Joan Rivers

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Joan Rivers nel 2010

Joan Rivers, pseudonimo di Joan Alexandra Molinsky (New York, 8 giugno 1933New York, 4 settembre 2014[1]), è stata un'attrice e comica statunitense.

Attrice di cinema, teatro, conduttrice televisiva, scrittrice e autrice di album di spoken word, è considerata un'icona gay.[2]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Joan Rivers nel 1967

Nasce a Brooklyn nel 1933, figlia di Beatrice (1906-1975) e Meyer C. Molinsky (1900-1985), immigrati russi di religione ebraica. Aveva una sorella maggiore, Barbara (1931-2013). Nel 1954 consegue un Bachelor of Arts in letteratura inglese e antropologia presso il Barnard College. Joan Rivers dimostra il suo brillante stile di intrattenitrice partecipando come ospite al The Tonight Show di Johnny Carson, a partire dal 1965. In seguito diverrà presentatrice di trasmissioni di successo, quali The Late Show with Joan Rivers (1986-87) e The Joan Rivers Show (1989-1993), per cui ottiene un Daytime Emmy nel 1990.

Il 28 agosto 2014, durante una banale operazione chirurgica, subisce un arresto cardiaco. Dopo alcuni giorni di coma farmacologico, l'attrice muore il 4 settembre 2014 al Mount Sinai Hospital.[1]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Si sposa per la prima volta nel 1955, con James Sanger, ma il matrimonio viene annullato sei mesi più tardi. Il 15 luglio 1965 sposa il produttore Edgar Rosenberg, da cui ha una figlia Melissa nata nel 1968 e anch'essa attrice. Rosenberg si suicida nel 1987.

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Attrice[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatrice[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Regista[modifica | modifica wikitesto]

Trasmissioni televisive[modifica | modifica wikitesto]

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album in studio[modifica | modifica wikitesto]

  • 1963 - Heaven On $5 A Day (con Marc London, Pat McCormick e Rhoda Brown)
  • 1965 - Mr. Phyllis and Other Funny Stories
  • 1969 - The Next To Last Joan Rivers Album
  • 1983 - What Becomes a Semi-Legend Most?
  • 2013 - Don't Start With Me

EP[modifica | modifica wikitesto]

  • 1983 - Excerpts From "What Becomes A Semi-Legend Most?" (promo)
  • ''The Next To Last Joan Rivers Album (promo)

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

  • 1960 - Adam and Eve/Little Mozart (con Sandy Baron)
  • 1972 - Happy Birthday, Virginia
  • 1972 - Happy Birthday, Kathy

Videografia[modifica | modifica wikitesto]

Libri (parziale)[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti (parziale)[modifica | modifica wikitesto]

Daytime Emmy
  • 1990 - Miglior presentatore di talk/service show per The Joan Rivers Show
  • 1991 - Candidatura come Miglior scrittore - classe speciale per The Joan Rivers Show
  • 1991 - Candidatura come Miglior presentatore di talk/service show per The Joan Rivers Show
  • 1992 - Candidatura come Migliori risultati nella scrittura - classe speciale per The Joan Rivers Show
  • 1992 - Candidatura come Miglior presentatore di talk/service show per The Joan Rivers Show
  • 1993 - Candidatura come Migliori risultati nella scrittura - classe speciale per The Joan Rivers Show
  • 1993 - Candidatura come Miglior presentatore di talk/service show per The Joan Rivers Show
  • 2009 - Candidatura come Miglior interprete in un programma di animazione per l'episodio Is That Kosher?/Never Never Never della serie animata Artù
Grammy Award
  • 1984 - Candidatura come Miglior registrazione di una commedia per What Becomes A Semi-Legend Most?
  • 2015 - Miglior album spoken word per Diary Of A Mad Diva (condiviso con Jared O'Connell, Nikki Banks e Diane Mckiernan)
Walk of Fame

Doppiatrici italiane[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Addio all'attrice americana Joan Rivers, leggenda della tv, in ANSA, 4 settembre 2014. URL consultato il 5 settembre 2014.
  2. ^ (EN) Steven Petrow, Why the gays loved Joan Rivers (Hint: She loved us back), in The Washington Post, 4 settembre 2014. URL consultato il 1º luglio 2022.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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