Istruzione domiciliare

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L'istruzione domiciliare è un tipo di istruzione svolta esclusivamente in un contesto domiciliare, cioè al di fuori delle istituzioni pubbliche e private, quali in primis, le scuole. Si tratta di un fenomeno che è sempre esistito, essendo stato in passato l'unica forma di istruzione intellettuale. Ci sono varie motivazioni a favore dell'istruzione domiciliare, che normalmente ha una struttura e un'organizzazione completamente differente rispetto alle regole e organizzazione della cosiddetta "scuola dell'obbligo".

Nella maggior parte dei casi l'istruzione domiciliare riconosce i membri della famiglia come tutori e insegnanti dei propri figli, parlando di una vera e propria istruzione parentale, ma esistono allo stesso modo diverse realtà, come quella di ingaggiare insegnanti privati per tenere lezioni ai propri figli all'interno dell'ambiente domiciliare. In molti casi l'istruzione domiciliare è una opzione legale per i genitori che vogliono formare i figli in ambienti di apprendimento diversi da quelli esistenti nelle scuole vicine. Molte di queste famiglie fanno questa scelta per motivi religiosi.

Tipi di istruzione domiciliare[modifica | modifica wikitesto]

L'ampia gamma di forme e metodi di istruzione parentale è difficile da classificare, tuttavia, dal punto di vista dell'uso del materiale curriculare, possiamo individuare almeno due tipologie, fra le quali ogni famiglia può beneficiare di un educatore:

  • L'istruzione gratuita e senza scuola.
  • L'istruzione operata da genitori riuniti in associazione, in un luogo che li ospita (il Progetto "Brema", in Comune di Claut - PN), pensato in alternativa alla scuola secondaria superiore.
  • Curriculum Istruzione sotto la supervisione di una scuola o di università.

Istruzione libera o non formale[modifica | modifica wikitesto]

Si basa sul principio che ogni bambino possiede la capacità intrinseca di apprendere, e che l'infanzia è il momento della vita migliore per scoprire il proprio potenziale. D'altra parte si ritiene che per raggiungere l'integrazione nella società sia molto più naturale vivere in essa piuttosto che isolati nelle aule scolastiche.

In questo modo i bambini e i genitori si concentrano solo sull'integrazione dei bambini con il maggior numero possibile di attività quotidiane, lavoro, divertimento, e così via.

Curriculum educativo domestico[modifica | modifica wikitesto]

Si basa sul principio del riconoscimento dei curriculum esistenti nelle scuole e nelle università come i più adeguati ad essere insegnati e appresi dai bambini, considerando il loro monitoraggio e conseguimento come una parte importante dello sviluppo sociale del bambino. Così, i genitori agiscono come intermediari educativi tra la scuola e i propri figli. Essendo i genitori a gestire tutto il processo di apprendimento sotto il controllo dell'"ombrello" istituzionale, possono anche essere valutati insieme ai bambini.

Forme intermedie di istruzione parentale[modifica | modifica wikitesto]

La maggioranza delle famiglie che ha scelto l'istruzione parentale entro le mura domestiche ha optato tra i due metodi sopra descritti, adottando diversi gradi di rigidità nella trasmissione verticale del sapere proveniente da qualsiasi programma o da uno autonomo, fornendo allo stesso tempo diversi gradi di libertà nell'apprendimento dei loro figli.

Storia dell'istruzione domiciliare[modifica | modifica wikitesto]

La nascita della scuola dell'obbligo[modifica | modifica wikitesto]

La scuola dell'obbligo più antica ebbe inizio in Occidente nel tardo Seicento e nel primo Settecento negli stati tedeschi di Gotha, Heidelheim, Calemberg e in particolare lin Prussia. Education: Free and Compulsory - Murray N. Rothbard, Mises Institute. Negli Stati Uniti, il primo stato ad approvare una legge obbligatoria per l'educazione fu il Massachusetts, nel 1789, e venne stabilito nel 1852 un vero e proprio "sistema moderno di istruzione di Stato obbligatorio". Durante questo periodo era ordinario che la maggior parte dei genitori usasse i libri per l'istruzione in casa come Fireside Education, 1828, oppure Helps to Education In The Homes Of Our Countries di Burton e Warren, 1863, o i servizi dei docenti itineranti, nella misura in cui i mezzi e le opportunità lo consentivano. Dopo che lo Stato del Massachusetts impose il suo sistema, altri stati iniziarono a rendere obbligatoria la frequenza scolastica, ma nel 1912, A.A. Berle della Università di Tufts affermava che i precedenti venti anni di educazione di massa erano stati un fallimento e che centinaia di genitori gli avevano chiesto come poter educare i propri figli a casa.

