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John Henry Newman

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John Henry Newman, C.O.
cardinale di Santa Romana Chiesa
John Henry Newman (by Emmeline Deane).jpg
Coat of arms of John Henry Newman.svg
Cor ad cor loquitur
Nato 21 febbraio 1801
Ordinato presbitero 30 maggio 1847
Creato cardinale 12 maggio 1879 da papa Leone XIII
Deceduto 11 agosto 1890

John Henry Newman (Londra, 21 febbraio 1801Edgbaston, 11 agosto 1890) è stato un cardinale, teologo e filosofo inglese. Cresciuto inizialmente come anglicano, Newman visse con profondo sgomento il processo di laicizzazione in cui versava la Chiesa inglese, animando così il Movimento di Oxford. Convertitosi al cattolicesimo dopo una drammatica esperienza di fede, Newman fu poi ordinato sacerdote della Chiesa cattolica, impiantando sul suolo britannico l'ordine degli oratoriani cui decise di appartenere[1]. Elevato al cardinalato nel 1879 da Leone XIII, morì nel 1890. Considerato uno dei «padri assenti» del Concilio Vaticano II per l'influsso che il suo profondo ed originale pensiero teologico e filosofico ebbe sull'assise vaticana[2], Newman fu particolarmente osteggiato, da parte delle gerarchie cattoliche del suo tempo, per la decisa convinzione che anche i laici dovessero partecipare alla vita della Chiesa[3]. Il cardinale Newman è considerato uno dei più grandi prosatori inglesi[4] e il più autorevole apologista della fede che la Gran Bretagna abbia prodotto, e uno dei più importanti nella storia del cristianesimo[5]. Sul piano filosofico Newman contribuì allo sviluppo della filosofia dell'azione[6]. Per il suo spirito di tolleranza e per la sua mitezza fu, ed è, apprezzato anche in ambienti non cattolici[7]. Sulla sua tomba è scolpito l'epitaffio scritto da lui stesso, il quale doveva narrare, secondo il suo intento, la storia del suo pellegrinaggio:

(LA)

« Ex umbris et imaginibus in veritatem »

(IT)

« Dall'ombra e dai simboli alla verità. »

(John Henry Newman)

È stato beatificato il 19 settembre 2010 da papa Benedetto XVI[8][9].

Beato John Henry Newman, C.O.
John Henry Newman by Sir John Everett Millais, 1st Bt.jpg

cardinale di Santa Romana Chiesa

Nascita 21 febbraio 1801
Morte 11 agosto 1890
Venerato da Chiesa cattolica
Beatificazione 19 settembre 2010
Santuario principale Oratorio di Edgbaston
Ricorrenza 9 ottobre
Patrono di Ordinariato personale di Nostra Signora di Walsingham

Indice

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il periodo anglicano (1801-1845)[modifica | modifica wikitesto]

La giovinezza (1801-1825)[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia e Walter Mayers (1801-1817)[modifica | modifica wikitesto]
John Henry Newman ritratto nel 1824

John Henry Newman apparteneva ad una famiglia anglicana, e nacque a Londra il 21 febbraio 1801. Primo di sei fratelli, il padre John Newman era banchiere, mentre la madre Jemina Fourdrinier (1772-1836) discendeva da una famiglia di ugonotti emigrati in Inghilterra in seguito alla revoca dell'editto di Nantes[10][11]. La forte fede religiosa di stampo evangelico della madre[12] e della nonna paterna, Elizabeth Newman[13], influirono sull'animo del giovane John Henry, già introverso e portato alla riflessione fin dalla prima infanzia. Al contrario, il padre del futuro cardinale era un uomo meno rigido in materia dottrinale, appassionato più di Shakespeare e di musica che di religione[14]. John Henry ricevette un'educazione elevata nella scuola di Ealing[15] (nei pressi di Londra) e, sotto l'influsso del pastore Walter Mayers (vicino agli ambienti della Low Church), nel 1816 aderì ai principi del cristianesimo protestante, in quella che egli chiamò la sua "prima conversione"[16]. Furono infatti le letture di due teologi anglicani (Thomas Newton, vescovo di Bristol, e Joseph Milner, figura di spicco dell'evangelismo) ad imprimere l'animo di Newman di convinzioni protestanti radicali e antipapiste[17].

L'arrivo ad Oxford e l'incontro con i noetics (1817-1825)[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1817 entrò nel Trinity College di Oxford, ove si segnalò per la vivacità d'ingegno e intelletto, fatto che lo portò ad essere nominato fellow dell'Oriel College il 12 aprile 1822[10]. Deciso ad intraprendere la vita ecclesiastica, Newman fu ordinato diacono della Chiesa anglicana il 13 giugno del 1824[18]. Il padre John ebbe appena il tempo di vederlo diventare ministro della Chiesa anglicana: ridotto in povertà e gravemente ammalato, morì il 29 settembre dello stesso anno[19]. Il figlio divenne poi sacerdote nel 1825 ed ebbe, come primo incarico, quello di vicar[20] di Saint Clements, una parrocchia facente parte di Oxford. Nel corso di questi anni, il giovane studente evangelico cominciò ad osservare il pluralismo intellettuale vigente nell'ateneo, entrando lentamente in contatto con il gruppo dei teologi liberali, detti noetics, che cercavano di spiegare razionalmente i dogmi e la fede cristiana[21]. Tra questi spiccavano come figure Edward Hawkins e Richard Whately, che istruirono lentamente Newman nel valore della Chiesa visibile[22], nel valore dei sacramenti, in special modo la successione apostolica. Quando fu ordinato sacerdote, Newman conosceva già da tre anni Whately[23], e aveva cominciato a maturare quei primi dubbi dottrinali impartitegli da Mayers ad Ealing.

L'abbandono dei noetics e l'avvicinamento all'High Church (1825-1832)[modifica | modifica wikitesto]

Froude e l'avanzata del liberalismo[modifica | modifica wikitesto]
William Holl, ritratto di John Keble, stampa, 1863, Metropolitan Museum of Art, New York. John Keble (1792-1866), sacerdote, teologo e poeta, fu il leader morale della frangia conservatrice religiosa anglicana nell'Università di Oxford.
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Richard Hurrell Froude, John Keble e John Henry Newman § Il pensiero.

Il rapporto con i noetics s'incrinò definitivamente a partire dalla fine del 1827, quando Newman fu colpito da due gravi avvenimenti: prima un esaurimento nervoso (26 novembre 1827), seguito poi dalla morte della sorellina Mary agli inizi dell'anno successivo (5 gennaio 1828)[24]. Nella sua intimità spirituale, allora, il giovane fellow di Oxford comprese come la ragione non potesse spiegare il dolore, e Robert Strange esplica chiaramente questo stato d'animo, con una frase incisiva:

« Come poteva l'eccellenza intellettuale essere paragonata alla perdita della sorella amata, o persino guastare la propria salute? »
(R.Strange, John Henry newman. Una biografia spirituale, Lindau, Torino 2010, p. 40.)

Inoltre, Newman si stava accorgendo di «preferire una perfezione intellettuale ad una perfezione morale»[25], e che soltanto questi due traumi personali poterono ridestarlo dall'intellettualismo dei noetics[26]. Pertanto, cominciò ad allontanarsi da Whately e Hawkins nel 1828[27], per frequentare l'altra grande scuola teologica anglicana presente ad Oxford, vale a dire la High Church (chiamata, dopo l'esperienza del Movimento di Oxford, anche Anglo-cattolicesimo), caratterizzata da una profonda attenzione verso il rituale eucaristico, l'importanza dei sacramenti e una "simpatia" nei confronti delle tradizioni cattoliche[28]. Newman, fino a quel momento, era visto con sospetto dai principali esponenti di questa fazione (Richard Hurrell Froude, John Keble e altri) per il suo ostentato razionalismo e per i suoi legami (seppur ridotti ormai sul piano formale) con gli evangelici. La situazione mutò definitivamente dal 1828, quando ci fu la rottura definitiva con Whately e la fuoriuscita dalla Evangelical Biblical Society (giugno 1829)[29]. Da quel momento, Newman sviluppò una solida amicizia sia con Keble che con Froude[30], dei quali condivideva il valore della Tradizione, il rispetto nei confronti dei santi e delle tradizioni cattoliche romane, fuorché il riconoscimento del primato papale. In special modo, Newman strinse un rapporto molto profondo con il tory Richard Hurrell Froude (1803-1836), del quale Newman tracciò questo ritratto morale:

« Froude professava apertamente ammirazione per la Chiesa di Roma e avversione per i Riformatori. Gli piaceva immensamente l'idea di un sistema gerarchico, del potere sacerdotale. Disprezzava la massima secondo cui "la Bibbia, solamente la Bibbia, è la religione dei protestanti", e si vantava di accettare la Tradizione come uno strumento di primaria importanza nell'insegnamento religioso [...] considerava la Beata Vergine il suo grande modello [....] Era profondamente devoto della presenza reale, in cui aveva una salda fede. Si sentiva profondamente attratto verso la Chiesa medievale ma non verso la Chiesa primitiva. »
(J.H. Newman, Apologia, cit., p. 51)

Come già nei precedenti incontri, Newman si sentì "influenzato"[31] dalle opinioni religiose di chi gli si avvicinava, ma in questo caso non si trattò di un'influenza passeggera. In occasione della proposta, da parte del governo del duca di Wellington, di abrogare il Test Act[32], decreto del 1680 con cui si vietava ai cattolici inglesi di esercitare alcun incarico politico. Newman e gli altri high churchmen intravidero un'usurpazione del potere parlamentare nella sfera ecclesiastica. Quando poi un riluttante Giorgio IV firmò il decreto di abrogazione (il Relief Act)[32], Newman manifestò apertamente il suo sdegno, paventando l'avanzata del liberalismo in campo religioso, pronto a sottomettere la Chiesa anglicana ai capricci dello Stato (la cosiddetta dottrina erastiana). Il giovane parroco di St. Mary the Virgin[33] si trovò in piena sintonia con i suoi amici conservatori, maturando così le basi ideologiche che si concretizzeranno nel Movimento di Oxford.

Il viaggio nel Mediterraneo e il contatto con la Chiesa cattolica (1832-1833)[modifica | modifica wikitesto]

Ritratto del cardinale Nicholas Patrick Wiseman. Rettore prima del Collegio Cattolico di Roma, poi direttore della testata Dublin Review, Wiseman fu il primo arcivescovo di Westminster dopo la restaurazione della gerarchia in Inghilterra.

Una svolta significativa nella vita di Newman fu il viaggio nel Mediterraneo insieme a Froude e al padre di quest'ultimo, l'arcidiacono Robert Froude[32]. Infatti, da un po' di tempo, l'amico di Newman aveva cominciato a manifestare i sintomi della tubercolosi che lo porterà alla tomba nel 1836. I medici, ancora impotenti nel curare efficacemente questa malattia, consigliarono a Froude di compiere un viaggio di cura nel Mediterraneo[32], perché potesse trovare giovamento dal clima più salubre di quello inglese. Newman, cui Froude chiese di accompagnarlo, accettò l'invito e, nel dicembre del 1832[18], i tre partirono alla volta di Gibilterra, Malta, la Sicilia ed infine Roma. Qui Newman, che da qualche anno aveva cominciato a studiare storia della Chiesa e patrologia, rimase affascinato dalla spiritualità dei luoghi ove versarono il sangue i martiri[34] e, durante la sua permanenza nella Città Eterna (tra il 2 marzo e il 9 aprile del 1833[35]), poté entrare in contatto con la spiritualità e la religiosità della Chiesa cattolica, annotandone gli aspetti di decadenza e di immoralità. Sempre a Roma, incontrò una delle più importanti figure nel panorama religioso inglese del XIX secolo, padre Nicholas Patrick Stephen Wiseman, rettore del Collegio Inglese e futuro primo arcivescovo di Westminster dopo la restaurazione della gerarchia cattolica in Inghilterra (1851)[36]. Mentre i Froude decisero di proseguire per la Francia, Newman preferì ritornare in Sicilia, dove, a Leonforte, presso Enna, nel 1833, si ammalò gravemente[37]. Da quest'esperienza dolorosa, Newman rifletté sul senso della propria vita e scrisse quel capolavoro letterario che è la lirica spirituale Lead, Kindly Light, espressione sincera dell'abbandono della propria vita nelle mani di Dio[38].

