Joe Valachi

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Joseph "Joe Cargo" Valachi, Joe (Harlem, 22 settembre 1903El Paso, 3 aprile 1971) è stato un mafioso statunitense, membro della Famiglia Genovese, agli ordini diretti del capomafia Vito Genovese, e primo mafioso italoamericano a parlare pubblicamente della sua stessa organizzazione di fronte alla Commissione McClellan, facendo di «Cosa nostra» un nome familiare.

Giovinezza[modifica | modifica wikitesto]

Valachi iniziò la sua carriera criminale con una piccola banda nota come i Minutemen, poiché eseguiva furti con scasso e fuggiva in un minuto. Valachi era il pilota di fuga per questa banda, e la sua abilità nel fuggire in fretta gli è valsa la reputazione di stella nascente nella malavita criminale di New York.

Nel 1921 Valachi fu arrestato con l'accusa di furto di grandi dimensioni, e nel 1923 fu arrestato a seguito di una rapina fallita, successivamente dichiarato colpevole di tentato furto con scasso e condannato a 18 mesi di prigione, ma fu rilasciato dopo aver scontato solo nove mesi. Valachi tornò a scoprire che era stato sostituito con un nuovo autista dai Minutemen e formò una nuova banda di ladri.

Carriera nella mafia italo-americana[modifica | modifica wikitesto]

Nei primi anni '30 Valachi entrò nella Cosa Nostra americana attraverso un suo contatto, Dominick "The Gap" Petrilli. Divenne un soldato nella famiglia Reina, ora conosciuta come famiglia Lucchese, capeggiata da Gaetano Reina.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Michele Vaccaro, Joe Valachi, il "primo pentito", in Storia in Rete, febbraio 2014, anno X, n. 100.

Opere correlate[modifica | modifica wikitesto]

La sua biografia The Valachi Papers (in italiano La mela marcia, Mondadori, 1972[1]) scritta dal giornalista Peter Maas nel 1969, è stata un bestseller. Dal libro è stato tratto il film di Terence Young Joe Valachi - I segreti di Cosa Nostra (1972), in cui Valachi era impersonato da Charles Bronson.

La figura di Valachi ha inoltre ispirato il personaggio di Frankie Pentangeli nel film Il padrino - Parte II.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Se ne va il papà di Serpico il Duro, in Il Corriere della Sera, 25 agosto 2001, p. 30. URL consultato il 6 agosto 2010 (archiviato dall'url originale il 10 maggio 2011).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN33642845 · ISNI (EN0000 0000 5565 4387 · LCCN (ENn91101116
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