John Langdon Down

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John Langdon Down

John Langdon Down (Torpoint, 18 novembre 1828Teddington, 7 ottobre 1896) è stato un medico britannico, conosciuto per la descrizione di ciò che è ora chiamata sindrome di Down.

Il figlio Reginald Langdon Down compì anch'egli importanti scoperte e osservazioni seguendo le orme paterne.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia e gli anni dell'infanzia[modifica | modifica wikitesto]

Sesto ed ultimo figlio di Hanna Hayvon e Joseph Almond Down, John Langdon Down nacque a Torpoint nel 1828, in una famiglia di forte stampo religioso. Il padre gestiva una farmacia aiutato dai figli, in modo particolare dal primogenito Richard.[1] Dopo aver completato gli studi classici alla scuola di Devonport, iniziò a nutrire un forte interesse per la scienza, un ambito che secondo lui poteva garantire sicurezza e stabilità.[2]

I primi spostamenti: tra Torpoint e Londra[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver aiutato la famiglia per quattro anni nella drogheria, venne mandato dal padre a Londra per eseguire un praticantato come speziale.[3] Nella capitale inglese, però, oltre a seguire l'apprendistato, Langdon Down iniziò ad avvicinarsi alla medicina. Si mise alla prova con una serie di testi di esami d'ammissione alla facoltà di medicina degli anni precedenti, intuendo che le sue conoscenze non erano sufficienti per intraprendere quel percorso di studi. Per questo, in accordo con la famiglia, decise di indirizzarsi verso gli studi di farmacia. Nonostante i posti limitati, solamente 31 per 3000 candidati, Langdon Down superò la selezione e cominciò a frequentare le lezioni lo stesso anno del suo trasferimento nel 1846, riuscendo a superare brillantemente i primi esami di chimica organica e fisica.[4] Nel 1847, fu però costretto a tornare nella sua città natale a causa delle condizioni di salute del padre e di una nuova legge entrata in vigore: ogni farmacia (e quindi anche quella gestita dalla famiglia) avrebbe dovuto avere nello staff almeno una persona iscritta o laureata ai corsi di farmacia o medicina.[5] Proprio in quel periodo sviluppò un nuovo rimedio contro i disturbi intestinali che divenne un prodotto di punta della farmacia, e l'anno successivo tornò di nuovo a Londra per dare gli esami finali.[6] Dopo aver superato anche questi ultimi, intraprese un nuovo praticantato presso lo studio del suo professore di chimica, Teophilus Redwood. Nel laboratorio però si ammalò gravemente, forse per l'inalazione di alcuni vapori tossici, e fu costretto a fare ritorno a Torpoint.[7] Si diagnosticò la tubercolosi e si costrinse ad un ricovero forzato nella cittadina, dove per tutto il tempo aiuterà i fratelli nello sviluppo della drogheria.[8]

Durante questo suo periodo di convalescenza, pubblicò un suo saggio sulla rivista scientifica Crockford riguardo l'equilibrio naturale, interpretato in chiave religiosa.[9]

Gli studi di medicina[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1853, quando suo padre morì, Langdon Down fece il punto della sua situazione, e in una lettera al cognato Philippe Crellin portò avanti le prime idee riguardanti la propria carriera. Una questione era certa: aveva deciso di non continuare il business famigliare. Pertanto, le sue due possibilità erano medicina o gli studi scientifici in generale. In realtà, gli studi medici sarebbero stati la sua prima e unica scelta, ma non aveva abbastanza soldi per permetterseli. La sua seconda scelta era quella di andare alla Università di Gießen in Germania, per studiare chimica con il professor Justus von Liebig; in tal caso avrebbe dovuto studiare anche il tedesco. Vedeva ciò come un'opportunità per iniziare a tradurre articoli scientifici dal tedesco all’inglese, prendendo spunto dal suo mentore, Theophilus Redwood.[10] Alla fine della sua lettera, scrisse a Crellin di tenerlo aggiornato per eventuali posti lavorativi, in modo da poter cominciare a ottenere qualche minimo guadagno. Si intuisce, quindi, quanto la sua voglia di essere indipendente e autosufficiente avesse molta presa su di lui, e quanto in quel momento della sua vita la volontà di studiare medicina si fosse affievolita.[11]

