Jasper Maskelyne

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Jasper Maskelyne nacque a Londra nel 1902 e morì a Nairobi nel 1973, discendente di una famosa stirpe di illusionisti conosciuta per la spettacolarità delle loro illusioni, si crede sia stato un personaggio importantissimo per le sorti del secondo conflitto mondiale anche se con parecchie teorie contrastanti.

Questa indecisione è sicuramente dovuta al fatto che di lui si sa relativamente poco siccome i fascicoli britannici sula seconda guerra mondiale usciranno solamente nel 2021 e, fino ad allora, la storia ed il ruolo di questo illusionista si basa solo su teorie, racconti e libri senza prove fondate dietro.

Jasper Maskelyne

Jasper Maskelyne (Londra, 1902Nairobi, 1973) è stato un illusionista inglese.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Al servizio del Secret Intelligence Service e del Genio militare britannico durante la seconda guerra mondiale, ideò tecniche di mimetizzazione e mascheramento su larga scala, che permisero agli Alleati di far fallire molte azioni belliche tedesche nel Nordafrica.

Tra le operazioni di mascheramento più famose, con i suoi collaboratori dell'unità soprannominata la Banda dei Miracoli "nascose" il porto di Alessandria d'Egitto.Durante il conflitto l’aviazione italo-tedesca concentrava parte del fuoco e dei bombardamenti sulle coste dell’Egitto. Il lavoro di Jasper Maskelyne fu quello di far sparire il porto e permettere che le navi di supporto e rifornimento percorressero il Canale di Suez e lo fece in maniera assolutamente brillante: prima di tutto fece a 10 miglia di distanza un porto fantoccio in legno, metallo, paglia e fango per seconda cosa, con un gioco di veli, specchi e luci fece sparire nella notte il porto di Alessandria e abbagliò completamente la parte sovrastante in Canale così da non permettere bombardamenti su quello.

Un suo secondo capolavoro, dal punto di vista ingegneristico il migliore dei tre, fu quello di creare a El Alamein, nel 1942, una propria divisione corazzata in cartone e legno con tanto di suoni e rumori prodotti da parti meccaniche, manichini e carro armati che furono mandati in prima linea contro le truppe tedesche ad attirare l’attenzione mentre la vera divisione, camuffata da convoglio (i carro armati sembravano dei camion grazie ad uno schermo di cartone ed ad un sistema di camuffamento delle tracce da cingoli a ruote da camion), aggirava la divisione tedesca così da poterla attaccare di sorpresa. Questa azione militare ebbe successo e così l’Inghilterra sgominò la temuta armata di Rommel sul Canale di Suez dal quale poi gli americani, assieme ovviamente agli inglesi, prenderanno poi controllo del mediterraneo.

Con movimenti di finti camion e carri armati gonfiabili, nel giugno del 1944 fece credere ai generali di Hitler che lo sbarco in Normandia sarebbe avvenuto a Calais, sulla Manica(anche se un'altra teoria è che tale azione sia stata fatta spostando l'attenzione sulla Norvegia dove 40000 soldati tedeschi furono spostati, ben lontani dalla zona di sbarco), depistando così ancora una volta i tedeschi.[1]

Studi recenti dello storico Richard Stokes avrebbero rivelato che gran parte della storia circa il coinvolgimento di Jasper Maskelyne nelle operazioni di contro-spionaggio, come descritte nei suoi libri "White Magic" e "Magic: Top Secret", sia pura invenzione e che non sarebbe esistita nessuna fantomatica "Magic Gang". Il reale ruolo di Maskelyne sarebbe stato in realtà molto marginale nell'evoluzione degli eventi bellici e la sua funzione sarebbe stata quella di intrattenitore delle truppe stanziate nel Nord-Africa. Questo spiegherebbe il perché non gli venne data alcuna onorificenza al valor militare nonostante le azioni eroiche a lui ascritte.

Morì, con problemi di alcool, dopo aver aperto una scuola di guida in Kenya, solo e dimenticato.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il "mago" del D-Day, Focus Storia n. 50, dicembre 2010, p. 30.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Fisher, D. (2005). Il Mago della Guerra. Longanesi, Milano.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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