Giovanni Acuto

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Giovanni Acuto
John hawkwood.jpg
Incisione raffigurante Giovanni Acuto
1320 – 1394
Nato aSible Hedingham
Morto aFirenze
Luogo di sepolturaDuomo di Firenze
Dati militari
Paese servitoCompagnia Bianca del Falco, Marchesato del Monferrato, Repubblica fiorentina, Visconti, Re d'Inghilterra, Repubblica di Pisa, Padova
Forza armataMercenari
GradoCondottiero
Battagliebattaglia di Cascina, battaglia di Castagnaro,
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John Hawkwood, italianizzato in Giovanni Acuto (Sible Hedingham, 1320 circa – Firenze, 14 marzo 1394), è stato un condottiero e cavaliere medievale inglese.

Il nome italiano gli fu attribuito da Niccolò Machiavelli, che riprese la versione francese «Jean de l'Aiguille» (Giovanni dell'Ago) [1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

L'affresco di Paolo Uccello dedicato a Giovanni Acuto in Santa Maria del Fiore a Firenze

Secondo la leggenda, era il secondo figlio d'un conciatore di pelli dal villaggio di Sible, presso il castrum di Hedingham nella contea d'Essex. Altre leggende fanno di lui un sarto prima di diventare soldato. In ogni caso intraprese la carriera militare e combatté per il suo re Edoardo III d'Inghilterra durante la guerra dei cent'anni. Dopo la pace di Brétigny (trattato che pose fine alla prima fase del conflitto) fondò una banda di mercenari, la Compagnia Bianca del Falco, che si schierava in difesa dello Stato che la pagava meglio.

Nel 1362 venne reclutato dal Marchese del Monferrato e scese in Italia; a Lanzo Torinese sorprese Amedeo VI di Savoia, il quale fu costretto a pagare un ricco riscatto per la sua libertà e quella delle località sabaude cadute in mano agli avventurieri. Successivamente si spostò in Toscana dove combatté per la Repubblica di Pisa nella battaglia di Cascina del 1364. In seguito fu al servizio prima di Firenze e in seguito di Bernabò Visconti, del quale sposò una figlia illegittima nel 1377. Poco dopo sciolse l'alleanza anti-papale, provocando l'ira dei Visconti: dopo un acceso diverbio con il signore, firmò un trattato di amicizia e alleanza con la Repubblica di Firenze.

Poi combatté per Pisa e per il papa Gregorio XI nella guerra degli otto santi che contrapponeva lo Stato Pontificio a Firenze: in questo conflitto egli si mise in luce nella distruzione della città di Cesena, da lui eseguita nel febbraio del 1377. Passò poi dalla parte degli Angioini di Napoli contro quelli di Durazzo e contro Gian Galeazzo Visconti.

Nel 1381 il re inglese Riccardo II lo nominò baronetto; da quel momento Giovanni Acuto visse nel paese natio, per poi tornare in Italia come ambasciatore presso la Santa Sede e ancora contro i Visconti.

Di questo periodo, è famosa la battaglia di Castagnaro (1387), considerata una delle grandi battaglie dell'epoca dei capitani di ventura: Giovanni Ordelaffi e Ostasio II da Polenta, che combattevano per Verona, furono sconfitti da Giovanni Acuto e Francesco Novello da Carrara, che combattevano per Padova.

Giovanni Acuto si mise infine al servizio di Firenze, che gli concesse quale residenza il Castello di Montecchio Vesponi, presso Castiglion Fiorentino, in Val di Chiana ed ebbe in dono anche il castello della Rocchetta, nei pressi di Poggibonsi, che sovrasta la strada per Siena e una tenuta con castello a San Donato in Polverosa.

Giovanni Acuto morì il 14 marzo 1394 a Firenze[2], dove venne sepolto con grandi onori in Duomo. In seguito, le spoglie furono traslate nella città natale dal figlio, su invocazione del sovrano inglese Riccardo II. In sua memoria la città di Firenze commissionò il celebre ritratto equestre a Paolo Uccello, capolavoro eseguito nel 1436 e conservato nel duomo, dov'era tumulato il condottiero, recante l'iscrizione: «Joannes Acutus Eques Britannicus Dux Aetatis Suae Cautissimus Et Rei Militaris Peritissimus Habitus Est».

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lo storico francese Jean Froissart lo chiamava semplicemente Haccoude.
  2. ^ John Hawkwood in Dizionario Biografico – Treccani

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Frances Stonor Saunders, Hawkwood: The Diabolical Englishman (2004)
  • Mario Tabanelli, Giovanni Acuto capitano di ventura, Faenza, Fratelli Lega editori, 1975
  • Barbara Tuchman, A Distant Mirror (Capitolo 7)
  • Frances Stonor Saunders, The Devil's Broker: Seeking Gold, God, and Glory in 14th Century Italy (2005)
  • Gabriella Piccinni, I mille anni del Medioevo
  • M.E. Mallett, Signori e mercenari. La guerra nell'Italia del Rinascimento
  • Duccio Balestracci, Le armi i cavalli l'oro, Giovanni Acuto e i condottieri nell'Italia del Trecento, Roma-Bari, Laterza, 2003
  • Giovanni Acuto, echi e memoria di un condottiero. Le compagnie di ventura in Italia e il territorio di Castiglion Fiorentino, Atti del convegno tenuto per il sesto centenario della morte 1394-1994, Castiglion Fiorentino, Istituzione Culturale Castiglionese, 1995
  • Mino Milani, Efrem soldato di ventura, Mursia, 1972

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