Istituto nazionale per le case degli impiegati statali

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Istituto nazionale per le case degli impiegati statali
Sede INCIS.jpg
Sede dell'INCIS in Roma. Il fregio sotto il cornicione riporta le denominazione dell'Istituto. L'edificio ospita l'Ispettorato degli Enti disciolti della Ragioneria Generale dello Stato.
Stato Italia Italia
Tipo Ente pubblico
Sigla INCIS
Istituito 1924
da Governo Mussolini
Predecessore IRCIS (Istituto Romano Cooperativo per le Case degli Impiegati dello Stato), incorporato
Riforme 1933
Soppresso 1971 con effetto dal 31 dicembre 1973
Successore gli IACP provinciali (per il patrimonio immobiliare), la Ragioneria Generale dello Stato e poi Fintecna (per la gestione liquidatoria)
Sede Roma
Indirizzo Via Lariana, 15

L'Istituto nazionale per le case degli impiegati statali (in acronimo INCIS) era un ente pubblico costituito per costruire abitazioni e gestirne l'assegnazione, a canone agevolato, agli impiegati pubblici. Ha gestito l'assegnazione di alloggi costruiti anche da altri Enti ed altri programmi, come Gescal e INA-Casa.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'INCIS fu costituito con decreto legge 25 ottobre 1924 n. 1944 per costruire, ed in via eccezionale acquistare, edifici da assegnare in locazione ai dipendenti civili e militari dello Stato, con priorità ai dipendenti con minore stipendio.

Per costruire edifici, l'Istituto poteva avvalersi di prestiti agevolati della Cassa depositi e prestiti.[1]

Nel 1933 l'INCIS incorpora l'Istituto Cooperativo per le case degli Impiegati dello Stato in Roma[2] Che aveva costruito edifici e ampie aree urbane di Roma, caratterizzate da costruzioni di 5/6 piani, contrapposte alle abitazioni di 2/3 piani della Città giardino e della Garbatella.

Prima pietra di costruzione del primo edificio costruito dall'INCIS nel 1926.

La legge 22 ottobre 1971 n. 865 (detta legge per la casa) trasforma gli IACP da Enti pubblici economici in Enti pubblici non economici evidenziandone le finalità assistenziali. La legge prevede l'incorporazione negli IACP, suddivisi per provincia, del patrimonio INCIS e GESCAL non ceduto agli assegnatari. La legge prevede la soppressione, con effetto dal 31 dicembre 1973, dell'INCIS e di altri otto Enti operanti nel settore. La cessione del patrimonio immobiliare viene regolata con decreto del 1972[3] e realizzata nel 1974.

La sede INCIS ospita oggi alcuni uffici del Ministero dell'Economia e delle Finanze.
Sede INCIS, vista laterale della sede, con logo dell'Istituto.

L'INCIS diviene da allora un Ente disciolto, la cui gestione liquidatore si protrarrà per decenni.

Palazzo INCIS di Piazza San Saturnino, 5 a Roma

Costruzioni[modifica | modifica wikitesto]

L'INCIS ha costruito numerosi quartieri, complessi ed edifici singoli, realizzando progetti urbanistici qualificati, che dopo molti decenni dalla loro realizzazione rappresentano costruzioni di pregio architettonico, coniugando canoni estetici di alto livello con caratteristiche di elevata funzionalità.

Ha edificato interi quartieri di città italiane, o gran parte di essi, tra i quali:

Inoltre ha costruito gli alloggi sottufficiali a Bengasi (Libia).[9]

Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Mosconi (1925 - 1928)[10]
  • Ettore Mazzucco (1928 - 1932)[11]
  • Agostino D'Adamo (1932 - 1933)[12]
  • Bruno Sargentini (1933...?)
  • Natale Schiassi (?...1941 ...?)
  • Filippo Lupis (?...ottobre 1947...?)[13]
  • Antonio Iannotta
    • Commissario (?...1948...1951...?),[14]
    • Presidente (?...7 febbraio 1952, 8 agosto 1957...?)[15][16]
  • Umberto Ortolani (?...1959 - 1968...?)
  • Ing. Argento (?... marzo 1974 ...?), presidente pro-tempore [17]

