John Shelby Spong

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John Shelby Spong (2006)

John Shelby Spong (Charlotte (Carolina del Nord), 16 giugno 1931) è un filosofo, teologo ed educatore statunitense.

Già vescovo della Chiesa episcopale degli Stati Uniti d'America, ora in pensione; dal 1979 al 2000 è stato il vescovo titolare della diocesi episcopale di Newark (New Jersey). È teologo cristiano, autore e critico letterario. Proponente di una riforma fondamentale della fede cristiana, allontanadosi dal teismo e dalle dottrine religiose tradizionali.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureatosi presso la Università della Carolina del Nord a Chapel Hill nel 1952, ha ricevuto un Master of Divinity nel 1955 dal Seminario Teologico Episcopale della Virginia in Alexandria (Virginia) e un PhD honoris causa da quest'ultimo e dal Saint Paul's College (Virginia). Spong ha scritto: ""Mi sono immerso nello studio biblico approfondito contemporaneo in centri come l'Union Theological Seminary di New York City, la Yale Divinity School, e la Harvard Divinity School nonché le università britanniche di Edimburgo, Oxford e Cambridge."[2]

Spong ad una conferenza del CrossWalk America, 2006

Spong ha officiato quale rettore di St. Joseph's Episcopal Church (Durham) dal 1955 al 1957; rettore della Parrocchia del Calvario (Tarboro, Carolina del Nord) dal 1957 al 1965; rettore di St. John's Episcopal Church (Lynchburg) dal 1965 al 1969; rettore di St. Paul's Episcopal Church di Richmond (Virginia) dal 1969 al 1976. Ha tenuto posizioni distaccate presso i maggiori istituti teologici americani, in particolare presso la Harvard Divinity School. Si è ritirato in pensione nel 2000.

Spong descrive la propria vita come un percorso dal letteralismo e teologia conservatrice della sua gioventù ad un veduta espansa del Cristianesimo. In un'intervista del 2013, Spong indica il defunto vescovo anglicano John Robinson (vescovo di Woolwich) quale suo mentore lungo tale percorso, e afferma che l'aver letto le opere controverse di Robinson degli anni 1960 ha generato tra loro una relazione di amicizia e insegnamento per tanti anni.[3] Spong onora inoltre Robinson come suo mentore nelle prime pagine del suo libro del 2002, A New Christianity for a New World (ed. ital.: Un cristianesimo nuovo per un mondo nuovo. Perché muore la fede tradizionale e come ne nasce una nuova, Massari, 2010).

Recipiente di molti premi e onorificenze, tra cui Umanista dell'Anno - 1999,[4] Spong contribuisce al programma DVD intitolato Living the Questions[5] Spong ha tuttora un'intensa agenda di conferenze internazionali.[6]

I Dodici Punti di Spong[modifica | modifica wikitesto]

  1. Il teismo, come concetto che definisce Dio, è morto. Similmente la maggior parte del linguaggio teologico riferentersi a Dio non ha più alcun significato. Bisogna quindi elaborare un modo nuovo per parlare del divino.
  2. Poiché Dio non può più essere concepito in termini teistici, diventa assurdo cercare di capire Gesù come incarnazione della divinità teistica. Così anche la cristologia non è più credibile.
  3. La storia biblica della creazione perfetta e definita dalla quale gli esseri umani sono caduti nel peccato è una mitologia pre-darwiniana e un'assurdità post-darwiniana.
  4. La nascita di Gesù da una vergine, intesa come biologia letterale, rende impossibile la divinità di Cristo, come interpretata tradizionalmente.
  5. Con la nostra mentalità post-newtoniana, non siamo in grado di interpretare i miracoli del Nuovo Testamento come eventi soprannaturali effettuati da una divinità incarnata.
  6. L'interpretazione sacrificale espiatoria della croce che toglie i peccati del mondo, è una idea barbara basata su concetti primitivi di Dio e deve essere abbandonata.
  7. La resurrezione è un atto di Dio. Gesù è asceso nel significato di Dio e pertanto non può essere una rianimazione fisica che si verifica all'interno della storia umana.
  8. Il racconto dell'Ascensione presume un universo a tre livelli e non è quindi interpretabile in concetti post-copernicani dell'era spaziale.
  9. Non vi è alcun principio etico oggettivo, esterno a noi, rivelato da Dio e presentato per iscritto o su tavole di pietra che possa mai regolare la nostra condotta morale nel tempo o per sempre.
  10. La preghiera non può essere una serie di richieste rivolte ad una divinità celeste, richiedendole di intervenire nella nostra storia umana in un dato modo.
  11. La speranza di vita dopo la morte deve essere separata per sempre dalla mentalità di controllo comportamentale di ricompensa e punizione. Di conseguenza, la Chiesa deve abbandonare la sua teologia della colpa come motivatrice di comportamento.
  12. Tutti gli esseri umani sono a immagine di Dio e ogni persona deve essere rispettata per quella che è. Pertanto, nessuna descrizione esterna del proprio essere, sia essa basata su razza, etnia, sesso o orientamento sessuale, può essere validamente utilizzata come base sia di rifiuto che di discriminazione.[7]

