Jaak Panksepp

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Jaak Panksepp (sulla destra) alla promozione dei dottori onorari all'università di Tartu (dicembre 2004)

Jaak Panksepp (Tartu, 5 giugno 1943[1]Bowling Green, 17 aprile 2017) è stato uno psicologo, neuroscienziato e psicobiologo statunitense di origine estone.

È stato professore emerito del dipartimento di psicologia alla Bowling Green State University. Panksepp ha coniato il termine "neuroscienze affettive",[2] per indicare il campo delle neuroscienze che studia i meccanismi neurali dell'emozione. È conosciuto pubblicamente soprattutto per la sua ricerca sulla risata negli animali non-umani.[3][4]

Ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Panksepp ha condotto molti esperimenti; in uno di essi ha dimostrato che i ratti mostrano segni di paura quando dei peli di gatto sono posizionati vicino a loro, anche se non hanno mai avuto esperienza di un gatto nella loro vita.[5] Da questo esperimento Panksepp ha teorizzato la possibilità che molti esperimenti di laboratorio possano essere corrotti dalla presenza di ricercatori proprietari di gatti.[5] Ha inoltre provato a replicare l'esperimento usando peli di cane ma i topi non mostravano segni di paura.[5]

Nel documentario del 1999 Why Dogs Smile and Chimpanzees Cry (Perché i cani sorridono e gli scimpanzé piangono), è mostrato mentre commenta a proposito della ricerca sulla gioia nei topi: fare il solletico a topi addomesticati faceva loro produrre suoni ad alta frequenza (50Hz), ipoteticamente correlati a ciò che noi definiamo risata.

Panksepp è anche molto conosciuto per la pubblicazione di un paper nel 1979 che suggerisce un ruolo dei peptidi oppioidi nell'eziologia dell'autismo, e che propone una descrizione dell'autismo come 'un disturbo emotivo dovuto a un malfunzionamento del sistema degli oppioidi nel cervello'.[6]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

  • Panksepp, J., and Biven, L. (2012). The Archaeology of Mind: Neuroevolutionary Origins of Human Emotion. New York: W. W. Norton & Company. W W Norton page tr. it. Archeologia della mente, Raffaello Cortina Editore, Milano, 2014.
  • Panksepp J (Ed.) (2004) A Textbook of Biological Psychiatry, New York, Wiley
  • Panksepp, J. (1998). Affective Neuroscience: The Foundations of Human and Animal Emotions. New York: Oxford University Press.
  • Panksepp, J (Ed.) (1996). Advances in Biological Psychiatry, Vol. 2, Greenwich, CT: JAI Press.
  • Panksepp, J (Ed.) (1995). Advances in Biological Psychiatry, Vol. 1, Greenwich, CT: JAI Press.
  • Clynes, M. and Panksepp, J. (Eds.) (1988). Emotions and Psychopathology, New York, Plenum Press.
  • Morgane, J. P., and Panksepp, J. (Eds.). (1981). Handbook of the Hypothalamus: Vol. 4: Part B. Behavioral Studies of the Hypothalamus. New York: Marcel Dekker, Inc.
  • Morgane, J. P., and Panksepp, J. (Eds.). (1980). Handbook of the Hypothalamus: Vol. 3: Part A. Behavioral Studies of the Hypothalamus New York: Marcel Dekker, Inc.
  • Morgane, J. P., and Panksepp, J. (Eds.). (1980). Handbook of the Hypothalamus: Vol. 2: Physiology of the Hypothalamus New York: Marcel Dekker, Inc.
  • Morgane, J. P., and Panksepp, J. (Eds.). (1979). Handbook of the Hypothalamus: Vol. 1: Anatomy of the Hypothalamus New York: Marcel Dekker, Inc.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Copia archiviata, su muskingum.edu. URL consultato il 29 giugno 2008 (archiviato dall'url originale il 29 giugno 2008).
  2. ^ J Panksepp, A critical role for "affective neuroscience" in resolving what is basic about basic emotions., in Psychological review, vol. 99, nº 3, 1992, pp. 554–60, DOI:10.1037/0033-295X.99.3.554, PMID 1502276.
  3. ^ It’s no joke: Even animals ‘laugh’ - LiveScience - MSNBC.com
  4. ^ J Panksepp e Burgdorf, J., 50k-Hz chirping (laughter?) in response to conditioned and unconditioned tickle-induced reward in rats: effects of social housing and genetic variables, in Behavioral Brain Research, vol. 115, nº 1, October 2000, pp. 25–38, DOI:10.1016/s0166-4328(00)00238-2, PMID 10996405.
  5. ^ a b c Temple Grandin e Johnson, Catherine, Animals in Translation, New York, New York, Scribner, 2005, p. 207, ISBN 0-7432-4769-8.
  6. ^ DOI10.1016/0166-2236(79)90071-7

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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