Tuttavia, furono Philippe e sua moglie Sara, sorella di Langdon Down, a dare una svolta alla sua carriera; gli offrirono vitto e alloggio per iniziare i suoi studi di medicina in autunno, al London Hospital. Anche sua madre, preoccupata dal peso economico che poteva gravare sulle spalle della figlia e del marito, contribuì con cinque scellini a settimana. Le lezioni della facoltà di medicina includevano corsi di anatomia, fisiologia, chimica, chirurgia, medicina forense, anatomia comparata, istologia e ostetricia. In più, gli studenti operavano come assistenti nei dipartimenti di chirurgia, e come clinici nei dipartimenti di medicina.[12] Era loro compito controllare l’andamento delle situazioni e qualsiasi cambiamento imprevisto. Nello specifico, Langdon Down venne assegnato al Dr Little, il quale ebbe una considerazione talmente alta di lui da rendergli onore con una dedica nella sua opera “The nature and Treatment of deformities of the human frame”. In questo libro, Little descrisse soprattutto la grande abilità di Langdon Down ad individuare le infezioni polmonari grazie a un utilizzo brillante dello stetoscopio, uno strumento che si era appena affacciato nel panorama della medicina.[13]

Al London Hospital si distinse subito come studente modello, ma ben presto capì che un’istruzione universitaria e una laurea gli avrebbero garantito una carriera migliore, a livelli decisamente più alti rispetto all'unica esperienza da tirocinante in ospedale.[14] Pertanto, si immatricolò nel 1854 all’Università di Londra, che richiedeva ai candidati di superare due esami per accedere agli studi. Langdon Down vinse in entrambe le prove una medaglia d’oro, la prima per materie pertinenti alla medicina, la seconda per la chimica. Studiò per molto tempo e con molto impegno, rivelandosi uno studente formidabile e un acuto osservatore. Non fu un caso che, appena passò gli esami per la “Membership of the Royal College of Surgeons” e per la “Worshipful Society of Apothecaries” nel 1856, venne richiesto immediatamente come specializzando di ostetricia al London Hospital. L’impiego sarebbe dovuto durare solo sei mesi, ma venne richiamato tre volte fino al 1858. Ciò gli permise di avere vitto e alloggio gratis e di provvedere finalmente alla sua indipendenza.[15]

Il primo impiego da specializzando al London Hospital e le questioni private[modifica | modifica wikitesto]

Al London Hospital, Langdon Down cominciò a lavorare duramente. Era obbligato a vivere in ospedale, non potendosi assentare né di giorno né di notte senza il consenso del suo capo reparto. Il suo compito era quello di visitare i pazienti quotidianamente e informare il medico responsabile in caso di emergenza. Da specializzando, inoltre, aveva il compito di gestire gli studenti e di evitare qualsiasi tipo di problema.[16]

Langdon Down era sotto la direzione del Dr Francis Ramsbotham, il più importante insegnante di ostetricia nell’ospedale, e stava imparando nel modo più difficile: in quell’anno morirono 15 madri, tanto da avere una mortalità materna del 4% circa.[17] Riguardo questa situazione, Ramsbotham scrisse un libro in cui mostrava i metodi per rianimare i bambini appena nati e parlava di alcune malformazioni congenite; ed è proprio da quest’ultimo argomento che Langdon Down prese spunto per i suoi futuri studi genetici.[18]

Nel 1856, oltre ad ottenere il posto di assistente alle lezioni di anatomia comparata, conobbe Mary, la sorella di Philip Crellin, suo cognato. Mary Crellin era una donna di cultura, parlava francese con disinvoltura ed era una pianista di talento.[19] La relazione li portò a pensare subito al matrimonio che, però, in quel momento di scarsezza economica, era fuori questione.[20]

Royal Earlswood Hospital

Gli inizi a Earlswood[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1858 tramite un'amica di famiglia venne a sapere del posto vacante come direttore del Royal Asylum for Idiots di Earlswood. Da sempre, infatti, Langdon Down aveva dimostrato una sensibilità fuori dal comune riguardo alla situazione degli inabili mentalmente, poiché ricordava l'incontro con una giovane donna disabile avvenuto pochi anni prima, che avrebbe condizionato la sua vita e la sua carriera. Per questo motivo, e per la stabilità economica che avrebbe portato quel posto di lavoro, decise di accettare l'incarico.[21] Nonostante le notevoli difficoltà nel gestire una carica così importante, ottenuto il posto, Langdon Down riuscì da subito ad entrare in sintonia con il reverendo Reed, colui che da anni si batteva per ottenere progressi fisici e spirituali per i pazienti.[22] Inoltre, un consistente aiuto per l'istituto sul piano economico arrivò direttamente dalla famiglia della futura moglie di John Langdon Down, Mary Crellin.[23]

Questo fu un periodo notevolmente felice e sereno per Langdon Down, che dedicava tutto se stesso all'istituto durante il giorno, e la notte continuava a studiare per sostenere gli ultimi esami ed entrare a far parte del Royal College of Physicians.[24] Raggiunto questo obiettivo arrivò per lui un'ulteriore opportunità di lavoro, come assistente medico al London Hospital.