Inizio dell'era moderna[modifica | modifica wikitesto]

A partire dagli anni 1970, le premesse e l'efficacia dell'istruzione obbligatoria venne contestata dalla pubblicazione di libri come Deschooling Society di Ivan Illich, 1970 e No More Public School, di Harold Bennett, 1972. Queste idee trovano posto nella riforma della scuola John Caldwell Holt che scrisse, nel 1976 Instead of Education: Ways To Help People Do Things Better Dopo la pubblicazione del libro, Holt è stato contattato dalle famiglie di tutti gli Stati Uniti, che avevano preso la decisione di educare i propri figli a casa. Successivamente, Holt iniziò a pubblicare una rivista dedicata alla educazione domestica chiamata Growing Without Schooling.

Quasi contemporaneamente, nella seconda metà del decennio degli anni settanta, gli educatori Ray e Dorothy Moore cominciarono a documentare e pubblicare i risultati delle loro ricerche sull'ottimizzazione della formazione nei bambini, il cui principale risultato è stato che i bambini non dovrebbero entrare nel sistema di istruzione formale prima dei dieci anni di età al fine di ottenere dei risultati ottimali dal punto di vista educativo e sociale. Il Moore ha inoltre adottato la formazione parentale ed è diventato uno dei principali sostenitori del sistema attraverso la pubblicazione di libri quali: Better Late Than Early (1975) e Home Grown Kids (1984).

La filosofia di base di John Holt per l'istruzione è semplice: "In sostanza ... l'animale umano è un animale da apprendimento, ci piace imparare, noi siamo bravi a farlo, non è necessario mostrarci come farlo. Ciò che uccide il processo sono coloro che interferiscono con esso o tentano di regolamentarlo o controllarlo." Non c'era una grande distanza da essa per raggiungere il concetto di istruzione parentale, e Holt sostenne più tardi, nel 1980: "Voglio chiarire che non vedo l'istruzione parentale come una sorta di risposta alle deficienze delle scuole. Penso che la famiglia è la base adeguata per l'esplorazione del mondo che intendiamo per apprendimento o istruzione. La casa sarebbe la base migliore, non importa quanto siano valide le scuole". Holt scrisse un libro sull'istruzione parentale, Teach Your Own (1981), e continuò sperando in un tipo di riforma descolarizzante più espansiva in materia di istruzione nel suo complesso, fino alla sua morte nel 1985.

In Spagna le teorie di Holt sono conosciute a partire dagli anni Ottanta grazie alla rivista Crecer sin escuela, l’unica ad essere pubblicata con continuità da maggio 1991 a dicembre 2002, per un numero complessivo di 71 articoli[1]. Gli altri periodici diffusi hanno una diffusione marginale e sono: El buzón ,un bollettino interno autofinanziato e autogestito dalle famiglie che vede la pubblicazione di 6 numeri dal 1993 al 1997, e Aprender sin escuela, editato da Elsa Haas dall’Agosto del 1989 e che arriva a pubblicare solo due bollettini. A differenza degli Stati Uniti, la linea ufficiale delle famiglie (capeggiata da Péter Szil y Bippan Norberg, editori di Crecer sin escuela) non ha una condotta pedagogica comune, ma la maggioranza é contraria alla legalizzazione e regolarizzazione di questa pratica, preferendo viverla al margine della legalità ed evitando i controlli statali. Così, dopo gli anni Novanta, i movimenti e le teorie degli ‘Unschooler’ hanno continuato a svilupparsi su un binario parallelo a quello statale.

Negli anni Ottanta il movimento diventa così esteso che nel 1993 questa pratica pedagogica viene riconosciuta in 50 paesi membri degli Stati Uniti.

Sviluppi successivi[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi anni, anche in altri contesti contesti internazionali, approfittando delle aperture normative concesse dalle costituzioni, sono nate diverse scuole ‘alternative’, più o meno al margine della tradizionalità. Anche in questo caso, eccetto la famosa Summerhill inglese che ha attirato l’attenzione dei pedagogisti fin dal suo atto costitutivo, per le altre realtà si hanno pochi approfondimenti[1]. Per poterle classificare in modo da descrivere aspetti comuni, F. Codello e I. Stella hanno utilizzato l’espressione ‘scuole non autoritarie[2]' perché tra gli aspetti più innovativi vi è la rinuncia alla valutazione e classificazione delle prove degli alunni e l’autgestione, da parte dei genitori e degli studenti, per quanto riguarda i percorsi curriculari e i progetti pedagogici. Tra queste rientrano: Escola do Ponte (Portogallo); Tamariki School (nuova Zelanda); Hall School (Inghilterra); Sand School (Inghilterra); Frei Skole (Danimarca); Sudbury School (Inghilterra); Freue Scule (Brema); Carl Rogers (Butapest); Scuola Bonaventure (Francia); Villaggi Campill (rete internazionale); Granja escuelas (Spagna); scuole Wolford (rete internazionale).

