Jebel Hafeet
| Jebel Hafeet | |
|---|---|
| Stato | |
| Altezza | 1 249 m s.l.m. |
| Prominenza | 43 m |
| Isolamento | 152,72 km |
| Coordinate | 24°03′28.66″N 55°46′51.1″E |
| Mappa di localizzazione | |
Jebel Hafeet (in arabo جبل حفيت?, Ǧabal Ḥafīṫ, trascritto anche come Jabel o Jebal, letteralmente "montagna", e Hafit, lett. "vuota") è una montagna degli Emirati Arabi Uniti, situata nell'Emirato di Abu Dhabi, nelle vicinanze della città di al-'Ayn,[1] in prossimità del confine con l'Oman, e l'adiacente città omanita di Al-Buraimi.[2]
L'unica montagna dell'Emirato di Abu Dhabi,[3] e quindi la più alta del paese,[4] ha dato il nome a un periodo della storia degli Emirati Arabi Uniti, il periodo Hafit dell'età del bronzo (dal 3200 al 2600 a.C.), a causa della scoperta di un gruppo di importanti tombe ad alveare ai suoi piedi.[5] A partire dal 2017, la montagna è stata riconosciuta come parte di un parco nazionale ed è stata incorporata nella rete di aree protette dello sceicco Zayed nel 2018.[6][7]
Clima
[modifica | modifica wikitesto]Il Jebel Hafeet ha un clima desertico caldo (BWh) secondo la classificazione climatica di Köppen. In media, ogni anno cadono 77 mm di pioggia.[8] La temperatura è relativamente fresca da ottobre a marzo, di solito rimane al di sotto dei 25 °C. La temperatura media complessiva è di 27,1 °C (80,8 °F).
Geografia
[modifica | modifica wikitesto]Orografia
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Il monte Jabal Hafit si estende da NNW-SSE per circa 26 km ed è largo 4-5 km. Sporge di 900 m sopra le pianure circostanti. La montagna è costituita da rocce sedimentarie marine poco profonde, che includono calcare, marna ed evaporiti.[9] Questi strati contengono molti fossili, tra cui coralli, foraminiferi e briozoi. I fossili indicano che le rocce sedimentarie esposte in superficie vanno dall'Eocene inferiore al Miocene inferiore, risalendo dal nucleo delle montagne ai suoi fianchi.[10] Questa struttura è un'anticlinale, o più precisamente una periclinale convergente verso est. Il lembo ovest ha un abbassamento di circa 30° e il lembo est ha un allettamento rovesciato a 70° nella zona centrale.[9] Ciò si traduce in un piano assiale inclinato, creando una piega asimmetrica. Questo è inaspettato perché la struttura si sta piegando verso i monti Hajar a est. Se la struttura fosse correlata alla formazione della catena Hajar, l'anticlinale sarebbe tipicamente convergente a ovest. Ciò indica che l'anticlinale di Jabal Hafit si è formata a causa di un backthrust (faglia antitetica) ed è una piega di propagazione della faglia.[11]
All'interno del nucleo eroso dell'anticlinale, presso il Green Mubazzarah Park, si trovano sorgenti termali con temperature di circa 40 °C (104 °F).[12] Non c'è attività vulcanica nell'area, quindi l'acqua viene riscaldata geotermicamente. L'acqua meteorica sta percolando dalla superficie a circa 2 km (1,2 miglia) di profondità e poi ritorna in superficie.[13] Ciò fornisce la prova della presenza di faglie al di sotto dell'anticlinale, poiché la faglia frattura la roccia e fornisce percorsi fluidi.
Gli strati di calcare sono stati depositati lateralmente all'interno di un bacino, e poi l'accorciamento orizzontale ha piegato gli strati in un'anticlinale. La tempistica di quando si è verificato questo ripiegamento è dibattuta,[11][13][14] ma la forza motrice non è pienamente compresa. Alcuni geologi mettono in relazione la deformazione dell'anticlinale di Jabal Hafit con la collisione di Zagros del Miocene inferiore,[15] che è attualmente attiva ed è causata dalla collisione della placca arabica con la placca eurasiatica. Tuttavia, l'anticlinale di Jabal Hafit non si sta deformando attivamente, e le rocce sedimentarie non deformate del Miocene intorno all'anticlinale indicano che non si è verificata alcuna deformazione di recente. L'evidenza sedimentaria indica che la struttura di Hafit si sviluppò durante il tardo Oligocene e l'inizio del Miocene medio.[13]
Geologia
[modifica | modifica wikitesto]La montagna è composta da molte distorsioni di singoli strati di roccia, ricca di fossili di plancton, mentre ai piedi della montagna si possono trovare vari fossili marini (ad esempio coralli o granchi).
