John Hersey

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John Richard Hersey

John Richard Hersey (Tientsin, 17 giugno 1914Key West, 24 marzo 1993) è stato un giornalista e scrittore statunitense. Vincitore di un Premio Pulitzer, è considerato uno dei primissimi professionisti del cosiddetto New Journalism, nel quale le tecniche di narrazione tipiche della narrativa di finzione vengono adottate nei reportages giornalistici e saggistici.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque a Tientsin, in Cina, da due missionari protestanti statunitensi, imparando il cinese prima di apprendere la lingua inglese. All'età di 10 anni, la famiglia ritornò negli Stati Uniti dove egli frequentò le scuole e poi l'Università di Harvard.

Fu corrispondente di guerra in vari teatri militari della Seconda Guerra Mondiale dell'Europa e dell'Asia - compresa l'Italia, dove seguì lo sbarco degli Alleati in Sicilia - per i newsmagazine Time e Life.

Si trasferì poi al New Yorker, sul quale pubblicò il 31 agosto 1946 un memorabile reportage sull'attacco nucleare americano sulla città di Hiroshima, avvenuto il 6 agosto dell'anno precedente e i terribili effetti e strascichi del fallout su alcuni giapponesi sopravvissuti, essendo stato tra i primi giornalisti occidentali giunti nella città distrutta. L'articolo di 52 pagine, intitolato semplicemente Hiroshima, era preceduto da una breve nota dei gerenti del giornale e occupava eccezionalmente l'intero numero. Il successo di pubblico fu enorme, come il dibattito pubblico che sprigionò, spingendo il Governo USA a spiegare, con un lungo articolo di replica al giornale, i motivi che condussero alla decisione di bombardare ripetutamente con armi nucleari il Giappone. Il testo fu trasformato in un libro, che pubblicato dall'Editore Alfred Knopf, vendette oltre tre milioni di copie. Hersey raccontò, anni dopo, di avere avuto l'idea del racconto di sei vite intrecciate dal celebre romanzo di Thornton Wilder, Il ponte di San Luis Rey[1] Nel 1985 egli fece ritorno nella città nipponica per ritrovare i sei protagonisti del racconto e le vicende successive loro accadute, che divenne così il capitolo conclusivo dell'impressionante inchiesta giornalistica.

Nella sua carriera Hersey affrontò ancora eventi della realtà contemporanea, tra giornalismo e ricostruzione storica: L'amante della guerra (1959); La cospirazione (1972).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dentro la vallata, New York, Overseas Editions,inc., 1944.
  • Una campana per Adano (A Bell for Adano, 1945), trad. Margherita Cerutti, Milano, Bompiani, 1946.
    • Una campana per Adano, prefazione di Riccardo Reim, Collana Biblioteca dell'immaginario, Roma, Castelvecchi, 2013, ISBN 978-88-761-5955-8.
  • Hiroscima, trad. Carlo Bianchi, Milano-Roma, Bompiani, 1947.
  • Il muro di Varsavia, trad. Marcella Hannau, Collana La Medusa, Milano, Mondadori, 1952.
  • Fino a Hiroscima. Profili di gente che non cede mai (Here to Stay), trad. Bruno Oddera, Collana Il mondo nuovo n.76, Milano, Longanesi, 1966.
  • Un solo sassolino, trad. Cesare Vivante, Collana La Medusa n.388, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1957.
  • L'amante della guerra (The War Lover), Collana La ginestra n.43, Milano, Longanesi, 1962.
  • Loto bianco (White Lotus, 1965), Milano, Longanesi, 1969.
  • Margaret & LSD, trad. Irene Brin, Collana La ginestra n.113, Milano, Longanesi, 1970.
  • Nell'occhio del tifone, trad. Laura Vagliasindi, Collana La ginestra n.117, Milano, Longanesi, 1971.
  • Incidente al motel (The Algiers Motel Incident), trad. Elsa Pelitti, Collana La Gaja Scienza n.334, Milano, Longanesi, 1972.
  • Hiroshima. La storia di sei sopravvissuti, Collana StorieSkira, Milano, Skira, 2015, ISBN 978-88-572-2901-0.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giorgio La Malfa, «Requiem a sei voci per una città annientata dalla bomba. John Hersey si fece raccontare la prima atomica sul Giappone da un pugno di sopravvissuti», «Il Foglio», sabato 15 agosto 2015

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