Jacques il fatalista e il suo padrone

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Jacques il fatalista e il suo padrone
Titolo originale Jacques le fataliste et son maître
DiderotJacquesFatalist01.jpg
Frontespizio del libro, versione del 1797
Autore Diderot
1ª ed. originale 1796
Genere dialogo filosofico
Sottogenere metaromanzo
Lingua originale francese

Jacques il fatalista e il suo padrone è un dialogo filosofico di Denis Diderot. Con questo metaromanzo, scritto durante la sua permanenza nei Paesi Bassi e in Russia, l'autore di fatto si burla della forma-romanzo e delle sue regole, e propone vari spunti di riflessione filosofica nonché religiosa. Tra i temi affrontati, figurano il relativismo morale, la critica alla Chiesa, il materialismo e la sessualità.

L'opera, ispirata dalla Vita e opinioni di Tristram Shandy, gentiluomo, racconta dei viaggi che intraprendono Jacques e il suo padrone, secondo la tradizione settecentesca del Grand Tour. Durante l'avventura i due si intrattengono in discorsi vari che vengono continuamente interrotti sia dall'incontro di nuovi personaggi, sia dall'intervento dell'autore che si rivolge direttamente al lettore, interrogandolo e spiazzandolo continuamente.

Opera ironica e apparentemente frammentaria, risulta originale e moderna per la sua epoca, pur rispettando le tendenze deterministiche e sensiste contemporanee.[1] L'opera si caratterizza, inoltre, per la tecnica della composizione, per la brillantezza espositiva e per i personaggi eterogenei.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Le Muse, vol. 6, Novara, De Agostini, 1965, p. 33.
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