Jacqueline Cochran

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Jacqueline Cochran
Jacqueline Cochran standing in uniform.jpg
Jackie Cochran in uniforme, circa 1941
11 maggio 1906 – 9 agosto 1980
SoprannomeJackie
Nato aMuscogee
Morto aIndio
Cause della morteInfarto
Dati militari
Paese servitoStati Uniti Stati Uniti
Forza armataUS Army Air Corps Hap Arnold Wings.svg United States Army Air Forces
GradoUS-O5 insignia.svg Tenente colonnello
GuerreSeconda guerra mondiale
Comandante diWASP
DecorazioniArmy Distinguished Service Medal
Legion of Merit
Distinguished Flying Cross (x3)
voci di militari presenti su Wikipedia

Jacqueline "Jackie" Cochran (Muscogee, 11 maggio 1906Indio, 9 agosto 1980) è stata un'aviatrice statunitense.

Pioniera dell'aviazione femminile, prima donna a superare il muro del suono[1], assieme a Nancy Harkness Love ebbe un ruolo importante nell'apertura alle donne pilota nello United States Army, l'esercito statunitense,[N 1] con la fondazione delle Women Airforce Service Pilots (WASP).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Jacqueline Cochran, circa 1908.

Jacqueline Cochran, nata Bessie Lee Pittman, a Muscogee, vicino Pensacola[2](alcune fonti indicano che è nata a DeFuniak Springs[3]) è stata la più giovane dei cinque figli di Mary (Grant) e Ira Pittman.

La sua famiglia non era ricca ma contrariamente ad alcuni resoconti[4] non era indigente, inoltre Bessie Lee Pittman, benché in età adulta l'aviatrice l'avesse spesso sostenuto, non fu adottata.[5][6]

Quando aveva 14 anni, Bessie sposò Robert Cochran e nel 1921 diede alla luce un figlio, Robert, che morì nel 1925 all'età di 5 anni.[6] Dopo la fine del matrimonio, Bessie ha mantenuto il nome Cochran e cominciò a usare Jacqueline o Jackie come suo nome. Cochran divenne poi parrucchiera e ottenne un lavoro prima a Pensacola poi a New York.[6][7]

In seguito Cochran incontrò Floyd Bostwick Odlum, fondatore di Atlas Corp. e CEO di RKO Pictures a Hollywood, che aveva quattordici anni più di lei e che era considerato uno dei 10 uomini più ricchi del mondo. Odlum si innamorò di Cochran e le offrì di aiutarla a fondare un'azienda cosmetica.[8][9]

Dopo che un'amica le offrì un viaggio in aereo, Cochran cominciò a prendere lezioni di volo all'aeroporto di Roosevelt, a Long Island, all'inizio degli anni '30 e imparò a volare in sole tre settimane. Volò poi in solitaria e in due anni ottenne la licenza di pilota commerciale. Odlum, che lei sposò nel 1936 dopo che lui divorziò, fu un astuto finanziere e abile commerciante che riconobbe il valore della pubblicità per la sua attività. Con la sua linea di cosmetici Wings to Beauty[10][11], Cochran volò con il suo aereo in tutto il paese per promuovere i suoi prodotti. Anni dopo, Odlum usò le sue relazioni a Hollywood per convincere Marilyn Monroe ad appoggiare la sua linea di rossetti.[6][12][13][14][15][16]

Bendix Race del 1938.

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Air Transport Auxiliary[modifica | modifica wikitesto]

Prima che gli Stati Uniti intervenissero nella Seconda guerra mondiale, Cochran faceva parte del "Wings for Britain", un'organizzazione che trasportava aerei americani nel Regno Unito, diventando la prima donna a far volare un bombardiere (un Lockheed Hudson) attraverso l'Atlantico. Nel Regno Unito, offrì volontariamente i suoi servizi alla Royal Air Force. Per diversi mesi lavorò per la Air Transport Auxiliary (ATA) britannica, reclutando donne qualificate negli Stati Uniti e portandole in Inghilterra dove aderirono all'ATA.[17] Cochran raggiunse il rango di Capitano di Volo nell'ATA.

Women Airforce Service Pilots[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Women Airforce Service Pilots.

Nel settembre 1939, Cochran scrisse a Eleanor Roosevelt per presentarle la proposta di creare una divisione di volo femminile nelle United States Army Air Forces. Riteneva che le donne pilota qualificate potessero fare tutti i voli interni e non combattivi necessari per permettere a un maggior numero di piloti maschi di combattere. Immaginava di poter passare al comando di queste donne, con la stessa qualifica del colonnello Oveta Culp Hobby, allora direttore del Women's Army Auxiliary Corps (WAAC).[N 2]

