Ivan Galamian

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Ivan Alexander Galamian (Tabriz, 23 gennaio 1903New York, 14 aprile 1981) è stato un violinista iraniano, ritenuto uno dei più celebri pedagoghi del violino. Il suo motto era un detto di Seneca: "imperare sibi maximum est imperium" (imperare se stessi è il massimo dei dominii), frase incisa su una piccola targa che egli portava appesa nella cucina di Meadowmount, la scuola estiva dei suoi allievi. È la frase che meglio esprime i principi della sua scuola del violino.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato nell'allora Persia il 23 gennaio secondo il vecchio calendario, il 5 febbraio secondo quello attuale, si reca a Mosca con la famiglia nel 1904, dove vi trascorre l'infanzia. Nel 1919, a soli 16 anni, si diploma in violino alla Scuola della Società Filarmonica di Mosca, nella classe del professore Konstantin Mostras. Nello stesso anno va a Parigi, dove studia privatamente con Lucien Capet (suggeritore della tecnica del "roulè", o arco rullato). Dal 1925 al 1929 è membro della Facoltà nel Conservatorio Russo di Parigi. Nel 1937 si reca negli Stati Uniti, dove si stabilisce e, nel 1941 si sposa a New York con Judith Johnson. Nel 1944 fonda i corsi estivi di violino a Meadowmount, Westport (N.Y., vicino a Elizabethtown), e rimane direttore della scuola fino alla morte. Sempre dal 1944 al 1981 è insegnante al Curtis Institute di Philadelphia, e dal 1946 fino alla sua scomparsa è insegnante anche alla Julliard School di New York. Nel 1954 riceve la laurea ad honorem del Curtis Institute, nel 1966 ottiene quella dell'Oberlin College, nel 1968 quella del Cleveland College. Nel 1965 diventa membro onorario della Royal Academy of Music di Londra. Nel 1981 muore a New York. Nel 1991 è stato pubblicato da Ricordi il libro Principi di tecnica e d'insegnamento del Violino/Principles of Violin Playing & Teaching[1], dove è contenuta tutta la spiegazione dettagliata della sua scuola dello strumento e tutto il lavoro compiuto durante la sua esistenza.

Allievi[modifica | modifica wikitesto]

Lista parziale

  • William Barbini
  • Vera Beths
  • Serge Blanc
  • Anker Buch
  • Robert Canetti
  • Stuart Canin
  • Jonathan Carney
  • Charles Martin Castleman
  • Kyung-Wha Chung
  • Dorothy DeLay
  • Glenn Dicterow
  • Philippe Djokic
  • Eugene Fodor
  • Miriam Fried
  • Erick Friedman
  • Joseph Genualdi
  • Elizabeth A. H. Green
  • Heimo Haitto
  • Daniel Heifetz
  • Ulf Hoelscher
  • Carmel Kaine
  • Kaoru Kakudo
  • Dong-Suk Kang
  • Martha Strongin Katz
  • Ani Kavafian
  • Ida Kavafian
  • Chin Kim
  • Young Uck Kim
  • Helen Kwalwasser

Revisioni[modifica | modifica wikitesto]

Selezione[2]

  • Bach, Concerto No. 1 (A minor) BWV 1041, 1958
  • Bach, Concerto No. 2 (E major) BWV 1042, 1960
  • Bach, Concerto for Two Violins (D minor) BWV 1043, 1960
  • Bach, 6 Sonatas and Partitas for Solo Violin, 1971, (incluso facsimile dell’autografo)
  • Brahms, Sonatas Op. 78, 100, 108, 1975
  • Bruch, Scottish Fantasy Op. 46, 1975
  • Conus, Concerto in E minor, 1976
  • Dont, 24 Etudes and caprices for violin solo Op. 35, 1968
  • Dont, 24 Studies preparatory to Kreutzer and Rode studies Op. 37, 1967
  • Dvořák, Concerto in A minor Op. 53, 1975
  • Fiorillo, 36 Etudes or caprices for violin, 1964
  • Gaviniés, 24 Studies for violin, 1963
  • Kreutzer, 42 studies for violin, 1963
  • Mazas, Etudes Speciales Op. 36 Part 1, 1964
  • Mazas, Etudes Brilliantes Op. 36 Part 2, 1972
  • Paganini, 24 Caprices, 1973
  • Rode, 24 Caprices, 1962
  • Saint-Saëns, Caprice after a study in form of a waltz opus 52 no. 6 (trascr. di Eugene Ysaÿe), 1980
  • Sinding, Suite in A minor Op. 10, 1970
  • Tchaikovsky, Three Pieces Op. 42, 1977
  • Vivaldi, Concerto in A minor, 1956
  • Vivaldi, Concerto in G minor Op. 12, No. 1, 1973
  • Vivaldi, Concerto for Two Violins in D minor Op. 3, No. 11, 1964
  • Vivaldi, Concerto for Two Violins in A minor, Piccioli-Galamian, 1956
  • Vieuxtemps, Concerto No. 5 in A minor Op. 37, 1957
  • Wieniawski, Concerto No. 2 in D minor Op. 22, 1957
  • Wieniawski, Ecole moderne. Etudes-caprices, Op. 10, 1973

Scritti[modifica | modifica wikitesto]

  • Ivan Galamian-Frederick Neumann, Contemporary Violin Technique, Volume 1, Galaxy Music Corp., 1966
  • Ivan Galamian-Frederick Neumann, Contemporary Violin Technique, Volume 2, Galaxy Music Corp., 1966
  • Ivan Galamian-Elisabeth Green, Principles of Violin Playing and Teaching, London, Faber & Faber, 1964; tr. it. di Renato Zanettovich, Principi di tecnica e d'insegnamento del Violino, Milano, Ricordi, 1991

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Scritto in collaborazione con la sua allieva Elisabeth A. H. Green. Cfr. https://journals.sagepub.com/doi/abs/10.1177/000313139504500403?journalCode=staa
  2. ^ Le musiche elencate sono edite a New York da International Music Company; l’anno si riferisce alla pubblicazione

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Frederick Neumann, Violin Left Hand Technique: a Survey of the Related Literature, Urbana, ASTA, 1969 (vedi in particolare l'Appendice a pp. 129 segg.)
  • Boris Schwarz, “Ivan Galamian”, in Great Masters of the Violin: From Corelli and Vivaldi to Stern, Zukerman and Perlman, London, Robert Hale, 1983, pp. 547-550
  • Joseph Edgar Koob, The Violin Pedagogy of Ivan Galamian, dottorato di ricerca dell'Università dell'Illinois a Urbana-Champaign, 1986
  • Elizabeth A. H. Green, Miraculous Teacher: Ivan Galamian & the Meadowmount Experience, ASTA, 1993
  • Frederik Ohles, Shirley M. Ohles, John G. Ramsay, Biographical Dictionary of Modern American Educators, Westport- London-Connecticut, Greenwood Press, 1997, p. 122
  • Enzo Porta, Il violino nella storia, maestri, tecniche, scuole, Torino, Edt, 2000, p. 308
  • Mark Katz, “Ivan Galamian”, in The Violin, A Research and Information Guide, New York-London, Routledge, 2006, p. 312
  • Drees, Stefan (a cura di), Das Große Lexikon der Violine, Laaber, Laaber-Verlag, 2015
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