La Jebel Hafeet è attraversata da un sistema di grotte, alcune delle quali sono state esplorate fino ad una profondità di non più di 150 metri. Nelle grotte ci sono stalagmiti e stalattiti ottimamente conservati. L'accesso alle grotte è in parte naturale, mentre in altri punti della città di Al Ain l'ingresso è bloccato.
Ai piedi del Jebal Hafeet si trova il "Mubazarrah Verde", che costituisce un'importante attrazione turistica: diverse sorgenti di acqua calda sgorgano in piccoli corsi d'acqua e formano un lago, mentre piscine e vasche idromassaggio sono diffuse in tutta la zona.
Flora e fauna
[modifica | modifica wikitesto]Sulla montagna è possibile vedere la fioritura gialla della Acridocarpus orientalis.
Le grotte della Jebal Hafeet costituiscono un habitat naturale per una vasta gamma di animali, tra cui pipistrelli, volpi, serpenti e roditori simili agli iraci. La lucertola Acanthodactylus opheodurus, che fino al 1982 era considerata estinta negli Emirati Arabi Uniti, è stata osservata nella zona. Tra l'avifauna, vi è la più grande biodiversità di tutto il paese: uno studio ha contato 119 specie di uccelli. Infine, sono stati catalogati circa 200 differenti insetti e 23 specie di farfalle[16].
Archeologia
[modifica | modifica wikitesto]| Siti culturali di Al Ain: Hafit, Hili, Bidaa Bint Saud e zone delle oasi | |
|---|---|
| Tipo | Culturale |
| Criterio | (iii),(iv),(v) |
| Pericolo | Non in pericolo |
| Riconosciuto dal | 2011 |
| Scheda UNESCO | (EN) Cultural Sites of Al Ain (Hafit, Hili, Bidaa Bint Saud and Oases Areas (FR) Scheda |
Ai piedi della montagna sono state rinvenute più di 500 tombe scavate tra il 3200 e il 2700 a.C. Mentre le tombe sul lato nord sono state parzialmente distrutte dai progetti di costruzione, le tombe meridionali sono controllate. In alcune di esse sono stati trovati scheletri, alcuni di essi ancora adornati con oggetti di bronzo e perle[17]. Sono state rinvenute anche ceramiche della Mesopotamia, che testimoniano le antiche relazioni commerciali esistenti.
A causa del suo eccezionale valore archeologico e storico, nel 1993 il "Parco del deserto e delle tombe" (che include la Jebel Hafeet) è stato iscritto nella lista dei siti patrimonio dell'umanità dell'UNESCO con il nome di "Siti culturali di Al Ain: Hafit, Hili, Bidaa Bint Saud e zone delle oasi"[18].
Turismo
[modifica | modifica wikitesto]Rinomato centro turistico della zona dalla cui sommità si gode di un'ampia vista sull'intera area, vi è stato costruito un albergo e una stazione radar.
Sport
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La strada di 11,7 km con 21 tornanti e un dislivello di 1290 metri (pendenza media dell'8%)[19], costruita nel 1980 a tre corsie di marcia (di cui due per la salita), è un percorso popolare tra gli automobilisti e i ciclisti provenienti da tutto il mondo[20].
Nel mese di gennaio ospita il trofeo Jebel Hafeet Mercure Challenge, mentre nel 2015 è stata sede di arrivo della terza tappa dell'edizione inaugurale dell'Abu Dhabi Tour, corsa ciclistica organizzata da RCS Sport, vinta dal colombiano Esteban Chaves[21].
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) Jebel Hafeet Tombs, in Abu Dhabi Department of Culture & Tourism, 11 febbraio 2018. URL consultato il 1º aprile 2019.
- ↑ (EN) The Report Abu Dhabi 2010, Oxford Business Group, 2010, p. 171, ISBN 978-1-9070-6521-7.
- ↑ (EN) Samir Salama, Al Ain bears evidence of a culture's ability to adapt, in Gulf News, 30 dicembre 2011. URL consultato il 7 agosto 2018.