Nello stesso anno, Cochran scrisse una lettera al tenente colonnello Robert Olds, il quale stava aiutando ad organizzare l'Air Corps Ferrying Command per l'Air Corps dell'epoca[N 3]. Nella lettera a Olds, Cochran suggeriva che i piloti donne avrebbero potuto essere impiegate per volare in missioni non di combattimento per il nuovo comando. All'inizio del 1941, Olds chiese a Cochran di scoprire quante donne pilota ci fossero negli Stati Uniti, quante ore di volo avessero, quali fossero le loro abilità e il loro interesse a volare per il paese. Richiese inoltre informazioni personali su di loro. Per raccogliere i dati Cochran utilizzò documenti dell'amministrazione dell'aeronautica civile.[18]

Nonostante la carenza di piloti, il tenente generale Henry Arnold voleva prove che le donne pilota fossero la soluzione aila carenza di personale. Arnold, Capo dell'Air Corps, passò al ruolo di comandante generale delle Forze aeree dell'Esercito degli Stati Uniti al momento della sua creazione nel giugno 1941. Sapeva che le donne erano state utilizzate con successo nell'ATA in Inghilterra così Arnold suggerì a Cochran di valutare la situazione nel Regno Unito, promettendole che non sarebbe stata presa alcuna decisione riguardo alle donne che volavano per l'USAAF fino a quando non fosse tornata.[19][20][21][22][23][24][25]

Cochran nella cabina di pilotaggio di un Curtiss P-40 Warhawk.

Quando Arnold chiese a Cochran di andare nel Regno Unito per studiare l'ATA, Cochran chiese a 76 dei più qualificati piloti di sesso femminile (identificate durante la ricerca che aveva fatto in precedenza per Olds) di volare per l'ATA. Erano richieste almeno 300 ore di volo, ma la maggior parte dei piloti donna aveva più di 1.000 ore. 25 donne superarono i test e, due mesi dopo, nel marzo 1942, si recarono nel Regno Unito con Cochran per entrare a far parte dell'ATA.[26]

Mentre Cochran era in Inghilterra, nel settembre 1942, il generale Arnold autorizzò la formazione delle Women Airforce Service Pilots (WAFS) sotto la direzione di Nancy Harkness Love. La WAFS aveva sede presso la New Castle Air Base di Wilmington, nel Delaware, con un gruppo di piloti donne il cui obiettivo era quello di trasportare aerei militari. Saputa la notizia riguardante la WAFS, Cochran tornò immediatamente dall'Inghilterra. L'esperienza di Cochran nel Regno Unito con l'ATA l'aveva convinta che le donne pilota potevano essere addestrate a fare molto di più che traghettare e che dovevano essere loro concesse maggiori opportunità di volo e a tal scopo fece pressioni su Arnold, che infine approvò la creazione del Women's Flying Training Detachment (WFTD), guidato da Cochran.

Nell'agosto del 1943, la WAFS e la WFTD si fusero per creare il Women Airforce Service Pilots (WASP) con Cochran come direttrice e Nancy Love come capo della divisione traghetti.[27] Come direttrice del WASP, Cochran supervisionò l'addestramento di centinaia di donne pilota presso l'ex campo di Avenger in Sweetwater in Texas dall'agosto 1943 al dicembre 1944.

Attribuzione della Distinguished Service Medal[modifica | modifica wikitesto]

Cochran con il Generale Hap Arnold

Per il suo servizio in tempo di guerra, Jacqueline Cochran ricevette la Army Distinguished Service Medal (DSM) nel 1945. La notizia fu annunciata in un comunicato stampa del Dipartimento della Guerra del 1º marzo 1945, in cui si affermava che Cochran era la prima donna civile a ricevere la DSM, che era allora il più alto premio non di combattimento assegnato dal governo degli Stati Uniti. In realtà, però, alcune donne civili avevano già ricevuto il DSM per il servizio durante la Prima Guerra Mondiale. Tra queste, Hannah J. Patterson e Anna Howard Shaw del Council of National Defense, Evangeline Booth dell'Esercito della Salvezza e Mary V. Andress e Jane A. Delano della Croce Rossa Americana.[17][28]

Dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Alla fine della guerra, Cochran fu ingaggiata da una rivista per raccontare gli eventi globali del dopoguerra. In questo ruolo fu testimone della resa del generale giapponese Tomoyuki Yamashita alla Filippine e fu poi la prima donna non giapponese ad entrare in Giappone dopo la guerra e a seguire il Processo di Norimberga in Germania.

Il 9 settembre 1948, Cochran si unì al Air Force Reserve Command come tenente colonnello. Fu promossa a colonnello nel 1969 e si ritirò nel 1970.[6] Molto probabilmente, fu a prima donna a pilotare l'Aeronautica Militare degli Stati Uniti. Durante la sua carriera nella Riserva dell'Aeronautica Militare, ricevette tre Distinguished Flying Cross per vari risultati dal 1947 al 1964.