Il Movimento di Oxford (1833-1841)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Movimento di Oxford.
Keble e il Sermone delle Assise (1833)[modifica | modifica wikitesto]

Nel frattempo, il parlamento inglese, dominato dal partito liberale guidato da Lord Grey (1830-1834), continuò la politica erastiana di Wellington e Peel. La situazione, per il gruppo dei conservatori anglicani della High Church di Oxford, divenne pressoché intollerabile[39], spingendo John Keble a pronunciare, in occasione delle Assise[40] del 14 luglio 1833[41], un sermone sull'Apostasia Nazionale (National Apostasy), in cui si proclamò che la Chiesa anglicana è sì una Chiesa di Stato, ma non dello Stato[42], denunciandone la strumentalizzazione da parte dello Stato[41]. Tale discorso, pubblicato poi nel settembre del medesimo anno[43], trovò l'immediata soddisfazione di Newman e di Froude, ritornati nel frattempo in Inghilterra. Newman identificò quel giorno con la nascita del Movimento di Oxford (The Oxford Movement)[44], il cui scopo precipuo fu quello di contrastare l'ascesa del liberalismo religioso all'interno delle università inglesi[45] e di recuperare lo spirito originario dell'Anglicanesimo attingendo all'insegnamento dei Padri e al valore della liturgia. Ciò costrinse inevitabilmente Newman e i suoi amici a confrontarsi con la Chiesa cattolica, scatenando le violente polemiche degli evangelicals, i quali giunsero ad accusare Newman e collaboratori di essere segretamente filo-papisti[46][47].

Newman e il Movimento: l'Antiquity e la Via Media (1833-1839)[modifica | modifica wikitesto]
san Vincenzo di Lérins, il monaco del V secolo che, con il suo Commonitorium, fu la base teologica ed apologetica della via media.

Newman, per la vivacità del suo ingegno e l'enorme cultura storica e teologica che aveva acquisito nei suoi studi ad Oxford[48], divenne ben presto la colonna portante del Movimento. Tra il 1833 e il 1841, infatti, dei 90 libelli scritti in difesa delle loro idee (i famosi Tacts for the Times), ben 30 sono stati scritti da lui[49]. I Tracts, però, non dovevano soltanto "combattere" le divergenze interne all'anglicanesimo, ma avevano anche l'obiettivo di dimostrare che quest'ultimo fosse il vero erede della Chiesa Unita, prima che si scindesse tra cattolica, ortodossa ed anglicana, tutte e tre accomunate dalla successione apostolica. Sulla base di questa premessa, Newman sviluppò[50] la "via media", in cui riconosceva alla Chiesa anglicana una posizione intermedia fra gli eccessi dottrinali del protestantesimo[51] da un lato e del cattolicesimo romano post-tridentino[52][53], che si poggiava su tre cardini: «il dogma, il sistema sacramentale e l'anti-romanismo»[54]. Per testimoniare la correttezza teologica anglicana, Newman affermava che questa si basava direttamente sull'insegnamento dei Padri e dei primi concili ecumenici, avvalorando così l'Antiquity (vale a dire il cristianesimo dei primi secoli) come fondamento basilare:

« ...c'era poi il nostro argomento chiave, l'antichità; è ovvio che con quello noi potevamo solennemente condannare Roma per la sua pretesa peregrina di dominare le altre Chiese...e per di più la giudicavano rea dell'intollerabile colpa di aver fatto aggiunte estranee alla fede. »
(J. H. Newman, Apologia, cit., p.138)

La base "patristica" della via media trovava luogo nell'opra del monaco Vincenzo di Lérins che, nel 431, aveva elaborato il Commonitorium, scritto con la finalità di derimere le controversie cristologiche della sua epoca. Newman, da questo scritto, estrapolò la seguente locuzione, interpretata come base sicura per dichiarare l'ortodossia o meno di una determinata fede religiosa:

(LAT)

« in ipsa item catholica ecclesia magnopere curandum est ut id teneamus quod ubique, quod semper, quod ab omnibus creditum est »

(IT)

« anche nella stessa chiesa cattolica ci si deve preoccupare molto che ciò che noi professiamo sia stato ritenuto tale ovunque, sempre e da tutti »

(Vincenzo di Lérins, Commonitorium, a.c. di 50. R.S. Moxon, Cambridge 1915, p. 10)

Supportato da John Keble, da Froude (fino alla morte di questi, nel febbraio 1836), da Edward Bouverie Pusey e da nuovi simpatizzanti (tra cui il futuro rivale di Newman Henry Edward Manning), Newman lavorò indefessamente per la propagazione delle idee di rinnovamento, curando tra l'altro non soltanto l'aspetto divulgativo scientifico (oltre ai Tracts, si ricorda il Prophetical Office of the Church[55], che occupò Newman dal 1834 al 1837[56]), ma anche quello editoriale (in quanto giornalista e poi editore del giornale British Critic[57]) e continuando parallelamente con la sua attività di vicar di St. Mary. Inoltre, a partire dal 1838, Newman iniziò a pubblicare le memorie di Froude, i Froude's Remains[58].

Dall'estate del 1839 al Tract 90: il crollo della via media[modifica | modifica wikitesto]
Edward Bouverie Pusey, uno dei più cari amici di Newman e futuro leader del Movimento di Oxford dopo la conversione di Newman nel 1845. Personalità eclettica e dotato di una cultura sconfinata (era professore di ebraico ad Oxford), Pusey diede vita all'anglocattolicesimo.

Newman, come lui stesso affermò nell'Apologia, era all'apice della popolarità agli albori del 1839[59]. Nella stagione estiva del medesimo anno[60], però, Newman cominciò a maturare una serie di gravosi dubbi sulla validità della via media da lui formulata, in seguito alla lettura della questione monofisita e al ruolo di papa Leone I avuto nel Concilio di Calcedonia. Secondo Newman, l'autorità teologico-morale di Leone presso i padri conciliari (l'inserimento del Tomus ad Flavianum ne può essere considerato un esempio) contrastava con la teologia eutichiana che, come quella del vescovo di Roma, si richiamava al depositum fidei apostolico. Inoltre, la tanto deprecata Chiesa di Roma si dimostrò ortodossa teologicamente proprio in quell'antichità che Newman aveva assunto come paradigma per dimostrare la correttezza teologico-esegetica dell'anglicanesimo, il quale pareva essere ora dalla parte dell'eresia:

« Per la prima volta, gli sorse il dubbio sulla validità dei principi dell'anglicanesimo: se gli anglicani erano ricorsi alle stesse argomentazioni dei monofisiti, e i monofisiti erano stati dichiarati eretici, anche gli anglicani, evidentemente, lo erano. »
(Andrea Giannelli e Andrea Tornielli, Fermate quel convertito, cit. p. 43)

I due anni successivi, Newman li trascorse rimurginando continuamente su quanto apprese e sul fatto che gli anglicani erano una parte minore del cristianesimo[61]. Nel febbraio 1841[53], pubblicò uno scritto (il celebre Tract 90) in cui egli cercava di interpretare i 39 articoli della fede anglicana[62] in chiave cristiano-cattolica, operando esattamente (secondo quanto scritto da Newman sempre nell'Apologia) come i protestanti al momento della loro stesura[63]. Le violente reazioni del vescovo di Oxford e degli ambienti liberali e protestanti di Oxford spinsero Newman a lasciare definitivamente la sua amata università, rifugiandosi nel villaggio di Littlemore in un periodo di ritiro spirituale che, nel giro di pochi anni, lo porterà a convertirsi al cattolicesimo[53][64].

Il ritiro a Littlemore e la conversione al cattolicesimo (1841-1845)[modifica | modifica wikitesto]

La questione del Vescovado di Gerusalemme (1841)[modifica | modifica wikitesto]
« Dalla fine del 1841, come membro della Chiesa anglicana mi trovavo sul letto di morte, ma allora me ne rendevo conto solo a poco a poco »
(J.H.Newman, Apologia, cit., p. 177)

Oltre ad aver subito l'umiliazione del ritiro del Tract 90 e l'ostracismo dell'élite intellettuale oxfordiana, Newman dovette anche subire lo smacco nella questione della creazione di una diocesi anglo-prussiana a Gerusalemme[53][65], avvenuta per decreto parlamentare il 5 ottobre del 1841[66]. Newman, in quanto sostenitore estremo della successione apostolica, non poteva concepire tale progetto perché il luteranesimo aveva abolito, tra i sacramenti, quello dell'ordine, rendendo così la carica di vescovo un simulacro organizzativo, privato della sua carica sacramentale. Inoltre, con quest'atto (supportato da Palmerston, Lord Shaftesbury e Thomas Arnold[67]) l'anglicanesimo si sarebbe buttato "tra le braccia degli eretici", distaccandosi definitivamente dalla Chiesa Unita[68].

Littlemore e l'Essay on the development of Christian Doctrine (1842-1845)[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Sviluppo della dottrina cristiana.

Deluso per quest'orientamento "protestante" della Chiesa anglicana, Newman decise, nel 1842, di ritirarsi definitivamente a Littlemore, vivendo una vita appartata, simile a quella dei Padri del deserto[69], e abbandonando ogni incarico universitario eccetto quello di fellow. Nel ritiro di Littlemore (ove esercitò le funzioni di parroco della piccola comunità e dove visse insieme ad altri anglicani, quali John Dalgairns), Newman iniziò a scrivere la sua opera Sviluppo della dottrina cristiana[70]: in questo studio sulle origini del cristianesimo, che fu pubblicato nel 1845[53], Newman cambiò radicalmente la sua concezione storico-teologica. Dopo il fallimento della via media, Newman riconobbe invece l'assoluta validità della dottrina dello sviluppo della fede. Secondo quest'ultima realtà, le "innovazioni" portate avanti nel corso dei secoli da Roma non erano eresie rispetto al passato apostolico, ma necessari adattamenti della fede originaria nelle varie epoché, purché i principi fondamentali non fossero messi in discussione[71]. Ed infatti, comparando anglicanesimo e cattolicesimo romano, Newman giunse a definire questa realtà:

« Vidi che la teoria dello sviluppo non solo spiegava certi fatti, ma rappresentava in se stessa un avvenimento filosofico importante, che imprimeva un carattere a tutto il corso del pensiero cristiano. Si poteva individuarla fin dai primi anni dell'insegnamento cattolico fino al giorno d'oggi ed essa dava a quell'insegnamento unità e carattere. Era una specie di prova ch gli anglicani non potevano offrire, che Roma era in verità le antiche Antiochia, Alessandria e Costantinopoli [...] »
(J.H.Newman,Apologia, cit., p. 222)
La cappella di Littlemore, ove Newman fu accolto nella Chiesa cattolica dal padre passionista Domenico della Madre di Dio

Davanti a questo riconoscimento, il 18 settembre 1843[69] Newman, non sentendosi più in grado di aiutare i suoi parrocchiani nelle domande relative alla fede anglicana, decise di rinunciare ai benefici sia della parrocchia di Littlemore che di St.Mary di Oxford[72], sia a ritrattare certe espressioni anti-romane usate negli anni '30[73]: si ridusse, praticamente, allo stato laicale, vivendo come tale fino all'autunno del 1845[74].

La conversione[modifica | modifica wikitesto]

Il tempo che intercorse tra il 1843 e il 1845 fu estremamente doloroso per Newman, in quanto non aveva il coraggio di rivelare ai suoi amici più stretti la sua decisione di convertirsi al cattolicesimo romano[75]. Dopo due anni, nell'autunno del 1845, decise di compiere finalmente il grande passo. Il 9 ottobre Domenico della Madre di Dio, un padre passionista poi proclamato beato[76], era di passaggio da Littlemore quando all'improvviso, mentre si stava riscaldando davanti al camino, si trovò davanti Newman che gli chiese di confessarlo e, poi, di battezzarlo[77].

Periodo cattolico (1845-1891)[modifica | modifica wikitesto]

La reazione degli anglicani[modifica | modifica wikitesto]

La notizia della conversione sconvolse e indignò la stragrande maggioranza degli anglicani: Henry Edward Manning[78], i suoi famigliari (in primis il fratello Francis William[79]) e l'opinione pubblica gli voltarono le spalle[80][81], a causa del fortissimo sentimento anticattolico radicato nella cultura britannica. Lo sdegno fu ricordato dallo stesso Newman all'incipit della sua Apologia, scrivendo che:

« Da più di vent'anni ormai si è fissata nell'animo della gente un'impressione vagamente ostile nei miei riguardi, come se la mia condotta verso la Chiesa anglicana, nel tempo in cui ne facevo parte, fosse stata incompatibile con la semplicità e la rettitudine cristiana. »
(J.H.Newman, Apologia, cit., p. 1)

Gli unici dei vecchi amici che compresero il suo gesto furono i vecchi amici Pusey e Keble, che però rimasero nella Chiesa anglicana[80].

