Itta di Nivelles

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Santa Itta
Saint Itta painting by Edward Burne-Jones.jpg
Dipinto di Santa Itta che nutre un bambino.
 

Badessa

 
Nascita592
Morte657
Venerata daChiesa cattolica
Ricorrenza8 maggio

Itta, o Ida, o Iduberga (592Nivelles, 8 maggio 657), è stata moglie di Pipino di Landen che, rimasta vedova, fu monaca e poi badessa, venerata come santa dalla Chiesa cattolica.

Origine[modifica | modifica wikitesto]

Era figlia di Arnoaldo, figlio di Anbertus e Blitilde[1]. Sua bisnonna fu Doda di Metz, figlia del re dei Merovingi di Colonia, Clodorico.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Itta è citata negli Annales Xantenses, quando viene ricordata la morte del marito, Pipino di Landen[2], precisando che, dopo essere rimasta vedova, nel 647, nel 650, edificò il monastero di Nivelles[2], dove, su consiglio di Amando di Maastricht, si ritirò divenendo monaca colombaniana.
Itta, detta Itaberga è citata anche negli Annales Mettenses priores, quando viene citata la figlia, Gertrude, che entrò nello stesso monastero fondato dalla madre[3],
Il monastero da lei fondato era un monastero colombaniano doppio, con un'ala maschile e una femminile, sottoposto all'autorità della badessa. Ne divenne la prima badessa; secondo un'altra versione, avrebbe rinunciato a tale dignità a favore della figlia Gertrude (che comunque le sarebbe succeduta alla sua morte).

Itta morì nel suo monastero l'8 maggio 657[2].

Matrimoni e figli[modifica | modifica wikitesto]

Itta aveva sposato Pipino di Landen a cui diede tre figli[2]:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Regal legacy
  2. ^ a b c d e f (LA) Annales Xantense, pag 34
  3. ^ (LA) Annales Mettenses, pag 4
  4. ^ Fredegario, Fredegarii scholastici chronicum, Pars quarta, LXXXVI

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti primarie[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Culto[modifica | modifica wikitesto]

Memoria liturgica l'8 maggio.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN282137429 · ISNI (EN0000 0003 8885 9575