Record di volo[modifica | modifica wikitesto]

Cochran nel suo F-86 da record con Charles E. Yeager

Fu una delle tre donne a gareggiare nella MacRobertson Air Race nel 1934.[2] Nel 1937, fu l'unica donna a partecipare alla gara di Bendix e collaborò con Amelia Earhart per aprire la gara alle donne. In quell'anno, stabilì un nuovo record nazionale di velocità femminile. Nel 1938, era considerata la migliore pilota donna negli Stati Uniti. Aveva vinto la Bendix e stabilito un nuovo record di velocità transcontinentale e aveva inoltre stabilito un record di altitudine.[17] Vinse cinque Harmon Trophies. A volte chiamata la "Speed Queen", cioè Regina della velocità, al momento della sua morte, nessun altro pilota deteneva più record di velocità, distanza o altitudine nella storia dell'aviazione.[29][30]

Nel dopoguerra, Cochran iniziò a volare con il nuovo aereo aereo a reazione, stabilendo numerosi record; soprattutto, divenne la prima donna pilota ad andare nel regime supersonico ed è stata la seconda (dopo la francese Jacqueline Auriol) ad avere volato a una velocità di Mach 2.

Nel 1952, Cochran, all'età di 47 anni, decise di sfidare il record mondiale di velocità femminile detenuto da Jacqueline Auriol. Cercò di ottenere in prestito un F-86 dall'aviazione militare statunitense, ma le fu rifiutato. Fu presentata ad un viceministro dell'aviazione della Royal Canadian Air Force che, con il permesso del ministro della Difesa canadese, le permise di prendere in prestito il 19200, l'unico Canadair CL-13 Sabre. Canadair ha inviato un team di supporto di 16 persone in California per il tentativo. Il 18 maggio 1953, Cochran stabilì un nuovo record di velocità, con 100 km a 1050.15 km/h. Più tardi, il 3 giugno, stabilì un nuovo record di 15 km a circuito chiuso a 1078 km/h. Incoraggiata dall'allora maggiore Charles Elwood Yeager, con il quale Cochran condivise un'amicizia duratura, il 18 maggio 1953, a Rogers Dry Lake in California, Cochran volò con un Sabre 3 ad una velocità media di 1050 km/h. Nel corso di questa corsa il Sabre volò a velocità supersonica, e Cochran divenne la prima donna a rompere il muro del suono[N 4]. Tra i suoi numerosi record, da agosto a ottobre 1961, come consulente della Northrop Corporation, Cochran stabilì una serie di record di velocità, distanza e altitudine mentre volava con un Northrop T-38A-30-NO Talon supersonico da allenamento, numero di serie 60-0551. L'ultimo giorno della serie di record, stabilì due record mondiali della Fédération aéronautique internationale, portando il T-38 a 16841 metri di altitudine in volo orizzontale e raggiungendo un'altitudine di picco di 17091 metri.

Cochran fu anche la prima donna ad atterrare e decollare da una portaerei, la prima donna a pilotare un bombardiere attraverso l'Atlantico del Nord (nel 1941) e poi a pilotare un jet in volo transatlantico, il primo pilota a fare una procedura di avvicinamento strumentale, l'unica donna ad essere mai stata presidente della Fédération aéronautique internationale (1958-1961), la prima donna a volare con un aereo ad ala fissa, uno jet, attraverso l'Atlantico, il primo pilota a volare sopra i 6096 metri con maschera all'ossigeno e la prima donna a entrare nella Bendix Transcontinental Race. Nel 2012, aveva collezionato più record di distanza e velocità di qualsiasi pilota vivente o morto, maschio o femmina.[32]

Per via del suo interesse per tutte le forme di aviazione, Cochran volò con il dirigibile Goodyear Blimp all'inizio degli anni '60 con il capitano R.W. Crosier ad Akron in Ohio.

Mercury 13[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni '60, Cochran era uno dei promotori del programma Mercury 13, uno dei primi tentativi di testare la capacità delle donne di diventare astronaute. Tredici piloti donne superarono gli stessi test preliminari degli astronauti maschi del programma Mercury 7 prima che il programma fosse annullato.[33][34][35][36] Non fu un'iniziativa della NASA, sebbene fosse promossa da due membri del Comitato per le Scienze della Vita della NASA, uno dei quali, William Randolph Lovelace II, era un amico intimo di Cochran e di suo marito. Sebbene inizialmente Cochran sostenesse il programma, in seguito fu responsabile del ritardo di ulteriori fasi di test e le lettere da lei inviate ai membri della Marina e della NASA, in cui esprimeva perplessità sul fatto che il programma fosse stato eseguito correttamente e conformemente agli obiettivi della NASA, hanno potuto contribuire in modo significativo alla sua cancellazione. Si ritiene che si sia espressa contro il programma perché preoccupata dal fatto che in tal modo non sarebbe stata più la più importante aviatrice femminile.[37]