L'arrivo ad Oscott e il periodo di studi a Roma (1845-1847)[modifica | modifica wikitesto]

Da sinistra: Ambrose St. John e John Henry Newman, in una foto degli anni '70/'80 ca. Il loro legame d'amicizia perdurò per tutta la vita, tanto che Newman desiderò essere sepolto vicino al suo amico[82].

Newman, alla fine di ottobre del 1845, lasciò Littlemore per andare all'Oscott College, nei pressi di Birmingham, per incontrarsi con Nicholas Wiseman[83] e per ricevere dalle sue mani la cresima. Fu ospitato in questa località, insieme ad altri neoconvertiti (Albany Christie, John Walker, Frederick Oakeley, William Faber, Watts Russell, Robert Coffin ed infine il suo intimo amico Ambrose St. John)[80], trascorrendovi l'inverno. Durante questa stagione, Wiseman convinse Newman a continuare la sua attività sacerdotale all'interno della Chiesa Cattolica e, nell'aprile del 1846, fu stabilito che il neo-convertito andasse a Roma nel Collegio di Propaganda, per studiare la teologia cattolica[84]. Il 1º giugno Newman e i suoi amici ricevettero gli ordini minori da Wiseman e il 23 ottobre del 1846[85], dopo cinque settimane trascorse a Milano nel tentativo di conoscere personalmente Alessandro Manzoni e Antonio Rosmini[86], giunsero finalmente a Roma. Ivì conobbero personalmente l'appena eletto papa Pio IX, il quale incoraggiò l'idea di Newman e St John nell'importare in Inghilterra l'ordine degli oratoriani di San Filippo Neri. La simpatia che Newman nutriva per il "secondo apostolo di Roma" era dovuta non solo alla spiritualità umanista che Filippo Neri aveva fatto propria, ma anche perché intravide, nel modello sociale dell'Oratorio, il miglior prototipo per radicarsi sul territorio britannico[87]. I due furono ordinati sacerdoti il 30 maggio del 1847[88] e il 9 agosto, al momento della loro partenza, il papa nominò Newman superiore dell'Oratorio in terra britannica[88].

Il ritorno in Inghilterra e la diffusione degli Oratoriani (1847-1850)[modifica | modifica wikitesto]

Ritornato in Inghilterra, Newman fondò il primo oratorio nella località di Edgbaston, presso Birmingham (attualmente parte integrante della città), nel 1849[89]. Newman e la comunità oratoriana fecero sentire immediatamente la loro presenza a Birmingham, città estremamente problematica a causa dei disagi sociali seguiti alla rivoluzione industriale. Newman e i suoi confratelli iniziarono con grande ardore la loro presenza. Per esempio, lo stesso Newman e Ambrose St John sfidarono, nel 1849, l'epidemia di colera a Bilston nello Staffordshire[90][70], per recare soccorso alle popolazioni colpite dal morbo, suscitando stupore per il coraggio dimostrato. Sempre nel 1850, a Londra, Newman fondò il secondo oratorio inglese, affidandolo a William Faber[70]. Importante fu l'influenza della spiritualità dell'Oratorio nei suoi scritti, come mostra l'opera Dolori mentali di nostro Signore durante la sua Passione, opera che rimanda a quella simile scritta da santa Camilla da Varano, clarissa le cui opere erano lette e meditate non solo da Filippo Neri, ma anche dai membri dell'Oratorio[91].

La restaurazione ecclesiastica del 1850

L'anno 1850 segnò un avvenimento importante per la Chiesa Cattolica in Inghilterra. Il 29 settembre del 1850 Pio IX, visto il crescente aumento di cattolici in Inghilterra, vi ristabiliva la gerarchia episcopale, ponendo Wiseman come Primate e nominadolo, oltre che cardinale, primo arcivescovo di Westminster[92]. L'atto di papa Pio IX fu però visto, da parte dell'opinione pubblica anglicana conservatrice (ancora scossa dall'anglocattolicesimo del Movimento di Oxford, come una non accettabile concessione al Pope of Rome, scatenando violente reazioni contro la Papal aggression[93]. Da questa reazione, si può comprendere il disagio che Newman provava nella vita quotidiana, in quanto considerato apostata e alleato del papa di Roma, visto come l'Anticristo[94].

I primi attriti con cattolici e anglicani[modifica | modifica wikitesto]

Gli old catholics [modifica | modifica wikitesto]

I neoconvertiti, però, furono guardati con sospetto dagli altri gruppi religiosi inglesi. Innanzitutto, i "nuovi cattolici" provenienti dall'anglicanesesimo erano particolarmente avversati dagli old catholics, ovvero quei cattolici inglesi che, per generazioni, avevano vissuto in condizione di semiclandestinità[95]. Questi ultimi, infatti, non condividevano l'ideale di un cattolicesimo attivo nella società[96], come invece lo intendeva l'oratoriano Newman, desideroso di formare i fedeli e di renderli "coscienti" della loro fede.

I cattolici[modifica | modifica wikitesto]

Paradossalmente, Newman entrò in contrasto anche con chi l'aveva supportato nella conversione (Wiseman) e addirittura con alcuni neoconvertiti provenienti dall'anglicanesimo (Faber e, in una fase successiva, Manning). Il problema consisteva nell'approcio pastorale usato da Newman, il quale appunto intendeva formare i laici perché avessero anch'essi un ruolo attivo nella vita della Chiesa[97]. Al contrario, Wiseman[98] e il vescovo di Birmingham, William Benjamin Ullathorne, erano fermi sostenitori delle idee clericali[99]. In seguito alle posizioni manifestate da Newman in una serie di conferenze sul cattolicesimo inglese del 1850[100], Wiseman e Ullathorne cominciarono a prendere le distanze da Newman. Più tardi, monsignor George Talbot, cameriere pontificio di Pio IX, dichiarò che: " Il dr. Newman è l'uomo più pericoloso d'Inghilterra"[101], proprio per la volontà dell'oratoriano di coinvolgere il laicato nella vita della Chiesa.

Gli anglicani e il caso Achilli (1850-53)[modifica | modifica wikitesto]

Come già ricordato prima, la maggior parte degli anglicani si sentì quasi tradita da Newman per la sua scelta di cambiare confessione religiosa. Quest'ostilità premeditata si fece sentire in occasione del cosiddetto "affare Achilli", in cui Newman attaccò pubblicamente l'ex frate domenicano Giacinto Achilli, fautore di una propaganda anticattolica. Questi era già stato attaccato da Wiseman sulle colonne della Dublin Review del luglio 1850[102], ricordandone il passato poco edificante, e Newman seguì la scia tracciata dal neo-cardinale, credendo di ricevere dalle sue stesse mani le prove delle accuse[102]. Wiseman, però, rispose che le aveva perse[103] e, nonostante le prove contro Achilli fossero evidenti[104], i giudici anglicani della corte ne approfittarono per condannare Newman per assenza di prove (31 gennaio 1853)[102].

The Idea of University: l'esperienza universitaria irlandese (1851-1858)[modifica | modifica wikitesto]

La casa ove dimorò Newman durante il suo soggiorno dublinese, in St. Stephens Green.

Le idee di Newman riguardanti il ruolo del laicato nella vita della Chiesa si manifestarono pienamente nella breve, ma intensa esperineza irlandese. Nel 1851, su invito dell'arcivescovo di Dublino Paul Cullen, l'oratoriano inglese fu scelto come rettore della neonata Università cattolica di Dublino[105], attività che esercitò effettivamente dal 1854 (anno dell'apertura dei corsi) al 1858[106]. Il metodo educativo di Newman, che verrà poi riassunto nel saggio The idea of University (realizzato sulla base delle relazioni tenute il lunedì di maggio e giugno 1852[105]), si proponeva, essenzialmente, di formare gli studenti sia attraverso un'educazione che mirasse alla valorizzazione delle capacità peculiari di ciascuno (ammettendo la necessità anche di una scuola professionale[105]), sia attraverso una salda educazione cristiana, rendendo complementari le due sfere[107][108]:

« Ecco dunque, a quel che io penso, l'intento della Santa Sede e della Chiesa Cattolica nel fondare Università: ricongiungere cose che in principio furono congiunte insieme da Dio, e dall'uomo sono state staccate [...] Desidero che gli stessi luoghi e le stesse persone siano insieme oracoli di filosofia e santuari di devozione [...] Non mi soddisfa che la religione sia di qua e la scienza sia di là, e che i giovani conversino tutto il giorno con la scienza, e alloggino con la religione la sera [...] voglio che uno stesso tetto contenga insieme la disciplina intellettuale e quella morale »
(John Henry Newman, Discorso nell'Univrsità Cattolica, in J.H.Newman, Il cuore del mondo - Antologia degli scritti, cit., p. 167)

Il tutto, per formare una nuova classe dirigente colta (o perlomeno preparata nel suo settore), capace di essere nel contempo consapevole della fede praticata. La metodologia concreta di questo proposito consisteva nell'adottare il sistema usato nell'Università di Oxford: creare forti legami tra gli studenti all'interno di istituzioni simili ai College; di instaurare un rapporto diretto tra tutors e studenti[106]; di pubblicare un giornale universitario che limitasse ulteriormente le barriere comunicative tra corpo docenti e studenti[106]. Si provvide, inoltre, a fornire l'Università non soltanto di docenti legati alla tradizione culturale umanistica, ma anche scientifica, come l'istituzione della facoltà di medicina[109]. Il modello universitario di Newman, però, incontrò subito degli ostacoli, in primis dallo stesso arcivescovo Cullen che l'aveva chiamato a dirigere l'università cattolica, in quanto riteneva "scandalosa" la partecipazione dei laici nella gestione di un'università fondata per volontà dei vescovi[110]. Di fronte all'ostilità della gerarchia episcopale irlandese, Newman lasciò il suo incarico di rettore nel 1858[105], ritornandosene ad Edgbaston. Una piccola rivincita la ebbe proprio nella sede dell'oratorio, con la fondazione della The Oratory School (1º maggio 1859[111]), scuola superiore finalizzata all'educazione dei giovani cattolici inglesi e basata sui principi pedagogici espressi in Irlanda[111].

Il riscatto di Newman: l'Apologia pro vita sua (1864)[modifica | modifica wikitesto]

Gli anni seguenti videro un progressivo ostracismo nei confronti di Newman da parte dei cattolici. Newman poté riabilitarsi agli occhi sia degli anglicani che dei cattolici in occasione della diatriba che ebbe con Charles Kingsley (1819-1875)[112], un intellettuale anglicano legato agli ambienti degli evangelicals già ostile alle proposte "papiste" di Pusey, nel frattempo divenuto il leder del Movimento di Oxford dopo la conversione di Newman. Kinglsely, nel 1864 scrisse sulle pagine del giornale Macmillan's Magazine un articolo ingiurioso nei confronti dei cattolici, e in particolare di Newman, sostenendo che[112]:

(EN)

« truth, for its own sake had never been a virtue with the Roman clergy . . . [and] Father Newman informs us that it need not, and on the whole ought not to be; that cunning is the weapon which Heaven has given to the saints wherewith to withstand the brute male force of the wicked world which marries and is given in marriage, »

(ITA)

« la verità, per il suo stesso motivo, non è mai stata una virtù del clero di Roma...[e] Padre Newman ci dimostra che non sia necessaria, e che in generale non lo dovrebbe essere; che l'astuzia è l'arma che il Paradiso ha dato ai santi con cui resistere alla forza bruta di un mondo malvagio che la sposa e le è data in sposa". »

(Charles Kingsley)
George Frederic Watts, Ritratto di Henry Edward Manning (1808-1892), olio su tela, 1882, National Portrait Gallery, Londra. Nominato successore di Wiseman nel 1865 come arcivescovo di Westminster, Manning si oppose alle aperture in materia pastorale di Newman, sabotandone i progetti.

Newman, davanti a queste dichiarazioni, ne fece un caso di coscienza, in quanto si mettevano in dubbio non soltanto le buone intenzioni dei cattolici, ma anche la sua travagliata storia spirituale[113]. Appellandosi direttamente all'opinione pubblica britannica[114], Newman espose, con lucidità e chiarezza, "la storia della [sua] anima"[115], dall'infanzia fino al 1845. Quando il libro uscì nel 1864, gli anglicani si sorpresero di come Newman non avesse mai attaccato la loro confessione religiosa, riconoscendone anzi il merito di averlo avvicinato a Dio attraverso la sua testimonianza[116]. Dalle pagine, non traspare mai una sola parola di risentimento verso coloro che gli hanno mostrato rancore, dimostrando anzi sempre parole d'affetto[117]. Il fair play e l'onestà intellettuale riabilitarono completamente Newman agli occhi sia degli anglicani (per le parole di stima e il rispetto dimostrato), sia della maggior parte dei cattolici, per le prese di posizione a favore del cattolicesimo[118].

