: The Complete Televised Winners List, su Variety, 28 marzo 2021. URL consultato il 6 aprile 2022.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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