Il matrimonio, i drammi famigliari e la crescita dell'istituto[modifica | modifica wikitesto]

Il 10 Ottobre 1860 Mary Crellin e John Langdon Down si sposarono nella Chiesa di San Giovanni Battista a Londra.[25] Il matrimonio portò a entrambi ancora più agevolazioni: la signora Langdon Down aiutò in modo sorprendente il marito nella scelta di uno staff sempre più qualificato e specializzato.[26] Nel giro di sette anni la struttura venne ampliata e i pazienti raddoppiarono rispetto al numero iniziale.

Tra le varie novità volute da Langdon Down ci fu l'istituzione del pranzo comunitario e la riduzione da due a una pinta di birra al giorno per i dipendenti ed il divieto di bere birra per i pazienti. Inoltre, vennero resi obbligatori accurati esami post-mortem, al fine di ricercare anomalie nei cervelli dei pazienti. Verranno esaminati più di duecento cervelli di pazienti deceduti, ma la ricerca sarà inconcludente.[27] Soltanto alcuni anni dopo verranno notate da altri studiosi anomalie riconducibili all'inabilità mentale.[28]

Per quanto riguarda la sua vita privata, nel 1862, nacque il primo figlio Everleigh. Tuttavia, a parte il nome, non sono giunte molte informazioni a causa della sua morte prematura all’età di 21 anni. Un anno dopo, nel 1863, nacque la sua prima e unica figlia femmina, di nome Lilian.[29] Anche lei, però, fu sfortunata: colpita da un’infezione virale al cervello accostata alla meningite, all’epoca incurabile, morì dopo poche settimane con enorme sofferenza da parte dei Langdon Down.[30] Gli altri due figli della coppia, Reginald e Percival, nacquero rispettivamente nel 1866 e nel 1868.[31]

Gli ultimi anni ad Earlswood e la fondazione del Normansfield Hospital[modifica | modifica wikitesto]

Tra il 1860 e il 1870 circa, per Langdon Down arrivarono grandi responsabilità sia in ambito lavorativo sia in quello famigliare, ma riuscì a dedicarsi ad esse con il massimo della serietà. Per quanto riguarda l’Istituto di Earlswood, cercò di raggiungere obiettivi importanti; secondo lui era infatti fondamentale garantire il miglior servizio possibile, che permettesse un progresso non solo intellettuale e teorico, ma che favorisse anche uno sviluppo fisico del paziente. Non trascurò nemmeno i momenti dedicati all’intrattenimento e agli insegnamenti religiosi. Durante i suoi anni di lavoro cominciò a teorizzare queste sue idee e a metterle per iscritto, e non dovette neanche aspettare troppo tempo perché venissero messe in circolazione. Nel 1882, infatti, venne pubblicato “Education and Training of the Feeble in Mind”, un’opera che metteva in luce le attività educative su cui si basava l’Istituto di Earlswood. All'interno dell'istituto progredirono sia gli insegnamenti scolastici per i pazienti più giovani, sia gli insegnamenti di mestieri pratici per gli adulti. Pertanto, l'istituto divenne ben presto autosufficiente grazie alle botteghe e agli orti gestiti dai pazienti all'interno della struttura.[32]

Nel 1866 John Langdon Down iniziò la redazione di "Observations on an ethnic classification of idiots" in cui descrisse le osservazioni sui pazienti di Earlswood, associando a questa condizione una forma distinta di disabilità mentale, e coniando per la prima volta il termine "mongoloide", per via della somiglianza somatica dei soggetti presi in considerazione con persone di etnia mongola. Solo nel 1961, diciannove medici britannici scrissero al direttore della rivista scientifica Lancet per chiedere l'abolizione del termine mongolismo, ritenuto fuorviante ed imbarazzante, e l'utilizzo del termine "sindrome di Down".