Il cambio della guardia: da Wiseman a Manning[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Henry Edward Manning.

Mentre Newman era al culmine della sua popolarità, agli inizi del 1865 venne a mancare il cardinale Wiseman (15 febbraio). Pio IX decise di nominare, come suo successore, Henry Edward Manning (1808-1892)[119], già vecchio amico di Newman dai tempi di Oxford e convertitosi poi al cattolicesimo nel 1851. Rispetto a Newman, Manning aveva una visione autocratica, statica e clericale della Chiesa, posizione che lo opporrà più volte, nel corso della sua vita, al vecchio amico di gioventù. Difatti, il neoarcivescovo di Westminster espresse opinioni poco incoraggianti sullo stile usato nell'Apologia[120], manifestando così la propria opposizione alla visione della Chiesa di Newman.

Il Concilio Vaticano I e La lettera al Duca di Norfolk (1870-1875)[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Concilio Vaticano I, William Ewart Gladstone e John Henry Newman § Il Pensiero.

Nel 1869, papa Pio IX aprì ufficialmente un nuovo concilio ecumenico perché i padri conciliari, una volta riunitesi, approvassero come dogma l'infallibilità papale. Immediatamente, i cattolici inglesi si spaccarono in due fronti: gli ultramontanisti, capeggiati dal cardinal Manning e dal suo entourage[121], sostenevano che l'infallibilità non si dovesse limitare soltanto alle verità di fede, ma che dovesse riguardare anche la politica e la gestione della società[122]. Al contrario, Newman si mantenne su una linea molto più moderata, distanziandosi sia dal fanatismo di Manning, sia dal rifiuto assoluto del teologo tedesco Ignaz von Döllinger di approvare come dogma l'infallibilità[123]. Per Newman, il concetto di infallibilità papale sussiste non in quanto legata all'istituzione della carica in sé, ma in quanto il Papa è il custode del depositum fidei. Da questa considerazione, emerge chiaramente il pensiero di Newman riguardo a questo dogma, e cioè che:

« L'autorità visibile nella Chiesa si trova in Pietro, distinto dagli altri apostoli: è lui la roccia su cui Cristo ha edificato la sua Chiesa. Ora il Papa, come vescovo di Roma, è testimone della tradizione universale della Chiesa universale, perciò il suo servizio come Pastore e Dottore Universale è infallibile in virtù del suo essere il successore di Pietro, quando nella proclamazione dottrinale impegni formalmente la sua autorità di Apostolo e maestro "ex cathedra". Il potere dell'infallibilità è in relazione al "depositum fidei", e consta di materia di fede e morale o di realtà che abbiano una necessaria connessione la fede. Il papa, ricorda Newman, non si servirà mai di questo potere per insegnare realtà palesemente contrarie alla Rivelazione... »
(L'unita nella Chiesa universale Il ministero del Papa, n°116, marzo/aprile 1991, in Communio, pp. 81-82.)

Al Concilio Vaticano, oltre a Manning che vi poteva partecipare di diritto in qualità di primate della Chiesa cattolica in Inghilterra, vi si doveva recare anche Newman in qualità di consulente teologico, su richiesta di Pio IX, ma non vi partecipò per il suo carattere riservato e per l'atmosfera concitatata delle sessione conciliare[124]. Quando il documento concernente la questione dell'infallibilità papale, la costituzione dogmatica Pastor Aeternus, fu approvato il 18 luglio del 1870, i padri conciliari adottarono la posizione dei "moderati" (e quindi di Newman), rigettando l'ultramontanismo e lo scetticismo di Döllinger.

Newman ebbe modo di esporre apertamente la sua posizione riguardo il dogma conciliare allorquando lo statista William Ewart Gladstone, suo vecchio amico dai tempi di Oxford[125], dichiarò, nei suoi Vatican decrees del 5 novembre 1874, che i cattolici inglesi non potevano essere nel contempo buoni sudditi di Sua Maestà, in quanto il dogma dell'infallibilità papale li poneva direttamente sotto l'obbedienza del Papa, annullando di conseguenza la loro libertà di Coscienza[126]. Sollecitato dal duca di Norfolk, il leader politico dei cattolici inglesi, Newman rispose dedicando al duca una lettera in cui l'anziano oratoriano contrastava le asserzioni di Gladstone, ribadendo la funzione puramente "spirituale" dell'infallibilità pontificia e il valore del primato della Coscienza come perno su cui edificare concretamente le opinioni degli uomini[127].

Il cardinalato (1879)[modifica | modifica wikitesto]

Foto scattata in occasione del soggiorno a Roma di Newman, in occasione della sua elevazione alla dignità cardinalizia.
(LATINO)

« Cor ad Cor loquitur »

(ITALIANO)

« Il Cuore parla al Cuore »

(John Henry Newman, motto cardinalizio)

Nel 1879, all'età di settantotto anni, il nuovo pontefice Leone XIII lo creò cardinale diacono titolare di San Giorgio in Velabro (anche a dispetto dell'opposizione dell'arcivescovo di Westminster cardinale Henry Edward Manning[128]), senza consacrarlo vescovo e senza che egli si trasferisse neanche a Roma come "cardinale di curia". Il riservato oratoriano, nonostante la popolarità presso il mondo cattolico ed anglicano, desiderava rimanere nella quiete del suo oratorio di Edgbaston, conducendo una vita appartata e dedita alla preghiera, allo studio e alla pastorale[129]. La nomina di Newman fu fortemente voluta dal Papa, il quale aveva una particolare ammirazione per il prelato inglese[130] e e che desiderava, così, iniziare una politica di riconciliazione con l'opinione pubblica inglese[128]. Nel discorso pronunciato da Newman in occasione della sua nomina a cardinale, infatti, spiegò che tale decisione del papa era motivata dal «riconoscimento del mio zelo e del servizio che avevo reso per tanti anni alla Chiesa Cattolica» e dal fatto che «i cattolici inglesi e perfino l'Inghilterra protestante si sarebbero rallegrati del fatto che io ricevessi un segno del suo favore». Nello stesso discorso, Newman condannò a chiare lettere il relativismo e il liberalismo in campo religioso, definiti una «grande sciagura», «un errore che si estende come trappola mortale su tutta la terra»[131].

Gli ultimi anni e i riconoscimenti pubblici (1879-1890)[modifica | modifica wikitesto]

Continuò a vivere in Inghilterra, pubblicando articoli fino al 1885. Gli ultimi anni del cardinale trascorsero da un lato tra i pubblici riconoscimenti, sia dei cattolici che degli anglicani, nei confronti di quest'uomo a lungo tanto incompreso. Addirittura, l'Università di Oxford, che Newman non vedeva da più di trent'anni, lo ammise come fellow onorario[128]. Dall'altro, Newman visse vari lutti che ne rattristarono la vecchiaia. Già nel 1875 era morto Ambrose St John, l'amico più caro che Newman ebbe in vita sua[132]. Negli anni '80, si spensero prima Friedrick Rogers e, nel 1889, il vescovo Ullathorne[132].

Newman nel 1887, a tre anni prima della morte.

La morte e i funerali[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1889, la salute del quasi novantenne porporato declinò celeramente. Celebrò, infatti, l'ultima messa nel Natale del 1889 e, dopo una lunga agonia, morì l'11 agosto del 1890, nell'Oratorio di Edgbaston[133], venendo poi sepolto nel cimitero degli Oratoriani di Rednal[134], vicino ad Ambrose St John[82]. I funerali, che si celebrarono il 20 agosto successivo, furono presieduti dal cardinale Manning, l'antico avversario di Newman col quale si era riconciliato nel 1888[133]. Durante l'omelia, Manning dovette riconoscerne la grandezza di fede, affermando:

(INGLESE)

« WE have lost our greatest witness for the Faith, and we are all poorer and lower by the loss. »

(ITALIANO)

« Abbiamo perso il nostro più grande testimone della Fede, e tutti noi siamo più poveri e più piccoli per la perdita. »

(Edward Manning, orazione funebre)

Il pensiero[modifica | modifica wikitesto]

Inquadramento generale[modifica | modifica wikitesto]

Modernità e Fede[modifica | modifica wikitesto]

L'intero percorso spirituale e intellettuale di Newman si è concentrato sul rapporto tra la sfera del divino e quella della ragione umana, essenzialmente nel rapporto tra fede e ragione. Vivendo nel secolo delle grandi scoperte scientifiche e tecnologiche, Newman si rese progressivamente conto che il benessere socio-economico derivante dal progresso portava in seno: il progressivo distanziarsi, da parte degli uomini, dalle realtà spirituali, dovuto grazie all'affermazione del liberalismo e, nella seconda metà dell'800, del positivismo sociale di Comte e Stuart Mill. Partendo da questo "divorzio" tra fede e ragione, tra l'etica cristiana e quella relativista, Newman, fin dalla giovinezza trascorsa ad Oxford, cercò di contrapporre all'umanesimo laico un "umanesimo cristiano" capace di contrastare il primo, basandolo sul valore della Coscienza come principio base dell'azione (da qui, la corrente filosofica della "filosofia dell'azione")[135].

Gli scritti[modifica | modifica wikitesto]

Newman si rivelò uno dei più prolifici scrittori che l'Inghilterra abbia mai avuto[136]. Infatti, non spaziava soltanto dalla produzione omiletica (i Sermon anglicani e cattolici) a quella filosofica (Grammar of Assent), e da quella educativa (The idea of university) a quella politica (The letter to the Duke of Norfolk), ma scrisse anche romanzi (Loss and Gain e Callista) e poesie (oltre alla Lyra Apostolica, nel 1864 pubblicò il The Dream of Gerontius).

Tematiche[modifica | modifica wikitesto]

La critica al liberalismo[modifica | modifica wikitesto]

« Ora, per liberalismo io intendo la falsa libertà di pensiero ossia il pensiero che si esercita in un campo dove, per la struttura della mente umana, non può raggiungere nessun risultato soddisfacente, ed è perciò fuori luogo. In questo campo rientrano i primi principi di qualunque genere; e tra questi, i più sacri e importanti sono da considerarsi la verità della Rivelazione. Il liberalismo commette l'errore di assoggeettare al giudizio umano quelle dottrine rivelate che per loro natura l'oltrepassano e ne sono indipendenti; e di pretendere di determinare con criteri immanenti la verità e il valore di proposizioni la cui accettazione si fonda esclusivamente sull'autorità esterna della Parola di Dio. »
(J.H.Newman, Apologia, cit., p. 305)

Newman, così, nel 1864 parlava del liberalismo, come il tentativo da parte della ragione di assoggettare la verità divina, rendendola schiava della volontà umana. Nella sua analisi, il rischio del liberalismo consisteva principalmente nel fatto che esso privi la religione di «verità positiva», riducendola invece a «questione di opinioni», a «un sentimento e una preferenza personale; non un fatto oggettivo o miracoloso»[131]. Egli intravedeva in questo fenomeno forti ripercussioni sociali, spiegando che «poiché dunque la religione è una caratteristica così personale e una proprietà così privata, si deve assolutamente ignorarla nei rapporti tra le persone [...] La religione non è [più] affatto un collante della società»[137]. In questo Newman vedeva l'origine della crescente secolarizzazione in atto nel Regno Unito, osservando così il distacco della società e della dimensione pubblica dai valori del Vangelo e del cristianesimo:

« Finora il potere civile è stato cristiano. Anche in Nazioni separate dalla Chiesa, come nella mia, quand'ero giovane valeva ancora il detto: "Il cristianesimo è la legge del Paese". Ora questa struttura civile della società, che è stata creazione del cristianesimo, sta rigettando il cristianesimo. [...] Finora si pensava che bastasse la religione con le sue sanzioni soprannaturali ad assicurare alla nostra popolazione la legge e l'ordine; ora filosofi e politici tendono a risolvere questo problema senza l'aiuto del cristianesimo. Al posto dell'autorità e dell'insegnamento della Chiesa, essi sostengono innanzitutto un'educazione totalmente secolarizzata, intesa a far capire ad ogni individuo che essere ordinato, laborioso e sobrio torna a suo personale vantaggio »
(J.H.Newman, estratto dal Biglietto Speech in occasione della sua nomina a cardinale)
Copertina della prima edizione dell'Apologia Pro Vita Sua (1864)

Il liberalismo non sembrava, apparentemente, una corrente pericolosa, in quanto proclamava molti diritti umani legati alla legge naturale, rendendola così affascinante agli occhi dei più[138]. Newman, però, sapeva bene che tali vaghi diritti, se sconnessi dal collante religioso fondato sul "dogma" (Dio), potevano disgregarsi in quel mosaico di opinioni relative, generando la tanto temuta anarchia. Pertanto, Newman non si poteva dire contrario ai principi umanistici di base del relativismo, proprio perché propri della legge naturale; era ostile, invece, al progetto di rendere tali diritti autonomi e slegarli dal messaggio del Vangelo[139]. Newman osservò inoltre che l'origine di questa «grande apostasia» non era solo da cercare nella diffusione dell'ateismo; infatti, nell'esperienza anglosassone, tale criterio liberalistico era una conseguenza diretta del pluralismo delle Chiese e delle sette religiose, che imponeva l'accantonamento della sfera religiosa dal dibattito pubblico[140].