- ↑ (EN) Katy Gillett, Visit the Garden City: New bus route launched between Dubai and Al Ain, in The National (Abu Dhabi), 18 aprile 2019. URL consultato il 18 aprile 2019.
- ↑ (EN) Peter Magee, The archaeology of prehistoric Arabia (1968–), su worldcat.org, New York, 2014, ISBN 978-1-3160-0318-3.
- ↑ (EN) Arabian Caracal sighted in Abu Dhabi for first time in 35 years, in Emirates 24/7, 23 febbraio 2019. URL consultato il 23 febbraio 2019.
- ↑ (EN) Arabian Caracal spotted in Abu Dhabi for first time in 35 years, in Emirates News Agency (WAM) e Khaleej Times, Abu Dhabi, 23 febbraio 2019. URL consultato il 23 febbraio 2019.
- ↑ (EN) Jebel Hafeet climate: Average Temperature, weather by month, Jebel Hafeet weather averages – Climate-Data.org, su en.climate-data.org. URL consultato il 30 settembre 2018-09-30.
- 1 2 (EN) Mohammed Warrak, 6, in Origin of the Hafit structure: Implications for timing the Tertiary deformation in the Northern Oman Mountains, Journal of Structural Geology, vol. 18, 1º giugno 1996, pp. 803–818.
- ↑ (EN) Omar H. Cherif, Ibrahim A. Al-Rifaiy e Wagdy Z. M. El-Deeb, 1, in "Post-Nappes" Early Tertiary Foraminiferal Paleoecology of the Northern Hafit Area, South of Al-Ain City (United Arab Emirates), Micropaleontology, vol. 38, 1992, p. 37.
- 1 2 (EN) M. Atef Noweir, 2, in Back-thrust Origin of the Hafit Structure, Northern Oman Mountain Front, United Arab Emirates, GeoArabia, vol. 5, 1º aprile 2000, pp. 215–228.
- ↑ (EN) Zein S. Rizk e Abdulrahman S. Alsharhan, Water resources in the United Arab Emirates, in Developments in Water Science, vol. 50, 2003, pp. 245–264, ISBN 978-0-4445-1508-7.
- 1 2 3 (EN) Reuben J. Hansman e Uwe Ring, Jabal Hafit anticline (UAE and Oman) formed by décollement folding followed by trishear fault-propagation folding, in Journal of Structural Geology, vol. 117, 1º dicembre 2018, pp. 168–185.
- ↑ (EN) Michael P. Searle e Mohammed Y. Ali, 1, in Structural and tectonic evolution of the Jabal Sumeini – Al Ain – Buraimi region, northern Oman and eastern United Arab Emirates, GeoArabia, vol. 14, 1º gennaio 2009, pp. 115–142.
- ↑ (EN) D. R. D. Boote, D. Mou e R. I. Waite, 1, in Structural evolution of the Suneinah Foreland, Central Oman Mountains, Geological Society, London, Special Publications, vol. 49, 1º gennaio 1990, pp. 397–418.
- ↑ (EN) Marijcke Jongbloed, Exploring Jebel Hafeet, in Al Shindagah, n. 68, gennaio-febbraio 2006.
- ↑ (EN) Jebel Hafit Tombs, su adach.ae. URL consultato il 4 maggio 2016 (archiviato dall'url originale il 30 maggio 2009).
- ↑ (EN) Cultural Sites of Al Ain (Hafit, Hili, Bidaa Bint Saud and Oases Areas), su whc.unesco.org, UNESCO. URL consultato il 28 aprile 2016.
- ↑ (EN) Jebel Hafeet Mountain Road, su dangerousroads.org, 29 marzo 2011. URL consultato il 28 aprile 2016 (archiviato dall'url originale il 17 febbraio 2017).
- ↑ (EN) Gautam Sharma, Great driving roads: Jebel Hafeet Mountain Road, Al Ain, in The National, 29 gennaio 2015.
- ↑ Abu Dhabi: per Chaves vittoria e primato, in Gazzetta dello Sport, 10 ottobre 2015. URL consultato l'11 ottobre 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Jebel Hafeet
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Percorso della strada sulla Jebel Hafit, su Google Maps. URL consultato il 28 aprile 2016.
- Galleria fotografica, su secure2.pbase.com. URL consultato il 28 aprile 2016.


