John A. Larson

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John A. Larson (18921983) è stato uno psichiatra e inventore statunitense.

Fu grazie a lui che un particolare tipo di poligrafo chiamato "macchina della verità" prese vita. Laureato alla Rushmore Medical College di Chicago, diventò uno psichiatra forense. John A. Larson dedicò gran parte della sua vita a testare la sua "macchina della verità" ed a dimostrarne l'attendibilità. Scrisse moltissimo sull'argomento ma non riuscì mai ad accertare il funzionamento di questa macchina in tutte le situazioni. In particolare Larson elencò diversi casi in cui la macchina della verità non avrebbe funzionato. I casi sono sostanzialmente di 2 tipi: quelli dovuti a stati fisici alterati e quelli dovuti da stati mentali alterati. Anche per la prima tipologia bisogna fare un distinguo: l'alterazione può essere volontaria o involontaria. In effetti lo stato fisico può essere alterato, ad esempio, dal nervosismo o dallo stress che può portare all'aumento della frequenza cardiaca e della pressione sanguigna cosicché la macchina registrerà una bugia anche se l'intervistato sta dicendo la verità. Oppure può avvenire che l'intervistato riesca ad avere un controllo profondo e totale del corpo che gli permetta di abbassare la frequenza del battito cardiaco e quindi di poter nascondere una menzogna. A volte però il malfunzionamento potrebbe essere determinato da uno stato mentale alterato. Larson, durante i suoi studi, notò un particolare tipo di nervosismo che non induce nell'intervistato una alterazione fisica, ma lo porta in uno stato confusionale tale da fargli rispondere in maniera diversa e non veritiera da quello che è stata effettivamente l'azione dell'intervistato.

Stati confusionali[modifica | modifica wikitesto]

Proprio questi stati confusionali erano al centro della ricerca di Larson, infatti circa il 2.7% degli intervistati dimostrarono di cadere in questi stati sotto l'azione di diversi fattori. Larson capì che i fattori scatenanti erano da ricercarsi non tanto nella natura delle domande o nella frequenza, ma nell'argomento e nell'indole dell'intervistato. I test dimostrarono che effettivamente le persone insicure o timide erano più propense a cadere in questi stati confusionali, questa però era una condizione necessaria ma non sufficiente per il verificarsi del fenomeno. Quindi con il procedere dei test Larson arrivò finalmente a capire che il fenomeno si verificava quando l'argomento delle domande insisteva su un tema che l'intervistato riteneva altamente immorale, o che comunque si opponeva alle sue credenze, e dal quale voleva mettere in chiaro la sua estraneità. Questi stati confusionali obbligarono quindi sia a rivedere l'intero modo di porgere le domande, sia a far eseguire questi test con il poligrafo da psicologi o psichiatri, in questo modo questi possono estrarre una scala di valori dell'intervistato e su questa creare una lista di domande che possa essere veritiera. Questa debolezza della macchina ne mise in discussione tutta la sua validità e fu sempre meno utilizzata e diffusa fino a quando nei primi anni '80 venne completamente bandita da qualsiasi concorso ufficiale e dalle aule di tribunale. Questo avvenne quando nel 1982 una donna dopo essersi sottoposta al test del poligrafo fu carcerata con l'accusa di spaccio di droga. Successivamente fu rilasciata e il suo caso fu studiato a lungo. I medici stabilirono che la donna era effettivamente insicura: questo, unito alla sua fervente fede religiosa, la portò in uno stato confusionale momentaneo, che le fece inconsciamente dare risposte non vere al test, il tutto in accordo con le teorie di Larson.

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