Il primato della coscienza e la ricerca della verità[modifica | modifica wikitesto]

« Senza dubbio, se fossi obbligato a introdurre la religione nei brindisi dopo un pranzo (il che in verità non mi sembra proprio la cosa migliore), brinderò, se volete, al Papa; tuttavia prima alla Coscienza, poi al Papa. »
(J.H. Newman, Lettera al Duca di Norfolk, cit., pp. 236-237)

Si è accennato alla Coscienza in relazione alla Lettera al Duca di Norfolk, quale parametro fondamentale per la capacità di giudizio umana. Apparentemente, dalla famosa frase riguardante il brindisi alla Coscienza, sembrerebbe che la Coscienza sia caratterizzata da un alone relativista in cui vige, prima di tutto, il soggettivismo individualista. Nemwan, in realtà, giudicò la Coscienza un elemento innato e irriducibile che contraddistingue l'animo umano, caricato di un significato religioso in quanto è "la voce di Dio"[141]:

« Primato della coscienza non significa per Newman che il soggetto è il critrio decisivo di fronte alle pretese dell'autorità, in un mondo in cui la verità è assente e che si sostiene mediante il compromesso tra esigenze del soggetto ed esigenze dell'ordine sociale. La coscienza è piuttosto la presenza percepibile e imperiosa della voce della verità all'interno del soggetto stesso; la coscienza è il superamento della mera soggettività nell'incontro tra l'interiorità dell'uomo e la verità che proviene da Dio. »
(Paolo Gulisano, John Henry Newman. Profilo di un cercatore di verità, cit., p. 99)

Ed è dalla Coscienza che l'uomo, poi, si mette a ricercare la verità, quel "dogma" fondamentale che il teologo inglese riconosce in Dio. Pertanto, quando Newman brinda prima alla Coscienza che al Papa, egli brinda a ciò che nella Creazione è venuto prima del Papa medesimo[142], come spiegato dal cardinal Ratzinger[143]. Senza la Coscienza, infatti, gli uomini non potrebbero accogliere pienamente il dogma dell'infallibilità di colui che è Vicario della stessa Verità. Ovviamente, infallibile in materia di morale, ma non in altri campi che esulano dalla teologia[144][145]. Da questo passo si può capire anche la dichiarazione pronunciata da Newman, sempre nella Lettera al Duca di Norfolk, secondo cui: "se il Papa o la Regina esigessero da me una "obbedienza assoluta", lui o lei trasgredirebbero le leggi della società umana: a nessuno di loro io devo un'obbedienza assoluta!"[146].

Statua dedicata al cardinale Newman, all'Oratorio di Brompton

Il rapporto tra fede e ragione: La Grammatica dell'Assenso[modifica | modifica wikitesto]

La riflessione sulla Coscienza porta a riflettere anche sul rapporto tra la fede e la ragione. Newman, come già dichiarato nel corso della sua esperienza universitaria irlandese, sosteneva la necessità di dimostrare che la razionalità non è antitetica alla fede religiosa, in quanto anche quest'ultima si basa su un atto razionale. In quella che viene ritenuta essere il cardine della sintesi filosofica del pensatore britannico, La Grammatica dell'Assenso (1870), Newman parte dimostrando la ragionevolezza della fede dalle stesse basi (da qui anche il titolo "grammatica", ribadendo l'ABC della fede[147]) empiriche dei liberali affermando, per esempio, che i cristiani credono in Dio (nonostante non l'abbiano mai visto) esattamente come gli uomini credono che esista l'America nonostante molti di loro non l'abbiano mai vista[148]. L'adesione alla realtà divina è, dunque, basato su di un ragionamento che porta a fidarsi della sua esistenza, implicando quindi l'intelligenza in tale processo[149]. Questo processo di adesione alla verità fu tuttavia per Newman più di un semplice ragionare con gli strumenti della logica, ma richiese un assenso completo da parte della persona[150]:

« Per me non era la logica a farmi andare avanti, [...] si ragiona con tutto l'essere, nella sua concretezza »

L'ecumenismo e il dialogo: l'umanità di Newman[modifica | modifica wikitesto]

Fu inoltre un ispiratore del movimento ecumenico[151]: nella sua visione la «via media» doveva essere anche un ponte di dialogo tra le confessioni cristiane, così come costante fu il riferimento ai Padri della Chiesa indivisa. In molte occasioni evidenziò i punti di unione tra l'anglicanesimo e il cattolicesimo − come la cattolicità e l'apostolicità − e nel suo Tract 90, pubblicato durante il periodo del movimento di Oxford, tentò di interpretare i Trentanove articoli di religione dimostrandone la conformità alla dottrina cattolica. Grazie alla sua umiltà e senso di fraternità cristiana, Newman non ebbe mai dei risentimenti nei confronti degli anglicani, come è stato già dimostrato nell'Apologia, e coltivò sempre le relazioni d'amicizia secondo lo spirito di san Filippo Neri. Il motto cardinalizio Cor ad Cor loquitur, locuzione presa dall'epistolario di san Francesco di Sales, racchiude, nella sua incisività, l'essenza stessa della spiritualità di Newman: il dialogo fraterno fra gli uomini, riconosciuti fratelli nell'amore di Dio, il quale a sua volta instaura con i suoi figli una relazione nella preghiera e nell'Eucaristia[152].

La fortuna[modifica | modifica wikitesto]

Il St. Philip Neri Catholic Newman Center alla University of Tulsa, Oklahoma, USA. I Newman Center sono istituzioni presenti nelle Università di Paesi non cattolici, ove gli studenti cattolici possono pregare e ritrovarsi per crescere anche intellettualmente, seguendo il disegno educativo proposto da Newman a Dublino.

Newman e il mondo contemporano[modifica | modifica wikitesto]

Il «Padre assente» del Vaticano II[modifica | modifica wikitesto]

Il cardinale Newman, molto popolare in Gran Bretagna e negli Stati Uniti per la sua proposta educativa e spirituale (celebri sono i Newman Centers negli atenei non cattolici[153][154]), giunse ad anticipare sviluppi che si sarebbero compiuti soltanto nel XX secolo, al punto di essere stato annoverato tra i «padri assenti» del Concilio Vaticano II[151][2][155][156], in particolare per quanto riguarda il primato della coscienza (ripreso poi nella costituzione Dignitatis humanae), la concezione di Chiesa[157], le idee sul laicato e la lotta al relativismo etico. Nella sua adesione al cattolicesimo, frutto di un percorso interiore, Newman mantenne un modo di pensare "originale" rispetto agli altri pensatori cattolici, che gli diede la fama di pensatore "liberale" e poco "romano"[158]: importante fu il riferimento ai Padri della Chiesa ma anche quello a Joseph Butler, vescovo anglicano del XVII secolo, autore del libro Della analogia della religione naturale[151].

La stima dei pontefici[modifica | modifica wikitesto]

Newman fu ampiamente considerato dai pontefici del XX secolo. Papa Pacelli, per esempio, manifestò più volte la sua stima personale ni confronti del cardinale inglese. Una volta, per esempio, disse al filosofo cattolico Jean Guitton: «Non dubiti, Newman sarà un giorno dottore della Chiesa»[159]. In altre occasioni Pio XII rinnovò questa sua particolare simpatia verso Newman, definendolo ora «strenuo ricercatore di verità»[160]. Newman divenne però un riferimento più o meno fisso del magistero pontificio da Paolo VI in poi, quando le "profezie" del teologo inglese sull'avanzata del liberalismo e della sua minaccia spirituale stavano diventando progressivamente realtà. Paolo VI, nell'allocutio del 7 aprile 1975, dichiarò:

« [Newman] diventa oggi un faro sem­pre più luminoso per tutti quelli che sono alla ricerca di un pre­ciso orientamento e di una direzione sicura attraverso le incertez­ze del mondo moderno – un mondo che egli stesso profeticamen­te aveva preveduto. »
(Paolo VI, allocutio del 7 aprile 1975)
L'Oratorio di Edgbaston (Birmingham), ove Newman visse per metà della sua vita.

L'interesse di Montini fu raccolto, in modo più incisivo, da Giovanni Paolo II prima, e soprattutto da Benedetto XVI dopo. Papa Wojtila scrisse al vescovo di Birmingham sia in occasione dell'elevazione al cardinalato di Newman (aprile 1979)[161], sia per commemorarne il bicentenario della nascita[162]; Benedetto XVI, quando era ancora cardinale, espresse la vicinanza delle sue idee con quelle del cardinale inglese riguardo il primato della Coscienza[163]. Opinione che ribadì, poi, nel viaggio apostolico nel Regno Unito (2010)[7].

Processo di beatificazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1958 venne aperta la procedura diocesana di beatificazione presso la diocesi di Birmingham[164]; nonostante la volontà di Paolo VI di poterne celebrare la beatificazione nell'Anno Santo del 1975, solo nel gennaio 1991 il papa Giovanni Paolo II ne decretò l'eroicità delle virtù, con cui gli venne dato il titolo di Venerabile[165]. Il 3 luglio 2009 papa Benedetto XVI ha approvato il documento che riconosce a Newman l'intercessione per la guarigione del diacono permanente Jack Sullivan nel 2001, guarito da una grave menomazione alla spina dorsale in seguito alle preghiere rivolte al cardinale mentre si trovava in ospedale[165]. La cerimonia di beatificazione si è tenuta il 19 settembre 2010 nei pressi della Casa dell'Oratorio, a Rednal, dove sono sepolte le spoglie del cardinale, durante il viaggio apostolico di Benedetto XVI nel Regno Unito[166][7]. In deroga a quanto accade per consuetudine, la ricorrenza liturgica è stata fissata nell'anniversario della conversione al cattolicesimo, il 9 ottobre, e non in quello della morte[9][167].

Il patronato di Newman[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Papa Benedetto XVI § Il dialogo con gli anglicani e Ordinariato Personale di Nostra Signora di Walsingham.

Newman, oltre ad essere stato beatificato da Benedetto XVI, è diventato anche il santo patrono di quei sacerdoti e feedeli anglicani che decisero di convertirsi al cattolicesimo. In seguito a delle disposizioni pastorali approvate dalla Conferenza di Lambeth nel 2009, un gruppo di ministri anglicani decisero di convertirsi alla Chiesa cattolica. Benedetto XVI, con la costituzione Anglicanorum coetibus del 4 novembre 2009, accolse le loro richieste, permettendo loro di rimanere sposati. Il 15 gennaio 2011 fu ufficialmente costituito l'Ordinariato Personale di Nostra Signora di Walsingham, sede della Chiesa cattolica immediatamente soggetta alla Santa Sede in cui sono ammessi tutti quegli inglesi e gallesi provenienti dall'anglicanesimo[168].