Il 17 e 18 luglio 1962, il parlamentare Victor Anfuso (Partito repubblicano-New York) convocò audizioni parlamentari pubbliche davanti a una sottocommissione speciale della House Committee on Science and Astronautics[38] per determinare se l'esclusione delle donne dal programma degli astronauti fosse discriminatoria; in quell'occasione, John Glenn e Malcolm Carpenter testimoniarono contro l'ammissione delle donne al programma astronautico. La stessa Cochran si oppose all'inserimento delle donne nel programma spaziale, affermando che il tempo era essenziale, e che procedere come previsto, senza donne, era il modo migliore per battere i sovietici nella corsa allo spazio.[39] Nessuna delle donne che avevano superato i test erano collaudatrici di jet militari, né avevano lauree in ingegneria, che erano le due qualifiche di base per gli astronauti futuri. A quel tempo alle donne non era consentito essere collaudatrici di jet militari. In media, però, avevano avuto più esperienza di volo degli astronauti maschi. Questo pose fine al programma Mercury 13.[40] Tuttavia, anche John Glenn e Scott Carpenter, che facevano parte del Mercury 7, non avevano lauree in ingegneria al momento della selezione. Entrambi ottennero una laurea dopo i voli per la NASA.[41][42]

Le udienze esaminarono la possibilità di sessismo due anni prima che il Civil Rights Act del 1964 lo rendesse illegale, facendo di queste udienze un indicatore di come le idee sui diritti delle donne permeassero il discorso politico ancor prima che fossero sancite dalla legge.[40]

Cochran in piedi sull'ala del suo F-86 parlando con Chuck Yeager e il capo collaudatore di Canadair Bill Longhurst

Attività politiche[modifica | modifica wikitesto]

Cochran e Chuck Yeager ricevono gli Harmon International Trophies dal Presidente Dwight Eisenhower

Repubblicana da sempre, per via del suo coinvolgimento nella politica e nell'esercito, divenne molto amica del generale Dwight D. Eisenhower. All'inizio del 1952, lei e suo marito aiutarono a promuovere un grande raduno al Madison Square Garden di New York a sostegno della candidatura presidenziale di Eisenhower.[17]

La manifestazione fu filmata e Cochran portò personalmente il filmato in Francia per una mostra speciale presso il quartier generale di Eisenhower. I suoi sforzi si rivelarono un fattore importante per convincere Eisenhower a candidarsi come presidente degli Stati Uniti d'America nel 1952 e lei ebbe un ruolo di primo piano nella riuscita della sua campagna. Eisenhower fece spesso visita a Jacqueline Cochran e suo marito nel loro ranch in California e, dopo aver lasciato la carica, scrisse in quel luogo alcune parti delle sue memorie.[17]

Politicamente ambiziosa, nel 1965 Cochran si candidò per il Partito Repubblicano al Congresso nel 1956 dal 29º Distretto Congressuale della California, presentandosi durante tutta la campagna e allo scrutinio come Jacqueline Cochran-Odlum. Nonostante avesse sconfitto un gruppo di cinque uomini alle primarie repubblicane, alle elezioni generali perse per pochi punti contro il candidato e primo membro del Congresso asiatico-americano Dalip Singh Saund. Saund vinse con 54.989 voti (51,5%) contro i 51.690 voti di Cochran (48,5%). La battuta d'arresto sul piano politico fu uno dei pochi fallimenti che avesse mai sperimentato e, molto delusa[43], non si candidò mai più.

Eredità[modifica | modifica wikitesto]

Cochran morì il 9 agosto 1980 nella sua casa di Indio, in California, che aveva condiviso con suo marito fino a quando era morto, quattro anni prima.[44] Aveva soggiornato a lungo nella Coachella Valley ed è sepolta nel Coachella Valley Public Cemetery.[45] Aveva utilizzato regolarmente il Thermal Airport nel corso della sua lunga carriera aeronautica. L'aeroporto, che era stato rinominato Desert Resorts Regional, fu nuovamente rinominato Jacqueline Cochran Regional Airport in suo onore.[46][47]

I risultati ottenuti da Cochran nel settore dell'aviazione non ebbero, da parte dei media. l'attenzione che fu tributata ad Amelia Earhart[48]. Tuttavia, merita un posto tra le donne famose della storia come una delle più grandi aviatrici di sempre[49], e una donna che ha spesso usato la sua influenza per promuovere la causa delle donne nel settore dell'aviazione.

