Jean-Antoine Roucher

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Jean-Antoine Roucher alla prigione Saint-Lazare.

Jean-Antoine Roucher (Montpellier, 22 febbraio 1745Parigi, 25 luglio 1794) è stato un poeta francese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Crebbe in una famiglia di artigiani borghesi di Montpellier, amatore della letteratura. Viene molto presto iniziato agli autori classici greci e latini da suo padre. (vedere "la dédicace des Mois").

Dopo gli studi al piccolo seminario della sua città natale, egli è chiamato a Versailles da suo zio, l'abate Gros de Besplas, Cerimoniere di Monsieur, fratello del re. il suo poema scritto in occasione del matrimonio del delfino e di Marie Antoinette, La France et l'Autriche au temple de l'hymen, riscontra un certo successo e gli permette di ottenere grazie a Turgot la carica di Ricevitore delle tasse sul sale, che lui fece esercitare a suo fratello Roucher d'Aubanel al fine di consacrarsi alla poesia.

Acquista anche una forte rinomazione con il suo monumentale poema pastorale in dodici cantici, Les Mois (1779), seguito da lunghe e interessanti note. Egli fece parte dei due o tre poeti francesi che rimettono in causa la rigidità dell'alessandrino classico, prendendosi delle libertà con l'emistico per dargli leggerezza.

Si oppone duramente a La Harpe e rifiuta i compromessi che la critica gli propone per farlo entrare all'Accademia francese, qualcosa che La Harpe non gli perdonerà mai. Turgot e lui resteranno per lungo tempo in relazione ritrovandosi regolarmente per commentare gli avvenimenti politici dell'epoca. Egli pubblica ed edita La collection universelle des mémoires particuliers relatifs à l'histoire de France (Parigi, 1790).

Frequenta assiduamente i salotti di Julie de Lespinasse e di Anne-Catherine Helvétius a Auteuil. E qui si affeziona a sua figlia Eulalie. In quel salotto si lega in amicizia con Benjamin Franklin. Studia assiduamente l'inglese.

Massone, fu membro della loggia parigina "Les Neuf Sœurs" del Grande Oriente di Francia[1].

Durante la Rivoluzione, dopo un certo periodo di entusiasmo per le nuove idee, una certa ammirazione per Voltaire e l'amicizia con Jean-Jacques Rousseau (egli fu il primo a pubblicare le quattro Lettere a M. de Malesherbes), prende viva coscienza degli abusi che la rivoluzione porta in sé stessa e redige degli articoli contro i rivoluzionari. La sua inimicizia per Robespierre a cui egli rinfaccia i suoi eccessi, gli vale d'essere arrestato durante il periodo del Terrore. Viene imprigionato a Sainte-Pélagie e poi a Saint-Lazare, dove ha per compagni di cattività André-Marie Chénier e Hubert Robert, che lo rappresenta una dozzina di volte (di cui un disegno commovente con suo figlio Pierre-Angélique, detto Émile, « l'Archange », dietro le sbarre della prigione in compagnia di Aimée de Coigny, duchessa di Fleury). André Chénier e Jean Antoine Roucher sono vittime della cospirazione delle prigioni. Trasferiti alla Conciergerie, sono giudicato per « Complotto monarchico », condannati a morte e ghigliottinati il 25 luglio 1794). Nel carretto che li porta entrambi alla ghigliottina, essi si scambiano dei versi intitolati d'Andromaque: « Oui, puisque je perds un ami si fidèle... » (da La dernière charrette). Viene sepolto al cimitero di Picpus.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Riferimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • A. Guillois, Le Poète Roucher, Paris, Calmann Lévy, 1890
  • F. Kermina, Les Dernières Charrettes de la Terreur, Paris, Perrin, 1988
  • C.A Dauban, Les Prisons de Paris sous la Révolution, Paris, Plon, 1870
  • J. Mazé, Visages d'autrefois: Antoine Roucher, Paris, Hachette
  • J.-F. La Harpe, Cours de littérature
  • La Pléiade, Anthologie de la poésie du XVIIIe au XXe siécle
  • La collection des 27 Cahiers Roucher André Chénier
  • Jules Michelet Révolution française
  • Encyclopædia Britannica
  • G. Lenotre, Vieux papiers, vieilles maisons

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN14779611 · ISNI (EN0000 0000 8093 4663 · LCCN (ENno91021681 · GND (DE123862930 · BNF (FRcb119944494 (data) · BNE (ESXX1746844 (data) · NLA (EN49287289 · BAV (EN495/144756 · CERL cnp00877230 · WorldCat Identities (ENlccn-no91021681