Isola linguistica di Castelletta (Fabriano)

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Dialetto castellettano
Caʃtillìttu
Parlato inItalia
RegioniMarche
Locutori
Totale~150 parlanti
ClassificaNon nei primi 100
Tassonomia
FilogenesiIndoeuropee
 Italiche
  Romanze
   Italiano centrale
    Dialetto marchigiano
     Dialetto camerte
      Dialetto castellettano
Statuto ufficiale
Ufficiale in-
Regolato danessuna regolazione ufficiale
Codici di classificazione
ISO 639-2-

Quello di Castelletta (Fabriano) è un dialetto del sistema vernacolare della provincia di Ancona, cadetto però al Camerte, e formatosi nel borgo omonimo durante il Medioevo, quando il Feudo dei Conti Gentili di Rovellone[1] divenne appunto lembo estremo del Ducato di Spoleto e quindi parte del Ducato di Camerino.

Quando questo cessò di esistere, tale parlata riuscì a preservarsi a Castelletta[2], dove fu mantenuta grazie al relativo isolamento geografico, sociale e politico che il paese ebbe nei secoli successivi.

Proprio per questi motivi a Castelletta si formò un ramo cadetto al dialetto cittadino, simile dal punto di vista morfologico e, di conseguenza, imparentato coi Dialetti umbri, nonché divergente dai limitrofi Fabrianese e Cingolano, motivo per cui è corretto parlare di enclave linguistica, oltre che per la cospicua distanza dalla "città madre" di Camerino.

Attualmente il Dialetto castellettano è parlato soltanto dagli anziani della comunità paesana, divisa fra chi ancora risiede nel borgo e chi ne è emigrato durane il XX secolo: il numero dei locutori ammonta perciò a meno di centocinquanta persone sparse fra Castelletta e varie città dell'Italia centrale e settentrionale.

Tra i centri meta di immigrazione e quindi con famiglie di origine castelletana, i principali sono Fabriano, Ancona, Roma e Ravenna.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Contado dei Gentili di Rovellone fu uno stato feudale esistito durante il Basso Medioevo. Esso era costituito da undici castelli e Castelletta ne fu il centro principale.
  2. ^ mentre nel resto del territorio circostante si andrà radicando un'altra variante maceratese, ad oggi tipica di lì.