Quando l'Istituto di Earlswood era nel suo periodo migliore e due dei suoi figli erano ormai avviati agli studi medici, per Langdon Down era giunto il momento di un cambiamento radicale nella sua professione. Decise di mettere da parte il suo impegno lavorativo ad Earlswood per fondare a Teddington il Normansfiled Hospital.[33]

Normansfield Hospital[modifica | modifica wikitesto]

Normansfield Hospital

John Langdon Down e Mary si impegnarono nella costruzione di una nuova struttura ospedaliera. Prendendo questa decisione con velocità, acquistarono un appezzamento di terra delle dimensioni di cinque acri, ovvero più di ventimila metri quadri, spendendo tutti i loro risparmi, compresa la dote matrimoniale di Mary. Tuttavia, non affrontarono questa spesa economica da soli, poiché in molti li aiutarono finanziando questo loro sogno. Fu di particolare importanza il supporto ricevuto dall'amico di Langdon Down, Norman Wilkinson, dal quale giunse l'ispirazione per il nome dell'ospedale.[34]

Per quanto riguarda il Normansfield, Langdon Down prese come modello l'istituto di Earlswood, quindi un ospedale psichiatrico in cui i pazienti venissero trattati adeguatamente e non venissero emarginati o reclusi. Perciò, la sua intenzione era quella di favorire sia un progresso intellettuale sia un progresso fisico, con cui i pazienti avrebbero potuto reinserirsi nella società. Inizialmente, i coniugi Langdon Down decisero di favorire la qualità del loro servizio, a scapito della quantità: erano ammessi solo pochi pazienti, al fine di badare ad essi nel modo più accurato possibile. I numeri, però, crebbero anno dopo anno, a testimonianza dell'ottima gestione da parte dei due e della fama che il complesso iniziava ad avere.[35]

Nel 1879 venne inaugurato all'interno del Normansfield un teatro, il Normansfield Theatre a scopo ricreativo e religioso per i pazienti per favorirne lo sviluppo creativo e sociale. Ogni giovedì era il giorno delle esibizioni dei pazienti, mentre durante le festività natalizie era la stessa famiglia Langdon Down a mettere in scena piccole rappresentazioni e cabaret. Nel 1883 venne affidata all'ospedale la figura fissa di un cappellano.[36]

A paritre dal 1889, Reginald e Percival conclusi i loro studi, iniziarono ad aiutare il padre nella gestione dell'ospedale.[37]

La fine di una vita gloriosa[modifica | modifica wikitesto]

Nell’inverno del 1889, Langdon Down si ammalò di una grave influenza, così seria e prolungata da dover rimanere a letto per tre mesi. A Febbraio del 1890, la sua malattia sfociò in complicazioni cardiache. Tuttavia, continuava a lavorare tra il Normansfield ed il London Hospital e in quel momento era anche un consigliere comunale del Middlesex. Stava però cominciando a pagare le conseguenze della pesantezza del suo lavoro, degli impegni pubblici e della sua malattia.[38]

La fine della sua vita era ormai giunta, ma prima riuscì a vedere i suoi due figli laureati in medicina e pronti a prendersi carico della sua importante eredità medica. Inoltre, vide Reginald sposarsi e incontrò la fidanza di Percival. Nel 1896, il 7 Ottobre, un mercoledì, si svegliò presto e fece colazione al Normansfield, ma nel tragitto verso il padiglione ospedaliero collassò e morì improvvisamente. Suo figlio Reginald tentò di prendersi cura di lui, chiamando un medico, il quale però dichiarò la morte e certificò che si era trattato di un attacco di cuore. La morte di Langdon Down fece ombra sul Normansfield, poiché era una figura rispettata e apprezzata, per la sua bravura, competenza, generosità e cortesia. Durante il suo funerale, tutti i negozi rimasero chiusi, le persiane e le tende furono tirate giù in segno di lutto.[39] Mary partecipò al trasporto della bara nella prima mattina, insieme a Percival e alla sua fidanzata. Tuttavia, non riuscì a partecipare alla cerimonia pubblica, poiché la sua sofferenza era talmente grande che voleva rimanere da sola, devastata dall’intensità della sua perdita.