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Nel maggio 1968 viene alla luce che la campagna elettorale di alcuni candidati alle elezioni politiche viene realizzata anche mediante l'invio di lettere la cui gestione ed affrancatura avviene a spese e con personale INCIS.[18]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ https://www.politesi.polimi.it/bitstream/10589/73026/1/2012_12_Ruggeri.pdf
  2. ^ http://ffmaam.it/GALLERY/0-1161356342-CATALOGHI_8586_IRCIS_visualiza_catalogo.pdf
  3. ^ DPR 30 dicembre 1972, n. 1036, recante "Norme per la riorganizzazione delle amministrazioni e degli enti pubblici operanti nel settore dell'edilizia residenziale pubblica"
  4. ^ http://www.archidiap.com/opera/quartiere-incis-a-decima/ Quartiere INCIS a Decima, quartiere di Roma.
  5. ^ http://opac.iuav.it/ewar/ew_queryewar_isis.php?&EW_T=M1&???EW_HIL=ew_menu.html&EW_HFL=ew_copy.html&EW_FL=ew_limiti.html&EW4_DLL=20&EW4_DLP=10&EW4_CJL=1&EW4_NVR=&EW4_NVT=&EW4_NMI=&EW_RM=10&EW_EP=AFN2=0000060&EW_RP=9&&EW_P=LS_EW&EW_D=W5006&EW=003346 Quartiere INCIS sulla via imperiale a Roma.
  6. ^ http://www.museotorino.it/view/s/28aef70982fa40c3afa973bfbc1f334a Costruzioni INCIS a Torino.
  7. ^ http://www.comune.modena.it/lecittasostenibili/atlante-delle-architetture-del-900-di-modena/le-101-architetture/101schede/case-incis-via-dogali Case INCIS a Modena.
  8. ^ http://www.comune.bolzano.it/UploadDocs/10503_Fascismo_IT_xweb.pdf Complesso INCIS di Bolzano.
  9. ^ http://opac.iuav.it/ewar/ew_queryewar_isis.php?&EW_T=M1&???EW_HIL=ew_menu.html&EW_HFL=ew_copy.html&EW_FL=ew_limiti.html&EW4_DLL=20&EW4_DLP=10&EW4_CJL=1&EW4_NVR=&EW4_NVT=&EW4_NMI=&EW_RM=10&EW_EP=AFN2=0000060&EW_RP=9&&EW_P=LS_EW&EW_D=W5006&EW=003828 Alloggi sottufficiali a Bengasi (Libia).
  10. ^ http://www.treccani.it/enciclopedia/antonio-mosconi_%28Dizionario-Biografico%29/ Antonio Mosconi Presidente INCIS
  11. ^ http://notes9.senato.it/web/senregno.NSF/5bf1b82e3eb231fdc1257134005792c0/662b169529340c1c4125646f005d5cfe?OpenDocument
  12. ^ D'ADAMO, Agostino in Dizionario Biografico – Treccani
  13. ^ http://archiviostorico.unita.it/cgi-bin/highlightPdf.cgi?t=ebook&file=/archivio/uni_1948_01/19480121_0002.pdf&query=Presidente%20incis
  14. ^ Ripresa edilizia a Roma: visita alle nuove case popolari. "Inaugurati da Tupini e Rebecchini nuovi lotti di costruzioni dell'INCIS" - Cinegiornali - Scheda video - Istituto Lu...
  15. ^ 1952 ROMA INCIS Avv. Antonio IANNOTTA al sen. Antonio ROMANO *Autografi
  16. ^ La Stampa - Consultazione Archivio
  17. ^ http://archiviostorico.unita.it/cgi-bin/highlightPdf.cgi?t=ebook&file=/archivio/uni_1974_03/19740324_0012.pdf&query=luca%20lando
  18. ^ http://archiviostorico.unita.it/cgi-bin/highlightPdf.cgi?t=ebook&file=/archivio/uni_1968_05/19680507_0006.pdf&query=Presidente%20incis

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]