Nonostante la sua mancanza di grande istruzione formale, Cochran ha avuto una mente lucida e un'affinità per il business e il suo investimento nel campo dei cosmetici si è rivelato redditizio. Nel 1951, la Camera di Commercio di Boston l'ha eletta una delle 25 imprenditrici più importanti d'America. Nel 1953 e 1954, la Associated Press la nominò "Woman of the Year in Business".[44]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Army Distinguished Service Medal - nastrino per uniforme ordinaria Army Distinguished Service Medal
«Il Presidente degli Stati Uniti d'America, autorizzato dall'Atto del Congresso del 9 luglio 1918, è lieto di consegnare la Medaglia d'Onore dell'Esercito al colonnello Jacqueline Cochran, delle Forze aeree dell'Esercito degli Stati Uniti, per un servizio eccezionalmente meritevole al Governo in una posizione di grande responsabilità dal giugno 1943 al dicembre 1944 in qualità di Direttore delle Women Pilots, delle Forze aeree del Quartier Generale dell'Esercito. Ha gestito la pianificazione, la programmazione e l'amministrazione di tutte le attività delle donne pilota delle Forze aeree dell'esercito, compresa l'organizzazione, l'addestramento e il comando delle Women Air Force Service Pilots (WASP). Sotto la sua guida le WASP hanno svolto con la massima lealtà ed efficienza molteplici servizi di volo a diretto ed efficace supporto delle Forze Aeree dell'Esercito, che sono state di grande aiuto e sostegno allo sforzo bellico ed alla nazione. Inoltre, i suoi risultati in questo campo e le decisioni che ha tratto con cura e saggezza da questo impegno rappresentano un contributo di importanza fondamentale per il futuro del trasporto aereo. La sua visione, abilità e iniziativa hanno dato vita a servizi di eccezionale valore e importanza per il paese. I risultati singolarmente distintivi del colonnello Cochran e i suoi sforzi dedicati al servizio del suo paese riflettono il più alto merito su di lei e sulle forze aeree dell'esercito degli Stati Uniti.»
— War Department, General Orders No. 7, 1 febbraio 1945[50]
Legion of Merit - nastrino per uniforme ordinaria Legion of Merit
«Il colonnello Jacqueline Cochran, delle Forze aeree dell'esercito degli Stati Uniti, è stata insignita della Legione al Merito per la condotta eccezionalmente meritevole nell'esecuzione dei servizi straordinari al governo degli Stati Uniti.»
— [50]
Distinguished Flying Cross - nastrino per uniforme ordinaria Distinguished Flying Cross
«Il Presidente degli Stati Uniti d'America, autorizzato dall'Atto del Congresso del 2 luglio 1926, è lieto di consegnare la Distinguished Flying Cross al colonnello Jacqueline Cochran, dell'Aeronautica Militare degli Stati Uniti, per la straordinaria prestazione ottenuta partecipando a voli aerei dal 1947 al 1951. Durante questo periodo, il colonnello Cochran ha pilotato un velivolo F-51 con il quale ha stabilito sei record mondiali di velocità. Nella Coachella Valley in California, volando su un percorso di 100 chilometri a circuito chiuso, il colonnello Cochran ha stabilito un nuovo record di velocità di 469,549 miglia all'ora. In altri voli da Thermal, Indio e Palm Springs, in California, il colonnello Cochran ha stabilito il record mondiale di velocità per i percorsi di 3, 15, 500, 1000 e 2000 chilometri. La competenza professionale, l'abilità aerea e la dedizione al dovere dimostrate dal colonnello Cochran testimoniano il grande merito di lei e dell'Aeronautica Militare degli Stati Uniti.»
— 1951[50]
Distinguished Flying Cross - nastrino per uniforme ordinaria Distinguished Flying Cross
«Il Presidente degli Stati Uniti d'America, autorizzato dall'Atto del Congresso del 2 luglio 1926, è lieto di consegnare un Bronze Oak Leaf Cluster per un secondo riconoscimento della Distinguished Flying Cross al colonnello Jacqueline Cochran, dell'Aeronautica Militare degli Stati Uniti, per la straordinaria prestazione ottenuta partecipando a voli aerei nell'aprile 1962. Durante quel periodo, il colonnello Cochran stabilì un gran numero di record mondiali con un volo da New Orleans, in Louisiana, a Bonn, in Germania. Volando con un Lockheed Jet Star C-140, il colonnello Cochran ha stabilito 69 record di distanza e su rotte interurbane, intercapitali e rettilinee, oltre a diventare la prima donna a volare con un jet attraverso l'Oceano Atlantico. I record erano sia per la velocità che per la distanza. La competenza professionale, l'abilità aerea e la dedizione al dovere dimostrate dal colonnello Cochran testimoniano il grande merito di lei e dell'Aeronautica Militare degli Stati Uniti.»
— 1962[50]
Distinguished Flying Cross - nastrino per uniforme ordinaria Distinguished Flying Cross
«Il Presidente degli Stati Uniti d'America, autorizzato dall'Atto del Congresso del 2 luglio 1926, è lieto di presentare un secondo Bronze Oak Leaf Cluster per un terzo riconoscimento della Distinguished Flying Cross al colonnello Jacqueline Cochran, dell'Aeronautica Militare degli Stati Uniti, per la straordinaria prestazione ottenuta partecipando a voli aerei durante i mesi di maggio e giugno 1964. Durante questo periodo, il colonnello Cochran stabilì tre record mondiali di velocità su uno F-104C Starfighter. Volando su un preciso percorso circolare, il colonnello Cochran ha stabilito un record sui 25 chilometri di 1429,297 miles all'ora, più del doppio della velocità del suono. Ha stabilito un record per il percorso di 100 chilometri volando a 1302 miglia all'ora. Il colonnello Cochran ha stabilito un terzo record mondiale di velocità raggiungendo 1135 miglia all'ora su un percorso di 500 chilometri. La competenza professionale, l'abilità aerea e la dedizione al dovere dimostrate dal colonnello Cochran testimoniano il grande merito di lei e dell'Aeronautica Militare degli Stati Uniti.»
— 1964[50]
American Campaign Medal - nastrino per uniforme ordinaria American Campaign Medal
World War II Victory Medal - nastrino per uniforme ordinaria World War II Victory Medal
Armed Forces Reserve Medal - nastrino per uniforme ordinaria Armed Forces Reserve Medal
U.S. Air Force Command Pilot Wings - nastrino per uniforme ordinaria U.S. Air Force Command Pilot Wings
Women Airforce Service Pilots Badge - nastrino per uniforme ordinaria Women Airforce Service Pilots Badge