John Langdon Down aveva lasciato alcune direttive riguardo alla sua morte: voleva essere cremato. L’urna con le sue ceneri venne posta su una piattaforma rialzata al Normansfield, adornata con tutte le sue medaglie.[40]

La gestione del Normansfield dopo la morte di John Langdon Down[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la morte di John Langdon Down, Percival si sposò, ma la madre, Mary, si ammalò 1899. Anche lei trovò la morte, venne cremata e portata al Normansfield, come era stato fatto per il marito.[41]

Tuttavia, anche dopo la morte di due grandi e imponenti personalità, la famiglia Langdon Down aveva accumulato un grande benessere. Reginald e Percival avevano ereditato 48656 sterline (2,5 o 3 milioni di sterline circa, al giorno d’oggi). Il Normansfield rimase sotto la supervisione della famiglia Langdon Down, soprattutto di Reginald e Percival. Anche le rispettive figlie si presero cura del Normansfield una volta che i figli di John morirono, rispettivamente all’eta di 89 e 58 anni.[42]

Il nipote di Percival, Norman, fu l’ultimo Langdon Down a gestire il Normansfield, ritiratosi nel 1970.[43] L'ospedale chiuse nel 1997 ed è ora la sede organizzativa Down's Syndrome Association.

Scritti principali[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • O Conor Ward, John Langdon Down 1828-1896: A Caring Pioneer, Royal Society of Medicine Press, London 1998

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ O Conor Ward, John Langdon Down, p. 1.
  2. ^ O Conor Ward, John Langdon Down, pp. 2-3.
  3. ^ O Conor Ward, Jonh Langdon Down, p. 7.
  4. ^ O Conor Ward, John Langdon Down, p. 8.
  5. ^ O Conor Ward, John Langdon Down, p. 10.
  6. ^ O Conor Ward, John Langdon Down, pp. 11-12.
  7. ^ O Conor Ward, John Langdon Down, pp. 13-15.
  8. ^ O Conor Ward, John Langdon Down, p. 16.
  9. ^ O Conor Ward, John Langdon Down, p. 15.
  10. ^ O Conor Ward, John Langdon Down, p. 19.
  11. ^ O Conor Ward, John Langdon Down, p. 20.
  12. ^ O Conor Ward, John Langdon Down, pp. 20-21.
  13. ^ O Conor Ward, John Langdon Down, p. 21.
  14. ^ O Conor Ward, John Langdon Down, p. 24.
  15. ^ O Conor Ward, John Langdon Down, pp. 22-23.
  16. ^ O Conor Ward, John Langdon Down, p. 24.
  17. ^ O Conor Ward, John Langdon Down, pp. 24-25.
  18. ^ O Conor Ward, John Langdon Down, p. 25.
  19. ^ O Conor Ward, John Langdon Down, p. 26.
  20. ^ O Conor Ward, John Langdon Down, p. 27.
  21. ^ O Conor Ward, John Langdon Down, p. 29.
  22. ^ O Conor Ward, John Langdon Down, pp. 30-34.
  23. ^ O Conor Ward, John Langdon Down, pp. 41-42.
  24. ^ O Conor Ward, John Langdon Down, p. 42.
  25. ^ O Conor Ward, John Langdon Down, p. 42.
  26. ^ O Conor Ward, John Langdon Down, pp. 42-43.
  27. ^ O Conor Ward, John Langdon Down, pp. 46-47.
  28. ^ O Conor Ward, John Langdon Down, p. 47.
  29. ^ O Conor Ward, John Langdon Down, p. 56.
  30. ^ O Conor Ward, John Langdon Down, p. 57.
  31. ^ O Conor Ward, Table of events, in John Langdon Down, p. xii.
  32. ^ O Conor Ward, Cap 7 "Family Affairs", in John Langdon Down, pp. 53-60.
  33. ^ O Conor Ward, John Langdon Down, p. 77.
  34. ^ O Conor Ward, John Langdon Down, p. 77.
  35. ^ O Conor Ward, John Langdon Down, pp. 78-79.
  36. ^ O Conor Ward, John Langdon Down, p. 115.
  37. ^ O Conor Ward, John Langdon Down, p. 81.
  38. ^ O Conor Ward, John Langdon Down, p. 195.
  39. ^ O Conor Ward, John Langdon Down, pp. 195-196.
  40. ^ O Conor Ward, John Langdon Down, p. 196.
  41. ^ O Conor Ward, John Langdon Down, p. 197.
  42. ^ O Conor Ward, John Langdon Down, pp. 197-198.
  43. ^ O Conor Ward, John Langdon Down, p. 198.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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