Ivan Jaremčuk

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ivan Jaremčuk
Yaremcuk 3.JPG
Nome Ivan Ivanovyč Jaremčuk
Nazionalità URSS URSS
Ucraina Ucraina (dal 1991)
Altezza 168 cm
Calcio Football pictogram.svg
Ruolo Centrocampista
Ritirato 1998
Carriera
Squadre di club1
1979-1982 Dnipro Čerkasy 126 (15)
1983-1984 CSKA Kiev 83 (22)
1985-1990 Dinamo Kiev 107 (10)
1991-1992 Blau-Weiß Berlin 6 (0)
1992-1993 Hertha Berlino 0 (0)
1993-1994 KAMAZ 13 (1)
1994-1995 H. Rishon LeZion 30 (7)
1995 Dinamo-2 Kiev 1 (1)
1995 Bohemians Praga 12 (1)
1996 Munajši 16 (1)
1996 Tekstil'ščik Kamyšin 8 (0)
1997 Vorskla 23 (2)
1998 Prykarpat'e Ivano-Frankivs'k 2 (0)
Nazionale
1986-1990 URSS URSS 18 (2)
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Ivan Ivanovyč Jaremčuk (in ucraino: Іван Іванович Яремчук?; Velykyj Byčkiv, 19 marzo 1962) è un ex calciatore sovietico e dal 1991 ucraino, di ruolo centrocampista.

Dopo aver giocato per diversi anni nelle divisioni minori del calcio sovietico, nel 1983 si trasferisce all'SKA Kiev, nella terza categoria sovietica. Nel 1985 si accorda con la Dinamo Kiev di Valeri Lobanovski: vince tre campionati, tre coppe sovietiche e la Coppa delle Coppe 1985-1986, conseguendo due double (1985 e 1990). Lo stesso Lobanovski, all'epoca anche CT della Nazionale sovietica, lo porta ai Mondiali di Messico 1986 e di Italia 1990. Nel 1991 ottiene il trasferimento all'estero, giocando tra Germania, Russia, Israele, Repubblica Ceca, Kazakistan e Ucraina per i restanti 8 anni di carriera.

Durante la carriera soffre di diversi infortuni,[1] rompendosi la gamba in tre occasioni distinte prima dei 27 anni.[2][3]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Esterno destro,[4][5] poteva giocare anche da esterno sinistro, mediano[6] o centrocampista centrale, aveva una buona resistenza, che gli permetteva di rientrare in difesa, ed era dotato tecnicamente.[4]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Gioca 4 anni nella Dnipro Čerkasy, prima di passare a una squadra di Kiev, l'SKA, club di terza divisione sovietica. 22 gol in 83 incontri di campionato, convincono la Dinamo Kiev a puntare su Jaremčuk: al suo primo anno in prima divisione, vince il campionato sovietico. In 5 anni conquista altri due campionati, tre coppe sovietiche e la Coppa delle Coppe UEFA 1986. Nel 1991 ottiene il trasferimento in Germania, andando a giocare a Berlino, nel Blau-Weiß 90, club di seconda categoria tedesca. Dopo una sola annata, passa all'Hertha Berlino, restando nella seconda divisione tedesca. Nel 1994 torna in patria, ormai divenuta Russia: dopo 13 presenze e 1 gol al KAMAZ, firma un contratto con una società israeliana. Poi gioca anche in Repubblica Ceca e in Kazakistan, prima di fare un secondo ritorno in Russia, nel 1996, vestendo la casacca del Tekstil'ščik Kamyšin. Nel 1996 passa al Vorskla Poltava, in Ucraina, terminando la carriera all'Ivano-Frankivsk, nella massima divisione ucraina.

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Il 23 aprile 1986 esordisce in Nazionale giocando contro la Romania (2-1). Al Mondiale 1986 in Messico, gioca spesso assieme a Pavlo Jakovenko, risultando come uno dei giocatori meglio preparati atleticamente.[7]

Totalizza 18 presenze e 2 gol tra il 1986 e il 1990.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Competizioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Dinamo Kiev: 1985, 1986, 1990
Dinamo Kiev:1985, 1987, 1990
Dinamo Kiev: 1985-1986

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il nuovo Lobanovsky 'domani si vince', in La Repubblica, 11 giugno 1988. URL consultato il 27 luglio 2015.
  2. ^ Gianni Mura, Addio, scuola rossa, in La Repubblica, 15 giugno 1990. URL consultato il 28 gennaio 2015.
  3. ^ Tra Olanda e URSS finale europea bis, in La Repubblica, 22 marzo 1989. URL consultato il 27 luglio 2015.
  4. ^ a b Gianni Mura, Da Pfaff a Valdano ecco i Mr. Universo, in La Repubblica, 28 giugno 1986. URL consultato il 26 novembre 2014.
  5. ^ Una Francia più vera fermerà la macchina URSS?, in La Repubblica, 5 giugno 1986. URL consultato il 27 luglio 2015.
  6. ^ Paolo Paoletti, 'Una volta avevamo un gioco', in La Repubblica, 13 giugno 1990. URL consultato il 27 luglio 2015.
  7. ^ La zona russa: attaccano tutti, in La Repubblica, 19 giugno 1988. URL consultato il 21 gennaio 2015.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]