Jón Baldvin Hannibalsson

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Jón Baldvin Hannibalsson

Jón Baldvin Hannibalsson (Ísafjörður, 21 febbraio 1939) è un politico islandese.

Figlio di Hannibal Valdimarsson. È sposato con Bryndís Schram, ex miss Islanda e sorella del deputato Ellert B. Schram, con la quale ha avuto i seguenti figli: Aldís (1959), Glúmur (1966), Snæfríður (1968), Kolfinna (1970).

Dopo aver ottenuto un Master degree (MA) in economia dall'Università di Edimburgo nel 1963, studia all'Università di Stoccolma tra 1963 e 1964. Dopo un diploma di pedagogia dall'Università d'Islanda nel 1965, va alla Harvard University per studiare al Center for European Studies, dove trascorre il periodo 1976-1977. Insegnante di scuola media tra 1964 e 1970, direttore del periodico Frjáls Þjóð negli anni 1964-1967, direttore del giornale Alþýðublaðið negli anni 1979-1982, entra nel parlamento islandese (Althing) nel 1982 (vi rimarrà fino al 1998). Segretario del Partito socialdemocratico tra 1984 e 1996, fu Ministro delle Finanze nel 1987-1988 e ministro degli esteri tra 1988 e 1995. Più tardi divenne ambasciatore negli Stati Uniti, in Finlandia, Estonia, Lettonia e Lituania. Tra i più convinti sostenitori della necessità di far entrare il suo paese nell'Unione europea, fu tra i maggiori artefici dell'ingresso dell'Islanda nello Spazio economico europeo. A lui va anche il primato di aver fatto dell'Islanda la prima nazione nel 1991 a riconoscere l'indipendenza di Estonia, Lettonia, Lituania e Croazia[1]. In riconoscenza a questo primato, la piazza davanti al ministero degli esteri estone è intitolata all'Islanda, mentre nella capitale lituana un monumento fatto con il pietrisco delle barricate antisovietiche porta la scritta All'Islanda, che osò quando gli altri stavano in silenzio. Nel 1995, Hannibalsson è stato nominato cittadino onorario di Vilnius, insieme a Ronald Reagan.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gail Scott, Icelandís Ambassador Has Country Buzzing With Possible Return to Politics, The Washington Diplomat, 2002 (October) Copia archiviata, su washingtondiplomat.com. URL consultato il 19 agosto 2008 (archiviato dall'url originale il 5 novembre 2004).

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