L'opera di Spong sull'evoluzione testuale del ruolo dell'ebreo che tradisce Gesù attribuito a Giuda Iscariota nei Vangeli, ha ottenuto particolare rilievo e attenzione da parte degli scienziati sociali interessati alle radici dell'antisemitismo nel Nuovo Testamento. Spong sostiene con vigore che i dettagli riportati dai Vangeli sinottici e dal Vangelo di Giovanni sul tradimento di Giuda siano il risultato di un abbellimento attuato da autori più recenti (cfr. Marco e la fonte Q), come risultato di una tensione ideologica in seguito all'ostilità inaspettata e crescente tra ebrei e cristiani nei primi tempi della Chiesa.[8].

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Le idee di Spong hanno ricevuto forti critiche da parte di alcuni teologi, in particolare da Rowan Williams, già Arcivescovo di Canterbury, che descriveva le sue dodici tesi piene di "confusione ed errata interpretazione".[9] Gli scritti di Spong suscitano forte supporto e grande condanna simultaneamente, da parte di differenti segmenti della chiesa cristiana.[10] La saggista britannica Karen Armstrong afferma che i libri di Spong liberano dalle inutili complicazioni della vita religiosa, approfondendo e smantellando le credenze più basilari della fede cristiana e riconoscendole quali miti sorpassati in un mondo che necessita di nuove e più credibili prospettive.[11] Spong nei suoi scritti offre quindi un'interpretazione di Cristo più credibile, come chiave di una vita nuova e di una nuova umanità.[12]

In un'intervista rilasciata a C.D.B. di Chieri[13] nel 2013, Spong sostiene:

« Il cristianesimo è una religione molto tradizionale. Non è facile accettare cambiamenti per chi trae la propria sicurezza dalle immagini religiose offerte dalla tradizione. La gerarchia ecclesiastica non incoraggerà mai un tipo di dibattito destinato a fare spazio a nuove interpretazioni. Questo salto nel futuro avverrà inevitabilmente senza il sostegno della gerarchia, addirittura senza l’entusiasmo delle masse. Ma avverrà comunque. Non si può reprimere la verità semplicemente perché è inopportuna. Galileo l’ha dimostrato già nel XVII secolo. Certamente, all’interno della Chiesa cattolica, esistono già voci che invocano una riforma: basti pensare a studiosi di rilievo come Hans Küng, Edward Schillebeeckx, Charles Curran, Leonardo Boff, Matthew Fox o a teologhe cattoliche come Letty Russell, Rosemary Radford Ruether, Elisabeth Schüssler Fiorenza, Jane Schaberg e molte altre, tutte impegnate a mettere in discussione e a ripensare le immagini tradizionali, sviluppando nuove forme di teologia. Queste voci di frontiera continueranno a farsi sentire e a crescere di intensità a ritmo sempre più sostenuto, finché a un certo punto non si troveranno più ai confini della Chiesa ma al centro. È sempre in questo modo che avviene la riforma. Non bisogna, dunque, temere di essere i soli a esprimere una nuova prospettiva. Se quella prospettiva è autentica, si imporrà. Dobbiamo solo essere fedeli alla ricerca della verità. »
(ADISTA n° 39 del 9/11/2013][14])

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Intervista, ABC Radio Australia 17/06/2001 (EN)
  2. ^ John Shelby Spong, The Sins of Scripture, HarperCollins 2005, p.XI.
  3. ^ "The retired Bishop John Shelby Spong interview", sito Read the Spirit 23/06/2013.
  4. ^ The Humanist Foundation, Churchofhumanism.org. URL consultato l'11/08/2014.
  5. ^ Si veda en:wiki a "Living the Questions" e appare in numerosi programmi televisivi statunitensi, tra cui The Today Show, Politically Incorrect con Bill Maher, Dateline, 60 Minutes e Larry King Live).
  6. ^ (EN) Speaking calendar
  7. ^ Per questa lista dei 12 punti si veda "Challenging the 'Sins of Scripture'". Intervista con Bill O'Reilly, 14 aprile 2005.
  8. ^ "Challenging the 'Sins of Scipture'", 14/04/2005.
  9. ^ Rowan Williams, No life, here - no joy, terror or tears, in Church Times, Anglican Ecumenical Society.
  10. ^ Spong, John Shelby (2000)" Here I Stand: My struggle for a Christianity of integrity, love and equality" (Harper Collins), pp.1-2.
  11. ^ Karen Armstrong, commento "Rescuing John's Gospel From Its Creedal Captivity", in copertina de The Fourth Gospel: Tales of a Jewish Mystic (2013).
  12. ^ Jesus for the Non-Religious, Prologo, 2007.
  13. ^ C.D.B. di Chieri, comunità cristiana di base, sito ufficiale.
  14. ^ "Non è possibile reprimere la verità", intervista a John Shelby Spong - ADISTA n° 39 del 9/11/2013

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

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