Situazioni nazionali[modifica | modifica wikitesto]

Australia[modifica | modifica wikitesto]

Le statistiche australiane non registrano le famiglie che educano a casa, però la quantità può stimarsi grosso modo in 15.000.[3] Nel 1995, Roland Meighan della Nottingham School of Education valutò in 20.000 di queste famiglie.[4]

Canada[modifica | modifica wikitesto]

Meighan stimò nel 1995 il numero totale di formati in casa nel Canada fra le 10.000 e le 20.000 unità.[4] Karl M. Bunday stimò, nel 1995, basandosi su monitoraggi periodici, che in Canada circa l'1% dei bambini in età scolare era stato formato in casa.[5] Nell'Aprile del 2005, il numero totale di studenti formati in casa registrati nella Columbia Britannica era all'incirca di 3.068 unità.[6]

Italia[modifica | modifica wikitesto]

In Italia la Costituzione stabilisce che "È dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli [...] Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti." (Articolo 30). Mentre il D.lgs del 16 aprile 1994, n.297, all'art. 111, ne inizia a definire le modalità burocratiche di comunicazione alle istituzioni scolastiche.

Inoltre, l'articolo 33 della Costituzione italiana cita: "L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.".

L'art. 34 recita che "L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita", che in combinato con l'art. 33 il quale opera la distinzione terminologica fra "scuola" e "istruzione", è interpretato nel senso di una più generale obbligatorietà dell'istruzione e non del tipo di scuola, e una conseguente legittimità delle scuole parentali.

In Italia non è stata condotta alcuna campagna per la legalizzazione dell'educazione parentale negli anni Ottanta, essendo l’educazione in casa una possibilità prevista dal diritto costituzionale (art.118) che legittima la ‘sussidiarietà orizzontale’. I movimenti oggi attivi sul territorio hanno ottenuto con la legge Moratti n.76/2005 la possibilità di inserire i giovani coinvolti in questo tipo di educazione all’ interno del percorso statale obbligatorio in qualsiasi anno scolastico, effettuando un esame di ingresso e rendicontando il programma svolto in famiglia. Il dirigente scolastico della scuola di appartenenza o il sindaco del comune sono responsabili dell’assolvimento dell’obbligo di istruzione per tutto il tempo che i genitori educano i figli in casa. Anche nel caso italiano non si conoscono i numeri effettive del fenomeno, la cifra stimata dalle quattordici associazioni ammonta a circa mille famiglie. In alcune realtà dove il fenomeno è più esteso, il Comune organizza un’area di supporto[7]. La scelta di non iscrivere i bambini a scuola coinvolge però prevalentemente i bambini dai tre ai sei anni, età per la quale non è previsto l’obbligo; le esperienze di educazione ‘alternativa’ rientrano quindi, dal punto di vista legale, nella scelta delle famiglie di una ‘educazione privata’. In linea generale, fanno parte della rete di ‘scuole alternative italiane’ per l’infanzia: gli asili steineriani, in cui viene dato particolare rilievo al ritmo di crescita spirituale dei bambini; gli asili nel bosco, una esperienza educativa nata in Danimarca basata su un modello di eslorazione all’area aperta in cui la conoscenza avviene per auto imposizione di regole, le recenti ‘scuole di decrescita’, ovvero scuole infantili collocate in eco-villaggi. Le famiglie che scelgono di continuare questo tipo di educazione meno autoritaria optano talvolta, in sostituzione della scuola primaria, per il modello parentale o entrano nella gestione di una ‘scuola libera’, intendendo con questa espressione la scelta di alcune famiglie, legalmente in educazione parentale, di educare i propri figli in uno spazio comune autogestito. Talvolta invece, un percorso legato alle difficoltà di inserimento del bambino o una precisa ideologia familiare, conducono alla ricerca di reti di supporto ad una educazione non statale scegliendo in un secondo momento l’educazione in casa[8].

Spagna[modifica | modifica wikitesto]

In linea di massima il cosiddetto homeschooling si considera legale, dato che l'educazione è obbligatoria fino ai 16 anni, e vi è una contraddizione fra gli articoli 10 e 27 della Costituzione che si manifesta come di seguito:

Articolo 27.

  • 1. Si riconosce la libertà di insegnamento.
  • 3. Le istituzioni garantiscono il diritto dei genitori affinché i loro figli ricevano la formazione religiosa e morale secondo le loro convinzioni.

Articolo 10.

