Jacopo Dal Verme

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Jacopo Dal Verme
Stemma Dal Verme.jpg
1350 – 12 febbraio 1409
Nato aVerona
Morto aVenezia
Cause della mortemorte naturale
Luogo di sepolturaChiesa di Sant'Eufemia (Verona)
EtniaItaliana
Dati militari
Paese servitoStemma della Scala.svg Scaligeri
Coaq ITA saluzzo.jpg Marchesato di Saluzzo
Coat of arms of the House of Visconti (1277).svg Visconti
Flag of Most Serene Republic of Venice.svg Repubblica di Venezia
Forza armatamercenari
Specialitàcavalleria
Anni di servizio1366-1409
Gradocapitano generale
Comandantiesercito visconteo
BattaglieBattaglia di Castrocaro (1387)
Battaglia di Crevalcore/Piumazzo (1390)
Battaglia di Alessandria (1391)
Battaglia di Governolo (1397)
Battaglia di Casalecchio (1402)
Battaglia di Binasco (1406) e altre.
Signore di Bagnolo e Nogarole Rocca, Sanguinetto, Asparetto, Maccacari e Correzzo (Gazzo Veronese), Bobbio e Val Tidone, Borgonovo Val Tidone, Pecorara (con Marzonago, Pozzo, Suzzano, Busseto, Cogoleto, Caprile e Lazzarello), Pianello Val Tidone e Rocca d'Olgisio, Romagnese, Rivergaro e Suzzano, Ruino, Trebecco, Zavattarello, Canevino, Fortunago e Retorbido, Pietragavina, Pizzocorno, Poviglio,Meletole, Castelnuovo di Sotto e Coenzo, Viganò, Rocca d'Arazzo, Cortazzone, Pieve d'Incino con Asso, Castelmarte, Monguzzo e Mongirro (Gardone Val Trompia), della Valsassina.
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Jacopo Dal Verme (Verona, 1350Venezia, 12 febbraio 1409) è stato un condottiero italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Il castello di Sanguinetto

Figlio di Luchino Dal Verme e di Jacopa di Bonetto de' Malvesini, fu uno dei condottieri più famosi del suo tempo.

L'inizio della sua carriera militare risale al 1366, al soldo prima di Alberico da Barbiano e poi di Cansignorio della Scala, signore di Verona, che nel 1368 lo schierò contro i Bonacolsi, signori di Mantova.

Nel 1370 fu ingaggiato dai Visconti di Milano per riconquistare la Val Tidone, caduta nelle mani dei guelfi. Tornato nel 1378 a militare per gli Scaligeri, fu impiegato contro Bernabò Visconti, che reclamava la signoria di Verona. Firmata la pace, per le sue doti militari venne nominato nel 1379 consigliere di Gian Galeazzo Visconti, che lo schierò contro Giovanni III, signore del Monferrato col grado di capitano generale. Partecipò nel 1385 alla cattura di Bernabò Visconti, ordinata dal nipote Gian Galeazzo per impossessarsi del Ducato di Milano.

Dopo la conquista di Verona nel 1387, i Visconti meditarono di occupare anche Padova, governata dai Carraresi e Jacopo Dal Verme rivestì un ruolo importante nelle vesti di politico e di militare. Approfittando delle liti tra i veneziani ed i padovani, Jacopo ottenne la resa di questi ultimi e nel 1388 ebbe in cambio l'iscrizione al patriziato veneziano e la regalia del loro palazzo a Venezia. Nel frattempo Jacopo partecipò attivamente al piano dei signori di Milano per conquistare Bologna e Firenze. Ma il recupero di Padova da parte di Francesco II da Carrara nel 1390 rallentò i loro piani. Alla discesa dei francesi in Italia, timorosi del troppo potere assunto dai Visconti, si schierarono sotto le mura di Alessandria al comando del conte Giovanni III di Armagnac. Ne seguì una violenta battaglia ingaggiata dalle truppe viscontee comandate dal Dal Verme ed il 25 luglio 1391 con la sconfitta dei francesi il conte di Armagnac perse la vita.

Jacopo fu poi impiegato in alcune scaramucce in Toscana a spese dei fiorentini, ma di breve durata, perché nel 1397 i Visconti furono impegnati nella guerra contro i Gonzaga di Mantova. Jacopo comandò l'esercito occupando Borgoforte e Governolo, ma fu sconfitto dalle truppe mantovane capeggiate da Carlo Malatesta. Dal Verme trattò a Mantova la pace con Francesco I Gonzaga in cambio della sua uscita dalla lega antiviscontea.

L'attenzione dei Visconti si spostò alla conquista di Bologna, governata da Giovanni Bentivoglio. Dal Verme accompagnato da Alberico da Barbiano ingaggiarono la battaglia di Casalecchio il 26 giugno 1402; Bologna fu conquistata e il Bentivoglio ucciso. Il 3 settembre dello stesso anno il ducato di Milano fu sconvolto dalla morte di Gian Galeazzo Visconti: Jacopo venne incaricato di cedere Bologna. La crisi nel ducato di Milano portò alla conquista di Verona da parte di Francesco II da Carrara ma a caro prezzo perché Jacopo trattò coi veneziani la consegna del Carrarese, che finì la sua vita nel 1406 nelle carceri veneziane.

Richiamato a Milano da Giovanni Maria Visconti, succeduto a Gian Galeazzo, temendo le minacce di Facino Cane, combatté contro di lui nella battaglia di Binasco, uscendo vincitore. Nel 1407 i rapporti col duca di Milano si incrinarono e Jacopo Dal Verme passò al servizio della Repubblica di Venezia. Ma i suoi servigi si interruppero nel 1409, colto dalla morte a Venezia.

Venne sepolto accanto al padre nella Chiesa di Sant'Eufemia di Verona, mausoleo della famiglia.[1]

Discendenza[modifica | modifica wikitesto]

Sposò in prime nozze Cia degli Ubaldini di Firenze e in seconde nozze Francesca Brancaleoni. Ebbe tre figli:

  • conte Luigi (1390-1449), condottiero, politico e diplomatico, seguì le orme del padre, intraprendendo una brillante carriera militare. Divenne conte di Sanguinetto e poi anche di Bobbio e Voghera.
  • Pietrantonio (?-1449)
  • Antonio (?-1449), podestà di Bologna

Ebbe anche due figli naturali:

  • Francesco
  • Peterlino (?-1443), condottiero

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Goffredo Crollalanza, Dizionario storico blasonico, Pisa, 1886
  • Pompeo Litta, Famiglie celebri italiane. Dal Verme di Verona, Milano, 1834
  • Michael E. Mallett, Jacopo Dal Verme, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 32, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1986.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]