JetBlue Airways

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JetBlue Airways
JetBlue Airways Logo.svg
Jetblue A320 w- Sharklets (12616578033).jpg
Compagnia aerea a basso costo
Codice IATAB6
Codice ICAOJBU
Identificativo di chiamataJETBLUE
Certificato di operatore aereoYENA176J
Descrizione
Hub
Hub secondari
Programma frequent flyerTrueBlue
Destinazioni101
Azienda
Fondazioneagosto 1998
StatoStati Uniti Stati Uniti
SedeNew York
Persone chiave
  • Joel Peterson presidente
  • Robin Hayes CEO
  • Dipendenti15.696
    SloganYou Above All
    Sito webwww.jetblue.com
    Bilancio economico
    Borse valoriNASDAQ: JBLU
    FatturatoUS$ 6,632 miliardi
    Voci di compagnie aeree presenti su Wikipedia

    JetBlue Airways è una compagnia aerea low-cost statunitense che ha la sede a New York (quartiere di Long Island City, distretto di Queens) e opera con voli nazionali e internazionali negli Stati Uniti, Messico, Caraibi, America centrale e Sud America utilizzando aerei della famiglia Airbus A320 ed Embraer 190.

    Storia[modifica | modifica wikitesto]

    Fondata nel febbraio 1999 da David Neeleman (nato a San Paolo in Brasile ma cresciuto negli Usa, nello Utah, da una famiglia mormone, padre di dieci figli),[1] JetBlue Airways iniziò le operazioni l'11 febbraio 2000 con due voli da New York (JFK) a Buffalo e Fort Lauderdale.[1]

    La JetBlue Airways, soprannominata il "taxi dei cieli" per i suoi voli low cost, mostrò sin dall'inizio una forte capacità di pubbliche relazioni e marketing: ottenne 75 slot per atterrare e decollare dal principale aeroporto di New York, inaugurò nuove tratte al ritmo anche di tre al mese, offrì servizi innovativi rispetto alle altre compagnie low cost: 24 canali televisivi via satellite per ogni posto, arricchiti nel tempo da canali sportivi e per bambini, anche in lingua spagnola.[1]

    È stata una delle poche compagnie aeree a superare con poche perdite la crisi successiva all'11 settembre 2001, ha sofferto invece più pesantemente (una perdita di 84 milioni di dollari) nella crisi economica del 2008. Il 22 ottobre 2008 ha inaugurato comunque il suo nuovo hub a New York, presso l'aeroporto Kennedy, inglobando ed ampliando il Terminal 5 (T5, lo storico terminal della TWA)[2] che adesso conta 26 gate, incrementando così fortemente i suoi collegamenti presso i principali aeroporti statunitensi.[3]

    Neeleman lasciò la società nel 2007 per aprire una nuova compagnia aerea in Brasile, la Azul, una sorta di JetBlue locale.[1]

    Destinazioni[modifica | modifica wikitesto]

    A partire da giugno 2017 JetBlue Airways vola verso 101 destinazioni nel Nord, Centro e Sud America; comprese le destinazioni in Aruba, Bahamas, Barbados, Bermuda, Colombia, Costa Rica, Cuba, Repubblica Dominicana, Ecuador, Grenada, Giamaica, Messico, Perù, Porto Rico, Saint Maarten, Santa Lucia, Trinidad e Tobago, Isole Turks e Caicos e gli Stati Uniti.

    Il 6 maggio 2015 JetBlue è stata una delle prime compagnie aeree a ricevere una licenza per l'inizio di voli charter per Cuba, con voli in partenza da New York City. Il servizio settimanale è iniziato il 3 luglio 2015, con Airbus A320 da 150 posti.

    Dati economici[modifica | modifica wikitesto]

    Nel 2016 sono stati 38,3 milioni (35,1 milioni nel 2015) i passeggeri che hanno utilizzato i voli JetBlue, sesto vettore degli Usa. Il bilancio 2016 ha registrato ricavi per 6,632 miliardi di dollari (erano 6,416 nel 2015) con un utile di 759 milione di dollari (677 milioni l'anno prima).

    Flotta[modifica | modifica wikitesto]

    JetBlue Airbus A320 (N580JB) at Orlando Airport (MCO)
    A JetBlue Embraer 190 landing in Worcester, MA.
    JetBlue N605JB celebrates the 100th anniversary of the Boston Red Sox baseball team.
    Flotta JetBlue Airways[4][5][6]
    Aereo In Servizio Ordini Configurazione Note
    M E+ C Totale
    Airbus A320-200 130 0 42 108 150 -
    Airbus A320neo 25
    TBA
    Consegne dal 2016.
    Airbus A321-200 50 16 0 41 149 190 Consegne durante il 2016 ed il 2017.
    13 16 41 102 159 Usati per i servizi Mint sulle rotte transcontinentali.
    Airbus A321neo 30
    TBA
    Consegne dal 2016.
    Embraer 190 60 24 0 16 84 100 Cliente di lancio[7]
    Totale 217 103
    Un Embraer 190 ("Luiz F. Kahl")

    Incidenti[modifica | modifica wikitesto]

    L'atterraggio d'emergenza del volo 292
    • Il 21 settembre 2005, il volo JetBlue Airways 292 eseguì un atterraggio di emergenza all'aeroporto Internazionale di Los Angeles dopo che il carrello d'atterraggio aveva subito un guasto
    • Il 28 marzo 2012, il volo della JetBlue da New York a Las Vegas ha eseguito un atterraggio di emergenza a causa del crollo psicologico del comandante. L'equipaggio è riuscito con l'inganno a farlo uscire dalla cabina di pilotaggio e, chiudendosi dentro, a portare in salvo il resto dell'equipaggio e i passeggeri. Questi ultimi, sollecitati da una hostess, hanno bloccato il capitano fino ad atterraggio avvenuto.[8]

    Note[modifica | modifica wikitesto]

    1. ^ a b c d JetBlue, il "taxi" dei cieli targato New Tork, su repubblica.it. URL consultato il 29 novembre 2017.
    2. ^ JetBlue.
    3. ^ Quell’esercito di passeggeri che vola sempre gratis, su Corriere della Sera. URL consultato il 4 novembre 2015.
    4. ^ Our planes, jetblue.com. URL consultato il 5 agosto 2013.
    5. ^ 30 May 2015, Jet Blue Airways Fleet in Planespotters.net, planespotters.net. URL consultato il 30 maggio 2015.
    6. ^ <www.airbus.com/company/market/orders-deliveries/
    7. ^ Mary Schlangenstein, JetBlue Defers Embraer Jets as Airbus Order Has Priority, bloomberg.com, 29 ottobre 2013. URL consultato il 3 gennaio 2014.
    8. ^ Articolo de La Stampa.

    Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

    Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

    Controllo di autoritàGND: (DE7533545-1