  • 1. La dignità della persona, i diritti inviolabili che le sono inerenti, il libero sviluppo della personalità, il rispetto della legge e dei diritti altrui sono il fondamento dell'ordine pubblico e della pace sociale.
  • 2. Le norme relative ai diritti fondamentali e alle libertà che la Costituzione riconosce, si interpreteranno in conformità con la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani e ai trattati e accordi internazionali sulle medesime materie ratificate per la Spagna.

Per maggiori informazioni consultare il libro: [Ana María Redondo][1], "Defensa de la Constitución y enseñanza básica obligatoria. Integración educativa intercultural y homeschooling"

Nel marzo del 2009, la Generalitat de Catalunya annuncia che regolerà questa modalità di istruzione.[9]

L'emendamento n°170, proposto dalla Esquerra Republicana e firmato anche da PSC e ICV, aggiunge un'ulteriore disposizione:

"Scolarizzazione e insegnamenti obbligatori"

"Gli insegnamenti obbligatori stabiliti nell'articolo 5.1 si impartiscono normalmente nelle scuole. Tuttavia, attraverso i regolamenti si stabiliranno le misure per garantire i diritti dei bambini e dei giovani di quei genitori o tutori che optano eccezionalmente di educare i propri figli nelle fasi dell'educazione di base nell'ambito familiare. Tali misure prevedono inoltre l'accreditamento delle competenze del Laureato in Educazione Secondaria Obbligatoria."

Oggi il numero di famiglie che in Spagna adottano la scelta di educare i figli in casa si aggira tra i duemila e i quattromila, almendo attenendosi a dichiarato dai blog e dai giornali. Il governo non ha effettuato una statistica sul fenomeno che rientra tra i dati della dispersione scolastica. Dal punto di vista legale, l’articolo 68 della Ley Orgánica de la Educación en España del 2006 permette di reinserirsi nel percorso riconosciuto dallo stato solo ottenendo il titolo di Educazione Secondaria all’etá di 18 anni, mentre attraverso la scolarizzazione ordinaria si accede allo stesso esame a soli 16 anni. La maggior parte delle famiglie preferisce inserire i figli all’interno del percorso statunitense, dove le università aprono le porte agli ‘homeschooler’ attraverso un esame di ingresso, senza richiedere alcun titolo che attesti gli anni di scolarizzazione ufficiale. Gli studenti, in genere, omologano in seguito il titolo universitario dandogli una validità giuridica anche in Spagna. Le due associazioni di ‘homeschooler’ più importanti sono Asociacion Para La Libre educación[10] e Educar en Familia[11]. Attraverso le rispettive piattaforme digitali le associazioni si occupano di aggiornare l’informativa sull’educazione parentale legata agli aspetti normativi, inoltre, offrono materiali, letture e incontri conoscitivi. Attraverso la piattaforma Libertad Educativa[12] vengono organizzati anche incontri tra famiglie, condivisioni di esperienze e la raccolta di narrazioni educative dei genitori. Uno degli eventi annuali è el Encuentro e alternativas en Educación, al quale partecipano anche pedagogisti, scrittori, poeti, artisti circensi e persone interessate al tema. In Spagna, la ‘homescholling’, insieme alle esperienze di scuole libere ed autogestite, viene considerata una ‘educazione alternativa’ alla scuola, di cui la più grande piattaforma nazionale è offerta dall’organizzazione Ludus[13], mentre il riferimento internazionale è REEVO[14].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Michela Esposito, Ivan Illich; l'implicito pedagogico. La filosofia del limite come modello di educazione ambientale, Youcanprint, ISBN 9788892642638.
  2. ^ F. Codello; I. Stella, Liberi di imparare. L’esperienza di scuola non autoritaria in Italia e all’estero raccontata dai protagonisti, in Terra Nuova, 2011..
  3. ^ Home Education Association Inc. (Australia) - How Many Home Educators in Australia
  4. ^ a b Education Otherwise
  5. ^ Homeschooling Is Growing Worldwide (Learn in Freedom!)
  6. ^ BC Ministry of Education
  7. ^ informagiovani-italia.com, http://www.informagiovani-italia.com/scuola_familiare_homeschooling.htm .
  8. ^ E. Di Martino, Hoomeschooling. L’educazione parentale in Italia, SE, 2014, pp. 88-89.
  9. ^ El País: Cataluña abre la vía para formar a los hijos en casa
  10. ^ educacionlibre.org, http://educacionlibre.org/wordpress/ .
  11. ^ [www.educarenfamilia.org www.educarenfamilia.org] .
  12. ^ libertadeducativa.org, http://www.libertadeducativa.org/p/home.html .
  13. ^ ludus.org.es, http://ludus.org.es/es/projects?province_id=41 .
  14. ^ mapa.reevo.org, http://mapa.reevo.org/ .

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