Altri premi[modifica | modifica wikitesto]

Cochran ha ricevuto riconoscimenti e premi da molti paesi di tutto il mondo. Il governo francese ha riconosciuto il suo contributo alla guerra e all'aviazione assegnandole la Medaille De Aeronautique[51] e Légion d'honneur[52]. È stata la prima donna ad aver ricevuto la Gold Air Medal dalla Fédération aéronautique internationale, oltre alla De la Vaulx Medal e al Paul Tissandier Diploma.[53] In seguito è stata eletta prima presidente di tale organismo.[6]

Nel 1949, Cochran è diventata il quarto vincitore americano del più alto riconoscimento della Türk Hava Kurumu (Associazione Aeronautica Turca), il Murassa Brövesi (Brevetto di Diamante).[senza fonte]

Uno spettacolo aereo biennale, inizialmente annuale, chiamato ''Jacqueline Cochran Air Show'' è intitolato in suo onore e si svolge presso l'aeroporto regionale di Jacqueline Cochran.[54] Cochran è stata anche la prima donna ad essere onorata con una mostra permanente dei suoi successi presso l'United States Air Force Academy.[55]

Nello spettacolo teatrale The Fastest Woman Alive, scritto da Karen Sunde, la vita di Cochran è raccontata insieme a quella di suo marito, Floyd Bennett, Amelia Earhart e altri.[56]

Gli altri riconoscimenti includono:

  • 1965, introduzione nella International Aerospace Hall of Fame
  • 1971, introduzione nella National Aviation Hall of Fame.
  • 1985, l'Unione Astronomica Internazionale ha assegnato il nome Cochran ad un grande cratere (100 km di diametro) sul pianeta Venere.
  • 1993, introduzione nella Motorsports Hall of Fame of America.
  • 1992, induzione nella Florida Women's Hall of Fame.
  • 1996, l'United States Postal Service onora Cochran con un francobollo da 50¢, raffigurandola davanti ad un pilone del Bendix Trophy con il suo P-35 sullo sfondo e le parole: Jacqueline Cochran Pioneer Pilot.[57]
  • 2006, introduzione nella California Aerospace Walk di Lancaster come sua prima donna inserita nel programma.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Jacqueline Cochran, The Stars at Noon, Boston, Little, Brown and Company, 1954.
  • (EN) Jacqueline Cochran e Maryann Bucknum Brinley, Jackie Cochran: The Autobiography of the Greatest Woman Pilot in Aviation History, New York, Bantam Books, 1987, ISBN 0-553-05211-X.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Annotazioni[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ All'epoca l'aeronautica militare statunitense era una branca dell'esercito; l'attuale United States Air Force (USAF) sarebbe stata istituita, come forza armata indipendente, solo nel 1947.
  2. ^ Il WAAC fu riconosciuto come parte integrante dell'esercito il 1º luglio 1943. Contemporaneamente, l'unità fu rinominata Women's Army Corps..
  3. ^ Il Ferrying Command fungeva inizialmente come servizio di consegna aeromobili e come corriere, ma si è trasformato nella divisione del trasporto aereo delle United States Army Air Forces come Air Mobility Command
  4. ^ Durante la sua corsa supersonica, Yeager volò in contemporanea su un aereo diverso.[31]