Newman nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

In occasione della beatificazione, la regista Liana Marabini diresse un film sulla vita e la spiritualità di Newman, intitolato The Unseen World e uscito nelle sale cinematografiche proprio nel 2010. Il ruolo di Newman viene interpretato dall'attore F. Murray Abraham[169].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Blessed John Henry Newman, birminghamoratory.org.uk. URL consultato il 25 giugno 2015.
    «Newman became an Oratorian and in 1848 he established the first English Oratory at Maryvale near Birmingham...».
  2. ^ a b Mimmo Muolo, Il cardinale Newman, padre invisibile del Concilio in Avvenire, 30 ottobre 2009.
  3. ^ (EN) Michael Sharkey, Newman on the laity in Gregorianum, vol. 68, 1-2, 1987, pp. 339-346. URL consultato il 25 giugno 2015.
  4. ^ (EN) Brian Martin, John Henry Newman: His Life and Work, p. 155. URL consultato il 25 giugno 2015.
  5. ^ (EN) Avery Cardinal Dulles e Avery Dulles, A History of Apologetics, p. 245. URL consultato il 29 giugno 2015.
    «The leading catholic apologist of the nineteenth century and one of the greatest of all time was John Henry Newman (1801-1890)».
  6. ^ D. Antiseri e G. Reale, La filosofia dell’azione di John Henry Newman e Maurice Blondel, pp. 397-403.
  7. ^ a b c Benedetto XVI, Santa Messa con beatificazione del Venerabile Cardinale John Henry Newman. Omelia del Santo Padre Benedetto XVI, vatican.va, 19 settembre 2010. URL consultato il 30 aprile 2015.
  8. ^ Pope to Meet Queen on Visit to Scotland, 2 febbraio 2010.
  9. ^ a b Beatificazione del cardinale John Henry Newman in Vatican Information Service, 10 settembre 2010. URL consultato il 1 maggio 2015.
  10. ^ a b (EN) W.S.Lilly, Newman, John Henry in Leslie Stephen e Sidney Lee (a cura di), Dictionary of national biography, XL, p. 341. URL consultato il 24/04/2015.
  11. ^ (EN) Edward Short, Newman and his Family, p. 32. URL consultato il 29 giugno 2015.
  12. ^ R. Gout, John Henry Newman, 1801-1845, notes psychologiques, pp. 1-2.
  13. ^ (FR) P. Vaiss, L'évolution de la pensée de J.H.Newman jusqu'a la veille du mouvement d'Oxford (1816-1832), 1988, p. 1.
  14. ^ (EN) Edward Short, Newman and his family, p. 37. URL consultato il 1 maggio 2015.
  15. ^ (FR) R. Gout, John Henry Newman, 1801-1845, notes psychologiques, p. 18.
  16. ^ J.H. Newman, Apologia pro vita sua, p. 21.
  17. ^ J.H. Newman, Apologia pro vita sua, p. 25.
  18. ^ a b (EN) W.S. Lilly, Newman, John Henry in Leslie Stephen e Sidney Lee (a cura di), Dictionary of national biography, vol. 16, p. 342.
  19. ^ (EN) Edward Short, Newman and his Family, p. 85. URL consultato il 1 maggio 2015.
  20. ^ Vicar è il termine inglese per indicare parroco: vicar, WordReference.com. URL consultato il 29 giugno 2015.
  21. ^ (EN) David Newsome, The Convert cardinals: Newman and Manning, p. 52.
    «moderate High Churchmen with a reputation for disputatiousness and a determination to emply the tools of logic to think things thorugh to their first principles / Uomini di Chiesa dalle tendenze moderate, conosciuti per le loro disquisizioni e la determinazione nell'usare gli strumenti della logica per ragionare sugli elementi attraverso i loro primi principi.».
  22. ^ Intesa la comunità "fisica" dei credenti, e non soltanto gli eletti secondo la dottrina della predestinazione. Valida può essere la definizione data da Newman ne Apologia, cit., p. 34:"...egli [Whately] m'insegnò l'esisteenza della Chiesa come Corpo sostanziale o Società..."
  23. ^ J.H.Newman, Apologia pro vita sua, p. 27.
    «...tra il 1822 e il 1825 frequentai l'attuale prevosto di Oriel, dottor Hawkins, che allora era vicario di St. Mary.».
  24. ^ Andrea Gianelli e Andrea Tornielli, John Henry Newman: fermate quel convertito, p. 21.
  25. ^ John Henry Newman, Apologia pro vita sua, p. 37.
  26. ^ John Henry Newman, Apologia pro vita sua, p. 37.
    «Fui duramente ridestato dal mio sogno alla fine del 1827...».
  27. ^ Whately, divenuto arcivescovo di Dublino nel 1831 (cfr. Apologia pro vita sua, cit., p. 33), si mantenne su posizioni ostili nei confronti di Newman fino alla fine della sua vita. Anche Hawkins raffreddò i suoi rapporti con Newman, per poi riallacciare i rapporti in seguito alla pubblicazione dell'Apologia nel 1864 (cfr. Apologia pro vita sua, cit., p. 28 nota 28).
  28. ^ (EN) Anglo-Catholicism, Encyclopaedia Britannica, 19 dicembre 2014. URL consultato il 29 giugno 2015.
  29. ^ (EN) Malcolm B. Yarnell, The Formation of Christian Doctrine, p. 117, nota 45. URL consultato il 29 giugno 2015.
    «Newman stated this upon his withdrawal from the evangelical Bible Society, in June 1829».
  30. ^ J.H. Newman, Apologia pro vita sua, p. 42.
  31. ^ Newman utilizza proprio questo termine, nell'Apologia. Si legga in Apologia, cit., p. 27: «Nel 1822 fui esposto ad influenze...»; Ivi, p. 38: «Inoltre a quel tempo ero sotto l'influsso...».
  32. ^ a b c d J.A. Hamilton, George IV in Leslie Stephe e Sidney Lee (a cura di), Dictionary of National Biography, vol. 7, p. 1082. URL consultato il 25 giugno 2015.
  33. ^ Newman divenne parroco di St.Mary nel 1828. Si veda: (EN) W.S.Lily, Newman, John Henry in Dictionary of national biography, vol. 40, p. 342. URL consultato il 25 giugno 2015. .
  34. ^ Fu proprio l'aura mistica di Roma che spinse Newman e Froude a comporre la raccolta di poesie religiose che verrà poi pubblicata sotto il nome di Lyra Apostolica. Si vda: W.S. Lily, Newman, John Henry in Leslie Stephen e Sidney Lee (a cura di), Dictionary of national biography, vol. 40, p. 343. URL consultato il 25 giugno 2015.
  35. ^ (EN) Ian Ker e Thomas Gornall (a cura di), The letters and diaries of John Henry Newman, pp. XVI-XVII dell'Introduzione. URL consultato il 25/04/2015.
  36. ^ (EN) William Charles Mark Kent, Wiseman, Nicholas Patrick Stephen in Sidney Lee e Leslie Stepehn (a cura di), Dictionary of national biography, vol. 62, pp. 243-246. URL consultato il 29 giugno 2015.
  37. ^ (EN) W.S. Lilly, Newman, John Henry in Dictionary of national biography, vol. 40, p. 343. URL consultato il 29 giugno 2015.
  38. ^ Paolo Gulisano, Il cammino della conversione di Newman partì dall’Italia, Zenit, 13 Settembre 2010. URL consultato il 25 giugno 2015.
  39. ^ Il partito liberale era in procinto di promulgare l'Irish Church Temporary Bill, con cui venivano soppressi alcune diocesi anglicane. Si veda: (EN) B. Hilton, A Mad, Bad, and Dangerous People? England. 1783-1846, Oxford, Clarendon Press, 2006, p. 468. URL consultato il 25 giugno 2015.
  40. ^ "ASSIZE, or Assise (Lat. assidere, to sit beside; O. Fr. assire, to sit, assis, seated), a legal term, meaning literally a “session,” but in fact, as Littleton has styled it, a nomen aequivocum, meaning sometimes a jury, sometimes the sittings of a court, and sometimes the ordinances of a court or assembly." (Vedi voce dell'Encyclopedia Britannica). Nello specifico, Keble parlò davanti ai giudici che si riunivano annualmente ad Oxford.
  41. ^ a b (EN) James E. Kiefer, John Keble, Priest, Poet, Renewer of the Church, justus.anglican.org. URL consultato il 25/04/2015.
  42. ^ J.H. Newman, Apologia, p. 64, nota 123.
  43. ^ J.H.Newman, Tracts for the times, a cura di J. Tolhurst, Gracewing, 2013, p. XVI.
  44. ^ J.H.Newman, Apologia, p. 64.
  45. ^ J.H. Newman, Apologia pro vita sua, p. 77.
    «La mia battaglia eera contro il liberalismo: per liberalismo intendevo il principio antidogmatico e le sue conseguenze».
  46. ^ J.H. Newman, Che cosa ci salva: corso sulla dottrina della giustificazione, a cura di F. Morrone, Milano, Jaca Book, 1994, p. 19.
    «Tali posizioni procureranno a Newman e ai suoi amici l'accusa di papismo o di romanismo.».
  47. ^ Gli esponenti del Movimento di Oxford (e poi gli Anglocattolici), infatti, apportarono «alla lirturgia e alla pietà anglicana molti elementi fino ad allora riprovati come "papisti"; risrva eucaristica, comunione frequente, confessione auricolare, culto della Vergine e dei Santi, uso dei ceri, dell'incenso, dell'acqua benedetta, dlla cotta, di ornamenti liturgici sonutosi» (L.-J. Rogier, G. de Bertier de Sauvigny, J. Hajjar, Secolo dei lumi, rivoluzioni, restaurazioni, in Nuova storia della Chiesa, IV, p. 372)
  48. ^ Newman mostrò il frutto dei suoi studi nella pubblicazione del saggio storico-teologico Gli Ariani del IV secolo, edito nel 1833.
  49. ^ Si consultino i Tracts for the times su: (EN) John Henry Newman, Tracts for the Times, newmanreader.org, 2007. URL consultato il 25 giugno 2015.
  50. ^ Newman non "inventò" questa corrente dottrinale. La via media fu elaborata infatti da quei teologi anglicani del XVII secolo vicini al cattolicesimo dal punto di vista liturgico (i Caroline Divines), ma "il termine 'via media' figura [per la prima volta] nel titolo dell'opera del non juror scozzese Patrick Middleton (1662-1736), a caratterizzare una posizione intermedia, propria della Chiesa inglese, fra i papisti e gli erastiani" (J.H. Newman, Apologia pro vita sua, cit., p. 97 nota 53).
  51. ^ In quanto sostenitore della successione apostolica, Newman non poteva considerare le chiese nate dalla Riforma del XVI secolo perché la negavano.
  52. ^ Newman rifiuta il Concilio di Trento perché ha proclamato come dogmi degli "errori dominanti" in campo teologico, quali l'assolutismo papale, il dogma della transustanziazione e le preghiere per i defunti tutti approvati nella Professio fidei tridentina di Pio IV (1564, bolla Benedictus Deus)
  53. ^ a b c d e L.J.Rogier, G. de Bertier de Sauvigny, J. Hajjar, Secolo dei lumi, rivoluzioni, restaurazione in Nuova storia della Chiesa, vol. 4, p. 371.
  54. ^ J.H. Newman, Apologia, p. 98.
  55. ^ (EN) W.S.Lilly, Newman, John Henry in Leslie Stephen e Sidney Lee (a cura di), Dictionary of national biography, vol. 40, p. 343. URL consultato il 27/04/2015.
    «The first of these was the volume entitled ‘The Prophetical Office of the Church viewed relatively to Romanism and Popular Protestantism.’ This treatise employed him for three years, from the beginning of 1834 to the end of 1836, and was published in March 1837».
  56. ^ J.H. Newman, Apologia pro vita sua, p. 93.
  57. ^ (EN) E.R. Houghton - J.L. Altholz, The "British Critic", 1824-1843 in «Victorian Periodicals Review», vol. 24, nº 3, 1991, pp. 111-118.
  58. ^ (EN) G.C. Boase, Froude, Richard Hurrell in Leslie Stephen e Sidney Lee (a cura di), Dictionary of national biography, p. 291. URL consultato il 25 giugno 2015.
  59. ^ J.H. Newman, Apologia pro vita sua, p. 122.
    «Nella primavera del 1839 la mia posizione nella Chiesa anglicana raggiunse il suo zenit. Avevo una fiducia grandissima nel mio «status» nella controversia, e avevo un grande successo, sempre in aumento, quando la consigliavo agli altri».
  60. ^ J.H. Newman, Apologia pro vita sua, p. 143.
    «Verso la metà di giugno comincia a studiare e ad approfondire la storia dei monofisiti. Ero assorto nella questione dottrinale. Questo durò dal 13 giugno (circa) al 30 agosto. Fu durante questa serie di letture che mi colse per la prima volta un dubbio sulla possibilità di sostenere l'anglicanesimo».
  61. ^ Dubbio sorto dalla lettura del Securus non judicat orbis terrarum, motto agostiniano ricavato dalle opere Contra donatistas.
  62. ^ (EN) Articles of Religion su www.churchofengland.org. URL consultato il 26/04/2015.
  63. ^ J.H. Newman, Apologia pro vita sua, p. 109.
  64. ^ (EN) Father Richard G. Cipolla, The End of the “Reform of the Reform”: Father Kocik’s "Tract 90" su Rorate Caeli.blogspot.com, 2/12/2014S. URL consultato il 26/04/2015.
