Italo-marocchini

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Italo-marocchini
Luogo d'origine Italia Italia
Popolazione 2.680 (iscritti AIRE)
Lingua italiano, francese, arabo
Religione cattolicesimo, islam
Distribuzione
Marocco Marocco ca 2.500
Gli Italiani del Marocco erano concentrati nel quartiere "Maarif" (detto anche "Piccola Italia"), vicino al Boulevard De la Gare di Casablanca. Alcuni degli edifici in questa foto degli anni venti furono costruiti da ditte italo-marocchine

Italo-marocchini sono gli Italiani emigrati negli ultimi secoli in Marocco ed i loro discendenti.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I primi Italiani ad emigrare in Marocco furono alcuni Siciliani provenienti dalla Tunisia nella seconda meta dell'Ottocento. La comunità italiana ebbe uno sviluppo notevole nel Marocco francese ; già nel censimento del 1913 vennero registrati circa 3.500 italiani, quasi tutti concentrati a Casablanca. Gli Italiani si dedicavano principalmente al commercio ed all'industria della costruzione marocchina:

« Forse non tutti sanno che furono gli emigrati italiani, in gran parte siciliani, a "costruire" Casablanca. Nel 1911, gli italiani che si erano insediati in Tunisia, emigrati nelle terre nordafricane soprattutto dalla Sicilia e dalle regioni meridionali della Penisola, si trovarono improvvisamente in un paese ostile. L'Italia aveva aggredito la Libia, e quelli che erano considerati fratelli divennero all'improvviso nemici di cui diffidare. Fu così che molti preferirono trasferirsi nel più tranquillo Marocco, dove si erano insediati i francesi e dove la richiesta di manodopera non mancava. Casablanca divenne una città attiva e operosa, che nel corso del tempo andò riempiendosi di negozi e botteghe francesi e italiane, attive ancora oggi.[1] »

Fu invece minima la presenza italiana nel Rif, controllato dalla Spagna, tranne che a Tangeri, città internazionale, dove era presente una importante comunità, come testimonia la presenza della Scuola Italiana.[2].

Negli anni trenta gli italo-marocchini, quasi tutti di origine siciliana, erano oltre 20.000 ed abitavano prevalentemente il quartiere Maarif di Casablanca, detto addirittura Petite Italie (Piccola Italia, Little Italy) perché oltre il 60% dei suoi abitanti erano italo-marocchini.[senza fonte] In quegli anni opere importanti, esistenti, furono progettate e realizzate dalle imprese edili dirette da italiani in ambito industriale ed architettonico, edifici, cinema ed opere pubbliche come il porto di Mohammedia.

Nei primi anni cinquanta vi fu una piccola ripresa della emigrazione italiana, che fece di nuovo crescere la comunità, scesa a meno di 10.000 Italiani nel 1945, anche per via del fatto che numerosi italo-marocchini acquisirono la cittadinanza francese per potere lavorare senza problemi. Nel 1955 si contavano circa 18.000 italo-marocchini, quasi tutti a Casablanca.

Con la decolonizzazione molti italo-marocchini hanno lasciato il Marocco. La comunità è ripresa a crescere dagli anni '70-'80 con l'arrivo di tecnici industriali, mananger del turismo e della cooperazione internazionale, ma rimane molto limitata. Va segnalata la presenza di un gruppo di quasi 300 italiani residenti a Marrakesh dagli anni novanta, dove hanno creato con successo attività collegate all'industria del turismo italiano ed internazionale.[3]

Nel 2007 sono 1.628 gli Italiani residenti nel Marocco, secondo fonti governative dell'Italia.[4] Solo la metà di questi discende dalla comunità dell'epoca coloniale, essendo numerosa la presenza di tecnici e dirigenti di ditte italiane operanti nel Marocco contemporaneo. Inoltre circa 30.000 marocchini hanno ascendenza italiana.

Lingua e religione[modifica | modifica wikitesto]

Tutti gli italo-marocchini parlano un po' l'italiano, parlando in arabo, spagnolo, francese come seconda lingua. Gli italo-marocchini delle nuove generazioni sono equiparate alle società marocchina, e la maggior parte di loro parlano solo arabo, spagnolo, e francese (con solo qualche parola di italiano).

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Nella religione, la maggior parte delle giovani generazioni di italo-marocchini sono cattolici, mentre solo pochi giovani ragazze o ragazzi sono convertiti all'Islam

Il Cattolicesimo nel Marocco fu molto seguito negli anni del Protettorato francese e spagnolo (circa 600.000 seguaci nel 1930), ma attualmente è ridotto a poche decine di migliaia di fedeli. Gli Italiani appartengono alla Arcidiocesi di Rabat ed hanno come Chiese principali quella di Anfa-Maarif, nel quartiere storico degli italiani di Casablanca, e quella di Cristo Re [5].

Associazionismo[modifica | modifica wikitesto]

Vi sono alcune associazioni italiane in Marocco, concentrate a Casablanca ma anche presenti a Marrakesh 'Circolo degli Italiani [6]) e Tangeri (l'Ospedale Italiano [7]).

Tra le più importanti si annoverano il "Circolo degli Italiani", la "Dante Alighieri" e la "Scuola italiana di Casablanca" [8] :

  • Il Circolo degli Italiani di Casablanca ebbe il suo anno di fondazione nel 1932 e nacque con il nome di "Circolo degli Italiani Cattolici". Subito dopo la sua fondazione vennero costruiti i locali, finanziati con una massiccia partecipazione popolare dalla Comunità Italiana di Casablanca dell'epoca (che allora contava circa 12.000 persone). Il Circolo specializzò la sua attività nel settore sportivo, in particolar modo calcio e ciclismo dove ottenne notevoli successi tanto in ambito locale quanto nel Marocco del Protettorato Francese. Dopo il 1945 perse molta della sua importanza, e si ridusse a semplice ristorante negli anni settanta per i pochi Italo-marocchini rimasti. Dal 2002 ha una nuova gestione e sta tornando ad essere importante tra gli italiani ed europei di Casablanca.[senza fonte]
  • Il primo Comitato della Dante Alighieri fu costituito a Casablanca nel 1932, ma l'iniziativa dovette soccombere al dilagare della guerra. Un secondo tentativo falli nel 1951 e fu solo a partire dal 1956 che l'Associazione poté iniziare a svolgere la sua attività in modo duraturo e apprezzabile, promuovendo la cultura e la lingua italiana.[senza fonte]
  • La Scuola italiana di Casablanca iniziò ad operare negli anni venti, ma dopo l'indipendenza del Marocco entrò in crisi. Dall'anno scolastico 1995/1996 è iniziata la destatalizzazione ufficiale della Scuola Elementare e Media di Casablanca per una fortissima riduzione di alunni italiani. Dallo stesso anno la Scuola Italiana è gestita da un Comitato di Gestione delle Scuole Private Paritarie di Casablanca, che comprendono la Scuola dell'infanzia, Scuola Primaria, Scuola Media, Liceo Scientifico e Istituto Tecnico Professionale Aziendale. La scuola era frequentata nel 2006 da un totale di 320 alunni, di cui 20 italiani ed il restante marocchini. Nel 2007 è stata intitolata a Enrico Mattei.[senza fonte]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Favero, Luigi e Tassello, Graziano. Cent'anni di emigrazione italiana (1876-1976). Cser. Roma, 1978.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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