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) First person to break the sound barrier (female), Guinness dei primati. URL consultato il 13 giugno 2014.
  2. ^ a b Hickok, The Encyclopedia of North American Sports History, p. 110.
  3. ^ Jackie Cochran Biography, WASP Museum, 6 settembre 2015. URL consultato il 7 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 6 settembre 2015).
  4. ^ Jackie Cochrane, su www.aerofiles.com. URL consultato il 10 agosto 2018.
  5. ^ Nolen, pp. 32-34.
  6. ^ a b c d e f (EN) Jacqueline Cochran, in Encyclopedia Britannica. URL consultato il 7 luglio 2018.
  7. ^ Russell Naughton, Jacqueline "Jackie" Cochran Odlum (c.1908*-1970), Pioneer Aviatrix, su www.ctie.monash.edu.au. URL consultato il 7 agosto 2018.
  8. ^ (EN) Steven Brockerman, Jackie Cochran: American Athena, Part I, su Capitalism Magazine, 4 marzo 2006. URL consultato il 7 luglio 2018.
  9. ^ (EN) Steven Brockerman, Jacqueline Cochran: American Athena, Part II, su Capitalism Magazine, 23 ottobre 2013. URL consultato il 7 luglio 2018.
  10. ^ (EN) WINGS TO BEAUTY Trademark Information, su trademarkia.com. URL consultato il 7 luglio 2018.
  11. ^ Cavanaugh, The Victors.
  12. ^ Jacqueline Cochran 1947 Perk Up Stick Stackable Makeup Kit (JPG), su bluevelvetvintage.com.
  13. ^ (EN) Cosmetics and Skin: Shulton, su www.cosmeticsandskin.com. URL consultato il 7 luglio 2018.
  14. ^ (EN) ETF Enterprises, Inc. v. Nina Ricci, 523 F. Supp. 1147 (S.D.N.Y. 1981), in Justia Law. URL consultato il 7 luglio 2018.
  15. ^ (EN) Eben Shapiro, Talking Deals; Drug Companies Leave Cosmetics, in The New York Times, 28 dicembre 1989. URL consultato il 7 luglio 2018.
  16. ^ (EN) SWEET EXPLOSION IN THE AIR, in Vault. URL consultato il 7 luglio 2018.
  17. ^ a b c d e Jacqueline Cochran and the Women's Airforce Service Pilots (WASPs) National Archives and Records Administration: The Dwight D. Eisenhower Presidential Library, Museum, and Boyhood Home.
  18. ^ Cochran, The Stars at Noon, pp. 125–128.
  19. ^ FLYING FOR FREEDOM - The Story of the Women Airforce Service Pilots (Teacher Resource Guide) (PDF), NATIONAL MUSEUM of the United States Air Force.
  20. ^ AUDIOVISUAL TRANSCRIPTS (Early Years Gallery) (PDF), NATIONAL MUSEUM of the United States Air Force.
  21. ^ (EN) Museum celebrates women during 'Women's History Month', in National Museum of the US Air Force™. URL consultato il 7 luglio 2018.
  22. ^ (EN) WASP: Breaking Ground for Today’s Female USAF Pilots, in National Museum of the US Air Force™. URL consultato il 7 luglio 2018.
  23. ^ (EN) Women’s Flying Training Detachment, in National Museum of the US Air Force™. URL consultato il 7 luglio 2018.
  24. ^ (EN) They Raced for the Bendix Trophy, in National Museum of the US Air Force™. URL consultato il 7 luglio 2018.
  25. ^ (EN) WASP Creation, in National Museum of the US Air Force™. URL consultato il 7 luglio 2018.
  26. ^ Cochran, The Stars at Noon, p.108.
  27. ^ Regis, When Our Mothers Went to War: An Illustrated History of Women in World War II, pp. 102–103.
  28. ^ (EN) Press Release: Jacqueline Cochran - Pearl Harbor Filing Cabinet - Liberty Letters, su libertyletters.com. URL consultato il 7 luglio 2018.
  29. ^ Explorers, Daredevils, and Record Setters: An Overview, U.S. Centennial of Flight Commission, 2 marzo 2008. URL consultato il 7 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 2 marzo 2008).
  30. ^ (EN) Jacqueline Cochran, su Smithsonian National Air and Space Museum. URL consultato il 12 agosto 2018.
  31. ^ Cochran, The Stars at Noon, pp. 241–242.
  32. ^ Pelletier, High-Flying Women: A World History of Female Pilots. Sparkford, p. 149.
  33. ^ Al Hallonquist, Mercury 13 - the Women of the Mercury Era, su www.mercury13.com. URL consultato il 9 luglio 2018.
  34. ^ Barbara Wilson, Military Women Astronauts, su userpages.aug.com. URL consultato il 9 luglio 2018.
  35. ^ The Space Review: You’ve come a long way, baby!, su www.thespacereview.com. URL consultato il 9 luglio 2018.
  36. ^ Scott Carpenter ha osservato che "una donna avrebbe superato la nostra franchigia di peso per l'attrezzatura ricreativa"
  37. ^ Ackmann, The Mercury 13: The Untold Story of Thirteen American Women and the Dream of Space Flight, pp. 152, 154–155.
  38. ^ Qualifications for Astronauts: Hearings before the Special Subcommittee on the Selection of Astronauts (PDF), U.S. House of Representatives, 87th Cong. (1962).