    «The suppression of the Tracts by the bishop and the furious reaction against them began that process of thought and spiritual discernment in Newman that found its fruit in his entering the Catholic Church».
  65. ^ (EN) W.S. Lilly, Newman, John Henry in Leslie Stephen e Sidney Lee (a cura di), Dictionary of national biography, 1885, p. 344. URL consultato il 27/04/2015.
    «Then came the affair of the Jerusalem bishopric, which exhibited the Anglican church as ‘courting an intercommunion with protestant Prussia and the heresy of the orientals, while it forbade any sympathy or concurrence with the church of Rome».
  66. ^ J.H. Newman, Apologia pro vita sua, p. 172.
  67. ^ J.H. Newman, Apologia pro vita sua, p. 171, nota 80.
  68. ^ Andrea Giannelli e Andrea Tornielli, John Henry Newman: fermate quel convertito, p. 46.
  69. ^ a b Andrea Giannelli e Andrea Tornielli, John Henry Newman:fermate quel convertito, p. 47.
  70. ^ a b c (EN) W.S. Lilly, Newman, John Henry in Leslie Stephen e Sidney Lee (a cura di), Dictionary of national biography, vol. 40, p. 345. URL consultato il 28 aprile 2015.
  71. ^ Per approfondire, si veda: Battista Mondin, Storia della teologia, vol. 4, pp. 195 - 198. URL consultato il 29 giugno 2015.
  72. ^ J.H. Newman, Apologia pro vita sua, p. 224.
  73. ^ José Morales Marín - Juan Morales Marin, John Henry Newman: la vita (1801-1890), p. 153. URL consultato il 27/04/2015.
  74. ^ J.H. Newman, Apologia pro vita sua, p. 235.
    «Nell'intervallo di cui mi rimane da parlare, dall'autunno del 1843 all'autunno del 1845, rimasi da laico nella Chiesa d'Inghilterra».
  75. ^ J.H. Newman, Apologia pro vita sua, p. 235.
    «...la difficoltà che trovavo a rivelare il mio stato d'animo ai miei amici e agli altri, e i tentativi che facevo per rivelarlo».
  76. ^ Wilson C.P., Alfred (1963). Blessed Dominic Barberi, Apostle of Christian Unity, p. 11
  77. ^ José Morales Marín e Juan Morales Marin, John Henry Newman: la vita : (1801-1890), p. 163. URL consultato il 27/04/2015.
  78. ^ I rapporti con Manning si riallacciarono in seguito alla conversione di quest'ultimo nel 1851, per poi nuovamente deteriorarsi in seguito alle divergenze teologiche e pastorali.
  79. ^ (EN) Jerome Taylor, Saintly Newman had a smarter, younger brother in The Indipendent, 18 settembre 2010. URL consultato il 1 maggio 2015.
    «Although the two brothers were close in their youth, they drifted away from each other over time.».
  80. ^ a b c Andrea Gianelli e Andrea Tornielli, John Henry Newman: fermate quel convertito, p. 49.
  81. ^ (EN) Pat McNamara, Newman's Road to Rome, catholiceducation.org, 2012. URL consultato il 28 aprile 2015.
  82. ^ a b (EN) Mark Vernon, John Henry Newman's last act of friendship in The Guardian, 6 ottobre 2010. URL consultato il 28 aprile 2015.
  83. ^ (EN) Ian Ker, John Henry Newman: A Biography, p. 317. URL consultato il 28 aprile 2015.
  84. ^ (EN) Ian Ker, John Henry Newman: A Biography, p. 321. URL consultato il 28 aprile 2015.
  85. ^ Andrea Gianelli e Andrea Tornielli, John Henry Newman: fermate quel convertito, p. 51.
  86. ^ Inos Biffi, Il soggiorno milanese di John Henry Newman nell´autunno del 1846 (seconda parte) su Università Cattolica del Sacro Cuore (Milano) - Centro Pastorale, 26 marzo 2009. URL consultato il 28 aprile 2015.
  87. ^ José Morales Marín e Juan Morales Marin, John Henry Newman: la vita (1801-1890), p. 188. URL consultato il 29 giugno 2015.
    «...che facciano vita comune secondo regole benigne e permanenti che estandano il loro lavoro in tutto il Paese, ci sembra il mezzo più efficace per estendere la nostra santa religione...L'istituzione che meglio incarna tutte le nostre idee a questo proposito è l'Oratorio di San Filippo Neri».
  88. ^ a b Andrea Gianelli e Andrea Tornielli, John Henry Newman: fermate quel convertito, p. 55.
  89. ^ W.S. Lilly, Newman, John Henry in Leslie Stephen e Sidney Lee (a cura di), Dictionary of national biography, vol. 40, p. 347. URL consultato il 28 aprile 2015.
  90. ^ (EN) Ian Ker, John Henry Newman: a biography, p. 350. URL consultato il 28 aprile 2015.
  91. ^ Newman scrisse anche un sermone omonimo a quello della Varano: John Henry Newman, Sermoni cattolici, a cura di Giovanna Giacopini e Maddalena de Luca, pp. 189 - 201. URL consultato il 29 giugno 2015.
  92. ^ Roger Aubert - Johannes Beckmann - Patrick J. Corish - Rudolf Lill, Liberalismo e integralismo tra Stati nazionali e diffusione missionaria (1830-1870) in Hubert Jedin (a cura di), Storia della Chiesa, VIII, Tomo 2, p. 250. URL consultato il 28 aprile 2015.
  93. ^ (EN) Anthony S. Wohl, The Re-establishment of the Catholic Hierarchy in England, 1850, victorianweb.org, 1990. URL consultato il 28 aprile 2015.
  94. ^ per l'antipapismo in Inghilterra, si consulti Christopher Hill, L'Anticristo nel Seicento inglese, Milano, Mondadori, 1990.
  95. ^ José Morales Marín, John Henry Newman: la vita (1801-1890), p. 168. URL consultato il 28 aprile 2015.
    «L'isolamento, le leggi penali e l'ostilità sociale...avevano originato un Cattolicesimo statico...I depositari della tradizione cattolica inglese - gli old catholics - vivevano perlopiù in zone rurali oppure conducevano un'esistenza appartata e silenziosa in città.».
  96. ^ José Morales Marín, John Henry Newman: la vita (1801-1890), p. 168. URL consultato il 28 aprile 2015.
    «Intolleranti con il proselitismo e diffidenti nei confronti di qualsiasi altro stile di devozione che non fosse strettamente inglese, gli old Catholics consideravano con contrarietà e timore l'attività pastorale che le nuove congregazioni - passionisti, redentoristi, rosminiani, ecc- stavano iniziando a preparare nelle isole.».
  97. ^ Andrea Gianelli e Andrea Tornielli, John Henry Newman: fermate quel convertito, p. 61.
    «...la Chiesa avrebbe dovuto, seecondo lui [Newman], iniziare a dare sempre più spazio ai laici [...] Per svolgere ben questo compito [l'avanzata del liberalismo]. i laici cattolici andavano adeguatamente preparati.».
  98. ^ José Morales Marin, John Henry Newman: la vita (1801-1890), p. 253. URL consultato il 28 aprile 2015.
  99. ^ Andrea Gianelli e A.Tornielli, John Henry Newman: fermate quel convertito, p. 61.
    «...il neodesignato cardinale e arcivescovo di Westminster aveva già una mentalità fortemente clerica [...] il vescovo di Birmingham, William Benjamin Ullathorne...aveva addirittura orrore dei laici.».
  100. ^ A.Gianelli-A.Tornielli, John Henry Newman: fermate quel convertito, p. 61.
  101. ^ Donna Ursuto, La spiritualità del laicato secondo John Henry Newman. L'uomo più pericoloso di tutta l'Inghilterra in L'Osservatore Romano, 7-8 febbraio 2011. URL consultato il 30/04/2015.
  102. ^ a b c Delio Cantimori, Achilli, Giacinto in Dizionario biografico degli italiani, vol. 1, Treccani, 1960. URL consultato il 28 aprile 2015.
  103. ^ Andrea Gianelli e Andrea Tornielli, John Henry Newman: fermate quel convertito, p. 63.
  104. ^ Le immoralità da lui commesse in Italia gli avevano costato numerose condanne ecclesiastiche, compresa la sospensione a divinis( Delio Cantimori, Achilli, Giacinto in Dizionario biografico degli italiani, vol. 1, Treccani, 1960. URL consultato il 28 aprile 2015.)
  105. ^ a b c d (EN) John Henry Cardinal Newman - First Rector, Catholic University: 1854 – 1858, University College Dublin. URL consultato il 29 aprile 2015.
  106. ^ a b c Andrea Gianelli e Andrea Tornielli, John Henry Newman: fermate quel convertito, p. 69.
  107. ^ Andrea Gianelli e Andrea Tornielli, John Henry Newman: fermate quel convertito, p. 68.
  108. ^ Giovanni Velocci, Incontrando Newman, p. 95. URL consultato il 29 aprile 2015.
  109. ^ Giovanni Velocci, Incontrando Newman, p. 93. URL consultato il 29 aprile 2015.
  110. ^ Andrea Gianelli e Andrea Tornielli, John Henry Newman: fermate quel convertito, p. 70.
  111. ^ a b (EN) History of The Oratory School. URL consultato il 29 aprile 2015.
  112. ^ a b (EN) Larry K. Uffelman, Charles Kingsley: a Biography, victorianweb.org, 2 August 2002. URL consultato il 30 aprile 2015.
  113. ^ J.H. Newman, Apologia pro vita sua, p. 13.
    «Ho detto: devo dare la vera spiegazione di tutta la mia vita; devo far vedere com sono, perché si veda bene come non sono, e sia annientato il fantasma che farfuglia al posto mio.».
  114. ^ J.H. Newman, Apologia pro vita sua, p. IX.
  115. ^ J.H.Newman, Apologia, p. 14.
  116. ^ Esempio: "...la Chiesa d'Inghilterra è stata uno strumnto della Provvidenza nel conferirmi grandi benefici; se fossi nato tra i dissidenti forse non sarei mai stato battezzato [...] E avendo ricevuto tanto bene dalla stessa gerarchia anglicana e considerando che essa fa per tanti altri quello ch ha fatto per me, come potrei avere il cuore, o diciamo meglio la mancanza di carità, di desiderare di vederla abbattuta"? (Apologia, cit., pp. 345-346)
  117. ^ Esempi: "Sono in guerra con lui [Kingsley], ma non gli voglio male; è molto difficile provare risentimento verso le persone che non si conoscono neppure di vista" (Apologia, cit., p. 6); "Oltre alle conversazioni e alle prediche di quell'uomo esimio...che fu il reverendo Walter Mayers (Apologia, cit., p. 21); "Volentieri rendo qui omaggio alla memoria del reverendo William James...che...mi insegnò la dottrina della successione apostolica" (Apologia, cit., p. 30); "E veniamo ora al dottor Whately. Gli debbo molto" (Apologia, cit., p. 32). Ancora su Whately, Newman ricorda dolorosamente la fine dell'amicizia: "gli volevo troppo bene per non provar dolore di quell'addio" (Apologia, cit., p. 33).
  118. ^ Andrea Gianelli e Andrea Tornielli, John Henry Newman: fermate quel convertito, p. 88.
  119. ^ (EN) J.M.C, Henry Edward Manning in Sidney Lee (a cura di), Dictionary of National Biography, vol. 36, Londra, Smith, Elder & Co, 1892, pp. 62-68. URL consultato il 30 aprile 2015.
  120. ^ José Morales Marin, John Henry Newman: la vita (1801-1890), p. 359.
  121. ^ Manning aveva, dalla sua parte, le testate del Dublin Review e del Tablet, controllate dagli ultraconservatori cattolici William George Ward ed Herbert Vaughan (cfr. Andrea Gianelli e Andrea Tornielli, John Henry Newman: fermate quel convertito, p. 95.)
  122. ^ (EN) Ian Ker, Newman on Vatican II, p. 34. URL consultato il 29 aprile 2015.
  123. ^ (EN) Ian Ker, Newman on Vatican II, p. 33. URL consultato il 29 aprile 2015.
  124. ^ John Henry Newman, John Henry Newman: Lettera al Duca di Norfolk. Coscienza e libertà, a cura di Valentino Gambi, p. 87.
  125. ^ John Henry Newman, John Henry Newman: Lettera al duca di Norfolk. Coscienza e libertà, a cura di Valentino Gambi, p. 69.
  126. ^ John Henry Newman, John Henry Newman: Lettera al duca di Norfolk. Coscienza e libertà, a cura di Valentino Gambi, p. 70.
  127. ^ Per approfondire, si veda la sezione "fede e ragione"
  128. ^ a b c Carlo Snider, Il cardinalato di Newman, newmanfriendsinternational.org, 11 giugno 2009. URL consultato il 29 aprile 2015.
  129. ^ Carlo Snider, Il Cardinalato di Newman, newmanfriendsinternational.org, 11 giugno 2009. URL consultato il 29 aprile 2015.
    «Si dichiarava disposto ad accettare l’alta dignità ma, aggiunse, “sono vecchio e diffido di me stesso. Sono ormai trent’anni che vivo in nidulo meo, nel mio caro Oratorio, nascosto e contento. Perciò supplico Sua Santità di non togliermi a San Filippo, mio padre e patrono. Per l’amore e il rispetto coi quali la lunga serie dei papi ha sempre considerato San Filippo e per la fiducia dalla stessa manifestatagli, prego e supplico Sua Santità di aver riguardo al mio desiderio di rimanere nascosto, alla mia debole salute, ai miei 80 anni quasi compiuti, alla vita ritirata che ho condotto dalla mia giovinezza, alla mia ignoranza delle lingue straniere, alla mia inesperienza degli affari, per lasciarmi morire là dove ho sempre vissuto. Conoscendo i sentimenti di benevolenza di Sua Santità nei miei confronti, che posso desiderare di più ?».
