Joaquín Ibarra

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Frontespizio di un'edizione spagnola del Bellum Catilinae ("La conjuraciòn de Catilina"), stampata a Madrid da Ibarra nel 1772.

Joaquín Ibarra y Marín (Saragozza, 20 luglio 1726Madrid, 13 novembre 1785) è stato un tipografo ed editore spagnolo.

Durante la sua gioventù lavorò presso l'Università di Cervera (Lleida) assieme al fratello Manuel, che era riuscito a entrare come tipografo nella Stamperia Pontificia e Reale. A Lleida studiò sino al 1742, anno in cui si trasferì a Madrid per intraprendere lo stesso mestiere del fratello.

Qui, nel 1763, si fece costruire una celebre tipografia nella calle de las Urosas (l'odierna calle Luis Vélez de Guevara); alcuni anni dopo spostò l'officina nella calle de la Gorguera (oggi calle Núñez de Arce). Il progetto dell'impianto è stato eseguito dall'architetto Pedro Arnal, che progettò anche l'edificio della Stamperia Reale e Nazionale e ristrutturò la sede della Compagnia degli stampatori e dei librai del Regno.

Ibarra fabbricò da sé tutti gli utensili adatti al suo mestiere ed ebbe a disposizione un celebre torchio, con il quale fece le sue magnifiche illustrazioni grazie alla tecnica dell'incisione su rame.

Il 3 giugno 1779 fu nominato stampatore della Real Academia Española, titolo detenuto in precedenza da José Rodríguez y Escobar, Francisco del Hierro e Antonio Pérez de Soto con la rispettiva manodopera; in breve tempo divenne anche Stampatore Reale alla corte del re Carlo III, dell'arcivescovo primate di Spagna e del Consejo de Indias.

La fama di Ibarra deriva dalle sue magnifiche edizioni, caratterizzate da una tipografia elegante accompagnata dalla frequenza di incisioni di ottima fattura. Dalla sua officina provengono opere importanti come la traduzione in spagnolo delle monografie di Sallustio (De Catilinae coniuratione e Bellum Iugurthinum, 1772) per l'Infante don Gabriel, che è considerato uno dei libri più importanti per i collezionisti per le grafiche stupende, le perfette riproduzioni numismatiche e l'uso di rare grafie.

Degne di memoria sono inoltre le varie edizioni di Don Chisciotte (1780) e le opere didattiche affidategli dalla Real Academia de la Lengua Española: L'Ortografia (1770), La Grammatica (1771) e il Dizionario della lingua castigliana (1780); un'altra opera celebre è la Storia di Spagna commissionatagli dal padre Mariana (1780). Dopo la sua morte, fu conclusa e pubblicata dalla vedova e dai figli la seconda edizione della Bibliotheca Hispana vetus et nova di Nicolás Antonio.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • J. L. Acín; P. Murillo; F. J. Serón; I. Pulido; S. S. Baldassarri, Joaquín Ibarra y Marín - Impresor - 1725-1785, Saragozza, Diputación General de Aragón, 1993.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN309569890 · BNF: (FRcb125644598 (data)