  39. ^ Qualifications for Astronauts: Hearings before the Special Subcommittee on the Selection of Astronauts (PDF), U.S. House of Representatives, 87th Cong. (1962), p. 30.
  40. ^ a b Todd Messer, Claire Rojstaczer, and Steve Garber, First Lady Astronaut Trainees, su history.nasa.gov. URL consultato il 9 luglio 2018.
  41. ^ College says Glenn degree was deserved, The Day, 4 ottobre 1983. URL consultato il 9 luglio 2018.
  42. ^ Scott Carpenter, For Spacious Skies, p. 97.
  43. ^ Joe B. Frantz, Transcript, Jacqueline Cochran Oral History Interview I, 4/7/74 (PDF), LBJ Presidential LibraryInternet Copy, LBJ Library, p. 72.
  44. ^ a b (EN) Maureen Joyce, Jacqueline Cochran Odlum Dies at 73, in Washington Post, 10 agosto 1980. URL consultato il 14 agosto 2018.
  45. ^ Jacqueline Pittman Cochran (1906-1980), su Find A Grave. URL consultato il 14 agosto 2018.
  46. ^ AirNav: KTRM - Jacqueline Cochran Regional Airport, su airnav.com. URL consultato il 14 agosto 2018.
  47. ^ (EN) Jacqueline Cochran Home, su rcjcra.com. URL consultato il 14 agosto 2018.
  48. ^ (EN) Jacqueline Cochran: Pioneering Pilot, in Historic Heroines, 16 ottobre 2015. URL consultato il 14 agosto 2018.
  49. ^ (EN) Famous Female Aviators, in Ranker. URL consultato il 14 agosto 2018.
  50. ^ a b c d e Jacqueline Cochran, su Hall of Valor, MilitaryTimes. URL consultato il 10 luglio 2018.
  51. ^ (EN) Medal, Medaille de Aeronautique, Jacqueline Cochran, in National Air and Space Museum, 20 marzo 2016. URL consultato il 9 agosto 2018.
  52. ^ (EN) Medal, Order of the Legion of Honor, France, Jacqueline Cochran, in National Air and Space Museum, 20 marzo 2016. URL consultato il 9 agosto 2018.
  53. ^ (EN) FAI Awards | World Air Sports Federation, su www.fai.org. URL consultato il 9 agosto 2018.
  54. ^ (EN) Jacqueline Cochran Air Show Home, su jcairshow.com. URL consultato il 10 agosto 2018.
  55. ^ (EN) The Contrails: Air Force Academy displays > United States Air Force Academy > Features, su www.usafa.af.mil. URL consultato il 10 agosto 2018.
  56. ^ Karen Sunde, The Fastest Woman Alive, Dramatic Publishing, 27 ottobre 2007. URL consultato il 10 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 27 ottobre 2007).
  57. ^ Jacqueline Pittman Cochran (1906-1980), su Find a Grave. URL consultato il 14 agosto 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Storia Illustrata, nº 10, Milano, Portoria, ottobre 1996.
  • (EN) Billy Jean Ayers, Beth Dees e Chuck Yeager, Superwoman Jacqueline Cochran: Family Memories about the Famous Pilot, Patriot, Wife and Businesswoman, Bloomington, Indiana, AuthorHouse, 2001, ISBN 0-7596-6763-2.
  • (EN) Ann Baumgartner Carl, A WASP Among Eagles:s: A Woman Military Test Pilot in World War II, Washington, Smithsonian Institute Press, 2000, ISBN 1-56098-870-3.
  • (EN) McGuire, Nina and Sandra Wallus Sammons. Jacqueline Cochran: America's Fearless Aviator. Lake Buena Vista, Florida: Tailored Tours Publishing, 1997. ISBN 0-9631241-6-1.
  • (EN) Molly Merryman, Clipped Wings: The Rise and Fall of the Women Airforce Service Pilots (WASPs) of World War II, New York, New York University Press, 1998, ISBN 0-8147-5568-2.
  • (EN) Nolen, Stephanie. Promised The Moon: The Uuntold Story of the First Women in the Space Race. Toronto, Canada: Penguin Canada, 2002. ISBN 1-56858-275-7.
  • (EN) Reminiscences of Jacqueline Cochran. Columbia University Aviation Project. New York: Columbia University Oral History Research Office, 1961.
  • (EN) Vera S. Williams, WASPs: Women Airforce Service Pilots of World War II, Osceola, Motorbooks International, 1994, ISBN 0-87938-856-0.
  • Margaret Regis, When Our Mothers Went to War: An Illustrated History of Women in World War II, NavPublishing, 2008, ISBN 978-1-879932-05-0, OCLC 191090453.
  • Alain A. Pelletier, High-Flying Women: A World History of Female Pilots, Haynes, 2012, ISBN 978-0-85733-257-8, OCLC 780334000.
  • Martha Ackmann, The Mercury 13: The Untold Story of Thirteen American Women and the Dream of Space Flight, Random House, 2003, ISBN 0-375-50744-2, OCLC 51266180.
  • Ralph Hickok, The Encyclopedia of North American Sports History, Facts on File, 1992, p. 110, ISBN 0-8160-2096-5, OCLC 23140267.
  • Jack Cavanaugh, The Victors, RiverOak, 2006, ISBN 978-1-58919-071-9, OCLC 73722722.
  • Scott Carpenter, For Spacious Skies, Thorndike Press, 2003, p. 97, ISBN 0-7862-5434-3, OCLC 51900283.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN39831967 · ISNI (EN0000 0000 5528 2915 · LCCN (ENn79132413 · GND (DE133567044 · WorldCat Identities (ENn79-132413