  130. ^ Andrea Gianelli e Andrea Tornielli, John Henry Newman: fermate quel convertito, p. 102.
    «Ho sempre avuto un'ammirazione per lui».
  131. ^ a b Una trappola mortale su tutta la terra. Discorso di Newman in occasione della sua nomina a cardinale in L'Osservatore Romano, 9 aprile 2010.
  132. ^ a b Andrea Gianelli e Andrea Tornielli, John Henry Newman: fermate quel convertito, p. 112.
  133. ^ a b Andrea Gianelli e Andrea Tornielli, John Henry Newman: fermate quel convertito, p. 115.
  134. ^ Cronologia della vita di Newman, newmanfriendsinternational.org. URL consultato il 30 aprile 2015.
  135. ^ (EN) Edward T. Oakes, Newman’s Liberal Problem, ft@firstthings.com, aprile 2003. URL consultato il 29 giugno 2015.
  136. ^ Sulla recensione del volume di Ian Ker, John Henry Newman: a biography, è stato detto: (EN) Cardinal John Henry Newman: books, articles and resources su cardinaljohnhenrynewman.blogspot.it. URL consultato il 29 giugno 2015.
    «This book attempts to do justice to the fullness of Newman's achievement and genius: the Victorian 'prophet' or 'sage', who ranks among the major English prose writers».
  137. ^ Edoardo Aldo Cerrato, La verità non è un'opinione in L'Osservatore Romano, 17 settembre 2010. URL consultato il 29 giugno 2015.
  138. ^ J.H. Newman, Il “Biglietto Speech” di John Henry Newman, newmanfriendsinternational.org, 13 maggio 2009. URL consultato il 30 aprile 2015.
    «Non dimentichiamo che nel pensiero liberale c'è molto di buono e di vero; basta citare, ad esempio, i principi di giustizia, onestà, sobrietà, autocontrollo, benevolenza che, come ho già notato, sono tra i suoi principi più proclamati e costituiscono leggi naturali della società. È solo quando ci accorgiamo che questo bell'elenco di principi è inteso a mettere da parte e cancellare completamente la religione, che ci troviamo costretti a condannare il liberalismo».
  139. ^ Inos Biffi, Dicevano che fosse troppo liberale in L'Osservatore Romano, 20 maggio 2009. URL consultato il 29 giugno 2015.
    «Anche l'altro, e connesso, rilievo di Newman appare di sorprendente attualità: quello relativo allo smantellamento della "cultura" cristiana e delle sue risorse educative, con il pretesto della "laicità" e dei valori "laici", come diciamo oggi: il neocardinale parlava di "giustizia, benevolenza", noi solitamente di "solidarietà". Ma una pura educazione "laica" condotta nell'indifferenza religiosa è incapace di fondare un'etica ed è fatalmente destinata a educare al nulla».
  140. ^ John Henry Newman, Il “Biglietto Speech” di John Henry Newman, The International Centre of Newman Friends. URL consultato il 25 luglio 2015.
    «Le caratteristiche generali di questa grande apostasia sono identiche dovunque; ma nei particolari variano a seconda dei Paesi. Parlerò del mio Paese perché lo conosco meglio. Temo che essa avrà qui un grande seguito, anche se non si può immaginare come finirà. A prima vista si potrebbe pensare che gli Inglesi siano troppo religiosi per un modo di pensare che nel resto del continente europeo appare fondato sull’ateismo; ma la nostra disgrazia è che, nonostante, come altrove, conduca all’ateismo, qui esso non nasce necessariamente dall’ateismo. Occorre ricordare che le sette religiose, comparse in Inghilterra tre secoli fa e oggi così forti, si sono ferocemente opposte all’unione della Chiesa e dello Stato e vorrebbero la scristianizzazione della monarchia e di tutto il suo apparato, sostenendo che tale catastrofe renderebbe il cristianesimo più puro e più forte. Il principio del liberalismo, poi, ci è imposto dalle circostanze stesse. Consideriamo le conseguenze di tutte queste sette. Con tutta probabilità esse rappresentano la religione della metà della popolazione; e non dimentichiamo che il nostro governo è una democrazia. È come se, in una dozzina di persone prese a caso per la strada e che certamente hanno la loro quota di potere, si trovassero fino a sette religioni diverse. Ora come possono trovare unanimità di azione in campo locale o nazionale quando ciascuna si batte per il riconoscimento della propria denominazione religiosa? Ogni decisione sarebbe bloccata, a meno che l’argomento religione non venga del tutto ignorato. Non c’è altro da fare».
  141. ^ J.H. Newman, Lettera al Duca di Norfolk, a cura di Valentino Gambi, p. 218.
  142. ^ John Henry Newman, Lettera al duca di Norfolk, p. 219.
    «La coscienza è l'originario vicario di Cristo».
  143. ^ Massimo Introvigne, In viaggio con il beato Newman. La visita di Benedetto XVI in Gran Bretagna, CESNUR. URL consultato il 29 giugno 2015.
    «Il Medioevo parlava di sinderesi e coscienza; il cardinale Ratzinger precisa questi due termini come «anamnesi della creazione» (ibid.) e «anamnesi della fede» (ibid.). La prima, l’anamnesi della creazione, deriva dal fatto che con la creazione «è stato infuso in noi qualcosa di simile ad una originaria memoria del bene e del vero» (ibid.). La seconda, l’anamnesi della fede, nasce dalla redenzione a opera di Gesù Cristo «il cui raggio a partire dal Logos redentore si estende oltre il dono della creazione» (ibid.) la cui memoria è custodita dalla Chiesa e, nella Chiesa, dal Papa. Cronologicamente, l’anamnesi della creazione viene prima: «si identifica col fondamento stesso della nostra esistenza» (ibid.) e fonda la possibilità anche dell’anamnesi della fede. Come la creazione precede storicamente la redenzione, così perché ci sia una coscienza formata e illuminata dalla Chiesa e dal Papa occorre prima che ci sia una coscienza. In questo senso «siamo ora in grado di comprendere correttamente il brindisi di Newman prima per la coscienza e solo dopo per il Papa» (ibid.). I due brindisi stanno in sequenza, non in contrapposizione.».
  144. ^ Paolo Gulisano, John Henry Newman. Profilo di un ricercatore di verità, p. 97.
    «Il fatto che il Papa è infallibile nelle questioni di fede, non ci priva della nostra coscienza. Ci può anche essere il caso di un Papa che in campo pratico dica qualcosa di sbagliato: in quel caso la coscienza è arbitro. Anche i fedeli hanno la capacità di giudicare.».
  145. ^ John Henry Newman, Lettera al duca di Norfolk, p. 330-331.
    «La Chiesa ha la missione di insegnar e l'oggetto di tale insegnamento è il corpo di dottrina che gli Apostoli le lasciarono in eredità come sua perpetua proprietà. Se sorge un problema su un punto particolare della dottrina apostolica, la Chisa gode dell'infallibilità a li promessa per metterla in grado di rispondervi correttamente [...] il Papa deve presentarsi a noi in qualche forma o atteggiamento speciale, perché si capisca che egli sta esercitando il suo ufficio d'insegnamento: e tale forma vien detta ex cathedra [...] Ma quale dev'essere quella cathedra morale o seggio d'insegnamento sul quale il Papa siede quando lo si deve riconoscere nell'esercizio del suo magistero infallibile? La nuova definizione risponde appunto a questa domanda. Il Papa parla ex cathedra, cioè infallibilmente, quand'egli parla: primo, come Maestro universale; secondo, in nome e con l'autorità degli Apostoli; terzo, su un punto o materia di fede o di morale; quarto, con l'intenzione di obbligare ogni membro della Chiesa ad accettare e a credeere alla sua decisione. Naturalmente queste condizioni pongono una grande restrizione al campo della sua infallibilità. Per questo Billuart, parlando del Papa, scrive: "Quando esprime la propria opinione personale, il Pontefice non è infallibilità né in in una conversazione, né in una discussione, né quando interpreta la Bibbia o i Padri..."».
  146. ^ John Henry Newman, Lettera al Duca di Norfolk, a cura di Valentino Gambi, p. 105.
  147. ^ Paolo Gulisano, John Henry Newman. Profilo di un ricercatore di verità, p. 115.
  148. ^ Paolo Gulisano, John Henry Newman. Profilo di un ricercatore di verità, p. 116.
  149. ^ La parte specifica sul rapporto tra fede e ragion viene sviluppato da Newman nel capitolo 5 "Apprehension and Assent in the matter of Religion". Dopo aver delineato il funzionamento dell'adesione razionale da parte dell'essere umano, Newman si sofferma sulle modalità con cui l'uomo può credere in Dio. Il suo proposito, infatti, non è quello di provare l'esistenza di Dio (« I have already said I am not proposing here to prove the Being of a God; yet I have found it impossible to avoid saying where I look for the proof of it»), ma quello di indagare le modalità con la ragione umana accetta l'esistenza di Dio («However, I repeat, what I am directly aiming at, is to explain how we gain an image of God and give a real assent to the proposition that He exists»).
  150. ^ Dionigi Tettamanzi, "Finalmente libero dopo un viaggio faticoso e triste". John Henry Newman e la ricerca della verità in L'Osservatore Romano, 29 marzo 2009.
  151. ^ a b c Francesco Cossiga, Newman, mio maestro in Il Foglio, 18 agosto 2010.
  152. ^ Cor ad cor loquitur. Il motto cardinalizio di John Henry Newman, oratoriosanfilippo.org. URL consultato il 29 aprile 2015.
  153. ^ (EN) Newman Centers, newmanconnection.com. URL consultato il 1 maggio 2015.
  154. ^ (EN) E. L. Core, John Henry Newman: His Developing Faith, His Life as a Catholic, victorianweb.org, 1996. URL consultato il 1 maggio 2015.
  155. ^ «Newman fu un pioniere solitario del laicato nella Chiesa altamente clericale del xix secolo e fu l'autore di ciò che si considera il testo classico sul laicato, ovvero l'articolo Sulla consultazione di fedeli in questioni di dottrina» ( Ian Ker, Newman e i concili in L'Osservatore Romano, 26 novembre 2010. URL consultato il 28 novembre 2010.)
  156. ^ Jean Guitton, Il Cristo della mia vita, Cinisello Balsamo, Paolin, 1988, p. 170.
    «Il Vaticano II è tutto Newman. Paolo VI, che presiedeva quel Concilio, me lo diceva. Pensava che Newman si trovasse invisibile al centro del Vaticano II».
  157. ^ Giovanni Paolo II, Ai partecipanti al simposio nel centenario della morte del Cardinale John Henry Newman, 27 aprile 1990.
  158. ^ Paolo Giulisano, La beatificazione di Newman per far risorgere l’Europa cristiana in ZENIT, 22 luglio 2009.
  159. ^ Newman al meeting di Rimini, oratoriosanfilippo.org, 22 agosto 2011. URL consultato il 30 aprile 2015.
  160. ^ J.H. Newman, Gesù: pagine scelte, a cura di Giovanni Velocci, p. 32, nota 60. URL consultato il 1 maggio 2015.
  161. ^ Giovanni Paolo II, Lettera di Giovanni Paolo II all'arcivescovo di Birmingham in occasione del centenario dell'elevazione a cardinale di John Henry Newman, vatican.va, 7 aprile 1979. URL consultato il 30 aprile 2015.
  162. ^ Giovanni Paolo II, ii_let_19790514_100-newman_it.html Lettera del Santo Padre Giovanni Paolo II in occasione del II centenario della nascita del cardinale John Henry Newman, vatican.va, 22 gennaio 2001. URL consultato il 30 aprile 2015.
  163. ^ Joseph Ratzinger, Discorso di Sua Eminenza il Card. Joseph Ratzinger in occasione del centenario della morte del Card. John Henry Newman, 28 aprile 1990. URL consultato il 30 aprile 2015.
  164. ^ (LA) Proclamazione a Venerabile di John Henry Newman, newmanreaders.org, 22 gennaio 1991. URL consultato il 1 maggio 2015.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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