Jamie Oliver

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Jamie Oliver

Jamie Oliver (Clavering, 27 maggio 1975) è un cuoco, conduttore televisivo, scrittore e imprenditore britannico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Jamie Oliver ha inizialmente lavorato nel ristorante di Antonio Carluccio dove ha imparato ad apprezzare la cucina italiana[1]. Nel 1999 è stato notato dalla BBC che gli ha affidato un programma risultato di grande successo The Naked Chef a cui è seguito un libro di cucina, bestseller nel Regno Unito. Lo stesso anno ha cucinato per l'allora primo ministro inglese Tony Blair al 10 di Downing Street[2].

Nel 2005 è andato in onda "Jamie's Great Italian Escape" un programma in sei puntate sulla cucina italiana trasmesso nel 2011 anche in Italia dal canale Cielo e poi dal canale La EFFE.

Jamie va per istituti scolastici e fa in modo che nelle mense inglesi e americane si eliminino i cibi non sani ("junk food = junk kids")[3].

È proprietario di una catena di 28 ristoranti, di cui uno a Dubai e uno a Sydney, chiamata Jamie's Italian[4].

È sposato con la modella Julia Norton ("Jools") da cui ha avuto cinque figli[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Morto Antonio Carluccio. Il primo ambasciatore della cucina italiana a Londra, dai Carluccio’s Cafè alla tv, su gamberorosso.it, 9 novembre 2017. URL consultato il 17 agosto 2018.
  2. ^ Andrea Marinelli, Jamie Oliver, l’inglese che da piccolo sognava di fare la pasta meglio di tutti, su Corriere della Sera, 4 luglio 2014. URL consultato il 17 agosto 2018.
  3. ^ Jamie Oliver, We’ve #AdEnough of junk food marketing, su jamieoliver.com, 13 aprile 2018. URL consultato il 17 agosto 2018.
  4. ^ Jamie's Italian Restaurants, su jamieoliver.com. URL consultato il 17 agosto 2018.
  5. ^ Gioela Saga, Mamma incinta del 5° bimbo succede in casa davanti alle figlie di 14 e 13 anni, su vitadamamma.com, 5 dicembre 2016. URL consultato il 17 agosto 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Membro dell'Ordine dell'Impero Britannico - nastrino per uniforme ordinaria Membro dell'Ordine dell'Impero Britannico
— 2003

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