Ivo Saglietti

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Ivo Saglietti (Tolone, 1948) è un fotografo italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Inizia la propria attività a Torino come cineoperatore, producendo alcuni reportages di tipo politico e sociale. Nel 1975 inizia ad occuparsi di fotografia, lavorando nelle strade e nelle piazze della contestazione e nel 1978 si trasferisce a Parigi. Da qui iniziano i suoi viaggi come reporter-photographe, dapprima con agenzie francesi, in seguito per conto di agenzie americane e per magazines internazionali (Newsweek, Der Spiegel, Time, The New York Times), per i quali "copre" in assignement situazioni di crisi e di conflitto in America Latina, Medio Oriente, Africa e Balcani.[1]. Nel 1992 conquista il premio World Press Photo (nella categoria Daily Life, stories) con un servizio su un'epidemia di colera in Perù e nel 1999 la menzione d'onore allo stesso concorso per un reportage sul Kosovo.[2] Nello stesso tempo inizia a lavorare su progetti a lungo termine: "Il Rumore delle Sciabole" (1986-1988), suo primo progetto e libro, documenta la società cilena durante gli ultimi due anni della dittatura militare del Generale Augusto Pinochet. Successivamente si rivolge sempre di più verso progetti di documentazione che gli permettono di affrontare una storia in modo più articolato e meno condizionato dalle esigenze e richieste dei settimanali, come nel reportage che ripercorre la via della tratta degli schiavi dal Benin alle piantagioni di canna da zucchero della Repubblica Dominicana e di Haiti, o come in quello sulle tre malattie che devastano i paesi del terzo mondo - aids, malaria e tubercolosi - realizzati negli anno Novanta e Duemila. [3]

Dal 2000 è membro associato dell'agenzia foto giornalistica tedesca Zeitenspiegen Reportagen, per la quale sta lavorando ad un progetto sulle frontiere nel Mediterraneo e Medio Oriente.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

A proposito della fotografia di Ivo Saglietti è stato osservato come egli appartenga a quella "nobile schiera" di fotografi per i quali è importante partecipare emotivamente, quasi empaticamente, alla realtà che stanno vivendo, stabilendo con le persone che ritrae un rapporto umano. Ciò che gli preme raccontare è l'uomo e il suo destino[4]. Altri mettono in evidenza la partecipazione alla sofferenza, con discrezione e rispetto, sicché gli scatti che ne derivano non sono quelli di un fotoreporter, ma di un compagno di strada che diventa amico.[5]

Principali mostre ed esposizioni[modifica | modifica wikitesto]

  • 1989: Cile: Il Sonno della Ragione. Milano
  • 1993: 40 Fotografie. Monaco di Baviera
  • 1993: Cent Photos pour la Liberté de la Presse. Parigi
  • 1995: From Ouidah to Port-au-Prince, il cammino degli schiavi. Milano
  • 1996: Un paese in 25 fotografie, S.Anna Arresi. Sardegna
  • 1997: From Ouidah to Port-au-Prince. Gijon, Spagna
  • 1997: Haiti-Tout Moun es Moun. Roma
  • 1999: Paesaggio nella Nebbia. La guerra del Kosovo. Bari
  • 2001: Personale alla New School Gallery. New York.
  • 2002: From Jenin to Chatila, I Palestinesi. Roma - Genova
  • 2004: Sotto la tenda di Abramo. Galleria Nazionale di Arte Moderna Roma
  • 2005: TBC. Max Planck Institute. Berlino
  • 2005: Under the tent of Abraham. Ali Assad National Library. Damasco
  • 2006: Hands of Hope, World AIDS Day. Barlaymont Bruxelles
  • 2006: Car Crash, Le Stragi del Sabato Sera. DPF Lucca
  • 2007: Paesaggi con figure. Festival Internazionale di Roma
  • 2008: Hands of Hope. Londra - Washington - Bellinzona - Siena
  • 2010: Paesaggio nella Nebbia. EFTI Madrid
  • 2011: La distruzione dell'Ilva di Cornigliano. Genova
  • 2012: La Luce e l'Ombra, La Video Dialisi. Alba
  • 2012: I Demoni. Srebrenica. Galleria San Fedele. Milano
  • 2013: Nigeria. S.p.Acqua. Festival di Ragusa
  • 2015: Cacciatori di Cibo. Galleria San Fedele. Milano

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Wordlpressphoto.org
  2. ^ Antonella Russo, Storia Culturale della fotografia italiana, Torino, Einaudi, 2011
  3. ^ U. Lucas - T. Agliani, La realtà e lo sguardo. Storia del fotogiornalismo in Italia, Torino, Einaudi, 2015.
  4. ^ Gigliola Foschi, "Vicino al dolore degli altri", prefazione al libro "Dalla parte dell'ombra", Mondadori Electa, 2007
  5. ^ Lettera di Paolo Dall'Oglio in "Ivo Saglietti, Sotto la tenda di Abramo, Roma, Peliti Ass., 2004

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Chile: Il Rumore delle Sciabole. Ed. LM, 1989
  • Bruno Munari: Dizionario dei Gesti degli Italiani. ADNkronos, 1994
  • Obiettivo Famiglia. EGA ed., 1995
  • From Ouidah to Port-au-Prince. Agorà Ed., 2004
  • Sotto la tenda di Abramo. Peliti Ed., 2006
  • Dalla Parte dell'ombra, Electa, ed. 2007
  • La distruzione dell'Ilva di Cornigliano. Sagep Ed. 2011
  • All'Improvviso nella Vita. Sagep Ed., 2011

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • 1992-1999-2010: Vincitore del World Press Photo. Amsterdam
  • 1996: Fotografi al Servizio della Libertà. L'Aquila
  • 2000: M.I.L.K. Moments of Intimacy. Australia
  • 2006: Premio Enzo Baldoni per il giornalismo. Milano
  • 2006: Fotografo dell'Anno. Lucca. DPF
  • 2010: Premio Bruce Chatwin, Occhio Assoluto. Genova
  • 2018: Premio "Leone alla carriera". Spazivisivi e Comune di Sanremo. Sanremo

Workshops[modifica | modifica wikitesto]

Da Sarajevo a Ypre, riflessione sul Secolo Breve. Auschwitz; Srebrenica; Ypre e le battaglie della Prima Grande Guerra

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN83645346 · ISNI (EN0000 0000 7875 2377 · LCCN (ENno2009047485 · WorldCat Identities (ENlccn-no2009047485