Isola di Karamzin

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Isola di Karamzin
Остров Карамзина
Geografia fisica
LocalizzazioneMar del Giappone
Coordinate42°50′30.1″N 131°41′17.88″E / 42.841694°N 131.6883°E42.841694; 131.6883
ArcipelagoArcipelago dell'imperatrice Eugenia
Dimensioni0,60 × 0,20 km
Altitudine massima107 m s.l.m.
Geografia politica
NazioneRussia Russia
Circondario federaleEstremo Oriente
Kraj  Litorale
Cartografia
Mappa di localizzazione: Circondario federale dell'Estremo Oriente
Isola di Karamzin
Isola di Karamzin
Mappa di localizzazione: Federazione Russa
Isola di Karamzin
Isola di Karamzin
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L'isola di Karamzin (in russo Остров Карамзина, ostrov Karamzina) è un'isola russa che fa parte dell'arcipelago dell'imperatrice Eugenia ed è bagnata dal mar del Giappone.

Amministrativamente appartiene alla città di Vladivostok, nel Territorio del Litorale, che è parte del Circondario federale dell'Estremo Oriente.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

L'isola è situata circa 3 km[1] a sud-est dell'isola di Rikord, e 4,2 km[1] a est dell'isola di Moiseev. È bagnata dalle acque del golfo dell'Ussuri, ovvero la parte occidentale del golfo di Pietro il Grande.

Karamzin è un'isola rocciosa dalla forma allungata, con un breve promontorio nella parte settentrionale. Si estende da nord a sud per circa 600 m,[1] e raggiunge una larghezza massima di 200 m[1] al centro. L'altezza massima è di 107 m s.l.m. nella parte meridionale.
La costa è costituita da alte scogliere rocciose, con due piccole spiagge a spezzarne la linea.

Fauna[modifica | modifica wikitesto]

L'isola è una riserva naturale dal 1984.[2] Su Karamzin nidificano diverse specie di uccelli, tra i quali il cormorano pelagico, l'uria, il gabbiano di Sabine e la berta striata.[2]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Come per le altre isole dell'arcipelago, Karamzin è stata scoperta e così nominata, durante la spedizione russa del 1862-63 guidata da Vasilij Matveevič Babkin.
Verso la metà del XX secolo l'isola fu sede di due affondamenti: la Indigirka, che fu colpita da un cacciatorpediniere giapponese, e la nave di ricerca Dekabrist.[2] Per questo motivo i fondali sono molto frequentati dai turisti subacquei.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Misure approssimative, calcolate utilizzando Google Earth.
  2. ^ a b c Informazioni varie su Shamora.info, su shamora.info. URL consultato il 13 maggio 2012.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]