John Loder

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Hedy Lamarr e John Loder nel 1946

John Loder, nome d'arte di William John Muir Lowe (Londra, 3 gennaio 1898Selborne, 26 dicembre 1988), è stato un attore e attore teatrale britannico naturalizzato statunitense, in auge specialmente fra gli anni trenta e quaranta.

È ricordato per la fisionomia dolce e i modi suadenti, oltre che per l'altezza (era alto oltre 1,90 m) e, soprattutto, per essere stato sposato con l'attrice Hedy Lamarr, che è stata una delle sue cinque mogli.

Negli anni quaranta Loder prese la nazionalità statunitense, salvo poi tornare a quella originaria britannica.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Loder nacque dal generale W. H. M. Lowe, conosciuto per essere stato l'ufficiale a cui si arrese nel 1916 Patrick Pearse, capo dei rivoltosi di Dublino nonché presidente del governo provvisorio irlandese[1]. Lo stesso Loder era presente al momento della resa di Pearse[2].

Carriera militare[modifica | modifica sorgente]

Dopo aver studiato all'Eton College e alla Royal Military Academy Sandhurst, dal 17 marzo 1915 seguì il padre nell'esercito servendo come secondo luogotenente nel 15.mo Ussari[3]. Partecipò l'anno seguente alla campagna dei Dardanelli, operazione durante la quale fu catturato dai tedeschi.

Una volta rilasciato, rimase in Germania a lavorare in una fattoria sviluppando contestualmente l'amore per la recitazione ed apparendo in alcuni film di produzione tedesca. Lasciata la Germania per fare un breve ritorno in Inghilterra, decise di trasferirsi a Hollywood per cercare fortuna nel nascente cinema sonoro che stava soppiantando l'epoca del muto. Apparve in The Doctor's Secret, il primo film sonoro della Paramount Pictures.

Il mancato successo a Hollywood[modifica | modifica sorgente]

Il suo modo di fare assolutamente british non lo favorì al debutto in USA, costringendolo anzi a un precipitoso ritorno nel Regno Unito dove trovò scritture più adeguate al suo stile, in commedie musicali o pellicole di intreccio poliziesco come Love Life and Laughter and Sabotage. Nel 1937 recitò nel film King Solomon's Mines (Le miniere di re Salomone), dove fu diretto da Robert Stevenson.

All'inizio della seconda guerra mondiale, fece nuovamente ritorno in America dove fu impiegato essenzialmente in ruoli da caratterista per film di serie B. Contemporaneamente, recitò - sia pure occasionalmente - in teatro, a Broadway. Ebbe modo di distinguersi, ancora al cinema, in film di richiamo come Com'era verde la mia valle (1941, How Green Was My Valley, nell'originale), in cui era al tempo stesso uno dei fratelli di Roddy McDowall ed uno dei figli di Donald Crisp.

Nel 1947, a conflitto mondiale terminato, prese la cittadinanza statunitense. Nel 1959 tornò però a essere un cittadino naturalizzato del Regno Unito, dopo aver mantenuto a lungo lo status di nazionalità incerta[4].

La sua ultima apparizione sul grande schermo avvenne nel 1971 nel film drammatico The Firechasers.

Vita privata[modifica | modifica sorgente]

Loder è stato sposato cinque volte, di cui due con attrici. Ha sposato l'attrice francese Micheline Cheirel e l'austro-statunitense Hedy Lamarr. Da costei ha avuto due figli, Denise (nata nel 1945) e Antony (nato due anni dopo, nel 1947); Lamarr aveva già un figlio adottivo, James Markey, dal suo precedente matrimonio con lo sceneggiatore Gene Markey.

Altre sue mogli sono state poi Sophie Kabel, Evelyn Auff Mordt e, come ultima, l'ereditiera argentina Alba Julia Lagomarsino, nel cui ranch visse ritirato fino alla morte scrivendo e pubblicando nel 1977 la sua autobiografia, intitolata significativamente Hollywood Hussar, L'ussaro di Hollywood.

Un altro suo figlio, Robin, è stato agente teatrale ed è stato sposato con l'attrice Hilary Tindall, protagonista negli anni settanta come Ann Hammond nella serie televisiva della BBC The Brothers.

Le sue ceneri sono custodite a Selborne, nello Hampshire, Regno Unito.

Filmografia parziale[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Hedy Lamarr and the Easter Rising, Irish Theatre Institute, 17 agosto 2006. URL consultato il 30 marzo 2009.
  2. ^ BBC, 1916 Easter Rising Gallery
  3. ^ LondonGazette, 16-03-1915
  4. ^ LondonGazette, 17-02-1959

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 56796835 LCCN: n78095055